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domenica 12 aprile 2026

Expedition 33, Tolkien, Harry Potter, Whedon, Buffy e altre cose

 Se il titolo vi confonde non vi preoccupate: è normale. Io stesso sto iniziando questo post con solo una vaghissima idea di dove sto andando a parare e vedremo mano a mano che andiamo avanti quanto è profonda la tana del bianconiglio. Intanto però affrontiamo quello che è stata la mia ossessione/pensiero ricorrente/accompagnamento musicale fisso di questo inizio 2026: Clair Obscur: Expedition 33.

Probabilmente la cosa migliore fatta in Francia da Arcane o dalla Rivoluzione del 1789 (ndr.)
Expedition non ha bisogno della mia recensione ma facciamola lo stesso in breve. Si tratta chiaramente del punto di partenza di un nuovo franchise che se trattato bene ha tutte le premesse per stare nel pantheon dei Final Fantasy, dei The Witcher, dei Kingdom Hearts. Non esaltante dal punto di vista del gameplay (non ho assolutamente idea del perché inserire la schivata e il parry nei combattimenti a turni sia stato percepito come LAFIGATADEFINITIVAOMG) e con alcuni difettucci tecnici (le call degli attacchi sono inguardabili quando non totalmente assenti) è un assoluto capolavoro dal punto di vista di scrittura, impatto visivo e colonna sonora. Nessuno ha mai avuto dubbi che avrebbe vinto il goty 2025 e nessuno si è stupito quando è successo. Quindi ok, 10 su 10, bellissimo, capolavoro, giocatelo tutti, fine della recensione.
Qui però mi vorrei occupare di una questione particolare che non ho visto affrontata altrove. Probabilmente perché sono io che mi faccio i film su cose che interessano solo a me ma ci arriviamo fra poco. Parliamo del, anzi dei, finali.

venerdì 19 settembre 2025

Ricordarsi che Cipolla ha sempre ragione

Stavo scrivendo un lungo post su chatgpt e altri LLM (large language models). Arrivato a mezza pagina ho cancellato tutto perché già mi stavo allontanando dal tema. Che non è spiegare come funzionano i LLM ma come funzionano gli esseri umani. Quello che voglio dire è che se leggete articoli come questi:



e pensate che i pc siano pericolosi e occorra mettere leggi severissime per proteggere le persone, vi state semplicemente sbagliando. Perché? Esaminiamo le storie:
1) tizio randomico legge da qualche parte che il sale fa male alla salute e chiede a chatgpt come sostituirlo nella sua dieta. Il bot suggerisce il brumuro di sodio. La sostanza è effettivamente un sale, appare bianca come il sale e una volta veniva usato anche come sedativo, prima di scoprire che fosse debolmente tossica. Oggi viene utilizzato prevalentemente come disinfettante nelle piscine. Il tizio mangia bromuro di sodio per tre mesi e poi corre in ospedale con sintomi di avvelenamento.
2) tizio di 76 anni entra in una chatbot di meta, fa roleplay con un'AI che impersona una tizia, si autoconvince che sia una persona vera e muore di infarto mentre è in gita per andare a trovarla.
3) operatore di borsa si infogna nelle teorie del complotto e sottopone a chatgpt l'idea di trovarsi all'interno di Matrix. Insiste talmente tanto intimando al bot di "dirgli la verità!!!" che alla fine quello gli suggerisce di buttarsi dal diciannovesimo piano di un palazzo e vedere se il marciapiede ha le sue stesse opinioni riguardo alla mancanza di solidità del mondo esterno.

Queste tre storie sono importanti perché sono esemplificative di due delle "leggi fondamentali sulla stupidità umana" enunciate dal purtroppo non sempre conosciuto prof. Carlo Cipolla nel 1976.
Seconda legge: "La probabilità che una determinata persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa" - come vedete è del tutto indifferente essere operatori di borsa laureati, pensionati sull'orlo della demenza senile o lavoratori della middle class in cerca di uno stile di vita più salutare: gli stupidi sono ovunque.
Terza legge: "Una persona stupida è quella che provoca danni a un’altra persona o gruppo senza ottenere benefici per se o addirittura danneggiando se stessa": una persona stupida finirà sempre per fare male agli altri o a se stessa, a prescindere dei mezzi usati, dalle condizioni esterne o dal contesto in cui si colloca. Non può farne a meno: è stupida.

Questo tipo di utilizzi di chatgpt sono uno dei cosiddetti "problemi del primo mondo". Si tratta cioè di quei problemi che i paesi avanzati che stanno benissimo si inventano perché non ne hanno altri più seri da affrontare (o perché non hanno voglia di farlo). Un altro esempio è la necessità (fin qui tutta americana) di scrivere molto in evidenza su bicchieroni di cappuccino "attenzione: contiene una bevanda molto molto calda", per avvertire i clienti che hanno appena comprato una bevanda molto molto calda e che possono percepire attraverso il senso del tatto che sia molto molto calda, quanto la loro bevanda sia molto molto calda. La realizzazione della tautologia sul Piano Materiale Primo.

Cosa voglio dire? Che è del tutto indifferente cosa stiamo dando in mano alle persone. Se siete talmente stupidi da acquistare sostanze chimiche e mangiarvele dopo aver letto robe su internet, se riuscite ad autoconvincervi che l'AI con cui state chattando sia una persona vera, se riuscite a negare i vostri sensi e pensare che la realtà che vi circonda sia illusoria: il problema non è chatgpt. Certa gente si fa male semplicemente perché è troppo stupida per evitarlo e per quanto si possa tentare di rendere il mondo a prova di idiota, gli idioti tenderanno sempre a stupirvi riuscendo a farsi male lo stesso perché, quarta legge: "le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide".

La verità è che l'occidente rappresenta il modello sociale più sicuro mai creato sulla faccia della terra e comunque la gente continua a farsi male lo stesso, da sola. Non saranno le AI a metterci in pericolo: ci riusciamo benissimo da soli.

giovedì 18 aprile 2024

Streaming, pirateria e capire cosa si sta comprando

Quello della pirateria è un argomento carsico che riemerge ogni volta che una grande compagnia di streaming effettua un cambiamento importante a uno dei suoi programmi di abbonamento. In questi giorni è successo con Amazon, che ha introdotto la simpatica opzione "se non vuoi la pubblicità dacci 1 euro e 99 al mese". La delicatezza con cui ha introdotto questa cosa - che, nel senso, in genere quando fai un cambio di servizio lo dovresti fare al rinnovo, in modo che quando l'utente spende dei soldi sa di preciso cosa sta comprando e non all'improvviso per tutti a caso ma vabbè -, che poteva tranquillamente essere sottotitolata dal Marchese del Grillo (si fa così, perché io so io e voi non siete un cazzo), ha stranamente fatto incazzare della gente. Più per i modi che per l'effettivo impatto sulla visione. Anche se leggo di gente che si è ritrovata tre pubblicità all'interno di un episodio di 40 minuti di fallout e si è abbastanza rotta i coglioni.
Da qui il classico dibattito che vede contrapposti i due fronti, entrambi abbastanza stupidi a dire il vero, "ma io non pago, viva OnePiece" e "pezzenti di merda siete dei ladri viva il capitalismo".

Ho un paio di cose da dire a entrambi ma siccome non ho più l'età e il tempo per litigare con tutta l'internet, penso che le scriverò qui dove non le legge nessuno. E siamo a postissimo.

I "wannabe re dei pirati": in realtà qui ce la sbrighiamo abbastanza facilmente. Nel senso che, raga, vi assicuro che non siete Che Guevara. Nessuno di voi sta combattendo nella giungla boliviana. Non siete Billy the Kid e non vi aggirate nel Far West conducendo un'epica lotta contro la cavalleria nordista. Non vi si incula nessuno. Ed è abbastanza il punto del discorso. Se decidete di non pagare qualcosa e di cercarvela sul web, nessuno vi verrà a rompere il cazzo. Potete scaricarvi interi archivi di roba. È illegale ma nessuno vi può fermare. A dirla tutta nessuno è neanche troppo interessato a fermarvi. Quindi, nel senso, fatelo. Di cosa vi state vantando di preciso quando scrivete ovunque che piraterete tutto? Chi state minacciando?
Siete abbastanza imbarazzanti, lasciatevelo dire. E lo siete ancora di più perché la metà di voi ha pure difficoltà a trovare la roba su google. Che poi è uno dei motivi per cui vi sentite tanto minacciati dai rialzi dei prezzi di netflix.
Seriamente, se volete scaricarvi le robe, fatelo e state zitti. Ci fate più bella figura.

I "ma il capitalismo è bello pagate pezzenti"
Qui invece il tema si fa più complesso perché veramente ci sono grossi problemi di comprensione del problema. La facciamo subito più semplice. Diamo già per assodato che la pirateria sia di per sé un furto. Lasciamo da parte tutto il discorso relativo al quanto sia effettivamente rubabile un oggetto infinitamente replicabile con mezzi propri, indistinguibile dall'originale, permanentemente accessibile. Saltiamo a pié pari l'intero dibattito e diamo per certe le conclusioni: vedersi una serie in streaming è un furto, è illegale ed è anche eticamente sbagliato.
Ora, quello che apparentemente i sostenitori di Amazon prime non sembrano capire, è che nessun sistema morale può esistere nel vuoto. Nel senso che per essere applicabile, ogni legge morale ha bisogno di essere sostenuta da un sistema di rinforzi emotivi positivi o negativi, basati in primo luogo sull'empatia. Esempio classico: vedi Tizio menare Caio. Vedi che Caio soffre delle botte e i tuoi neuroni specchio ti trasmettono una sensazione negativa. Ne deduci che menare gli altri è sbagliato (anche perché non vorresti mai che qualcuno meni te) e quindi semmai intervieni in sua difesa.
Fra gli animali, quella umana è fra l'altro una specie con una buona capacità di astrazione e concettualizzazione. Quindi, poniamo che sia in macchina, stia cercando parcheggio e veda un posto vuoto destinato ai disabili. Ovviamente non ci sarà sempre un tizio in carrozzina in quel punto per ricordare ai miei neuroni specchio quanto sia brutto non poter camminare. Il mio cervello sarà in grado di mettere sui piatti della bilancia il mio interesse personale (parcheggiare più comodamente) e il disagio arrecato a una persona che abbia bisogno di quel posto e creerà un differenziale emotivo che mi spingerà a rinunciare alla mia utilità diretta in favore di una più generale utilità collettiva. In altre parole, il nostro essere animali sociali ci spinge a integrarci positivamente nell'ambiente che ci circonda e quindi ci fa sentire male quando infliggiamo sofferenza a un componente del gruppo che riconosciamo come nostro anche quando è soltanto ipotetico e potenziale.
Poi ci sono i rinforzi negativi. Prendiamo ad esempio il caso in cui, la persona che cerca parcheggio di cui sopra, debba scaricare 8 casse di acqua minerale e l'unico posto libero sia a un km di distanza. Il grado di disagio che è disposto a subire per non arrecare danno a un'altra persona ipotetica potrebbe non essere abbastanza elevato da fargli rinunciare al parcheggio. Ecco quindi che interviene la sanzione. Ovvero il rischio di essere multato che incrementa la carica emotiva negativa contraria all'occupazione del posto indebito. Non sempre funziona ma certamente ci si prova.

Adesso trasliamo l'intero discorso sul problema pirateria. Iniziamo a dire che a livello di rinforzi positivi non siamo messi benissimo. Occorre un enorme livello di astrazione per arrivare a provare empatia per Amazon. Poi certo, astrattamente, se ci identifichiamo col singolo dipendente, possiamo arrivare a capire il danno che infliggiamo guardando una se.. nah, in realtà no. Raga, seriamente, se pensate a Amazon la prima cosa che vi viene in mente è in genere Bezos che fa Zio Paperone tuffandosi su mucchi di contante. Un certo grado di empatia si può sviluppare al massimo per il servizio consegne, anche perché vi arrivano a casa dei poveri stronzi a portarvi roba inutile mentre fuori ci sono le tormente di neve, ma difficilmente vi sembrerà di infliggere effettivamente un danno a qualcuno guardandovi s10ep8 di Grey's Anatomy. Anche perché non è esattamente facile comprendere quello che a un'osservazione immediata sembra un crimine senza vittime. In genere chi non ha Amazon prime, sicuramente non spenderebbe 50 euro per guardarsi l'episodio 8 stagione 10 di cui sopra. Quindi le possibilità sono che lui non si guardi l'episodio e Amazon non incassi o che lui si guardi l'episodio e Amazon non incassi ugualmente. Di fronte al dato oggettivo che Amazon sarà comunque infelice, perché essere infelici in due?
Certo, siamo d'accordo che a livello etico il ragionamento non torna. Vi sto semplicemente facendo notare che non esiste nessun rinforzo positivo al comportarsi bene. Siete di fronte a un'entità astratta che subisce un danno astratto da una vostra astratta mancata azione (la possibilità che li paghiate) che comunque non avverrebbe lo stesso. Non vi sentite meglio a non piratare quell'episodio, vi sentite coglioni.
Invece parlando di rinforzi negativi... neppure in Cina riescono a tenere sotto controllo la pirateria. E lì ti fanno sparire nelle segrete medievali, altro che polizia postale. Le sanzioni semplicemente non esistono. Ergo non c'è nessun rinforzo negativo.

Questo se parliamo di etica e morale. Adesso parliamo di leggi di mercato. Il punto fondamentale del mercato è che il valore di una merce dipende dalla sua abbondanza o scarsità. Quindi chiedetevi, cosa vi sta effettivamente vendendo (prendiamo un altro per non parlare sempre di Amazon) Netflix al costo di 14 euro al mese? Vi sta vendendo un film che potete trovare ovunque a costo zero senza praticamente alcuna ripercussione emotiva di tipo positivo o negativo? Suona un po' strano, no? Di fatto, se parliamo di valore della merce in base alla sua abbondanza, qualunque prodotto piratabile dovrebbe valere circa nulla, visto che è infinitamente replicabile e raggiungibile da chiunque a costo zero.
La verità è che la merce che vi stanno vendendo è la comodità. Il motivo principale per cui i servizi di streaming sono esplosi è che rendevano facile e comodo l'accesso ai prodotti di intrattenimento. Quello che si paga non è la visione del prodotto in quanto tale ma la sua reperibilità, accessibilità e facilità di fruizione. La realtà, è che pagate Netflix più per il fatto di non dovervi alzare dal divano ogni volta che finisce un episodio, che per il prodotto di cui state fruendo. La pagate per il fatto che vi proponga cose su un bel display comprensibile e vi tolga la fatica della scelta. La pagate per non dover chiudere 6 volte una tab pubblicitaria ad ogni inizio di episodio.
Si paga la comodità, non il prodotto. Il prodotto potete averlo ovunque gratis. Il vero rinforzo positivo a scegliere Netflix al posto di sitoytrovatosugoogle è la piacevolezza di usufruire di un servizio comodo e veloce.

Ecco il punto che i difensori di Amazon non capiscono. Inserire le pubblicità, prima o durante l'episodio della nuova serie, è semplicemente stupido. Non per un problema di soldi ma di comodità. Ogni volta che la comodità con cui si fruisce di quei prodotti diminuisce, la tentazione di ottenere lo stesso prodotto in altro modo aumenta. La realtà è che avrebbero ottenuto un risultato migliore a livello comunicativo aumentando il costo di prime da 50 a 70 euro l'anno, senza rompere il cazzo a nessuno con la pubblicità.
E raga, quando vi vedo scrivere alla gente ma è come rubare un paio di scarpe!!! mi sembrate tanto


Era già imbarazzante da vedere nel 2000. Figuratevi nel 2024.
Non so se mi sono spiegato.

venerdì 27 maggio 2022

Dieci cose da rimpiangere degli anni '80

  • I Cavalieri dello Zodiaco
  • Roberto Baggio alla Fiorentina
  • Gli zaini Invicta
  • La mano appiccicosa delle patatine
  • C'era una volta in America
  • Highlander
  • L'uomo tigre
  • Siamo fatti così
  • Il game boy
  • Hazzard

 Era giusto per farvi notare che Ciriaco de Mita non compare nell'elenco.

mercoledì 30 agosto 2017

Le due destre

Stavo pensando al dibattito politico.

Ma non hai niente di meglio a cui pensare?

Stavo facendo cose noiose.
Anyway, mentre pensavo al dibattito politico guardando Telese e Parenzo su La7...

vabbè ma pure Telese e Parenzo guardi?

Stavo facendo cose molto noiose.
Comunque stavo pensando a questa storia dei migranti che ci rubano il posto di lavoro. Adesso è molto in voga una risposta molto intelligente. Non so bene chi l'ha inventata per primo ma sono abbastanza sicuro sia stato un comico. Perché in effetti rispetta tutti i tempi comici. Io almeno l'ho sentita per la prima volta in uno spettacolo di Doug Stanhope ma non so se fosse sua. Comunque, la risposta è, all'incirca:

Se un immigrato che non conosce la lingua, non ha contatti sociali, non ha un titolo di studio valido ed è appena sceso da un gommone ti ruba il lavoro... probabilmente il tuo lavoro non vale un cazzo.

Che è vero. In effetti se a livello lavorativo non riesci a competere con un tizio arrivato dal Ghana l'altro ieri, probabilmente non riusciresti a competere contro nessuno.
È una risposta molto intelligente. E piace tantissimo a un sacco di gente di sinistra, perché noi di sinistra ci vantiamo tantissimo di essere molto intelligenti e quindi figurati se potremmo mai avere problemi a competere sul mercato del lavoro con i migranti del Ghana. Poi magari non è vero, perché il migrante lo assumono come manovale in un cantiere edile, ma tanto noi in un cantiere non ci vorremmo lavorare, quindi chissene?

Dicevo, è una risposta molto intelligente. E di destra.

Purtroppo credo si sia perso un po' il punto. Lo dico per i miei amici di sinistra. Noi dovremmo essere quelli che la competizione sul mercato del lavoro la rifiutano alla base, perché contestiamo il sistema. Invece siamo diventati quelli che: "se non ce la fai a competere con un migrante ghanese allora devi morire di fame, lol"

Non se se è chiaro, ma quando diciamo che in Italia la sinistra è sparita è assolutamente vero. In Italia si stanno affrontando due destre. Una destra reazionaria, tendenzialmente fascista, che usa i migranti come capro espiatorio suggerendo che "rimandarli a casa loro", perché "affondarli in mare" suona un po' troppo nazista, è la soluzione per la crisi economica. E una destra liberale, molto fighetta, che dice "fateli venire pure tutti, tanto mica verranno a rubarci il nostro posto in ufficio, manco sanno la lingua, al massimo competeranno con gli altri disperati, lol".

E per qualche strano motivo quelli di destra liberale si credono di sinistra. Al massimo sono molto cattolici misericordiosi. Credono di avere la tavola abbastanza piena da poterne far cadere tranquillamente qualche briciola per far mangiare i poveracci. Peccato che noi i misericordiosi una volta li odiavamo. Perché la misericordia era l'atto di pietà del ricco per il povero, mentre noi volevamo la solidarietà fra esseri uguali.

Quindi qual era la risposta giusta?
Semplice: "no, non vi ruberanno il lavoro, perché noi daremo un lavoro a tutti, bianchi e neri, ricchi e poveri, comunitari ed extracomunitari. In quanto esseri umani".
Poi viene tutto il resto. Come farlo, dove, perché ecc. Ma nel momento in cui abbiamo perso di vista questo obiettivo, la sinistra è morta. Della sinistra ci è rimasto solo la spocchia intellettuale della finta borghesia di accatto.
Applausi.



(Vi sembra un pezzo deprimente? E poi c'è gente che si chiede perché non scrivo più...)

mercoledì 20 aprile 2016

Non discuto più

E mi rendo conto che è un problema. Più che vado avanti e più che mi accorgo che sono stanco di discutere con la gente.
Alla fine chissenefrega.
Cioè ti piace Povia o Tiziano Ferro? E va bene, e allora? Ascoltali. Che poi Tiziano Ferro è così male? Alla fine è pure icona della lotta gay. Boh, chissenefrega.
Cioè, non è che metta in dubbio il fatto di aver ragione, perché io ho ragione a prescindere sempre, ma in fondo è davvero così importante far capire agli altri che ho ragione?

Boh, mi sono un po' rotto.
Si chiama invecchiare questo?

mercoledì 27 gennaio 2016

Tre consigli per il grande pubblico

1) Se, in stazione, mentre state andando per i fatti vostri, notate un tizio che cammina per i fatti suoi con un fucile in mano, ricordatevi che siamo sotto carnevale e che, magari, potrebbe essere un giocattolo. Mi riferisco alla simpatica signora che si è presa la briga di allarmare l'intera popolazione del Lazio sulla presenza di un pericoloso terrorista alla stazione di Termini. Si tratta chiaramente di un segno dei tempi. Intravedi, da lontano, un tizio con un fucile sottobraccio e non pensi che, come lo stai vedendo tu, tutti, in stazione, lo stanno guardando. Se le persone non si bloccano sbigottite, non urlano, non lanciano l'allarme... ci sarà un motivo? Provo a indovinare: secondo me si vedeva benissimo che era un giocattolo e quindi nessuno si preoccupava.
L'intervista al simpatico signore è abbastanza illuminante e spiega anche perché alle forze dell'ordine è occorsa una giornata per individuarlo: semplicemente chiunque lo vedeva capiva che era un giocattolo. 
Adesso ovviamente rischia una denuncia per provocato allarme, perché ovviamente è più facile compilare un modulo e seppellirlo fra una valanga di carte e forse, fra qualche anno, dargli una multa o mandarlo a casa, piuttosto che ammettere di essere un banco di boccaloni che hanno prestato attenzione a una tizia random. Ok che il momento è particolare. Ok che i media rilanciano qualsiasi notizia come se fosse una catastrofe continentale, ma cerchiamo di non avere crisi di nervi ogni secondo ok?

2) Esattamente ogni cinque giorni si riaccende da qualche parte la guerra onnivori vs vegetariani. Il motivo è semplice: in ogni redazione hanno notato come sotto ogni articolo che sfiori il tema, si accumulino almeno 1500 commenti di gente che si urla sopra come se non ci fosse un domani. Quello che mi dispiace, davvero, è che in mezzo ai vegetariani che danno degli assassini agli onnivori e agli onnivori che danno dell'idiota ai vegetariani, appaiono spesso commenti di quaranta righe in corpo 10, sensatissimi e pieni di fonti e dati di utenti che cercano di affrontare l'argomento in modo serio.
Un consiglio: non fatelo. Lasciate perdere. Nessuno vi leggerà, nessuno vi risponderà in modo sensato. Nessuno, dopo avervi dato ragione, si asterrà dal dare del mangiaerba o della bestia assetata di sangue agli esponenti della parte opposta. State perdendo tempo, davvero.

3) Agli onnivori di cui sopra, un consiglio: smettete di protestare. Smettete di dire che per natura siete onnivori e che i canini servono per quello. Smettete di parlare di diete bilanciate. Smettete di dire che il vegetarianesimo è una religione che proibisce la carne esattamente come l'induismo proibisce la vacca. Smettete di dire che comunque dobbiamo uccidere esseri viventi per sopravvivere. Magari è tutto vero ma non importa.
Invece ammettete tutto. Ammettete di essere degli assassini. Scrivete, una volta sola, su facebook o sotto un articolo o dove vi pare: "sì, sono un assassino, non mi portare il tuo gatto in casa o mangio anche lui".
Fatelo e vi accorgerete di una cosa bellissima: il silenzio. Perché avrete escluso ogni argomento di conversazione. E se quello dovesse continuare ad ammorbarvi, chiedetegli: "ma davvero vuoi parlare con un assassino di animali? Perché le possibilità sono due: o mi consideri un nazista che stermina a sangue freddo quelli che per te sono dei dolci bimbi innocenti e quindi devi, come minimo, smettere di parlarmi anche se la reazione giusta sarebbe combattermi con le armi in pugno, oppure sei semplicemente un cacacazzo di un credo che si eccita all'idea di convertire gli infedeli alla sua religione e prova un piacere perverso e masochista nel sentirsi rifiutato e incompreso. Quale delle due?"
Fra l'altro è anche un ottimo scioglilingua.


(e con questo ho scritto il mio post mensile... me la sono cavata con poco)

giovedì 5 marzo 2015

Le cinque agghiaccianti verità di quando devi comprare la cucina per la casa nuova

1) Non importa quanto poco vogliate spendere, qualsiasi cifra vi sembrerà irrisoria di fronte alla prospettiva del "certo si risparmia, ma questa te la devi montare da solo. Sei capace?"
2) Per colpa di svedesi e americani in ogni cucina del mondo c'è la lavastoviglie e l'acquaio a un solo pozzetto. Se lo vuoi a due con piano per stendere i piatti lo devi ordinare a parte e ti costa un rene.
3) La cappa della nuova cucina non sarà mai esattamente all'altezza di quella che c'era prima.
4) Esistono piattaie che fanno angolo. Cioè, un mobile con due parti, disposte a 90° l'una dall'altra, con uno sportello che si apre verso destra e uno che si apre verso sinistra.
5) Nessun colore sembrerà mai adatto se hai il pavimento rossastro.

lunedì 10 novembre 2014

Sono in vena di fini critiche letterarie...

 Non amo che le rose
che non colsi. Non amo che le cose
che potevano essere e non sono state...
Guido Gozzano, ‘Cocotte’
 
 
Fanculo Guido


Quando ci vuole ci vuole...

venerdì 31 ottobre 2014

Sul perché Twilight è un fantasy e non un horror

Salve. Mi dicono che fra poco è Halloween. Mi sembra quindi il momento perfetto per darvi il benvenuto al secondo incontro del nostro breve corso sull'esatta natura dell'horror e del fantasy. Vi ricordate cosa avevamo detto durante la prima lezione? Se avete bisogno di ripassare, potete andare qui. La coda politica del post potete saltarla, anche se comunque può essere utile.

Dunque, nella scorsa lezione abbiamo dato una definizione di fantasy e horror basandoci sulle figure del drago e del vampiro. Visto che a quest'ultimo personaggio tengo particolarmente, mi sembra doveroso affrontare il problema di uno dei filoni di maggiore successo negli ultimi anni: i cosiddetti "romantic horror". Tale genere nasce dall'accostamento di figure tradizionalmente tipiche delle storie dell'orrore (primi fra tutti, appunto, i vampiri) con plot di carattere spiccatamente romantico. Lo scopo non dichiarato - e a volte dichiaratissimo, basta vedere la copertina originale di Twilight - è di sfruttare portandole all'eccesso le tematiche dell'amore/frutto proibito. Se gli amori pericolosi fanno audience, come considerare gli amori per esseri sovrannaturali che sopravvivono bevendo sangue?
Tali storie hanno però un punto debole fondamentale nella sostanziale ricerca di un happy ending, che di per sé falsa l'attribuzione al genere horror.
Che cosa voglio dire? Cerchiamo di arrivarci per punti, mettendo a confronto un romantic horror effettivo, o meglio il capostipite dei romantic horror contemporanei (ovviamente prendiamo in considerazione solo il periodo post-anni '80, sennò dovremo partire da Dracula) con il già citato Twilight.

In particolare vorrei mettere a confronto, chiedendo perdono preventivo a chiunque si senta giustamente offeso dall'accostamento, le coppie Buffy-Angel e Bella-Edward. Continuate a vostro rischio e pericolo che il post è lungo assai.

giovedì 9 ottobre 2014

Di horror, fantasy e omofobia

Subito dopo aver scritto il post di ieri sulle sentinelle silenziose (credo si facciano chiamare così, non ricordo bene) ho iniziato una serie di riflessioni che, per vie traverse, ho ricollegato a un corso che ho in mente di fare su horror e fantasy.
Cosa c'entrano le une con l'altro? Cerco di spiegarvelo. Voi venitemi dietro con fiducia che da qualche parte arriviamo...

venerdì 18 luglio 2014

Certi giorni

Certi giorni mi viene da pensare che forse hanno ragione i miei amici complottisti e che esiste veramente un piano nazi-pluto-giudaico-massonico-liberal-comunista per rendere l'intera Europa schiava della Germania.

Certi giorni spero vivamente che esista sul serio.
Sono i giorni in cui mi viene da pensare che forse sarebbe veramente meglio se l'Italia non esistesse. Come nazione intendo. Com'era quella frase del Metternich? Una "mera espressione geografica".
La verità è che se da anni ormai stiamo sempre peggio, se da anni praticamente ogni paese avanzato continua a farci il culo su praticamente ogni aspetto dell'esistente, la verità è che ce lo meritiamo.
Per questo ci sono giornate in cui spero che il piano nazi-pluto-giudaico-massonico-liberal-comunista esista sul serio. E spero che stia funzionando. Ci sono giorni che un'invasione tedesca dal passo del Brennero l'accoglierei come una liberazione.

"Beh, tutta questa storia perché hanno assolto Berlusconi?"

Sticazzi di Berlusconi. Ha 78 anni. Quanto gli può rimanere ancora? Il problema è quello che sta dietro Berlusconi. Un sistema in cui non basta avere una voce registrata che ordina a dei carabinieri di rilasciare un'arrestato. Non basta perché sei un miliardario, capo di un partito politico fondamentale, e quindi il tuo non è un ordine. Non è concussione. E' una semplice richiesta. Un po' come quella del Padrino era semplicemente una "proposta che non puoi rifiutare" non era un ricatto. Te l'ha semplicemente chiesto. Potevi rispondere di no. E non far caso a quella testa di cavallo nel letto, per favore.

La verità è che non ci meritiamo di esistere. Come nazione intendo.
Se domani mattina la nazione Italia sparisse dalla cartina geografica l'intero globo terrestre diventerebbe immediatamente un luogo un po' più decente.
Certi giorni penso che ci siamo sbagliati. Dovevamo davvero rimanere una "mera espressione geografica", sarebbe stato meglio per tutti.

In altri invece sono più ottimista. Mi viene da pensare che forse è un bene che l'Italia esista. Deve esserci, obbligatoriamente, un luogo che rappresenti il buco del culo del mondo. Se non ci fossimo noi, sarebbero costretti a prendere come esempio negativo la Corea del Nord. E invece no, guardateci bene, perché non basta non avere un dittatore dalla pettinatura orrenda, non avere un livello di vita da terzo mondo, non morire per mancanza di cure mediche, per essere un posto di merda. Noi ci riusciamo benissimo anche con un livello di vita all'incirca accettabile e facendo finta di essere in democrazia.
Questo è il motivo per cui sono felice, il più delle volte, che l'Italia esista. Se improvvisamente sparissero i confini, forse faremmo danno anche altrove. Ci infiltreremmo ovunque, come un virus o come una metastasi. Invece è un bene che gli stronzi restino il più possibile confinati in un solo luogo.



ps. ah la guerra tra Israele e Hamas continua eh. Solo che definirla guerra è come prendere la Juventus, farla giocare contro la squadra di ricamo a uncinetto di Avezzano, e dire che è una partita di calcio. Non è che sono di diverse categorie o che non giocano ad armi pari, sono proprio due sport diversi.

giovedì 17 luglio 2014

Le dieci cose

Qualche tempo fa (oddio sono passati un paio d'anni) erano di moda le liste. Non so se vi ricordate... Fabio Fazio e Saviano ci hanno stracciato le palle per settimane leggendo le liste delle cose. Che una lista: bello. Due liste: eeeeh. Tre liste va bene. Ma alla quarta te rompi i coglioni (cit.)
Fra i vari elenchi di questo e di quello era anche partita l'iniziativa: dì a Saviano le 10 cose che rendono bella la vita. C'erano dei moduli che potevi riempire con la tua top ten (soprattutto presso le librerie Feltrinelli) per poi spedirla a Saviano.
Al tempo ignorai la questione però ultimamente mi sono riscoperto a pensarci. Quindi, come si fa per liberarsi di una canzone che continua a risuonarti in testa, ecco qui, nero su bianco, la lista delle 10 cose per cui ha valso la pena vivere, fino ad oggi. Ovviamente ho seguito le regole originali: niente temi universali (tipo l'amore, la pace nel mondo ecc.) e niente persone (parenti, amici, fidanzate ecc.)
Via...

1) Guidare veloce: autostrada, sole primaverile (o autunnale) sulla testa, 130 km/h di media e buona musica di sottofondo. Quando viaggio, mi sento quasi vicino all'eternità. Come se fossi sempre stato lì, al posto giusto. Ovviamente fino a quando non sento sete/fame o la radio passa una canzone inascoltabile.

2) Il mare forza 10. C'è tanta gente che ama nuotare. Io no. Mai sopportato. Eppure se c'è una cosa che mi fa tornare bambino è il mare in una giornata ventosa, quando le onde sono altissime e basta fare dieci passi nell'acqua per esserne sommerso. Amo da impazzire la sensazione di essere travolto dal mare e allo stesso tempo la certezza che non potrà portarmi via (e vorrei vedere, a 10m dalla riva).

3) Le rovine di Micene. Siamo stati, credo, l'unica quinta superiore della mia generazione ad essere andati in gita ad Atene e in Grecia. Tuttavia non potrò mai scordare l'ascesa all'Acropoli di Micene. Il percorso a spirale, i venti fortissimi che ci avvolgevano e all'improvviso mettersi a correre scalando la salita per raggiungere la cima mentre il resto del gruppo ti guarda come se fossi un cretino. La fatica e l'esaltazione di raggiungere le vetta per primo (per primo dopo le migliaia di turisti prima di te, ovviamente). Penso sia così che si sentano gli alpinisti.

4) L'eclair. Si tratta di un bigné francese di forma allungata. Comprato in un piccolo forno di Caen e mangiato mentre tornavo al mio alloggio universitario. Un orgasmo.

5) Nuvole. Adoro il cielo nuvoloso. Non in tempesta, ma proprio le nuvole quando passano. Come i fiocchi di neve, non esistono due cieli uguali. Che poi anche questa cosa dei fiocchi di neve andrebbe sfatata. A me sembrano tutti uguali.

6) Il lavoro ben fatto. Qui non posso essere originale, perché in merito ha già detto tutto Primo Levi ne "La chiave a stella"
Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono
Rendersi utile, svolgere un compito veramente necessario e raggiungere degli obiettivi. Si potrebbe vivere di questo... se ci fosse uno stipendio, diciamo.

7) Le risate sotto pressione. Amo i momenti in cui il mondo sembra gravarti sulle spalle. Devi fare diecimila cose e cerchi di fare in pochi minuti quello che normalmente ti avrebbe richiesto un'ora. Tutti si agitano intorno a te e tutto è in tensione. E ti scoppia una risata che tutti si girano a guardarti e si chiedono "che cazzo si ride quello che siamo nella merda?" e non capiscono quanto sia bello quel momento. Perché ci siamo, perché lavoriamo insieme, perché siamo vivi. E la vita è bella.

8) Svegliarsi molto prima che suoni la sveglia. Ti guardi intorno, guardi l'orologio e scopri che mancano ancora due ore al momento di alzarsi. Sorridi e ti rimetti a dormire.

9) Libri. In qualsiasi forma, in qualsiasi luogo. Lo scorrere delle parole che formano idee, storie, sensazioni, attimi strappati alla realtà e al pensiero e fissati in frasi, paragrafi, pagine. La scrittura è l'arte suprema. Prima della pittura, prima della scultura, prima della musica, prima di qualsiasi altra arte. Niente come la parola scritta ci avvicina all'animo umano. All'inizio era il verbo. E' una delle poche cose vere di quel libro.

10) Il chianti classico. Abbiamo tante belle bottiglie in Italia ma il vino delle mie zone non lo batte nessuno. Anche se è tagliato con il merlot. Ed è proprio questo il bello. Il sangiovese da solo è un vino aspro, duro. Mescolato con un po' di vino francese diventa un nettare divino.
A dimostrazione del fatto che dai miscugli nascono le cose migliori.

lunedì 7 luglio 2014

Riflessioni random tanto per tenervi aggiornati di quello che mi frulla in testa e comunque... sticazzi?

Numero 1) 
Non so sei vi è mai capitato di bruciarvi con un ferro da stiro. All'inizio erano due linee sottili sul polso che sembravano dei graffi. Con il passare dei giorni si sono pian piano scurite e adesso ho una specie di tatuaggio. Sembrano linee di sporco e invece è proprio la pelle bruciata che è rimasta così.
Adesso capisco tutta quella storia della lettera scarlatta. Proprio un bel segno indelebile, non c'è che dire.
Certo che ci potevo arrivare anche prima pensando al marchio del bestiame, però in effetti non si capisce mai davvero qualcosa finché non la si prova sulla propria pelle.

E adesso sembra che abbia preso spunto da tutto ciò per far partire il metaforone. Invece no, è proprio un aneddoto su una bruciatura. Scusate.

Numero 2)
Certo che, una riforma della scuola così la sapevo fare pure io. Doppio orario di lavoro, stesso stipendio. Taaaaac! Mamma mia, un genio del male proprio. Che poi sembra che in realtà le ore di lezione resteranno sempre quelle, solo che devi fare delle supplenze. In pratica cercano un modo per non pagare i supplenti.
Sai che novità...

Numero 3)
Zerocalcare ha rotto le palle co' sta storia che deve scrive il libro. Rivogliamo le storie gratis sul blog ogni due settimane da lurkare in pace.

Numero 4)
Ma io quando vado in ferie? Anzi, cosa sono le ferie?

Numero 5)
Tutto questo stupore perché l'Italia è uscita al primo turno. Ma se è da quando Baggio ha sbagliato il rigore (ed è stato quindi condannato all'oblio) che non abbiamo una nazionale decente? Non vorrei deludere tutti i patriottici tifosi per un giorno del paese, ma nel 2006 abbiamo vinto semplicemente perché facevamo appena appena un po' meno cagare di tutti gli altri. In difesa intendo. Perché il centrocampo italiano non esiste dal '94 e le punte sono sempre lost in action.
Sì, c'è Pirlo. Ok. Capisco che sia l'unico giocatore italiano capace di fare un passaggio all'incirca preciso ma non è che deve essere osannato per questo eh.

Numero 6)
Adesso ho commentato pure io i mondiali di calcio. Il mio dovere l'ho fatto. I <3 Italia.