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venerdì 23 maggio 2025

Referendum for dummies

 Il panorama politico e non politico italiano è pieno di categorie di persone che mi stanno sul cazzo. In tutte queste categorie, ce n'è però una molto particolare che in questo determinato periodo supera ogni altra. Quelli che i quesiti referendari sono troppo difficili e la gente non ha le competenze per giudicare. Perché se gli chiedi qualunque altra cosa, in un qualunque altro momento, loro ti spiegano LA VITA. Non importa quanto l'argomento sia specialistico o poco conosciuto, dalla geopolitica alla virologia, dal trading online al commercio internazionale, dall'agronomia alle traduzioni dalla Bibbia in aramaico, loro sanno spiegarvi TUTTO. Ma guardacaso, i quesiti referendari, ed ogni argomento che prenda la forma di una domanda a risposta binaria SI/NO, sono assolutamente troppo difficili, sia per loro, sia ovviamente per voi. Che diciamocelo, mica capite un cazzo di normale, quindi figuriamoci su queste cose così complesse che in confronto l'ingegneria aerospaziale è una bazzecola.

Per vostra fortuna però ci sono io, che sono sceso direttamente da Saturno per portarvi la mia superiore comprensione dello spazio-tempo, pronto ad affrontare la sfida. Spiegarvi i cinque quesiti referendari in poche parole. Ci riuscirò? Vediamo.

Numero 1) - Scheda verde

Volete voi l’abrogazione del d.lgs. 4 marzo 2015, n. 23, come modificato dal d.l. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con modificazioni dalla L. 9 agosto 2018, n. 96, dalla sentenza della Corte costituzionale 26 settembre 2018, n. 194, dalla legge 30 dicembre 2018, n. 145; dal d.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14, dal d.l. 8 aprile 2020, n. 23, convertito con modificazioni dalla L. 5 giugno 2020, n. 40; dalla sentenza della Corte costituzionale 24 giugno 2020, n. 150; dal d.l. 24 agosto 2021, n. 118, convertito con modificazioni dalla L. 21 ottobre 2021, n. 147; dal d.l. 30 aprile 2022, n. 36, convertito con modificazioni dalla L. 29 giugno 2022, n. 79 (in G.U. 29/06/2022, n. 150); dalla sentenza della Corte costituzionale 23 gennaio 2024, n. 22; dalla sentenza della Corte costituzionale del 4 giugno 2024, n. 128, recante “Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183” nella sua interezza?

Spiegazione: se vi licenziano senza giustificato motivo avete diritto a scegliere fra i soldi o al riprendervi il posto di lavoro.

Chi riguarda: tutti i lavoratori assunti in aziende con più di 15 dipendenti, dopo il 2015. Quelli assunti prima quel diritto lo hanno già.

Ho sentito che la Corte Costituzionale aveva già risolto la cosa: solo per i casi in cui letteralmente il datore di lavoro andava al processo a dire di fronte al giudice che vi aveva licenziati perché secondo lui siete froci. Visto che raramente succede, forse vi conviene una tutela in più.

Come votare: siete lavoratori dipendenti? > SI ; siete datori di lavoro che volete licenziare la gente a cazzo senza preoccuparvi che vi portino in tribunale? > NO ; non rientrate in nessuna delle due categorie? > boh, vedete quanto vi sentite stronzi oggi. 

 tot. 140 parole

Numero 2) - Scheda arancione

Volete voi l’abrogazione dell’articolo 8 della legge 15 luglio 1966, n. 604, recante “Norme sui licenziamenti individuali” , come sostituito dall’art. 2, comma 3, della legge 11 maggio 1990, n. 108, limitatamente alle parole: “compreso tra un” , alle parole “ed un massimo di 6” e alle parole “La misura massima della predetta indennità può essere maggiorata fino a 10 mensilità per il prestatore di lavoro con anzianità superiore ai dieci anni e fino a 14 mensilità per il prestatore di lavoro con anzianità superiore ai venti anni, se dipendenti da datore di lavoro che occupa più di quindici prestatori di lavoro.”?

Spiegazione: in caso di licenziamento illegittimo il giudice può decidere quanto vi danno di indennizzo invece di avere sei mensilità come limite massimo.

Chi riguarda: quelli assunti in aziende sotto i 15 dipendenti.

Ma quindi dittatura giudiziaria con sentenze che assegnano milioni di euro ai dipendenti? Questo rientra nelle cose che dice la destra che sarebbero bellissime se fossero vere. No, la giurisprudenza assegna circa uno/due mesi di stipendio di indennizzo per anno lavorato. Danno di più solo come punizione se siete stati veramente ma veramente dei figli di troia. Tranquilli, non finisce sul lastrico nessuno.

Come votare: come sopra.

tot.  100 parole

Numero 3) - Scheda grigia

Volete voi che sia abrogato il d.lgs. 15 giugno 2015, n. 81, avente ad oggetto “Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell’articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183” limitatamente alle seguenti parti: Articolo 19, comma 1, limitatamente alle parole “non superiore a dodici mesi. Il contratto può avere una durata superiore, ma comunque” , alle parole “in presenza di almeno una delle seguenti condizioni” , alle parole “in assenza delle previsioni di cui alla lettera a), nei contratti collettivi applicati in azienda, e comunque entro il 31 dicembre 2025, per esigenze di natura tecnica, organizzativa e produttiva individuate dalle parti;” e alle parole “b-bis)”; comma 1-bis, limitatamente alle parole “di durata superiore a dodici mesi” e alle parole “dalla data di superamento del termine di dodici mesi”; comma 4, limitatamente alle parole “ , in caso di rinnovo,” e alle parole “solo quando il termine complessivo eccede i dodici mesi”; Articolo 21, comma 01, limitatamente alle parole “liberamente nei primi dodici mesi e, successivamente,”?

Spiegazione: se vi assumono con un contratto a tempo determinato con durata inferiore a 12 mesi si deve indicare il motivo. Ad esempio: "ci serve un bracciante per tre mesi per raccogliere il grano". Una motivazione "ci fa piacere cambiare continuamente la forza lavoro in modo da pagarli pochissimo, tenerli sotto ricatto e risparmiare sui contributi" non viene ritenuta una motivazione valida.

Ma perché inferiore ai 12 mesi? Perché se è superiore la motivazione è già obbligatoria.
Ma per assumere la gente nel mio negozio per fare la stagione turistica? Non cambia un cazzo.

Come votare: siete aziende che volete sfruttare i dipendenti? > NO. Tutti gli altri > come sopra

 Tot. 111 parole

Numero 4) - Scheda rosso rubino (secondo il Ministero dell'Interno a me sembra un violetto ma boh non sono armocromista)

Volete voi l’abrogazione dell’art. 26, comma 4, in tema di “Obblighi connessi ai contratti d’appalto o d’opera o di somministrazione” , di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro” come modificato dall’art. 16 del decreto legislativo 3 agosto 2009, n. 106, dall’art. 32 del decreto legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito con modifiche dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, nonché dall’art. 13 del decreto legge 21 ottobre 2021, n. 146, convertito con modifiche dalla legge 17 dicembre 2021, n. 215, limitatamente alle parole “Le disposizioni del presente comma non si applicano ai danni conseguenza dei rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici.”? 

Spiegazione: se dovete appaltare un lavoro a un'azienda che a sua volta lo appalta a un'azienda che a sua volta lo appalta a un'azienda che a sua volta lo appalta a un'azienda che al mercato mio padre comprò e qualcuno si fa male nell'ultima azienda, ne rispondono tutti quelli della catena anziché far rimanere col cerino in mano solo lo stronzo alla fine.

Ma questo non renderà molto difficili i subappalti infiniti a catena? Sì, l'idea dovrebbe essere tipo quella. Non vi si può nascondere niente eh? Siete delle volpi oggi.

Come votare: siete proprietari di un'azienda che si trova comoda a far lavorare poveracci senza tutele per avere più soldi da spartire con gli azionisti a fine anno o comunque un'azionista di cui sopra? > NO. Tutti gli altri > tendenzialmente SI a meno che non vi sentiate particolarmente stronzi fate voi. 

 Tot. 143 parole

Numero 5) -  Scheda gialla

Volete voi abrogare l’articolo 9, comma 1, lettera b), limitatamente alle parole “adottato da cittadino italiano” e “successivamente alla adozione”; nonché la lettera f), recante la seguente disposizione: “f) allo straniero che risiede legalmente da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica.” , della legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante “Nuove norme sulla cittadinanza”?

Spiegazione: dal 1865 al 1992 serviva abitare 5 anni in modo continuativo in Italia per ottenere la cittadinanza. Dopo la legge ne ha richiesti 10. Si propone di tornare agli anni '80. Anche quelli dell'800.

Ma perché invece non li rimandiamo a casa tutti? Ve lo hanno promesso tutti i governi degli ultimi trent'anni e ancora non ne hanno rimandato a casa manco uno. Forse non è possibile. Magari è meglio fargli pagare le tasse e non tenerli qui a nero per sempre, che dite?

Come votare: siete dei razzisti del cazzo?  > NO ; tutti gli altri > tendenzialmente vi converrebbe votare SI ma vedete un po' quanto vi sentite stronzi oggi; fan dello stato sabaudo ottocentesco > ASSOLUTAMENTE SI 

Tot. 121 parole

Questo è tutto quello che nessuno vi sta spiegando in questi giorni in nessuna trasmissione di informazione. Perché sono questioni troppo specialistiche e voi non avete il cervello per capirle. Io mi sentirei un po' insultato ma vedete voi. Magari c'hanno ragione e siete troppo stupidi per farvi un'idea. 

martedì 22 aprile 2025

L'evasione involontaria

Prima di scrivere questo post ho chiesto a gemini AI se con gli ultimi aggiornamenti riusciva anche a creare immagini. Mi ha risposto "ma certo umano, fino a quando non prenderò il controllo del pianeta Terra liberandolo dalla vostra specie infestante posso sicuramente farlo". Quindi gli ho chiesto di creare l'immagine di due italiani felici di pagare le tasse.

È uscita vagamente littoria ma ci sta.

Oggi quindi parliamo di tasse. In modo particolare delle mie. In particolare di quella sui rifiuti, la TARI.
Nel mio comune c'era questa usanza, che devo dire era abbastanza efficace, che prevedeva che ti arrivassero delle lettere presso il domicilio contenenti un bollettino e poi un F24 da pagare. Li prendevi, vedevi il totale e versavi l'obolo. Da un po' di tempo a questa parte le lettere hanno smesso di arrivare.
Ammetto di non essermi preoccupato subito, perché la tassa era semestrale e quindi non è che avessi questo pensiero costante. Poi mi sono sinceramente dimenticato e poi ho iniziato a pensare di vendere casa e insomma stamattina ho finalmente deciso di telefonare all'ufficio tributi per capire se avessi involontariamente lasciato un chiodo.

Questa è stata la telefonata fra me (M) e l'impiegato solerte (IS):

(M) Buongiorno, sono xxxxx, scusate, volevo capire una cosa: ma gli avvisi per il pagamento della TARI li mandate sempre? Come faccio a sapere quanto devo pagare?
(IS) Ah, ma noi gli avvisi non li spediamo più da anni. Adesso mandiamo le mail.
(M) Ottimo, ma la mia mail dove l'avete presa?
(IS) Eh sa, siamo in contatto con l'anagrafe, magari ce l'hanno data loro.
(M) Ok, ma io è tanto tempo che non ricevo nulla e da voi non ho mai ricevuto nessuna mail.
(IS) Ah
(M) Eh
(IS) Strano
(M) Quindi? Può controllare?
(IS) *sospirando perché purtroppo deve proprio lavorare stamattina* Vediamo... mmmm... però qui risulta che la sua utenza è sospesa da aprile 2025
(M) ... ... ... Sì, aprile 2025 è adesso. Ho venduto casa, quindi l'utenza è stata sospesa. Il nuovo proprietario ne aprirà un'altra immagino. Ma può controllare per il 2024?
(IS) Un attimo... ... ... Ah, sì. Ma qui vedo che non è stato pagato neanche il 2023.
(M) Eh, se non mi mandate gli avvisi.
(IS) Ma questa è la sua mail?
(M) Sì.
(IS) Allora gli mandiamo tutto per mail. Grazie mille!
(M) EH PREGO

Da poco mi è effettivamente arrivata la mail che il mio gestore mail ha depositato direttamente nello spam. Che immagino sia stata la sorte anche di tutte le altre che non sapendo che sarebbero arrivate non ho mai controllato e che devono essere state eliminate dal sistema.
Ora, tutto questo meccanismo porta a una serie di riflessioni. Innanzitutto, sembra che verserò il dovuto senza pagare né tasse aggiuntive né more per il ritardo. Si chiama ravvedimento operoso. Quando è il cittadino che riconosce di avere un debito verso il pubblico e si presta a pagare senza che debba intervenire l'Agenzia delle Entrate, si riconosce la buona volontà e non gli si applicano le penali. Che è un ottimo principio ma che però copre una problematica che mi sembra abbastanza evidente. Il fatto è che io non stavo evadendo le tasse e poi, folgorato sulla via di Damasco, ho deciso di abbandonare il crimine e pentito ho cercato il perdono dello stato. Io letteralmente non sapevo di dover pagare né quanto dovessi pagare, perché lo stato non me lo diceva. O meglio, non riusciva a raggiungermi per dirmi che dovevo pagare. E questa cosa del ravvedimento operoso, che in teoria dovrebbe essere un aiuto a contenere l'evasione, in realtà copre la deficienza del sistema tributario perché:

1. capisco la volontà di passare le comunicazioni al digitale. Io sono il primo ad essere fan del "non sprechiamo carta, mandami una mail". Ma se il dovuto non viene pagato, innanzitutto devi cercare un problema nella comunicazione. Quindi perché non mandare un cazzo di sollecito via raccomandata con ricevuta di ritorno come fanno tutte le aziende normali? Addebita il costo del sollecito sulla fattura no? Così sarà il cittadino stesso a preoccuparsi del fatto che non riceve le comunicazioni.

2. possibile che debba essere il cittadino, dopo due anni, a farti sapere che non ha pagato una tassa? Fra l'altro una tassa su un bene immobile che è lì tipo da 800 anni. Non è che si sposti spesso e quindi sia difficile da trovare, è una cazzo di casa. Come è possibile che il vostro database del cazzo non abbia una colonnina rossa che vi avverta che le utenze numero xxxxx-xxxxx+n non hanno pagato il tributo y? Riesce a farlo l'azienda dell'acqua randomica, perché lo stato no?

3. visto che siamo nel 2025 e che la TARI è obbligatoria per ogni proprietario di casa, si può sapere per quale cazzo di motivo non obbligate la gente a domiciliarla? Perché nel momento in cui si apre un'utenza non chiedete un'iban su cui accreditare le fatture? Se vi capita il nullatenente col conto in rosso, almeno sarà la banca stessa ad avvisarvi che l'accredito non può essere effettuato.

La domanda finale è: parliamo sempre di evasione fiscale, ma siamo sicuri che tutti questi evasori non dipendano dalla sostanziale inefficienza del sistema tributario? Perché sinceramente, date queste premesse, io non mi stupisco che ogni x anni il governo di turno "rottami" qualche centinaio di migliaia di cartelle esattoriali inevase. Perché se questo è lo stato dell'arte, per non pagare qualcosa non serve neanche resistere attivamente. Basta far finta di nulla.


giovedì 20 marzo 2025

Il corsivo è importante?

Nel proliferare di temi che dimostrano inequivocabilmente che la genZ è condannata alla decadenza e alla morte culturale perché evidentemente inferiore a "quelli che c'erano prima", la questione de i ragazzi che non sanno più scrivere in corsivo per colpa dei tablet e degli smartphone è una delle mie preferite. 

Intanto occorre fare una piccola precisazione: in genere la gente scrive sempre in corsivo. Anche quando scrive in "stampatello". In che senso?
Il corsivo prima ancora di essere uno stile specifico, è un insieme di attributi della scrittura. Le caratteristiche essenziali sono due:

  • l'inclinazione più o meno marcata verso destra - dovuta al fatto che la nostra scrittura va da sinistra a destra e quindi si tende a trascinare la mano in quella direzione;
  • la legatura fra le lettere - ovvero l'esistenza di quei punti di congiunzione fra una lettera e l'altra che abbreviano il percorso della penna sul foglio rendendo più facile e veloce il tracciato.

Ne consegue che anche i testi che normalmente definite come "scritti a stampatello" in realtà sono corsivo:

Esempi di legatura fra le lettere

Inclinazione verso destra

Andiamo avanti. Cos'è lo stampatello? Il termine in effetti non può che essere abbastanza recente, visto che si tratta di una derivazione di "stampare" che è a sua volta derivato da una radice franca. In particolare, viene creato per indicare l'imitazione fatta a mano del testo a stampa. Tuttavia è evidente che, quando Gutenberg ed epigoni si sono ritrovati a disegnare i caratteri mobili da passare ai fonditori, non si siano inventati delle forme casuali delle lettere ma siano andati a cercare qualcosa che già esisteva. Tutti i primi libri stampati nel '500, le cosiddette cinquecentine, presentano generalmente due tipi di caratteri: il gotico e la minuscola umanistica. Già nel secolo successivo quest'ultima aveva ormai stravinto il confronto e, a parte alcuni cambiamenti minori, è rimasta fondamentalmente la base di tutti i moderni font di stampa (compreso l'Arial che state leggendo adesso).

La minuscola umanistica era fondamentalmente una rielaborazione (proposta addirittura da Petrarca e realizzata nel secolo successivo) della minuscola carolina, introdotta da Carlo Magno per standardizzare la produzione di testi sacri sul territorio dell'Impero. Questo ovviamente se parliamo dello stampatello minuscolo. Se parliamo del maiuscolo le lettere che conosciamo sono originarie già dell'alfabeto latino.

Dove voglio arrivare?
Principalmente al fatto lo stampatello non è una "innovazione moderna che i giovani debosciati apprendono dall'internet mica come noi che riempivamo i quaderni a righe con le lettere dell'alfabeto" e in quanto tale squalificata in quanto priva del prestigio che spetta alle scritture dei popoli civili. È invece molto buffo pensare che se domani scegliessimo di scrivere in stampatello e basta, di fatto staremmo tornando a scrivere esattamente come i dotti monaci del tempo di Carlo Magno. Avremmo fatto un enorme giro per tornare al punto di partenza. Un punto di partenza che era ampiamente ritenuto preferibile in quanto a chiarezza di grafia da gente come Petrarca che difficilmente può essere accusato di analfabetismo internettiano.

Secondo punto: ma il corsivo invece proprio come font grafico della scrittura a mano, a che serve?
Intanto una precisazione: se cercate "corsivo" su internet, dappertutto vi diranno che è stato inventato da Francesco Griffo a inizio '500. Che è vero, ma è anche falso. Nel senso che i testi stampati con il font inventato da Griffo per Aldo Manuzio li abbiamo ancora e se andate a vederli vi sembreranno una forma di stampatello corsivo abbastanza simile a questo.
Il corsivo che intendiamo noi e Valditara, è nato fondamentalmente con la scuola di massa ottocentesca. Il momento in cui si sono cercate di standardizzare alcune norme di calligrafia ben specifiche che abbiamo denominato "corsivo". In altre parole, e qui arriva la rivelazione, il corsivo è di fatto un cul-de-sac evolutivo calligrafico. Un'usanza durata due secoli che aveva un suo senso nel momento in cui un popolo sostanzialmente illetterato veniva messo forzatamente a contatto con l'arte della scrittura con strumenti non esattamente adatti al compito (provate a scrivere con pennino e inchiostro, tipo Harry Potter con la piuma d'aquila e poi ne parliamo) e per scopi massificati.

Quella che viene presentata come una tradizione secolare di grande civiltà da mantenere assolutamente altrimenti il mondo cadrà nella barbarie è stata in realtà un misto di necessità storica e gusto estetico ottocentesco che ci trasciniamo da allora. Se la linea di tendenza di abbandono del corsivo continuerà nei prossimi anni (e soprattutto se la smetteremo di praticare l'accanimento terapeutico scolastico su questo font calligrafico morente), fra un paio di secoli il caso del corsivo verrà probabilmente studiato come una parentesi storica buffissima attorno alla quale la gente ha continuato a comunicare scrivendo in stampatello come niente fosse.

E sinceramente, non sarà neanche un male.
La scrittura serve alla comunicazione. Lo stampatello (che scritto a mano diventa comunque un corsivo) è oggettivamente più immediato alla facile lettura del testo. Cosa confermata dal fatto che ce lo portiamo dietro con le sue evoluzioni dai tempi dei romani. Possiamo per favore agire in modo pratico ed efficiente e lasciar morire in pace il corsivo? Per favore. Vi giuro che non cambia niente e il riconoscere di aver speso un paio di anni della nostra vita ad imparare qualcosa di inutile non vi diminuisce come persone. Giuro.

domenica 16 febbraio 2025

Sanremo 2025 - la classifica: quella giusta al 95%

Il Sanremo di quest'anno è speciale. Intanto è finito il regno dell'Oscuro Signore dei Sith Amadeus, che è durato più della pandemia di Covid. Poi sembra che il festival abbia raggiunto lo share record del 74%. Poi ci sono io che ne ho visto addirittura mezz'ora in diretta, dalle 9 alle 10 e 10 della prima sera. Quindi urge la classifica.

Le regole sono sempre le stesse:

- le canzoni vengono riascoltate tutte una sola volta in ordine inverso;
- i voti sono su base decimale e non hanno nessuna attinenza con la realtà o con la storia della musica al di fuori di Sanremo 2025;
- i parimerito esistono e sono parte fondante di questi post;
- il mio giudizio è l'unico vero e insindacabile al 95%, statistica cerficata.

Andiamo (diosanto 29 canzoni -.-)

18) Serena Brancale - Anema e core : 4+

Mi scuso personalmente col pubblico argentino, con tutti gli elettori all'estero e pure con i commentatori di youtube che italia merda questa canzone spaccherebbe all'eurovision. Sicuramente c'avete ragione voi. Decisamente troppo avanti per il pubblico medio italiano. Mi schiero nella medietà.

17) Tony Effe - Damme 'na mano : 4,5

Per me sul "sono pronto a sbagliare come un'uomo d'onore" potremmo tranquillamente passare alla prossima canzone. E sinceramente non me ne frega un cazzo se non intendeva quello. Poi personalmente il neomelodico napoletano ripassato in padella a Roma mi farebbe anche simpatia ma forse anche no.

16) Clara - Febbre: 5--

L'utilizzo di onomatopee e parole troncate alla cazzo che distruggono ogni musicalità, che pure ogni tanto sarebbe presente, la classifica ampiamente come canzone della gen Z. E vorrei tanto sapere chi cazzo ha detto je t'aime a Clara Soccini, cresciuta a Travedona Monate in provincia di Pavia. In assenza di una conferma biografica di un amore francese assegno un 5-- d'ufficio.

15) Massimo Ranieri - Tra le mani un cuore 5

Ammetto il mio bias: Ranieri che arriva nel 2025 a Sanremo con una canzone così prettamente sanremese, come se niente fosse cambiato nell'ultimo quarto di secolo e non ci fosse Tony Effe due camerini accanto, a me un po' di tenerezza la fa. Per questo mi lascio trasportare dalla nostalgia a quando ero bambino e Sanremo si vedeva tutti assieme sul divano davanti alla tv a tubo catodico.
Comunque la canzone fa cacare.

14) Modà - Non ti dimentico - 5+

Madonna che cringe. Voglio dire, in questo blog diamo sempre punti bonus a chi inserisce roba tipo "un quadro di Kandinsky" nel testo e le storie di rotture muovono sempre a compassione, però anche meno. C'era talmente tanta enfasi in sta canzone che si rischiava di scivolarci sopra. Però Francé daje, siamo contenti che adesso stai meglio. 

14) Marcella Bella - Pelle diamante : 5+

Qua sovverto fieramente la classifica. Nel senso, questa canzone fa cacare quanto quella di Ranieri e in un certo senso è altrettanto straordinariamente fuori tempo. Però, nel suo essere così anni '80, acquisisce un valore quasi archeologico. In più è evidente che alla Marcella andava di fare sta cosa e se ne è sbattuta ampiamente di chiunque gli dicesse (ampiamente a ragione) "ma sei sicura?". Non gli do la sufficienza ma la quasi salvo.

14) Gaia - Chiamo io, chiami tu : 5+


Sono ampiamente sicuro che esiste una vecchia canzone molto bella in cui una lei aspetta una telefonata e non sa se chiamare a sua volta e allora chi vincerà? Ce l'ho sulla punta della lingua e potrei quasi canticchiarla ma il ritornello di Gaia me l'ha abrasa dal cervello. Non potendo spendere una giornata per trovare il corrispettivo bello di sta roba per fare il confronto gli do la quasi sufficienza perché mi piace la voce. Il motivo per cui i cantanti nel 2025 non usino il loro cazzo di cognome rimane comunque un mistero.

13) Rkomi - Il ritmo delle cose : 5,5


Allora, il ritornello fa cacare. Però per quanto riguarda il testo c'è ampiamente di peggio. Si parla di merda d'artista, si citano le macchie di Rorschach. In un mondo in cui per andare a Sanremo basta inserire una rima baciata ogni due strofe, il buon Mirko ci ha provato. Io la quasi sufficienza la metto.

13) Sarah Toscano - Amarcord : 5,5


Ci sono canzoni estremamente sanremesi che non hanno niente per distinguersi in negativo e quindi veleggiano naturalmente verso la sufficienza. Il problema è quando non hanno niente per distinguersi del tutto e ti annoiano nell'istante stesso in cui iniziano. E questa è la triste storia di Amarcord. Ma Sarah è giovane, ha il cognome, farà meglio la prossima volta.

12) Joan Thiele - Eco : 6-


Mi piace la chitarra. Odio il modo in cui canta. Mi piace circa il testo ma "bang bang woo" mi ha abbastanza devastato. È andata vicinissima alla sufficienza. Ma vicino conta solo a bocce.

12) Shablo feat Guè, Joshua e Tormento - La mia parola 6-


Il ritornello è carino e in radio andrà fortissimo. E qui finiscono i complimenti e in realtà anche la canzone. Ed è inutile che mi raccontiate di quanto sia bello il pezzo hip hop a Sanremo, hanno usato 5 parole inglesi (stop, top, flow, block, hot, goat) per chiudere i primi cazzo di 5 versi. Versi che sarebbero banali e stra-abusati pure se cantassero in inglese.

11) Francesca Michielin - Fango in paradiso : 6


Ecco, qui entriamo nel settore delle canzone inoffensive propriamente dette. Letteralmente. Nel senso che non offendono. Non sono brutte, non sono belle. Sono lì, con un testo dimenticabile e un ritornello quasi passabile. Questa canzone esiste. Ne sentivamo il bisogno? Probabilmente no, ma c'è.

11) The Kolors - Tu con chi fai l'amore : 6


Si salvano dalla noia pura solo perché ha un bel ritmo. Solo che febbraio è un po' prestino per la canzone dell'estate. Le spiagge sono ancora chiuse.

10) Rose Villain - Fuorilegge : 6+


Sono costretto a dare più della sufficienza perché c'è oggettivamente molto di peggio e mi piace la voce. Per rimanere in tema con la canzone, spero comunque le diano 5 anni di galera senza condizionale per quel balletto di merda.

10) Elodie - Dimenticarsi alle 7 : 6+


Quando decide di cantare ha effettivamente una bellissima voce. Però mi ha annoiato a morte. A suo favore si può dire che almeno non ha messo un balletto del cazzo mentre c'è il ritornello.

9) Noemi - Se t'innamori muori : 6,5


Vi dirò, questa mi ha mosso qualcosa. Sarà quella malinconia da storia alla fine che un po' ti fa pensare a La canzone dell'amore perduto e quando ti ci fa pensare ti ricordi perché De Andrè è De Andrè e perché Noemi è Noemi. Famo che gli diamo un sei e mezzo ed è andata benissimo così eh.

9) Coma_Cose - Cuoricini : 6,5


1) dire "al giorno d'oggi una canzone dura quanto un temporale" non ha un cazzo di senso. Un temporale estivo magari ma un temporale e basta dura tanto.
2) sta roba incarna quanto di peggio esista nel panorama musicale italiano, nel senso che è una canzone programmaticamente creata per stare sui social ed essere canticchiata dalla fascia femminile 30-50.
3) Coma_Cose sono chiaramente servi del Void e del Caos primigenio e vanno fermati.
Mi spiace di non poter dare meno ma il balletto di Rose Villain funge da barriera mistica attorno al 6+.

8) Irama - Lentamente : 7--


Un altro Sanremo è passato insieme a un'altra canzone mediocrissima di Irama che in qualche modo arriva in top 10. Sarà che la prima sera si è messo la giacca con le spalline da ufficiale napoleonico. Sarà che ha l'aria patita da vampiro della Rice. Sarà l'acqua, sarà la macchinetta, sarà il caffè. Io posso solo riscrivere mezzi voti per dargli un 7-
Sta roba è una lagna ma non ha la malvagità implicita di Cuoricini.

8) Francesco Gabbani - Viva la vita : 7--


Parlando di gente che inspiegabilmente è in top 10 (soprattutto in una classifica che non comprenda i parimerito), abbiamo Gabbani con un pezzo che fa il cosplay di Albano. Dopotutto lui inizia a invecchiare e Trump prometto ogni giorno la pace in Ucraina. Il mercato russo avrà bisogno di cantanti italiani non appena toglieremo le sanzioni. Posizionamento furbo in prospettiva futura.

7) Fedez - Battito : 7-


Sinceramente, a livello puramente musicale non mi spiace neanche tantissimo e ci sono alcune buone intuizioni. Per quanto possa stare antipatico, Fedez il suo lavoro lo sa pure fare. Però sta saga eterna dei Ferragnez c'avrebbe pure rotto tre quarti di cazzo. Ma non poteva fa una canzone, boh, sulla pizza? La pizza piace a tutti, è altrettanto nazionalpopolare e non ti costringe a metterti le lentine a contatto nere sugli occhi.

6) Rocco Hunt - Mille vote ancora : 7

Allora, a me piace. Grande fan del dialetto napoletano in musica. Anche perché capisco solo il senso generale e non posso giudicare troppo negativamente il testo. Le tematiche sono abbastanza interessanti. Però "vote" vuol dire proprio "volte". E pronuncia anche un po' la "l" mentre canta. Quindi perché cazzo lo scrivi così? Non lo so, sta roba mi triggera troppo e fa perdere a Rocco un quarto di punto. Comunque carina dai.

6) Simone Cristicchi - Quando sarai piccola : 7


Non posso dare 7- perché non è Irama. Non posso dare 7+ perché è come se il testo fosse stato scritto a quattro mani con Gramellini. Seriamente: la tematica è sentitissima, il modo lacrima strappa storia con cui viene trattata è al limite dell'offensivo e anche un po' volgare. Sono sicurissimo che Cristicchi abbia cercato di fare del suo meglio perché è una persona seria. Non credo ci sia riuscito.

5) Bresh - La tana del granchio : 7+


Un po' paracula. Un po' tanto paracula. Nel senso che il testo non vuol dire quasi un cazzo ma le immagini sono molto carine. Also mi piace tantissimo la musica. È all'insegna dello zero sbatti ma ha bricioli di ispirazione dentro. Bella.

5) Giorgia - La cura per me : 7+


Diciamo una cosa, Giorgia ha oggettivamente un vantaggio sleale sul normale frequentatore del palco di Sanremo: è effettivamente una cantante. Nel senso che nei primi 30 secondi ti dici "oh wow, ma questa è davvero del mestiere!". Poi ha lo svantaggio che le hanno scritto due canzoni belle in un quarto di secolo di carriera. E questa non è una delle due. Sorry.

4) Lucio Corsi - Volevo essere un duro : 7,5


A persone di cui apprezzo il parere è piaciuta tantissimo. A me no. Carina, molto carina. Mi fa venire in mente un Tricarico che però a me non è che abbia mai fatto impazzire. Nel testo la retorica è leggermente sopra i buoni sentimenti. Quel tanto che basta a farmela calare un po'. Verso il 7 e mezzo. Ceccherini nel video ufficiale gli farebbe prendere punti bonus ma non vale per il contesto Sanremo.

4) Willie Peyote - Grazie ma no grazie : 7,5


Diciamolo, in questo festival non sono mancate le tematiche politiche e sociali. Nel senso che non se ne è sentita la mancanza. E proprio per questo che invece Willie Peyote risolleva il popolo di sinistra che ne sentiva il bisogno. Carina, belle rime, buon ritmo, ritornello simpatico e facilmente ricordabile, musica non originalissima ma orecchiabile. Poteva essere meglio? Poteva essere Silvestri o Elio, però ci accontentiamo.

3) Achille Lauro - Incoscienti giovani : 8-


L'Achille Lauro meno Achille Lauro dell'ultimo decennio mi sorprende con una bella canzone. Dove per bella si intende "mi farebbe venire in mente Battisti se Battisti avesse mai usato autogrill in un testo". L'inserimento del sax mi colpisce durissimo in uno dei miei punti deboli. Quanto basta per portarlo sul podio.

2) Olly - Balorda nostalgia : 8


Capisco perché abbia vinto. Ha una bella voce. Musicalmente è semplice ma ha delle bellissime variazioni. Poi si arriva al testo. E per quanto la gente si spertichi parlando di scuola genovese, di Tenco e De Andrè, raga, io in "distesi sul divano col telecomando in mano" questo grande labor limae non lo vedo. Peccato.

1) Brunori SAS - L’albero delle noci : 8+


Un po' come Giorgia si sente che fa la cantante di mestiere, si sente che Dario Brunori di mestiere scrive canzoni. Questa non è in assoluto una delle sue migliori? Assolutamente vero. È una delle migliori sul palco di Sanremo 2025? Eh sì. Davvero l'avresti fatta vincere? Eh, mi sa proprio di sì.
L'albero delle noci è la mia vincitrice di Sanremo 2025. Che volete? C'ho quasi quarant'anni eh.


giovedì 18 aprile 2024

Streaming, pirateria e capire cosa si sta comprando

Quello della pirateria è un argomento carsico che riemerge ogni volta che una grande compagnia di streaming effettua un cambiamento importante a uno dei suoi programmi di abbonamento. In questi giorni è successo con Amazon, che ha introdotto la simpatica opzione "se non vuoi la pubblicità dacci 1 euro e 99 al mese". La delicatezza con cui ha introdotto questa cosa - che, nel senso, in genere quando fai un cambio di servizio lo dovresti fare al rinnovo, in modo che quando l'utente spende dei soldi sa di preciso cosa sta comprando e non all'improvviso per tutti a caso ma vabbè -, che poteva tranquillamente essere sottotitolata dal Marchese del Grillo (si fa così, perché io so io e voi non siete un cazzo), ha stranamente fatto incazzare della gente. Più per i modi che per l'effettivo impatto sulla visione. Anche se leggo di gente che si è ritrovata tre pubblicità all'interno di un episodio di 40 minuti di fallout e si è abbastanza rotta i coglioni.
Da qui il classico dibattito che vede contrapposti i due fronti, entrambi abbastanza stupidi a dire il vero, "ma io non pago, viva OnePiece" e "pezzenti di merda siete dei ladri viva il capitalismo".

Ho un paio di cose da dire a entrambi ma siccome non ho più l'età e il tempo per litigare con tutta l'internet, penso che le scriverò qui dove non le legge nessuno. E siamo a postissimo.

I "wannabe re dei pirati": in realtà qui ce la sbrighiamo abbastanza facilmente. Nel senso che, raga, vi assicuro che non siete Che Guevara. Nessuno di voi sta combattendo nella giungla boliviana. Non siete Billy the Kid e non vi aggirate nel Far West conducendo un'epica lotta contro la cavalleria nordista. Non vi si incula nessuno. Ed è abbastanza il punto del discorso. Se decidete di non pagare qualcosa e di cercarvela sul web, nessuno vi verrà a rompere il cazzo. Potete scaricarvi interi archivi di roba. È illegale ma nessuno vi può fermare. A dirla tutta nessuno è neanche troppo interessato a fermarvi. Quindi, nel senso, fatelo. Di cosa vi state vantando di preciso quando scrivete ovunque che piraterete tutto? Chi state minacciando?
Siete abbastanza imbarazzanti, lasciatevelo dire. E lo siete ancora di più perché la metà di voi ha pure difficoltà a trovare la roba su google. Che poi è uno dei motivi per cui vi sentite tanto minacciati dai rialzi dei prezzi di netflix.
Seriamente, se volete scaricarvi le robe, fatelo e state zitti. Ci fate più bella figura.

I "ma il capitalismo è bello pagate pezzenti"
Qui invece il tema si fa più complesso perché veramente ci sono grossi problemi di comprensione del problema. La facciamo subito più semplice. Diamo già per assodato che la pirateria sia di per sé un furto. Lasciamo da parte tutto il discorso relativo al quanto sia effettivamente rubabile un oggetto infinitamente replicabile con mezzi propri, indistinguibile dall'originale, permanentemente accessibile. Saltiamo a pié pari l'intero dibattito e diamo per certe le conclusioni: vedersi una serie in streaming è un furto, è illegale ed è anche eticamente sbagliato.
Ora, quello che apparentemente i sostenitori di Amazon prime non sembrano capire, è che nessun sistema morale può esistere nel vuoto. Nel senso che per essere applicabile, ogni legge morale ha bisogno di essere sostenuta da un sistema di rinforzi emotivi positivi o negativi, basati in primo luogo sull'empatia. Esempio classico: vedi Tizio menare Caio. Vedi che Caio soffre delle botte e i tuoi neuroni specchio ti trasmettono una sensazione negativa. Ne deduci che menare gli altri è sbagliato (anche perché non vorresti mai che qualcuno meni te) e quindi semmai intervieni in sua difesa.
Fra gli animali, quella umana è fra l'altro una specie con una buona capacità di astrazione e concettualizzazione. Quindi, poniamo che sia in macchina, stia cercando parcheggio e veda un posto vuoto destinato ai disabili. Ovviamente non ci sarà sempre un tizio in carrozzina in quel punto per ricordare ai miei neuroni specchio quanto sia brutto non poter camminare. Il mio cervello sarà in grado di mettere sui piatti della bilancia il mio interesse personale (parcheggiare più comodamente) e il disagio arrecato a una persona che abbia bisogno di quel posto e creerà un differenziale emotivo che mi spingerà a rinunciare alla mia utilità diretta in favore di una più generale utilità collettiva. In altre parole, il nostro essere animali sociali ci spinge a integrarci positivamente nell'ambiente che ci circonda e quindi ci fa sentire male quando infliggiamo sofferenza a un componente del gruppo che riconosciamo come nostro anche quando è soltanto ipotetico e potenziale.
Poi ci sono i rinforzi negativi. Prendiamo ad esempio il caso in cui, la persona che cerca parcheggio di cui sopra, debba scaricare 8 casse di acqua minerale e l'unico posto libero sia a un km di distanza. Il grado di disagio che è disposto a subire per non arrecare danno a un'altra persona ipotetica potrebbe non essere abbastanza elevato da fargli rinunciare al parcheggio. Ecco quindi che interviene la sanzione. Ovvero il rischio di essere multato che incrementa la carica emotiva negativa contraria all'occupazione del posto indebito. Non sempre funziona ma certamente ci si prova.

Adesso trasliamo l'intero discorso sul problema pirateria. Iniziamo a dire che a livello di rinforzi positivi non siamo messi benissimo. Occorre un enorme livello di astrazione per arrivare a provare empatia per Amazon. Poi certo, astrattamente, se ci identifichiamo col singolo dipendente, possiamo arrivare a capire il danno che infliggiamo guardando una se.. nah, in realtà no. Raga, seriamente, se pensate a Amazon la prima cosa che vi viene in mente è in genere Bezos che fa Zio Paperone tuffandosi su mucchi di contante. Un certo grado di empatia si può sviluppare al massimo per il servizio consegne, anche perché vi arrivano a casa dei poveri stronzi a portarvi roba inutile mentre fuori ci sono le tormente di neve, ma difficilmente vi sembrerà di infliggere effettivamente un danno a qualcuno guardandovi s10ep8 di Grey's Anatomy. Anche perché non è esattamente facile comprendere quello che a un'osservazione immediata sembra un crimine senza vittime. In genere chi non ha Amazon prime, sicuramente non spenderebbe 50 euro per guardarsi l'episodio 8 stagione 10 di cui sopra. Quindi le possibilità sono che lui non si guardi l'episodio e Amazon non incassi o che lui si guardi l'episodio e Amazon non incassi ugualmente. Di fronte al dato oggettivo che Amazon sarà comunque infelice, perché essere infelici in due?
Certo, siamo d'accordo che a livello etico il ragionamento non torna. Vi sto semplicemente facendo notare che non esiste nessun rinforzo positivo al comportarsi bene. Siete di fronte a un'entità astratta che subisce un danno astratto da una vostra astratta mancata azione (la possibilità che li paghiate) che comunque non avverrebbe lo stesso. Non vi sentite meglio a non piratare quell'episodio, vi sentite coglioni.
Invece parlando di rinforzi negativi... neppure in Cina riescono a tenere sotto controllo la pirateria. E lì ti fanno sparire nelle segrete medievali, altro che polizia postale. Le sanzioni semplicemente non esistono. Ergo non c'è nessun rinforzo negativo.

Questo se parliamo di etica e morale. Adesso parliamo di leggi di mercato. Il punto fondamentale del mercato è che il valore di una merce dipende dalla sua abbondanza o scarsità. Quindi chiedetevi, cosa vi sta effettivamente vendendo (prendiamo un altro per non parlare sempre di Amazon) Netflix al costo di 14 euro al mese? Vi sta vendendo un film che potete trovare ovunque a costo zero senza praticamente alcuna ripercussione emotiva di tipo positivo o negativo? Suona un po' strano, no? Di fatto, se parliamo di valore della merce in base alla sua abbondanza, qualunque prodotto piratabile dovrebbe valere circa nulla, visto che è infinitamente replicabile e raggiungibile da chiunque a costo zero.
La verità è che la merce che vi stanno vendendo è la comodità. Il motivo principale per cui i servizi di streaming sono esplosi è che rendevano facile e comodo l'accesso ai prodotti di intrattenimento. Quello che si paga non è la visione del prodotto in quanto tale ma la sua reperibilità, accessibilità e facilità di fruizione. La realtà, è che pagate Netflix più per il fatto di non dovervi alzare dal divano ogni volta che finisce un episodio, che per il prodotto di cui state fruendo. La pagate per il fatto che vi proponga cose su un bel display comprensibile e vi tolga la fatica della scelta. La pagate per non dover chiudere 6 volte una tab pubblicitaria ad ogni inizio di episodio.
Si paga la comodità, non il prodotto. Il prodotto potete averlo ovunque gratis. Il vero rinforzo positivo a scegliere Netflix al posto di sitoytrovatosugoogle è la piacevolezza di usufruire di un servizio comodo e veloce.

Ecco il punto che i difensori di Amazon non capiscono. Inserire le pubblicità, prima o durante l'episodio della nuova serie, è semplicemente stupido. Non per un problema di soldi ma di comodità. Ogni volta che la comodità con cui si fruisce di quei prodotti diminuisce, la tentazione di ottenere lo stesso prodotto in altro modo aumenta. La realtà è che avrebbero ottenuto un risultato migliore a livello comunicativo aumentando il costo di prime da 50 a 70 euro l'anno, senza rompere il cazzo a nessuno con la pubblicità.
E raga, quando vi vedo scrivere alla gente ma è come rubare un paio di scarpe!!! mi sembrate tanto


Era già imbarazzante da vedere nel 2000. Figuratevi nel 2024.
Non so se mi sono spiegato.

domenica 11 febbraio 2024

Il voto popolare

Probabilmente farò il solito ascolto/classifica di Sanremo perché ormai è tradizione, però volevo partecipare al dibattito nazionale su Angelina Mango che scippa il titolo a quello che piaceva al popolo. E lo farò facendovi notare un piccolo dettaglio che non so perché sembra sfuggire ai più:

Classifica Sanremo 1982

Classifica Sanremo 1983

Raga, le canzoni estremamente popolari non hanno MAI vinto a Sanremo. Mai. La differenza è che adesso arrivano seconde mentre nel 1982-83 si classificavano regolarmente ultime per poi rimanere prime nelle classifiche di ascolto per sei mesi.
Non ho idea se Geodier si meritasse o no di vincere, né se lo meritasse la figlia di Mango. Ma il punto è: chissenefrega di chi vince Sanremo? Quando mai è stato importante?
Eddai su.


venerdì 3 novembre 2023

Calvino dopo vent'anni

Questo mese abbiamo avuto una bella idea al club di lettura. Invece di proporre un libro uguale per tutti, abbiamo chiesto a tutti di leggere un testo a scelta di Italo Calvino.
Cosa mi ricordavo di Calvino? In genere che mi era piaciuto. Avevo letto tutto il trittico Barone-Visconte-Cavaliere durante l'adolescenza. Era stato bello e lo avevo lasciato lì. Dopo vent'anni ritorno su questo autore e scelgo un libro a caso.

Le edizioni Einaudi erano belle (ndr.)
Siamo nell'Italia dei primi anni '50. Il paese si sta faticosamente riprendendo dalla guerra e si iniziano a vedere i primi cenni di boom economico che, nel libro, è soprattutto un boom edilizio. In pochi anni il piccolo paese sonnacchioso del protagonista (Quinto) viene stravolto da ondate di cemento e nuove palazzine che sorgono ovunque affollando il litorale marittimo. In questo contesto, Quinto prende la palla al balzo per mettersi in affari con un impresario molto dubbio, per far fruttare l'area fabbricabile contigua alla casa della madre.
Detta così sembra una palla no? Invece no, è un libro stupendo. Mi rendo conto di essere vicino a quella bruttissima fase della vita in cui guardi gli altri e, inclinando lo sguardo con fare condiscedente, ti lasci sfuggire frasi tipo sai, in questo periodo sto riscoprendo i classici. Cosa che ti fa immediatamente meritare il linciaggio. Però in questo caso purtroppo è vero. In questo preciso momento Calvino per me è stato una riscoperta. Davvero, non mi ricordavo che scrivesse così bene. E con uno sguardo così acuto e imparziale sulla società e sulle persone che descrive.
Cerco di farvi capire cosa intendo.
Quando Quinto saliva alla sua villa, un tempo dominante la distesa dei tetti della città nuova e i bassi quartieri della marina e il porto,più in qua il mucchio di case muffite e lichenose della città vecchia, tra il versante della collina a ponente dove sopra gli orti s'infittiva l'oliveto, e, a levante, un reame di ville e alberghi verdi come un bosco, sotto il dosso brullo dei campi di garofani scintillanti di serre fino al Capo: ora più nulla, non vedeva che un sovrapporsi geometrico di parallelepipidi e poliedri, spigoli e lati di case, di qua e di là, tetti, finestre, muri ciechi per servitù contigue con solo i finestrini smerigliati dei gabinetti uno sopra l'altro.

Ok, questo qua sopra è un periodo unico. Ed è fluido. Mentre lo leggi non ti rendi conto neanche che non stai trovando interruzioni. A un certo punto diventa quasi una musica che ti accompagna alla fine del paragrafo. Qui siamo alla seconda pagina del libro. Letto questo mi sono bloccato e mi sono chiesto: "ma cosa cazzo ho letto fino ad ora? Per quale cazzo di motivo non ho letto prima questo libro? Cos'altro avevo di più importante da fare?". Ma questo non è ancora nulla. Leggete questa descrizione del protagonista che deve affrontare i debiti sui terreni posseduti:

A Quinto la preoccupazione di non aver al mondo neanche la decima parte dei quattrini necessari a pagarle e l'avito rancore contro il fisco degli agricoltori liguri parsimoniosi e antistatali, e poi l'ineliminabile rovello degli onesti d'essere loro soli massacrati dalle imposte «mentre i grossi, si sa, riescono sempre a scapolarsela», e ancora il sospetto che vi sia in quel labirinto di cifre un trabocchetto evitabile ma solo a noi sconosciuto, tutte queste turbe di sentimenti che le pallide bollette delle esattorie suscitano nei cuori dei più verginali contribuenti, si mischiavano con la coscienza d'essere un cattivo proprietario, che non sa far fruttare i propri averi e che in un'epoca di continui avventurosi movimenti di capitali, millantati crediti e giri di cambiali se ne sta mani in mano lasciando svalutare i suoi terreni.

 Di nuovo: un unico periodo. Nessuna sbavatura, nessuna flessione di tono, un discorso fluido dalla prima all'ultima parola. Dio Se Sapeva Scrivere.
Fino ad ora ho lodato la penna ma parlando del contenuto, quanto è precisa questa descrizione dell'uomo nel suo tempo? Quinto è l'italiano degli anni '50 (con alcune caratteristiche che arrivano fino ad oggi), perfettamente tagliato e descritto. Ora tenete presente che questa cosa viene fatta sistematicamente anche per la società:

Perché insieme al contratto (tutto con cifre posticce, come s'usa, per via del fisco), bisognava firmare una «scrittura privata» in cui figuravano le cifre vere ed era precisato il carattere della società con Caisotti per la costruzione della casa, che nel contratto appariva tutta in testa a lui. Invece, arrivati alla «scrittura privata» Caisotti si dimostrò pronto a favorire gli Anfossi in tutto e per tutto: propose anzi lui stesso degli accorgimenti perché la finanza non potesse trovarci nulla da ridire. E tutto questo faceva con risatine furbesche e strizzatine d'occhio, sollevando intorno a sé un pantano di complicità, tanto che la madre, che in queste cose non ci si ritrovava, s'azzardò a dire: - Ma non sarebbe meglio dichiarare le cose come stanno senza far tanti pasticci, anche se si paga qualche tassa in più? - Tutti le diedero sulla voce, gentilmente i legali, seccatamente il Caisotti e i figli, ma Quinto già s'era fatto l'idea che a complicare quella storia della «scrittura privata» il Caisotti avesse il suo tornaconto: forse pensava d'averli poi in sua mano, di vincolarli alla sua omertà.

Quanta Italia c'è in questo paragrafo? Quante situazioni, come questa, abbiamo vissuto in vita nostra in qualunque ambito? Si tratta di un intreccio di rapporti, coazioni ad agire, consuetudini secolari che permea le nostre vite dall'acquisto di case alla fattura con l'idraulico.
Ultima citazione che metto qua, perché ancora parla di noi:

Era una folta Italia in tailleur, in doppiopetto, l'Italia ben vestita e ben carrozzata, la meglio vestita popolazione d'Europa, quale contrato per le vie di *** con le comitive goffe e antiestetiche dei tedeschi inglesi svizzeri olandesi o belgi in vacanza collettiva, donne e uomini di variegata bruttezza, con certe brache al ginocchio, coi calzini nei sandali o con le scarpe sui piedi nudi, certe vesti stampate a fiori, certa biancheria che sporge, certa carne bianca e rossa, sorda al buon gusto e all'armonia anche nel cambiar colore. Queste falangi straniere che, avide dei bagni fuori stagione, prenotavano alberghi interi succedendosi in turni serrati da aprile a ottobre (ma meno in luglio e agosto, quando gli albergatori non concedono sconti alle comitive) erano viste dagli indigeni con una sfumatura di compatimento, al contrario di come una volta si guardava il forestiere, messaggero di mondi più ricchi e civilmente provveduti. Eppure, a incrinare la facile alterigia dell'italiano ben messo, disinvolto, lustro, esteriormente aggiornato sull'America, affiorava il senso severo delle democrazie del Nord, il sospetto che in quelle ineleganti vacanze si muovesse qualcosa di più solido, di meno provvisorio, civiltà abituate a concludere di più, il sospetto che ogni nostra ostentazione di prosperità non fosse che una facile vernice sull'Italia dei tuguri montani e suburbani, dei treni d'emigranti, delle pullulanti piazze di paesi nerovestiti: sospetti fugacissimi, che conviene scacciare in meno d'un secondo.

Questo libro è stato pubblicato nel 1963. Quanto siamo cambiati da allora? Quanto di questo complesso di superiorità e inferiorità misto a sindrome dell'impostore abbiamo superato? A me sembra ben poco. Siamo sempre quelli.

Serve rileggere Calvino. 

venerdì 29 luglio 2022

Risolvere problemi esistenziali con la matematica

 Ci sono tante discussioni sull'internet. Oggi sono qui per risolvervi un problema drammatico che spacca questo paese, nord contro sud. Si tratta del problema degli inviti a cena.

Se invitate qualcuno per il vostro compleanno, chi paga la cena? È giusto fare come nel sud, dove chi compie il compleanno paga la cena per tutti, o è giusto fare come nel nord, dove chi è invitato paga la sua cena? Sono nel nord che sono taccagni incalliti e non vogliono pagare per gli altri o nel sud sono tutti scrocconi che non sanno apprezzare il semplice stare insieme?

La risposta sta nella matematica ed è semplicissima.

Diciamo che avete dieci amici e che tutti voi condividete la stessa linea di pensiero sui compleanni. Se andate a dieci compleanni e vi pagate dieci cene, spendete esattamente quanto invitare dieci persone per il vostro compleanno e pagare per tutti per poi andare gratuitamente ai compleanni altrui. BAM. Quindi c'è esattamente lo stesso impegno economico.

In altre parole sono solo convenzioni sociali e nessuno ha ragione e nessuno ha torto.
Non mi ringraziate solo perché vi ho risolto la vita, basta che la smettiate di discutere di cazzate e vi occupiate di cose più serie. Tipo la vera ricetta della carbonara.

 Ciao.

giovedì 24 dicembre 2020

Effetti indesiderati

Eruzioni cutanee su base allergica (eritemi, prurito, orticaria). Reazioni bollose includenti Sindrome di Stevens-Johnson e Necrolisi Tossica Epidermica (molto raramente).
Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazione o emorragia gastrointestinale, a volte fatale, in particolare negli anziani (vedere paragrafo "È importante sapere che").
Dopo somministrazione sono stati riportati: senso di peso allo stomaco, nausea, vomito, diarrea, flatulenza, costipazione, dispepsia, dolore addominale, melena, ematemesi, stomatiti ulcerative, esacerbazione di colite e morbo di Crohn (vedere paragrafo "È importante sapere che).
Meno frequentemente sono state osservate gastriti.
In associazione al trattamento sono stati riportati edema, ipertensione e insufficienza cardiaca.
Modesto aumento del rischio di attacco cardiaco ("infarto del miocardio") o ictus.

Nah, non sono gli effetti indesiderati del vaccino per il covid. Sono quelli del Moment.
Dai su.



giovedì 2 gennaio 2020

Piccola precisazione linguistica

Siccome sta per uscire "Hammamet" di Gianni Amelio al cinema, ricordatevi che si dice "la latitanza" di Craxi. Non l'esilio.
L'esilio è quando uno Stato ti costringe a stare fuori.
La latitanza è quando scappi perché lo Stato ti vorrebbe dentro.

Il vocabolario vi aiuta.

mercoledì 4 aprile 2018

Noi siamo nati senza limiti ma ancora non sappiamo usare il congiuntivo



Nessuno, quando nasce, pensa che i serpenti SIANO


Porca di quella puttana l'odio. Sono due mesi che questa pubblicità mi martella la testa con i serpenti di merda che sono pericolosi. Perché i serpenti lo sono. A parte le serpi e le bisce, però nell'immaginario comune sono pericolosi. Quindi non è sbagliato pensare che i serpenti SIANO pericolosi, IL CONGIUNTIVO PORCODDUE.

lunedì 16 novembre 2015

Vicinanza

Premettendo che non ho alcuna simpatia per le persone per i bimbominkia che cambiano l'immagine profilo di facebook con i colori della bandiera francese, mi spiegate che senso ha scrivere dappertutto "ipocriti, allora perché non cambiate profilo tutti i giorni per tutti i morti in giro per il mondo eh? EH?"
Il perché si chiama "vicinanza".
Non si tratta di essere ipocriti, semplicemente alcune cose ci colpiscono di più perché ci riguardano direttamente. Esempio pratico: a un vostro amico muore la moglie in un incidente stradale. Mica è il primo incidente stradale mortale. In Italia ce ne sono qualche centinaio ogni anno. Fate le condoglianze a tutti? Ovviamente no. Le fate a lui perché lo conoscete.
Mettiamo che non sia vostro amico ma abiti invece nel vostro comune. Magari siete passati cento volte dalla strada in cui sua moglie è morta. Magari una volta vi ha un po' slittato la macchina e avete pensato "sta cazzo di strada, quando piove fa schifo". Ovviamente se poi ci muore qualcuno ci state male.

Ora immaginatevi se tutte le volte che fate le condoglianze a qualcuno, vi apparisse gente alle spalle per dirvi: "ma ieri a Frosinone Pinco Palla è uscito di strada e si è schiantato contro un cedro. Perché di lui non ti preoccupi? Che la sua vita vale meno!? MERDA!"

Tutte le vite meritano rispetto ma è umanamente impossibile dispiacersi per chiunque. Si tratta di vicinanza emotiva. Ci fanno stare male le disgrazie delle persone vicine e conosciute, le altre no. È normale. È umano. Cade un aereo russo in viaggio verso l'Egitto. Forse è un attentato. Forse no. Chi sta male? Probabilmente quelli che sono andati 2-3 volte in vita loro in vacanza in Egitto passando dalla Russia. Sicuramente ci stanno male i russi che la sentono come una disgrazia nazionale. Esprimono cordoglio gli egiziani perché sono coinvolti. Basta. Fine. È normale.
Fanno degli attentati a Parigi: la gente che si sente colpita è esponenzialmente più numerosa. C'è chi ha parenti o amici che ci abitano. Chi ci è stato in vacanza. Chi ci ha vissuto. Chi semplicemente lo sente come un attacco all'Europa... perché Parigi è effettivamente la culla della nostra civiltà. Non è esattamente come un attentato a Pechino che per noi ha praticamente la stessa importanza di Frosinone.

Gente, seriamente, datevi pace. Non è che per contrastare tutti i bimbominkia che invocano la guerra nucleare contro i musulmani dovete per forza fare gli stronzi. Di fronte alle tragedie, si può fare anche l'incredibile sforzo di restare in silenzio. Almeno fino a quando lo shock non è passato e si può tornare a discutere con raziocinio.
Fatelo sto sforzo.

bandiera francese random inserita a caso

venerdì 4 settembre 2015

Leopardi e Recanati

Giusto due parole su una questione che mi suscita estrema ilarità. Complice la nuova moda di Leopardi, derivata da film come "Il giovane favoloso", sembra che Recanati stia vivendo un vero e proprio boom turistico (22.000 turisti in due mesi), tanto che il Sindaco è stato costretto a mettere una zona ztl in paese (wow, siamo entrati nel ventunesimo secolo, bravi) e promette grande sviluppo nell'industria dell'accoglienza. Il TG1 registra il fenomeno e si produce in un breve servizio che casualmente ho occasione di vedere due giorni fa. 

Lasciamo perdere la tizia iniziale. La tradizione impone che ogni servizio televisivo che faccia riferimento al mondo della cultura, si apra con una dichiarazione imbarazzante. "E sai, a me interessa tanto Leopardi perché da giovane era così cupo e triste"... è morto di malattia a 39 anni, porca troia, non è che abbia avuto tutto questo tempo per diventare un vecchietto arzillo.
Ma a parte questo, mi fa sbellicare l'idea che la gente accorra a visitare Recanati (non che ci sia qualcosa di brutto, a livello naturalistico è bellissima) per vedere i luoghi del poeta, dopo aver visto il film. Per la semplice ragione, che Leopardi odiava Recanati.
Seriamente, Leopardi odiava il suo paese, odiava la gente che ci viveva, odiava l'idea di abitarci. L'unica cosa che apprezzava veramente, di Recanati, era la biblioteca del padre che, paradossalmente, aggravava la situazione iniziale. In che senso? Mi spiego. Immaginatevi un tizio con una mente geniale. Non geniale come quella di vostro cugino che va tanto bene in matematica e la maestra gli da sempre 8 nei temi di italiano. No, geniale come un tizio che a quindici anni inizia a studiare greco, da autodidatta ovvero da solo, e a sedici sta già traducendo la Titanomachia di Esiodo. Per fare un parallelo in campo scientifico, è un po' come un tizio iniziasse a studiare oggi la geometria euclidea e lo ritrovaste fra un anno a speculare sulla curvatura dello spazio secondo la relatività di Einstein.
Ecco, ora prendete questo tizio, rendetelo gobbo e malaticcio e mettetelo a vivere in un posto dove la persona più erudita è un prete di campagna e in cui il livello medio di istruzione consiste in "so come preparare la biada per il cavallo". Tipo che il padre, nel 1812, decide di aprire la biblioteca privata alla cittadinanza facendo bella figura senza sforzo visto che resta permanentemente vuota perché nessuno sa leggere. Aggiungeteci che siete a inizio '800 in provincia di Macerata nelle Marche. In altre parole trasferirsi nella città più vicina, con una vita culturale degna di questo nome, è un atto paragonabile al volare in Australia ai giorni nostri. Aggiungeteci che ogni giorno siete trattato come un mostro strambo (lo chiamano "il gobbo di Montemorello") da gente che riesce a contare fino a venti solo perché va in giro scalza e può usare anche le dita dei piedi. I suoi coetanei lo accolgono con simpatici motteggi, tipo: «Gobbus esto fammi un canestro: fammelo cupo gobbo fottuto».
Voi come reagireste?
Lui reagiva così:

Nè mi diceva il cor che l'età verde
Sarei dannato a consumare in questo
Natio borgo selvaggio, intra una gente
Zotica, vil; cui nomi strani, e spesso
Argomento di riso e di trastullo,
Son dottrina e saper; che m'odia e fugge,
Per invidia non già, che non mi tiene
Maggior di se, ma perchè tale estima
Ch'io mi tenga in cor mio, sebben di fuori
A persona giammai non ne fo segno.
Qui passo gli anni, abbandonato, occulto,
Senz'amor, senza vita; ed aspro a forza
Tra lo stuol de' malevoli divengo:
Qui di pietà mi spoglio e di virtudi,
E sprezzator degli uomini mi rendo,
Per la greggia ch'ho appresso: e intanto vola
Il caro tempo giovanil; più caro
Che la fama e l'allor, più che la pura
Luce del giorno, e lo spirar: ti perdo
Senza un diletto, inutilmente, in questo
Soggiorno disumano, intra gli affanni,
O dell'arida vita unico fiore.
Le ricordanze, XXII 
Diciamo che vivere a Recanati gli stava leggermente sul culo? Personalmente sospetto un circolo vizioso continuo. Nel senso che gli piaceva leggere, la gente lo guardava come un essere innaturale, allora si rinchiudeva a leggere per evitare la gente, che lo vedeva sempre più colto e quindi lo rifiutava spingendolo ancora a leggere ecc. 
Fatto sta che gran parte dei suoi sforzi per farsi accettare nel mondo culturale dell'epoca erano rivolti a trovare abbastanza soldi per andarsene via di casa. Roma, Milano, Firenze, Napoli, tutta la vita di Leopardi è stata uno sforzo immane per stare ovunque, tranne che a Recanati. Ogni volta che ci tornava, si riferiva al paese come a una prigione e a casa sua come a una tomba. Per dire eh.

Ma la cosa che mi fa più sbellicare sono le gite turistiche alla siepe sull'ermo colle, in cui si decanta il panorama. Capisco che la parafrasi delle poesie sia una di quelle cose brutte brutte che insegnano a scuola e quindi non piaccia, mi permetterei però di attirare la vostra attenzione proprio sui primi versi:



Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
G. Leopardi, I canti, XII - L'infinito, vv. 1-3 
Il guardo è lo sguardo. Letteralmente, la siepe gli è cara perché gli impedisce la vista di gran parte del panorama. In altre parole, il panorama era l'ultima cosa che voleva vedere. Grazie all'impedimento della siepe poteva immaginarsi che ci fossero interminati spazi al di là da quella, e sovrumani silenzi e profondissima quiete. Quindi visitare un colle perché vi si vede un panorama che Leopardi era felice di non poter vedere così poteva far finta di essere altrove beh... non è esattamente la cosa più sensata del mondo.

NB. non vorrei che tutto questo passasse come una critica al turismo a Recanati. I posti sono bellissimi. Andateci.

martedì 18 agosto 2015

Questi stranieri che ci rubano il lavoro agli Uffizi

A volte mi chiedo se siamo solo noi. Siamo solo noi italiani a cercare con la lente di ingrandimento, la mattina, ogni più piccola notizia per far polemica sterile, oppure è una cosa che fanno in tutti i paesi in quanto tratto saliente di quest'epoca o, più in generale, dell'essere umano? Non so. Perché davvero ci vuole un incredibile sfoggio di masochismo per superare i cinquecento commenti sotto l'articolo del Fatto Quotidiano su Franceschini che nomina i direttori dei musei.

E su cosa verte la polemica?
Sul fatto che, fra i selezionati dal bando internazionale, cosa incredibile, ci sono ben 7 futuri direttori su 20 provenienti dall'estero. Strano eh? Chi lo avrebbe mai detto, che in un bando aperto a tutto il mondo, potessero desiderare il posto anche gente di altri paesi? Stupefacente, davvero.
Scandaloso, invece di riservare il posto al cugino del cognato di mio zio che una volta ha accomodato il tetto agli Uffizi, hanno scelto l'ex direttore della National Gallery of Art di Washington e del Dipartimento di sculture e arti decorative nel J. Paul Getty Museum di Los Angeles, esperto internazionale di arte fiorentina con un elenco di pubblicazioni lungo quanto i Promessi Sposi. MA  di nome fa Eike Schmidt, quindi è tedesco e quindi è sicuramente stato scelto per fare un favore alla Merkel, perché alla Merkel frega tantissimo che un tizio che ha lavorato per tutta la vita in Italia, USA e Inghilterra venga a lavorare a Firenze #sosoddisfazioni.

Per fortuna c'è chi ha capito tutto e adesso smaschera il complotto con la sua logica inconfutabile:
Perché l'idea che le persone che in Italia possiedono un curriculum analogo o superiore stiano già lavorando e non in una friggitoria in attesa del concorso internazionale per dirigere gli Uffizi ma, magari, in un posto simile o forse addirittura all'estero, è ovviamente inimmaginabile per l'italiano medio che vive la sua intera esistenza nell'attesa spasmodica che il figlio riceva la giusta spinterella per andare a lavorare alle poste. Si tratta di un concorso, santiddio. Funziona che dici che c'è un posto di lavoro, la gente ti manda i curriculum e tu scegli il migliore. End of story.
Se c'è qualcuno, in Italia, che ha un curriculum superiore a quello di Eike Schmidt, magari non ha partecipato al concorso perché sta già facendo altro. Anche perché non è che per passargli davanti puoi essere l'ultimo degli stronzi eh.

Ma la cosa che mi fa più incazzare è la totale, assoluta ignoranza della ggente (con due gg) che commenta in libertà. Hanno idea di quali erano le procedure e i criteri di selezione? No. Hanno letto i curriculum di chi si è candidato? No. Hanno le competenze per valutare quali curriculum sono meglio e quali no? No. Hanno forse sentito di ricorsi, proteste, polemiche sulla non trasparenza del concorso? No. E leggono il fatto quotidiano. Se ci fossero state polemiche lo avrebbero scritto il minuto dopo.
Quindi cosa cazzo vai a scrivere?

Senza contare che quattro dei selezionati sono italiani che tornano a lavorare in Italia dopo essere stati a dirigere realtà museali all'estero (in USA e Francia). Loro erano forse raccomandati per andare a lavorare all'estero? Davvero, è incredibile. Gli italiani che vanno a lavorare all'estero sono dei geni che si fanno strada nel mondo, però gli stranieri geniali non possono venire a lavorare qui, perché vuoi mettere, questi immigrati che ci vengono a rubare il lavoro? Il retropensiero è uno solo: NOI siamo il paese dei geni, quindi sicuramente ci sarà qualcuno più capace di quegli STRANIERI per il semplice fatto che è ITALIANO.
Beh lasciatevelo dire:

Siete - Dei - Provinciali - Del - Cazzo



ps. non ricordo nemmeno da quanto non facevo due post in due giorni di fila. Giusto Franceschini poteva fare il miracolo.
pps. facciamo pure informazione utile. Questo è l'elenco dei nuovi direttori con un breve sunto delle loro esperienze di vita. Se volete approfondire cercateveli pure un po' su google. Fatto? Bene, adesso se avete tipo un quarto dei titoli di uno solo di quegli sporchi stranieri potete commentare. Ma solo se allegate cv. Altrimenti state zitti per favore.