Le citazioni

C'è chi fa le orecchie (gli orecchi, se siete toscani) alle pagine per ricordarsi i punti salienti di un libro. C'è chi sottolinea i passaggi, chi li evidenzia, chi mette foglie o fiori come segnalibro.
Io in genere trascrivo su file word. So che sarebbe molto più romantico avere un libretto, magari un moleskine, su cui annotare tutto con matita nera, ma 1) la matita sbava e pure l'inchiostro, se è per questo, e a me piace avere il testo sempre chiaro e leggibile; 2) a volte le citazioni sono molto lunghe e i libretti  hanno pagine troppo piccole; 3) i taccuini moleskine costano un casino. 
Leggendo molto, nel corso degli anni ho messo da parte svariati megabyte di sole citazioni. A queste si aggiungono quelle sentite in giro, le canzoni, le scritte sui muri. Sento che è giunto il momento di condividere tutto questo. Una ogni tanto, con molta calma, tanto per...
“Quo usque tandem abutere, Catilina, patienta nostra?”
Per quanto tempo ancora, Catilina, abuserai della nostra pazienza?
Cicerone, II Catilinaria
“For each man killes the thing he loves,
Yet each man does not die”
Ogni uomo uccide ciò che ama,
ma non tutti gli uomini muoiono.
Oscar Wilde (The Ballad of Reading Goal)
"«Madonna ma stai sempre a Rebibbia, non ti viene voglia di mollare tutto, tipo Into the wild? O andare boh… a New York, tipo?»
Diceva Lady Marian.
Se. E se intanto succedono delle cose qua? Succedono senza di me.
«Ma succede cosa?»
E come te lo spiego Ladyma’? Come te lo spiego che qui non c’è niente, ma è un niente in equilibrio fragilissimo? Basta un soffio, uno sguardo e viene giù tutto. Se a me mi mandi una settimana a New York, lo sai come mi sento? Come Obama se gli si ferma la macchina a Trasacco, provincia di Avezzano, a Ferragosto e senza il caricabatterie del telefono. Così. Fuori dal mondo.
Come se chiama ‘sta cosa? Appartenenza? Te non c’hai la stessa cosa per Nottingham?
«Se chiama paura», mi disse Lady Marian. «Paura di vivere».
Mah. Che il coraggio sia morì nudo nel bosco perché uno s’è magnato l’erbaccia fatto come una pigna, come Into the wild, è tutto da dimostrà.
Almeno io sto morendo vestito."
Zerocalcare - Dodici
"Il nostro compito è appunto di mostrare che la distinzione fra il divino e l'umano è illusoria, cioè che null'altro è se non la distinzione fra l'essenza dell'umanità e l'uomo individuo, e che per conseguenza anche l'oggetto e il contenuto della religione cristiana sono umani e nient'altro che umani"
Ludwig Feuerbach, L'essenza del Cristianesimo
“L’hardware è la parte che si può prendere a calci; il software quella contro cui si può solo imprecare”.
Anonimo 2004
“La morale che si ricava da tutto ciò è la seguente: chi si avvicina alla corte compromette la sua felicità, se è felice, e in ogni caso fa dipendere il proprio avvenire dagli intrighi di una cameriera. Ma d'altronde, in America, regime repubblicano, bisogna annoiarsi a corteggiare nel vero senso della parola tutti i bottegai di strada, e diventare stupidi come loro; e tra l’altro, non c’è neanche l’Opera.”
Henry Beyle, La Certosa di Parma
Non senti? Ma se rumoreggiava il mondo! Clangore
crescente come di campana. Nomi nelle orecchie
di tutti gli avventurieri persi, miei pari-
come l’uno era forte, l’altro era ardito,
e un altro fortunato, ma tutti persi, perduti!
Un solo rintocco funebre per anni di lutti.
Erano laggiù, allineati ai piedi dei pendii, venuti
a vedermi per l’ultima volta, cornice vivente
all’immagine finale! In una cortina di fiamme
li vidi e tutti riconobbi. Ciononostante intrepido
mi portai alle labbra il corno da guerra,
e soffiai. ‘Childe Roland alla Torre Nera giunse’
Robert Browning, Childe Roland alla Torre Nera giunse 
“Sorgerà un qualche vendicatore dalle nostre ossa”
Virgilio, Eneide, IV, 625
“Quando il primo bambino rise, la sua risata si infranse in mille e mille piccoli pezzi, che si dispersero scintillando per tutto il mondo: così nacquero le fate”
James Matthew Barrie, Peter Pan nei giardini di Kensington
“<<Sì, nonno, tieni duro, forse il peggio è passato>>.
<<No>> ha detto lui sospirando <<il peggio deve ancora venire, Margherita. Non chiamare l’orrore con altri nomi. Questo lascialo fare a loro>>.
<<Ma tu mi hai sempre detto di sperare>> ho sussurrato, tenendogli la mano.
Il nonno ci ha pensato un po’, col mento aguzzo tra le mani.
<<Io credo che esisteranno sempre l’intelligenza, la voglia di libertà, l’eros e le sale da ballo>> ha detto il nonno <<ma la parola speranza non me la sento più di pronunciarla.
Sentivo un lacrimone bilaterale che stava per esplodere.
<<Lasciami con una delle tue frasi celebri, nonno>>.
<<Va bene.
La Terra è di destra, l’Universo è di sinistra.
Stefano Benni, Margherita Dolcevita
“Poi udii una voce nel mondo: <<Sventura
Per l’infranto onore,
E le gravi calamità dei Nibelunghi, e
Il dolore di Odino il goto!”
William Morris: Sigurd the Volsung
“Una massa di spezzate immagini, dove picchia il sole,
E l’albero morto non dà riparo, il grillo non dà tregua,
E la pietra arida non ha suono d’acqua. Solo
C’è l’ombra sotto questa roccia rossa,
(Vieni nell’ombra di questa roccia rossa),
E ti mostrerò qualcosa di diverso dalla
Tua ombra che di mattina ti viene dietro
O dall’ombra che la sera ti si leva incontro;
Ti mostrerò la paura in una manciata di polvere.”
T.S. Eliot, The Waste Land
“…il mondo è forse un manicomio? In questo caso noi saremmo i malati, ma chi sono allora i medici?”
G. Haefs, Annibale

(pagine in aggiornamento continuo)

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