martedì 23 aprile 2013

Si salvi chi può...

Volevo giusto far notare questo:


Sembra che qualcuno stia pensando di rinominare M*Gelmini ministro dell'Istruzione. Ha ottenuto grandi risultati durante il suo primo mandato ma, come Napolitano, probabilmente può dare di più. In effetti ci sono ancora tutti quei luoghi obsoleti in giro su cui intervenire... quelli, come si chiamano? mmm... scuole credo. Insegnano ancora alla gente a leggere! 

ps. ovviamente Amato probabile Presidente del Consiglio. Avete presente? Quello del prelievo forzoso sui conti correnti. 
Mi sa che domani passo in banca.

lunedì 22 aprile 2013

Abbiamo sbagliato

Oggi voglio raccontarvi una storia.
Qualche tempo fa, un mio amico si mise in testa di voler far campagna informazioni contro l'acquisto dei famosi F35. Si trattava di una di quelle raccolte di firme simboliche, in cui si gira per le piazze portando volantini e importunando le persone. Ovviamente tutto organizzato in modo estremamente amatoriale.
Un pomeriggio il mio amico si trova in piazza con 10 volantini di numero, stampati a casa sua, quando passano due ragazzi iscritti ai Giovani Democratici (evoluzione storica, un po' ridicola, della Sinistra Giovanile). Visto lo stato dell'arte, lo prendono un po' in giro ma subito dopo lo prelevano, lo portano di forza in sezione e gli fanno stampare una cinquantina di copie a gratis in modo che almeno potesse darne qualcuna in giro o preparare qualche affissione.

Ecco, questa è l'immagine che ho sempre avuto, e con me tanti altri, del Pd. Gente alla buona. Li conoscevi, sapevi che c'erano tanti palloni gonfiati, tanti che facevano i rivoluzionari per gioco, tanti che facevano politica solo per darsi arie di importanza e parlare dentro a un megafono. Tanti i tromboni, della vecchia guardia, che ti parlavano come se fossi l'ultimo degli scemi e loro dovessero portarti il verbo dell'unico grande partito riformista italiano. Tanti i collusi, anche. Con la vecchia politica, con la corruzione, con la malagestione, con la pratiche italianissime degli amici degli amici, delle raccomandazioni e dei giochi di potere.
Ce n'erano tanti così, però c'erano anche i tizi che quando ti vedevano impegnarti per qualcosa, magari pensavano che eri un coglione, però ti davano una mano. Perché, alla fine, eravate dalla stessa parte. Un po' più in quà, un po' più in là. Sbagliavi te, sbagliavano loro, ma alla fine ci si trovava d'accordo. E alla fine ti fidavi un po' anche del Pd nazionale.
C'era D'Alema, però c'era anche la base del partito. E la base contava. La base era fatta di gente come noi. Mica potevano fare troppo i furbi quelli della dirigenza, perché poi la base gliela faceva pagare cara.

Ok, siamo stati dei coglioni. Ammettiamolo.
Ci siamo sbagliati su tutta la linea. Abbiamo voluto credere, con tutte le nostre forze, che gli errori, le incertezze, i tentennamenti, gli accordi e gli accordicchi con la peggiore destra europea (con l'eccezione di quella ungherese, che in effetti batte pure B.) fossero appunto questo: errori. Anomalie. Deviazioni dal volere della base di cui però avrebbero pagato pegno.
Invece l'errore era nostro. A questa dirigenza Pd non solo non frega un'emerita minchia di quello che vuole la base, cosa che sapevamo già, ma soprattutto non riesce più nemmeno a fingere che gliene freghi qualcosa. Non riesce più nemmeno a fingere di essere di sinistra e le "dimostrazioni di affetto" nei confronti di Barca sono indicative.

Pretendevamo che Grillo facesse un accordo con Bersani supponendo che il Bersani che invocava il cambiamento fosse la vera faccia del Pd. Quella nascosta, offuscata dalla melma informe dei vari Gentiloni e Franceschini e D'Alema. Invece no. Era tutto il contrario e stavolta aveva ragione Grillo.
Lo hanno dimostrato tutti insieme, votando per il Napolitano 2, come se non ne avessimo già avuto abbastanza del primo. E lo hanno fatto tutti, senza distinzioni. Per convenienza, per non spaccare di nuovo il partito, per ossequio alle decisioni comuni, magari qualcuno perché davvero gli piaceva Napolitano.
Non importa. Sono colpevoli. Tutti. Di aver prestato di nuovo il fianco alla peggiore destra d'Europa. E non me ne frega un cazzo delle loro ragioni, dei loro tentennamenti, di D'Alema che conduce il Pd sulla strada sbagliata con i suoi sofisticatissimi raggiri (ma quali poi?). Potevano cambiare le cose e invece hanno scelto di conservare lo status quo. Come se questo status quo fosse l'eldorado invece della merda che è.
Stavolta c'aveva ragione Grillo. 
Del resto si sa, anche gli orologi rotti segnano due volte al giorno l'ora giusta...

sabato 20 aprile 2013

Ma quale fottuto Dio abbiamo offeso per meritarci questo?

17a legislatura. Lo sapevo io che non era affatto un buon segno. Ma porca troia, cosa abbiamo fatto di male per meritarci altri 7 anni di Napolitano. Che poi magari saranno 7 mesi ma in queste condizioni 7 mesi valgono come 7 anni!
Qualcosa di buono però c'è. Dopo settimane di noia assoluta passate insultando quelli del 5*, adesso posso tornare finalmente al mio primo amore: insultare quelli del Pd.
Banda di vigliacchi, venduti senza palle, bastardi reazionari e fascisti. In questo momento se ne vedessi uno bruciare a lato di strada non gli piscerei addosso per spegnerlo.

E questo solo perché è tardi e devo uscire. Adesso vado a cena, mi ubriaco e domani sarò pronto a insultarli sul serio. A mente fredda. Siamo solo all'inizio...

venerdì 19 aprile 2013

Quelli di Repubblica si scazzano ad aggiornare

Io capisco che uno possa anche non aver voglia di lavorare. Però qui siamo al fancazzismo più totale. Io dico, 3 votazioni hanno fatto per il PdR. E in tutte e 3 le votazioni quelli di Repubblica hanno preparato questa fighissima interfaccia che si aggiorna voto per voto, in modo da tenerti sempre aggiornato sulla situazione.
Poi a un certo punto smettono.


Cioè, qui è proprio evidente. A 949 voti Caio ha chiamato il Sempronio addetto agli aggiornamenti e gli ha detto:
C - "oh, vieni allora a prendere un panino al bar"
S - "n'attimo, mo finisce la votazione. Aggiorno a 1007 e vengo"
C - "eddai su, macchetefrega? Tanto mica lo eleggono il Presidente.
S - "però..."
C - "essù che finisce la porchetta"
S - "vabbé ok, vengo"

Porca troia, ti mancavano 50 voti. Potevi anche finire, visto che c'eri...

giovedì 18 aprile 2013

Fuck yeah!

In questo momento 736 voti dati. Marini a 381.
1007-736=271
381+271=652

652=Allafacciatua!

1 a 0 per noi e palla al centro.

Il segreto di non azzeccarne una neanche di striscio...

Giornata decisiva quest'oggi, con le consultazioni per il PdR che partono alle 10 e continueranno (2 al giorno) fino a quando non sarà eletto il successore di Napolitano.
Nel frattempo il Pd ha scelto il suo nome dopo un'intensa discussione con Berlusconi: Franco Marini.
A questo proposito la base del Pd si è spaccata nettamente in due: c'è chi sta organizzando i bus per scendere a Roma con i forconi e chi invece vuole usare il treno perché più eco-sostenibile.
Resta il mistero di un partito che preferisce accordarsi con il suo peggior nemico (o quanto meno con il peggior nemico dei suoi elettori) su un nome che non condivide, piuttosto che votare uno dei suoi.
Rodotà non piaceva proprio eh?

Si spera in una ribellione dei "giovani turchi" e dei renziani.


Porca troia Marini. MACCHECAZZO?

martedì 16 aprile 2013

La bufala del legiferare senza governo

Ok, quello che faccio oggi è un inutile gesto di stizza. Inutile perché tanto il mio blog non lo legge nessuno, a parte quei 3 o 4 che mi conoscono e quelli che cercano una recensione del film di Anna Karenina. Una platea quindi del tutto ininfluente nel dibattito politico italiano.
Tuttavia trovo ormai insopportabile il coro continuo di chi, essendosi occupato fino a ieri prevalentemente di quanto fosse valida la formazione della squadra di fantacalcio, si improvvisi oggi costituzionalista emerito grazie a 45 secondi di lettura giornaliera dei titoli del FQ. Quindi l'argomento del giorno è: "per quale motivo dire che il parlamento può fare a meno del governo per legiferare è un'immane stronzata".

Si tratta di una bufala che, secondo la migliore tradizione berlusconiana del "continuo a ripetere una cagata qualunque affinché tutti ci credano", i sostenitori grillini & associati spammano a ciclo continuo in praticamente qualsiasi luogo.
Perché è una bufala? Andiamo con ordine.
Tutta la questione nasce dall'erronea lettura degli artt. 70;71;72 Cost.
Nei tre artt. della Costituzione Italiana si assegna al parlamento la funzione legislativa, stabilendo le competenze e gli iter della discussione. Nell'art. 73 si aggiunge che il Presidente della Repubblica (PdR da adesso) deve promulgare la legge entro un mese dalla sua approvazione. Nell'art. 76 si specifica inoltre che la funzione legislativa non può mai essere delegata al Governo, se non per scopi precisi e con direttive e indirizzi specifici del Parlamento.
Dalla lettura di questi cinque artt. il grillino medio trae la seguente conclusione: 
Se il potere legislativo spetta al Parlamento e se il PdR deve promulgare le leggi entro un mese, a cosa serve il Governo? Il Governo non viene mai nominato. Anzi si dice che non gli si può affidare la funzione legislativa. Quindi il Governo non serve. Quindi IL PD&PDL STANNO BLOCCANDO LO STATO! OMG GOLPE GOLPE GOMBLOTTO!!!
Sbagliato. Perché? Perché la Costituzione non si ferma all'art. 76.
Innanzitutto una premessa generale: probabilmente per colpa del sistema scolastico e di quelle ore di educazione civica che, pur essendo presenti in tutti i programmi, i professori tendono ad ignorare perché è assolutamente indispensabile che i ragazzi conoscano come e perché Manzoni andava in bagno mentre il funzionamento dello stato in cui vivono è un fattore di secondaria importanza, gli italiani non hanno ben presenti le distinzione dei poteri dello stato in esecutivo, legislativo e giudiziario.
Gli ultimi due sono di più immediata comprensione, nel senso che è facile affermare che il primo è il potere che "fa le leggi" mentre il secondo "giudica i cittadini" (ergo si impegna a farle rispettare). Vaghi e nebulosi sono invece i confini del primo potere. Che cosa fa, di fatto, l'esecutivo?
Ok, partiamo dalle basi: affinché una legge entri in vigore occorrono due fasi. La prima è compito del parlamento e tratta della formazione della legge. Il Parlamento "discute", in base ad un proprio iter, su un progetto di legge (da noi si chiama ddl, disegno di legge), apporta cambiamenti e infine lo approva tramite votazione. La seconda fase è definita "promulgazione". La legge viene "ufficializzata", in genere tramite apposizione di una o più firme delle cariche istituzionali, e resa valida. Senza tale firma la legge rimane, anche se formalmente corretta, inapplicabile in quanto non valida. Non è proprio carta straccia ma ci va vicino.
Ora, cosa dice la Costituzione Italiana sulla fase di promulgazione?
Il grillino medio si ferma all'art.73 in cui si afferma la necessità della firma del PdR. Il problema si pone negli artt. successivi che trattano delle funzioni del PdR e del Governo. Di particolare rilevanza è l'art. 89:
Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità.
Gli atti che hanno valore legislativo e gli altri indicati dalla legge sono controfirmati anche dal Presidente del Consiglio [da adesso PdC, nel testo] dei Ministri.
Si tratta del principio giuridico della "responsabilità amministrativa" unito al principio dell'irresponsabilità del PdR. In altre parole, ogni atto e provvedimento della Pubblica Amministrazione (PA da adesso) deve avere un responsabile politico (un tizio a cui dare la colpa, in pratica) e il PdR non può, per la sua stessa carica, essere responsabile di niente perché, in quanto rappresentante supremo della Nazione, deve essere sempre super partes e immune a scandali e accuse politiche (v. anche art. 90).
Se il Ministro competente e, in alcuni casi, il PdC non mettono la firma, i provvedimenti non sono validi.
Quindi il Parlamento può legiferare anche sul colore della carta igienica nelle scuole, ma finché non c'è la firma del ministro, l'atto non è valido.

Il grillino medio a questo punto resta sbalordito un attimo (quelli che sanno leggere) ma poi ha la pensata geniale "FIRMAMONTI!!!".
Da qui il salto mortale con avvitamento carpiato dei grillini, che fino a ieri volevano mandare Monti in esilio, ma che oggi lo preferiscono a un governo formato al 50% dai loro eletti.
Beh, vedendo la Lombardi, come biasimarli?
In ogni caso no, purtroppo Monti non può firmare. Perché?
Perché la Costituzione non si ferma all'art. 89 (maledetti costituenti, ma quanto scrivevano?) ma va avanti a definire poteri e qualità del governo e dei ministri.
In particolare, vorrei portare la vostra attenzione sull'art. 94, e in modo particolare sulla prima frase:
Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere
Cercherò di spiegare meglio, anche se qui si entra nel territorio del "ti spiego perché la pioggia è bagnata". Il Governo si presenta alle Camere. Le Camere votano. Se il 50%+1 dei rappresentanti di ognuna delle due camere vota a favore del governo, significa che il PdC e i suoi ministri hanno la fiducia del Parlamento. Se il governo ha la fiducia, gli è consentito svolgere le funzioni che gli sono proprie.
Insomma, non basta essere un governo qualunque per firmare le leggi. Devi essere proprio il governo con la fiducia di quel parlamento che emette le leggi. Se non hai la fiducia, semplicemente non firmi.

Dopo questa affermazione, prosegue il free climbing sugli specchi, che si esprime principalmente in due obiezioni:

a) ma il governo Monti non è mai stato sfiduciato, lo ha detto anche Napolitano!
Grazie Giorgio. Stare zitto mai eh?
Ok, seguiamo la logica. Avete presente che siamo nella 17a legislatura? Bene. Sapete perché si chiama diciassettesima? Per la ragione più scontata del mondo: prima ce ne sono state altre 16.
Bene, Monti era il governo della 16a legislatura ed aveva ricevuto la fiducia da quel parlamento. Adesso siamo nella 17a e c'è un nuovo parlamento. Quindi come fa ad avere ancora la fiducia? Sono due parlamenti diversi. DI VER SI. Se avete la fiducia di Antonio, non avete automaticamente anche la fiducia di Claudio, perché Claudio e Antonio sono due persone DI VER SE.
Quella di Napolitano era solo una frase per tenere buoni i mercati. Per dire: tranquilli, non siamo in balia del vento. Abbiamo ancora un timoniere. Ma Napolitano (per fortuna) non è re e non ha il potere di cambiare la Costituzione con le sue sole parole.

b) ma il governo Monti è in regime di prorogatio!
Ok, che cos'è la prorogatio? Praticamente niente di quello dicono i grillini.
Si tratta semplicemente di un principio talmente assodato nel diritto che non esiste nemmeno uno specifico art. di legge a disciplinarlo. In pratica non si ammette, nelle strutture amministrative, il vuoto di potere. Ogni carica, al momento della cessazione del suo mandato (per dimissioni, decadenza ecc.) entra in regime di prorogatio. In pratica rappresenta il governo (del Comune, della Regione, del Paese, del Condominio), in attesa dell'elezione di un nuovo organo legittimo.
I poteri di queste figure sono limitate. Si possono occupare soltanto dell'ordinaria amministrazione e dei procedimenti di emergenza. Per ordinaria amministrazione si intendono gli atti di attuazione di provvedimenti approvati nel corso della legislatura oppure gli atti di ordinario funzionamento.
Il pagamento dei famosi 40 miliardi alle imprese è un esempio lampante del primo tipo. I debiti sono provvedimenti di spesa approvati nel corso della vecchia legislatura. Il Governo Monti può, anzi deve, provvedere affinché siano onorati anche in quella successiva. Per ordinario funzionamento si intende invece quello relativo alla macchina dello stato. Firmare provvedimenti per il pagamento dei funzionari pubblici, tanto per dirne una.
Per emergenza si intendono invece le calamità. Scoppia un terremoto in Friuli proprio mentre siamo in campagna elettorale? Non è che il governo dimissionario può lavarsene le mani. Interviene in regime di emergenza.
Ma tutto il resto (legge elettorale, reddito di cittadinanza, salvare Berlusconi dai processi, mandare Sallusti in esilio in Messico) sono provvedimenti politici, che devono essere sostenuti da una maggioranza politica e firmati da un governo dotato di fiducia come prescrive l'art. 94.
La legge elettorale non è ordinaria amministrazione. Né è emergenza, nel senso che deve sottostare all'intero iter parlamentare, comprese le discussioni in Commissione.
E qui l'ironia più grossa: Monti può firmare solo provvedimenti di emergenza che non passino di Commissione, ma i grillini sbraitano per avere le Commissioni che si occupano solo dei provvedimenti di non emergenza che Monti non può firmare.
Un circolo vizioso non da poco.

Fantapolitica


Tuttavia, ammettiamo che i parlamentari Pd impazziscano all'improvviso e accettino di fare leggi con il M5S in assenza di un governo dotato di fiducia. Siamo nella fantapolitica ma facciamo uno sforzo.

Esiste un'unica scappatoia per rendere possibile la firma di Monti: il Parlamento Pd+5* si richiama all'art. 73 e dichiara a maggioranza che la legge x (mettiamo l'ineleggibilità dei condannati) è una legge di emergenza e deve quindi saltare la discussione nelle commissioni e può essere promulgata dal governo in prorogatio.
La legge arriva sul tavolo del PdR che come garante della Costituzione ne deve giudicare l'effettiva urgenza. Se è una persona seria la rimanda indietro con una pernacchia (perfino Napolitano l'ha fatto un paio di volte con B. che pure aveva un governo legittimato). Però è anche possibile che sia uno che sta allo scherzo (mettiamo eleganno sul serio Dario Fo) e la passa a Monti per la controfirma.
Monti si rifiuta di firmare.
LOL
Faccio presente che non esiste, in Italia, alcuna legge che obblighi Caio a firmare qualcosa. Non è proprio possibile mettere Caio in una sala buia e torturarlo con le pinze roventi fino a quando non accetta di mettere mano alla penna. Del resto nessuno ha mai pensato, nemmeno nelle sue fantasie più estreme, che un PdC possa rifiutare la firma ad una legge, soprattutto perché i PdC sono espressione del Parlamento. Fino ad ora. Rifiutarsi di firmare significa che il Governo non ha più la fiducia. Ma se si arriva alla firma, significa che è già passata una legge contro il parere del governo. Quindi o sei già dimissionario perché non hai più la fiducia, oppure sei costretto a firmare per conservarla.
Solo che Monti non ha più la fiducia, quindi cosa dovrebbe costringerlo a firmare una legge che non è espressione della sua maggioranza? Se non firma cosa fai? Gli fai dare le dimissioni?
RILOL
Se vuoi puoi anche processarlo per alto tradimento (ROFL) ma resta il fatto che la firma sulla legge non c'è. Quindi la legge non è valida. E se non vuoi eleggere nessuno a sostituire Monti, significa che le leggi continueranno a non essere valide.

Ma mettiamo che Monti decida di firmare. Magari pure lui sta allo scherzo.
Cinque minuti dopo la firma, Ghedini si rivolge alla Corte Costituzionale, che ovviamente annullerà il provvedimento colpevole di almeno 4000 vizi di forma, a cominciare dalla falsa urgenza.
Una linea guida in tal senso è già stata espressa dalla magistratura amministrativa, che nel 2008 ha annullato un provvedimento dell'ex-ministro Pecoraro Scanio preso durante il periodo del governo Prodi dimissionario
(TAR Puglia, Bari, sentenza n. 996 del 22 aprile 2008).


Ite, missa est


PS. vorrei far notare che non ho detto niente riguardo al tema "fare o no le commissioni?" A norma di legge niente vieta di formarle. Anzi, il regolamento parlamentare spingerebbe per la formazione. Resta ovviamente il problema della nomina dei presidenti, vicepresidenti ecc., che sarebbe un bel casino ma comunque non insormontabile.
Quindi, per quello che vale, il mio parere è che sì, potrebbero anche fargliele fare queste commissioni. Così potranno discuterci le leggi che forse un giorno approveranno oppure potranno giocarci a tombola.
Sarebbe comunque più produttivo dell'okkupazione...

venerdì 12 aprile 2013

Fuga veloce

Di ritorno dall'ufficio protocollo, mi giungono voci di una disputa. Mi soffermo ed esamino la situazione.
Signora anziana, approssimativamente over 60, vs biondo in giubbotto rosso con alle spalle un banchetto. La battaglia dialettica è in corso.
Riuscirà il biondo a commuovere l'anziana (con le foto dei bambini africani o i disegni dei tossicodipendenti o quello che è...), strappandogli 10 euro dalla borsa, o la signora dimostrerà che non c'è più trippa per gatti?

Non lo sapremo mai.
La compagna del biondo era in cerca di altre vittime e ho cambiato strada.

venerdì 5 aprile 2013

Verso l'avventura

No davvero, io vorrei evitare. Sul serio, non mi fa piacere scrivere ogni volta un post contro il M5S. Ne farei volentieri a meno. Ma come faccio? Ditemelo voi, come si fa ad evitare un post quando il ROTFL incontra il WTF a casa dell'OMG tutto in una volta?
Impossibile.
Quindi ecco a voi l'ultima impresa di Grillo. Dopo essere stato il primo a pretendere di governare da solo con il 25%, dopo essere stato il primo a dire ai suoi elettori che hanno sbagliato a votarlo, ecco l'ultimo colpo di teatro. La riunione in un luogo talmente segreto che nemmeno i partecipanti sanno dove sia!!!

da Il Fatto Quotidiano
Siamo dalle parti di Dumas, per non dire di Dan Brown, e la tentazione di ridere sarebbe forte. Poi ti viene da pensare a 163 persone, in gran parte laureate, pagate dallo stato migliaia di euro per rappresentarti, che salgono buone buone su dei pullman senza che a nessuno venga in mente di chiedere "sì, ma dove andiamo?" Il tutto per incontrarsi con un tizio che non solo non è un segretario di partito (mai nessuno lo ha votato Grillo, è semplicemente il proprietario del simbolo) ma che nemmeno detiene cariche pubbliche di alcun genere. E' un privatus, come direbbero i romani, privo di imperium. Eppure evidentemente ha abbastanza potere da prelevare tutti i suoi adepti senza nemmeno informarli di dove li sta portando.
Pensando a tutto questo la tentazione di ridere svanisce. Resta un magone immenso. Per le promesse mantenute e i sogni infranti, le occasioni sprecate e il tempo perso.
Come dicevano giustamente i protagonisti de l'Acchiappasogni (SK): SMAG. Stessa Merda, Altro Giorno.

Aggiornamento, per inserire questo stupendo commento:


mercoledì 3 aprile 2013

Il governo di Grillo

Nella crescente sensazione di WTF?? che domina ormai la scena politica italiana, i Cinque Stelle confermano quella che potrebbe essere una provocazione d'artista, se non avessimo l'assoluta certezza che invece fanno sul serio. Stiamo parlando del "prima dateci l'incarico di fare un governo, poi forse decidiamo chi lo fa, ci consultiamo fra noi, e magari alla fine vi diciamo chi è il nostro candidato alla presidenza del Consiglio (se ovviamente ci danno il via libera sul blog di Grillo)".

via Il Fatto Quotidiano
Tuttavia questo è un blog serio e non si arrende di fronte alle porte chiuse del potere. Ecco quindi, in assoluta anteprima, la foto del futuro governo grillino, comprendente PdC e ministri.


Cercasi urgentemente Frodo.
A rendere il quadro ancora più surreale, giungono le dichiarazioni del famigerato Crimi:
No, no, no. Significava andare da Bersani e dire: ‘ti diamo la fiducia se metti questo nome’. Significava mettere una condizione. E noi abbiamo scelto di non dargli la fiducia. A nessuna condizione: che sia un nome, che sia un pezzo di programma: noi la fiducia a Bersani e al Pd non la davamo. link
 Quindi non potevano fare il nome di un possibile PdC, perché altrimenti c'era il rischio che Bersani dicesse "va bene" e dovessero poi dargli la fiducia. Sarebbe stato come fare un accordo con il Pd, cosa che hanno promesso di non fare. Mentre invece loro vogliono l'incarico, per poi poter fare il nome di un possibile PdC in modo che Bersani dica "va bene" e poi dargli la fiducia. Che ovviamente non è fare un accordo con il Pd, cosa che hanno promesso di non fare. 
Chiaro no?

venerdì 29 marzo 2013

Auguri

Nei prossimi giorni non ci sarò, quindi lo scrivo adesso. Buona Pasqua.

E mangiate tanto cioccolato, che vi fa bene!

(mi è già venuto un brufolo sul labbro che mi fa impazzire)



giovedì 28 marzo 2013

I commenti del FQ - prima parte

Come dicevo in uno dei miei ultimi post, sono solito lurkare i commenti agli articoli del FQ durante i momenti di pausa della mattinata. In genere lo trovo molto rilassante, oltre che utile dal punto di vista dell'indagine sociologica.
Vorrei quindi esporvi i risultati delle mie riflessioni, in base alle quali ho suddiviso i commentatori del fatto in tre grandi categorie, con specifiche sottoclassi. L'intento finale è fornire, in tre puntate, una descrizione efficace di un intero spaccato di elettorato italiano, più o meno riferibile a quello che definiamo centrosinistra&assimilati.

Oggi ci occuperemo dei grillini - rappresentano all'incirca il 40-50% dei lettori del Fatto online e sono tra i commentatori più attivi. In genere possono essere suddivisi in alcuni gruppi ben distinti che andrò adesso ad elencare:

  • I Coerenti: costituiscono all'incirca 1/3 del pubblico grillino e sono pronti a mettere la coerenza con il programma al primo posto della loro scala valoriale. Possono essere minacciati di qualsiasi cosa, dal declino economico alla pioggia di meteoriti, dal ritorno di Berlusconi all'uscita del nuovo cd di Gigi d'Alessio, dal prelievo forzoso sui conti correnti all'imminente eruzione dell'Etna, senza che questo riesca a intaccare la loro assoluta sicurezza che "se c'è scritto nel programma che non ci si deve alleare con nessuno allora non ci possiamo alleare con nessuno". La contro-obiezione "ma nel programma ci sta anche scritto che dobbiamo fare x cose e se possiamo farle solo alleandoci come facciamo?" non viene ritenuta pertinente.


  • I Supporter: gruppo di consistenza inferiore (intorno al 15%) dei commentatori grillini, ma incredibilmente fastidioso. Gli interventi si limitano ad un appoggio incondizionato, del tutto indipendente dal tema trattato nell'articolo. La sensazione è che si tratti o di crossposting spinto oppure di under 15 scappati da scuola.
  • Gli Strateghi: molto pochi ma divertenti, si danno alla fantapolitica spinta per spiegare perché il M5S non può dare la fiducia a Bersani. Le motivazioni in genere sono: a) perché poi ci frega [come se Bersani potesse mai fregare qualcuno ndr.]; b) perché dopo averla data la fiducia, mica è facile toglierla! [infatti tutti sappiamo che i governi italiani durano sempre 5 anni e le camere non vengono mai sciolte in anticipo ndr.]; c) perché se poi facciamo cascare il governo diventiamo impopolari [invece se non lo fai partire per niente no, this logic so boring! ndr.] Un tipico esempio di stratega:

  • I E' colpa del Pd: rappresentano circa il 50% dei commentatori grillini e sono la fusione di vari gruppi della sinistra da sempre votati all'autocritica con gruppi di ex berlusconiani o ex leghisti pentiti. L'assioma su cui si basano è che la colpa è del Partito Democratico. Sempre. Il Pd viene incolpato non solo, come sarebbe comprensibile, della mancata legge sul conflitto di interessi o della bicamerale o dell'appoggio al governo Monti su specifici temi (legge Fornero in particolare), ma proprio di Tutto. Berlusconi è andato al governo? Colpa del Pd. I tagli alla scuola? Del Pd. L'economia va male? Pd. Giustizia allo sfascio? Pd. 60 miliardi di corruzione? Pd. Ho pestato una cacca di cane stamattina? Del Pd, perché Bersani potrebbe anche venire a sorvegliare i padroni dei cani che non raccolgono la merda eh... Il pensiero che forse qualche responsabilità possa essere anche di qualcun altro, oltre che di quel 25% della popolazione che ha sempre votato il Pd nelle sue varie forme, viene semplicemente escluso. Questo particolare gruppo di commentatori grillini, si declina in tre ulteriori forme standard:
    • I paranoici: il forum abbonda di troll pagati dal Pd con i soldi pubblici per criticare Beppe Grillo. Se non la pensi come loro, sei sicuramente pagato dal Pd.
    • Quelli della lotta di classe: se critichi il Movimento lo fai per interesse. Sei evidentemente un pubblico funzionario con 40.000 euro al mese di stipendio, ovviamente assunto dal Pd.
    • I bimbominkia: si riconoscono ovviamente per l'uso del caps

    Il commento seguente riunisce le tre anime in un solo post:
  • I vogliamo il governo: sono il 10% restante ed evidentemente sono arrivati ieri da una colonia marziana. Infatti per loro la soluzione è semplice. Se il M5S non può dare la fiducia al Pd, allora è ovvio che è il Pd che deve dare la fiducia al M5S. E deve darla affinché: a) i grillini siano la prima forza politica nel mondo e nella storia umana che con il 25% dei voti abbia un governo monocolore; b) si attui senza mediazioni solo e soltanto il programma del M5S; c) vengano scelte finalmente per governare le persone giuste, di cui però non vogliono dirci il nome perché tanto quello che conta è il programma, mica le persone. Ai grossissimi WTF? che gli piovono addosso rispondono con un "allora siete voi quelli irresponsabili che non vogliono dare un governo al paese". I casi sono due:  o ci sono o ci fanno. Oppure entrambe le cose contemporaneamente.

Per il momento è tutto. Nei prossimi giorni scriverò i post dedicati rispettivamente ai Piddini e ai neutrali-fancazzisti.

Comincia

Entro a lavoro stamattina e sento queste testuali parole:
"...certo che, se doveva andare così, allora era meglio Berlusconi. Almeno lui qualcosa la faceva"
Ecco, voi lo sentite questo rumore? E' il suono di una nuova ondata di merda che sta montando proprio laggiù, dietro la linea dell'orizzonte. Ci siamo già immersi fino al collo ma non temete, si può sprofondare ancora un po'. 

martedì 26 marzo 2013

Tenere la mente aperta

Ok, durante la pausa caffé, stavo lurkando come al solito le polemiche pro e contro Grillo su il Fatto Quotidiano (a volte sono più divertenti della lotta nel fango), quando mi imbatto in questo articolo. Io in genere cerco di mantenere la mente libera da pregiudizi, tuttavia non posso negare, per onestà verso me stesso, il fortissimo e assolutamente inevitabile sentimento di WHAT THE FUCK!? che mi ha colto quando ho letto questo:
Ecco allora l’importanza del non aver paura di vivere e sperimentare la sessualità, imparando e crescendo costantemente dal confronto con gli altri che, fortunatamente, possono avere un punto di vista diverso, e sempre costruttivo. Ecco allora la necessità anche in Italia, come è già accaduto in altri paesi civili e non troppo distanti (Danimarca, Svizzera, Olanda, Germania) di supportare e promuovere progetti come quello dell’assistenza sessuale.
Ma cosa s’intende per assistente sessuale?
L’assistente sessuale è un operatore del sesso, sì ho detto del sesso! e non sto parlando né di escort, né di prostituzione.
L’assistente sessuale, rappresentato recentemente anche nel film “The sessions”, è un operatore professionale (uomo o donna) con orientamento bisessuale, eterosessuale o omosessuale che, come descrive Marcell Nuss (2008) nel libro Handicaps et sexualités, è sano nel corpo e nello spirito e ha deciso volontariamente di aiutare le persone diversamente abili a sperimentare l’erotismo e la sessualità. Questo operatore, formato da un punto di vista teorico e psicocorporeo sui temi della sessualità, permette di aiutare le persone con disabilità fisico-motoria e/o psichico/cognitiva a vivere un’esperienza erotica, sensuale e/o sessuale. Gli incontri, infatti, si orientano in un continuum che va dal semplice massaggio o contatto fisico, al corpo a corpo, sperimentando il contatto e l’esperienza sensoriale, dando suggerimenti fondamentali sull’attività autoerotica, fino a stimolare e a fare sperimentare il piacere sessuale dell’esperienza orgasmica. In piena libertà e consenso, alcuni operatori possono proporre anche delle relazioni sessuali, giungendo fino all’esperienza della penetrazione oppure fermandosi ai rapporti come fellatio e cunnilingus. 
Pur riconoscendo le difficoltà che il nostro paese vive in materia legislativa sui temi dell’educazione sessuale in generale, e ancor più su quelli del mestiere più antico del mondo, l’assistenza sessuale può tardare a decollare, oppure rischiare di non venire mai presa seriamente in considerazione.
di Fabrizio Quattrini da il FQ di oggi 

Ora, ammetto di non conoscere i programmi di educazione sessuale di Danimarca, Svizzera, Olanda e Germania. Da quello che si dice qui sembrerebbe che lo stato finanzi in qualche modo le esperienze sessuali dei diversamente abili. Beh, che dire, buon per loro.
Tuttavia non capisco il senso dell'articolo. Cioè, mi sembra partire da due premesse:
a) conoscere il sesso (proprio a livello pratico) è un diritto della persona;
b) i disabili hanno fortissime limitazioni che lo stato e la società devono aiutarli a superare.
Ora, dando per veri entrambi i punti, non capisco proprio perché ci si debba nascondere dietro la foglia di fico del "lo stato deve finanziare solo le società di volontari" o del "non è prostituzione". Cioè, perché cavolo la prostituzione deve essere vista come un male da debellare?
Se conoscere il sesso è un diritto allora io dico che lo stato deve preparare dei programmi di educazione sessuale pratica che si estendano a tutta la popolazione e che coinvolgano ovviamente dei professionisti. Professionisti che devono essere pagati, perché la formazione psicopedagogica costa e mica puoi lasciarla in mano ai volontari.
Inoltre, perché limitarli solo ai disabili? 
E i brutti? E i timidi? E gli antipatici? E quelli "sei tanto carino ma per me sei come un fratello"? Loro non hanno diritto di conoscere il sesso solo perché "hai due braccia e due gambe quindi la f**a puoi cercartela da solo"?
Io dico di farlo subito e di cominciare a 14 anni. Basta con questo assurdo tabù della virginità. Educazione sessuale vera per tutti! Cosa che fra l'altro eviterebbe quel tremendo momento di imbarazzo quando per la prima volta ti ritrovi in camera da letto (o altrove) con una persona che ti piace davvero.
Quindi sì, bravo Fabrizio Quattrini, ma sii più coraggioso! Il mondo ha bisogno di te e del PDF (Partito della F***) al governo.


ps. faccio notare che non ho detto che sono d'accordo con l'autore. Ho solo cercato di trarre conseguenze logiche da quello che ho letto. Tuttavia non ho nemmeno detto che non sono d'accordo.
La mia vera opinione resterà, su questo argomento, un mistero.


lunedì 25 marzo 2013

Quando il Papa è troppo a sinistra

In generale posso dire di essere d'accordo con il lettore de il Fatto che, dopo un'intensa e coraggiosa analisi dei risvolti pratici e spirituali della notizia, si è spinto a commentare con un...

Tuttavia, trovo giusto riportare sul blog la notizia perché ho sempre trovato affascinanti le reazioni di quelli che, a vario titolo, si dimostrano "più realisti del re".
E' il caso di Magdi Cristiano Allam, personaggio salito alla ribalta nel (per fortuna) breve periodo di esaltazione anti-islamica di Oriana Fallaci e ormai quasi dimenticato nel dibattito politico odierno, che ogni tanto prova a ricordare a tutti la sua esistenza.

link
I crimini imputati alla Chiesa cattolica (e al neo-papa in particolare, che manco si è messo a sedere sul trono e già deve chiedere scusa di qualcosa) sono soprattutto due:

1)
la legittimazione dell’Islam come vera religione, di Allah come vero Dio, di Maometto come vero profeta, del Corano come testo sacro, delle moschee come luogo di culto
Lungi da me l'idea di difendere il Papa ma, di preciso, come fa a non riconoscere Allah come vero Dio se Allah e Dio sono la stessa persona? Cioè, passi per il testo sacro e la religione, che possono essere dichiarate false, ma come fai a dire che il loro Dio non esiste se è il tuo stesso Dio ma chiamato in modo diverso? Soprattutto quando loro insistono che è proprio il tuo Dio chiamato in modo diverso.
Lo stesso vale per i luoghi di culto. Cavolo, saranno dedicati a una falsa religione, ma per essere luoghi di culto sono luoghi di culto. Altrimenti come li chiami? Se ci pregano dentro in massa seguendo precise prescrizioni, a casa mia sono luoghi di culto. Un po' come i posti dove tanti si riuniscono per mangiare in piccoli o grandi gruppi attorno a un tavolo seguendo un menù si chiamano ristoranti.

2)
il buonismo che porta la Chiesa a ergersi a massimo protettore degli immigrati – e soprattutto – i clandestini [perché] io sono per l’accoglienza con regole e la prima regola è che in Italia dobbiamo innanzitutto garantire il bene degli italiani, applicando correttamente l’esortazione di Gesù ‘ama il prossimo tuo come te stesso’
Ecco quindi per "prossimo" Gesù intendeva solo quelli della tua nazione. Sappiatelo. Solo che non vedo perché limitarsi alla nazione. Io restringerei ancora perché secondo me intendeva solo quelli del mio paese. O del vicinato. Facciamo così: io mi preoccupo solo per me e che gli altri si arrangino. Così sono sicuro di non sbagliarmi...