giovedì 16 settembre 2021

Momento musicale 7

 

Ho appena scoperto che fanno il remake di Navigator su Disney+.
Cos'è Navigator?

Sei un bimbominkia del cazzo.

giovedì 5 agosto 2021

The Father - altre parole in italiano

Ah ma si chiama come l'attore! (ndr.)

 Nel caso ve lo steste domandando: no, in inglese non esiste il sottotitolo. Non ho idea del perché la distribuzione in sto paese sia così convinta che per far andare la gente al cinema sia necessario applicare un secondo titolo in italiano a quello originale. Cercatevi pure la locandina in altre lingue. Non esiste un caso (1), in cui succeda una roba del genere. Mettono il titolo "the father" e la traduzione in lingua di "a film by Florian Zeller". Nient'altro. Però no, noi dobbiamo per forza aggiungere quel "Nulla è come sembra" perché gli italiani sono ritardati e se vedono solo il titolo in inglese magari pensano che non sia stato tradotto. Boh. Comunque se continuano a farlo in modo così pervicace avranno delle evidenze scientifiche a supportarli. Può essere.

In ogni caso, di che parla sto film del 2020 ma che abbiamo visto adesso per via del covid?
Non ve lo dico.
No, sul serio. Si capisce dal trailer. E la trama non ha senso spiegarvela perché ricostruirla fa parte dell'esperienza visiva. Vi dirò quindi perché dovreste guardarlo:

  1. perché Zeller non è un regista cinematografico. Fa teatro. È francese e questo è il suo primo film in assoluto. È anche l'adattamento di un'opera teatrale francese. Nonostante tutto questo, Anthony Hopkins ha letto la sceneggiatura e ha detto: "ok, lo faccio". E ha preso due oscar. Che dite, sarà bello?
  2. perché Zeller è andato da Anthony Hopkins e gli ha detto: "guarda, ho due ore a disposizione per sto film e me le dovresti riempire tutte. Ti va di girare un film in cui puoi fare il cazzo che vuoi per due ore?"
  3. perché a un certo punto spunta a casissimo Mark Gatiss e capisci quanto ti manca Sherlock;
  4. perché Olivia Colman è la zia che tutti avremmo voluto avere ma purtroppo non ci preparerà mai il pollo.

Detto questo: ma quanto cazzo è assolutamente fuori scala Hopkins? Ci sono attori che riescono a far sembrare semplici ruoli complicatissimi e poi c'è lui. Lui non sembra neanche recitare: diventa il personaggio e va in scena. Vi prego, fatevi un favore e guardatelo in lingua originale con i sottotitoli. Se di solito preferite il doppiaggio fate uno sforzo. Dopo mi ringrazierete.

Giudizio: 10

sabato 31 luglio 2021

Fotografie - pensieri su film estivi

Non sono esattamente recensioni. Si tratta giusto di un paio di riflessioni sciolte che per caso possono avere un filo in comune. In altre parole: le butto lì. Non prendetemi troppo sul serio.

a Van zato
a Van zato

Trama: Nomadland è la storia di una cinquantenne americana che rimasta vedova e priva di radici in seguito al fallimento dell'azienda per cui lavorava (che ha anche ridotto a città fantasma la cittadina in cui abitava), decide di attrezzare un furgone come casa su ruote e vivere da nomade negli spazi immensi dell'America profonda.

Giudizio: 8, a livello di regia e fotografia è assolutamente stupendo, con questi campi lunghissimi nei paesaggi sconfinati degli USA, fra i ghiacci e i deserti assolati. Tutto molto bello. Si capisce perché gli hanno dato il leone d'oro, approvo. Ottimo lavoro Chloe Zhao.

Epperò: dopo la visione mi sono ritrovato abbastanza in disaccordo col 90% di quello che ho letto al riguardo e siccome sono un cacacazzo, mi sento di dire la mia. Mi riferisco a tutti quelli che si sono buttati sul veterocomunismo de: "Si tratta di una critica profonda dell'America contemporanea e del suo stile di vita capitalista che spinge ai margini le persone".
Ni? Nel senso, sì, il sistema americano non ne esce benissimo. Nessuno può uscire benissimo in un contesto in cui il fallimento di una singola azienda distrugge un'intera città, gente colpita dalla crisi economica si ritrova priva di ogni sostegno o si vede cancellare anni di risparmi. Per non parlare di un sistema che privatizza il sistema pensionistico affidando al destino di un'azienda la decisione se una persona avrà una vecchiaia autosufficiente o vivrà in regime di povertà. Tutto molto brutto. Il problema è che il film non mi ha trasmesso affatto quella sensazione di "denuncia sociale" che secondo tanti osservatori ne dovrebbe essere il centro.
In primo luogo perché alla gente che appare nel film di denunciare i mali della società frega abbastanza poco. Sì, hanno tutti storie tristissime, ma allo stesso tempo conducono uno stile di vita che di "rivendicativo" nei confronti del mondo che li circonda ha pochissimo. Abbiamo:
- la tizia malata di tumore che ha scoperto di avere poco da vivere ed ha quindi venduto tutto per mettersi su ruote e andare a morire nel suo posto preferito in (credo?) Alaska;
- quella che ha perso tutto durante la crisi economica del 2008 e si arrabatta come può (l'unica vera vittima imho);
- il ragazzo scappato di casa perché non vuole rinchiudersi nella provincia;
- lo scavezzacollo ormai anziano che decide di lasciar perdere la vita raminga e trasferirsi a casa del figlio a fare il nonno a tempo pieno.
Infine la nostra protagonista, che solo apparentemente è una vittima della società capitalista. Nel senso, in parte lo è, ma nel corso del film scopriamo che di modi per uscire da quella vita di precarietà ne avrebbe diversi. Fino ad arrivare al punto in cui il furgone si guasta in modo irreparabile e fa quello che ogni persona in difficoltà farebbe: "chiama casa". E scopriamo che ha una sorella che vive agiatamente e non ha nessuna difficoltà a "prestargli" qualche migliaio di dollari per permetterle di rimettersi in viaggio.

Insomma, più che una denuncia dei mali americani, a me è sembrata una fotografia di uno specifico spaccato sociale. Che non vive in opposizione alla società capitalistica, ma all'interno dei suoi gangli, in modo quasi parassitario.

Spoiler: non ammazza nessuno

Non avevo voglia di vedere sto film, ma i miei pregiudizi sono stati smentiti perché era veramente carino.

Trama: Una donna promettente è la storia di Cassie, ex studentessa in medicina che ne ha viste di cotte e di crude all'università, ne è uscita con un'amica che poi si è suicidata e adesso lavora in una caffetteria di giorno, mentre di notte vaga per discoteche fingendosi ubriaca persa facendo poi rimanere malissimo gli uomini che tentano di approfittarsi di lei.
E quando dico: "rimanere malissimo" intendo proprio questo. Nel trailer hanno cercato di ammiccarvi il più possibile ma non è una serial killer. Non ammazza nessuno. Semplicemente mette gli uomini che tentano di scoparsela mentre è semi-incosciente di fronte alla realtà di essere delle teste di cazzo abissali nonché degli stupratori. That's all. In tutto questo, la ricomparsa di un ex collega di corso riporterà alla luce vecchie ferite: il suicido di Nina, la migliore amica di Cassie, dopo uno stupro di gruppo mentre era ubriaca, e la spingerà sulla via della vendetta.

Giudizio: 7,5. Non dico di non apprezzare regia e sceneggiatura. Il film ha un tono volutamente sopra le righe e il fatto che per me personalmente fosse "un po' troppo", non significa che non avesse un senso. Carey Mulligan chiaramente in stato di grazia fa il resto.

Epperò: in realtà all'epperò arrivo dopo, ma mi piaceva mantenere la simmetria. E mantengo la simmetria pure nel parlare di fotografia. Qualcuno lo ha paragonato a Sotto accusa, però non siamo esattamente in quelle corde. C'è senz'altro la denuncia dello cultura dello stupro, che ci sta tutta, per il resto però si tratta di un film abbastanza complesso.
Prendiamo un attimo in esame gli eventi. Cassie mette in atto una serie di vendette con uno schema che richiama evidentemente Kill Bill (pure i numeri romani). Sono tutte vendette abbastanza esagerate, salvate dal fatto che il coltello non viene mai spinto a fondo quanto sarebbe possibile.

1) Madison, l'altra amica di Nina e Cassie, non aveva creduto (o non aveva voluto credere) allo stupro perché Nina "si ubriacava sempre e andava con tutti". Cassie la fa ubriacare e la lascia in balia di uno sconosciuto in un hotel. Madison va ovviamente nel panico la mattina dopo, pensando di essere stata stuprata. Il punto è che non è vero. L'uomo era un complice di Cassie che aveva il solo scopo di portarla in una camera, spogliarla e lasciarla dormire. Madison se la cava solo con una gran paura e noi spettatori siamo soddisfatti perché ha avuto quello che si meritava "questa stronza".
Ma ne siamo veramente sicuri? Perché se invece non fosse uno scherzone e lo stupro ci fosse stato veramente, forse non saremmo altrettanto soddisfatti. Perché diciamocelo, sicuri sicuri che Madison sia così colpevole da meritarsi lo spaventone di cui sopra? Aveva il dovere di credere a Nina a prescindere? Eh. Magari sì. Ma essere un po' stronzi merita una vendetta di quasi stupro dieci anni dopo? Minchia, meno male che non stiamo parlando di prescrizione e improcedibilità eh?

2) La rettrice. Pure qui, la figlia viene praticamente rapita. Le viene detto che è stata lasciata con degli stupratori. Non è vero ovviamente, perché Cassie è buona, e noi ci consoliamo dicendoci che "beh, un po' di paura se la meritava". Ma se la meritava? Secondo Cassie sì. E Cassie giudica malissimo la frase "dobbiamo presumere l'innocenza in assenza di prove". Alla vittima, per Cassie, va creduto a prescindere.
Eh. Siamo sicuri sicuri di essere d'accordo?

E soprattutto, ma siamo sicuri che Cassie sia d'accordo? Perché nel momento in cui crede per un attimo di essere disposta a lasciarsi tutto alle spalle, in realtà ci sta malissimo per Madison. Si rende conto di essere diventata carnefice in un gioco di bullismo molto simile a quello per cui cercava di punirla.

3) La punizione finale all'addio al celibato. Il responsabile dello stupro di Nina viene catturato, ammanettato e Cassie si prepara ad incidergli sopra il nome della sua migliore amica, per marchiarlo e renderlo riconoscibile per sempre. Il tizio si salva liberandosi in qualche modo e soffocandola.
Eeeee... ma siamo sicuri che sia lui ad essersi salvato? La mia impressione è che la regista abbia in realtà usato questo espediente (particolarmente debole fra l'altro) per salvare Cassie. Perché se ce l'avesse fatta a incidergli quel nome sulla pelle, sarebbe ufficialmente passata dal lato della barricata degli aggressori. Invece così gli spettatori se la possono ricordare come vittima di una situazione in cui in realtà non ha fatto male a nessuno riuscendo poi a punire i colpevoli in modo indiretto (alla fine del film). Un po' lo stesso meccanismo dei film in cui il cattivo si ammazza da solo in modo ridicolo, in modo che il buono non debba averne la morte sulla coscienza, ma al contrario.

Non so. Da una parte la denuncia della società attuale e anche del dibattito in atto nel mondo occidentale sui temi di cui sopra viene presentata in modo eccellente. Dall'altra, mi sembra sia mancato il coraggio di dare l'affondo finale e decidere interamente da quale parte stare. Perché Cassie non è Joker. Si spinge avanti solo quel tanto che basta per prendersi gli applausi dovuti a chi effettivamente sta esprimendo un disagio, ma mai abbastanza da ricevere i biasimi che magari alcune situazioni richiederebbero. È un po' come se Batman, per vendicare la morte dei suoi genitori, continuasse sì a inseguire i criminali per consegnarli alla giustizia ma senza mai picchiarli. Senza violenza, trattando tutti con i guanti di velluto. Giusto quel tanto che basta: mai vera violenza.

Ecco, diciamo che da questo punto di vista, il film è un tantino paraculo. Giusto un po'.

giovedì 3 giugno 2021

Liberare Brusca

 Argomento: Brusca e pentiti.
1) Brusca ha ammazzato ed è stato coinvolto in un sacco di omicidi
Sì, di solito i mafiosi fanno un sacco di morti. È per quello che ci interessa particolarmente che parlino e ci facciano tutti i nomi dei loro complici. Purtroppo raccogliere le confessioni delle suore di clausura non sortisce effetti altrettanto efficaci nella lotta alla mafia.
2) Mica si è pentito, ha collaborato solo per evitare l'ergastolo
Usiamo "pentimento" in modo errato. Allo stato non interessa granché che abbiate una conversione sulla via di Damasco e diventiate sostenitori di Emergency. L'interesse è quello di spezzare il muro dell'omertà che protegge la criminalità organizzata in modo da attaccare con più efficienza il fenomeno. Quindi sì, Brusca ha collaborato per evitare l'ergastolo permettendoci di arrestare altre decine di mafiosi e di fare luce su tutto il periodo della trattativa Stato-Mafia. Fra parentesi, ricordo che tutto quello che sappiamo su questo argomento ci viene appunto dai racconti dei pentiti. Nello Stato non si è pentito nessuno: lì l'omertà regge alla grande.
3) Ma quindi adesso lo mettiamo fuori? Una persona così pericolosa?
Per avere dei collaboratori di giustizia dobbiamo offrire qualcosa di tangibile. Proprio il fatto che facciamo uscire lui di galera garantirà, in futuro, che altri mafiosi parlino. Quanto al pericolo, di quale pericolo parliamo? Nel mondo criminale è "bruciato". Quale organizzazione potrà mai voler avere a che fare con un tizio che fa il nome di tutti i suoi complici una volta preso? È già tanto che eviti la pallottola e se la evita è solo perché tutti quelli che ha tradito ormai sono morti o in carcere.
4) Ma non ci sono altri mezzi per combattere la mafia che non comportino di liberare dei criminali?
Fate conto che questa legge l'ha voluta Falcone. E nella sua versione originale dava molti più vantaggi di quella attuale (che è stata rivista nel 2001 in senso più restrittivo). Per inciso, dopo il 2001 il numero dei pentiti è drasticamente calato. Coincidenze? Anyway, prima di lanciarvi in affermazioni azzardate, sicuri di saperne di più di Falcone su come si combatta la mafia? Datevi una risposta.
5) Adesso partirà una nuova campagna per rendere la legge sui collaboratori di giustizia ancora più stringente. Chiedetevi: lo fanno perché percepiscono l'ingiustizia di liberare i mafiosi o lo scopo è "evitare che i mafiosi possano avere la tentazione di pentirsi"? Ricordo che ci sono stati politici che hanno affermato che Mangano era un eroe perché non ha mai parlato.
Fate voi.

martedì 30 marzo 2021

Vent'anni dopo pt. 3 - L'ultima stagione e il finale

Perché evidentemente sono incapace di lasciar perdere qualcosa quando sono a cinque sesti dalla fine. Questo è il grande insegnamento su me stesso che mi ha lasciato il rewatch di DC 2021. Posso lasciar perdere un libro dopo il primo capitolo. Posso smettere di seguire una serie al secondo episodio. Posso lasciare un anime alla seconda stagione aspettando che finisca (vero Shingeki no kyojin?). Ma evidentemente non riesco a non finire un rewatch quando ho visto cinque stagioni su sei. Anche se la sesta è la sesta stagione di DC. E quindi sì, l'ho finita, e penso che non ci sia modo migliore di iniziare questo pezzo che con un "ciao Jen".

La faccia di chi sacrifica per un finale decente

Quando ho iniziato a guardare DC non ricordavo granché della serie dopo la seconda stagione. L'unica cosa che avevo ben presente era che si trattasse di qualcosa di molto lungo e palloso. Da qui il mio stupore, mano a mano che andavo avanti nel rewatch, mentre mi accorgevo che di fatto non mi stavo annoiando. Poi è arrivata la sesta stagione e ho capito.
Non so come abbiano fatto a fare un disastro simile. Perché la quinta era ancora godibilissima. Parte bene, con il cazzotto nello stomaco della morte del padre di Dawson, e continua in modo assolutamente godibile. Tutte le storie si intrecciano in un mondo più maturo di quello del liceo e tutti quanti sviluppano interessi e superano ostacoli. Fanno cose! La sesta no, la sesta è la morte e la noia.
Letteralmente, per quasi l'intera stagione, dall'ep. 3 all'ep. 20, non succede niente.
E se non avevamo ancora capito perché Joy fosse il personaggio universalmente più odiato, la risposta è: stagione 6, che di fatto andrebbe rinominata "Joy's Creek" visto che sono praticamente 20 episodi monotematici su di lei. Abbiamo rispettivamente:
  • Joy che finalmente scopa con Dawson (batti cinque bro, almeno questa l'hai portata a casa) e mentre sembra stiano per convolare a nozze si tira indietro per la ragione più assurda del mondo. "Ommioddio come hai osato tradire un'altra ragazza con cui hai appena iniziato a vederti lasciandola la mattina dopo per stringere la relazione che aspetti da tre anni con la tua anima gemellaTM?" Dawson è chiaramente un mostro, così come lo sceneggiatore che ha scritto questa roba facendo diventare un personaggio con problemi di fiducia tutto sommato comprensibili uno psicopatico schizofrenico. Però solo rispetto a Dawson. Perché invece tutti gli altri possono lasciarla senza problemi che lei se ne dimentica la mattina dopo.
  • Joy impegnata a risolvere i problemi di Eddie, il barista che però legge tantissimo e si finge studente per frequentare la sua università. Problemi di cui, giusto per chiarire, ci frega quanto della situazione agricola del Burkina Faso. Seriamente, Eddie, ma chi cazzo sei? Ma chi t'ha chiamato? Ma chi ti c'ha mandato? Boh. Tutto questo detto con rispetto per Oliver Hudson, che vent'anni fa si è trovato con questo copione in mano in cui le istruzioni di regia erano "fai lo stronzo il più possibile per favore, ma proprio con ignoranza" e ha cercato di fare del suo meglio. Non è colpa sua se ha dovuto interpretare una macchietta senza motivazioni coerenti ed etichettato "sì, ma non ti allargare troppo che la protagonista è Joy e comunque devi sparire entro il terzultimo episodio";
  • Joy che si rimette con Pacey per tipo due episodi e mezzo per poi tirarsi indietro con motivazioni ancora più risibili rispetto a quelle di Dawson, tanto che neanche le spiega: è tornato Eddie e quindi è ovvio che un tizio che hai fatto di tutto perché se ne andasse a 5000 km di distanza perché te ne fregava cazzi adesso diventi il fulcro della tua vita per le prossime tre puntate.
Tutti gli altri, che a questo punto sono diventati personaggi secondari rispetto all'epopea di Joy col barista, sono trattati malissimo. Dawson che fa l'assistente di regia affrontando problemi inesistenti (dio, l'episodio di Halloween è da denuncia). Pacey che fa soldi a caso in giacca e cravatta. Jen che getta ogni dignità all'ortiche inseguendo un "bravo ragazzo" (che la metterà incinta per poi abbandonarla) e Jack... che cazzo fa Jack? Boh, non si è capito. Letteralmente il niente per 20 episodi. In alcuni ho addirittura mandato avanti veloce.

Il terzultimo episodio è carino. Tutti si riuniscono. Dawson realizza il suo film catartico con il contributo dei suoi amici. Poteva anche finire lì. Invece no, c'è il doppio episodio conclusivo. Mi ricordo che all'epoca rimasi entusiasta e che fu straziante. Dopo vent'anni, è ancora bello, ma...
Jen si sacrifica chiaramente per il finale della serie. La morte drammatica è quello che fornisce il groppo alla gola e porta allo scioglimento del nodo "Dawson o Pacey"? È ancora commuovente eppure dopo anni viene in mente in modo inevitabile che la serie si sia avvitata su se stessa. Mi chiedo se fosse veramente quello l'obiettivo iniziale. È chiaro che fosse parte importante della trama almeno dalla fine della terza stagione e il finale (con le anime gemelle separate) era già preannunciato dal rapporto con Sig. Brooks nella quarta, eppure che dovesse diventare l'unico argomento imho è venuto fuori solo con l'ultima stagione, quando ormai non avevano più idee e si trattava solo di tirarla in lungo per arrivare alla fine. Ed è una cosa che ha fatto malissimo alla serie nel suo complesso.
Quindi niente, un'occasione mancata.
Fra l'altro, la butto lì, non è nemmeno una chiusura così netta. Sì, certo, Joy sceglie Pacey e da una serie di ottime ragioni per scegliere Pacey. Peccato che l'intera serie sia stata costruita fornendo ottime ragioni per delle scelte che venivano totalmente ribaltate da ottime ragioni successive. Veramente, vedendo Joy e Pacey sul divano che guardano la serie di Dawson (The Creek... e così siamo a due film e una intera serie sull'amore di Dawson e Joy all'interno di una serie che parla dell'amore di Dawson e Joy, diosanto) in me sorge fortissima la domanda: "ma cosa impedisce a Joy di cambiare nuovamente idea e decidere che alla fine sta roba delle anime gemelle con l'amore puro e innocente sia una minchiata e che Dawson è un partito migliore?" Certo, in questo modo il lieto fine è garantito per tutti. Sta con Pacey ma rimane per sempre legata a Dawson, ma in realtà potrebbe benissimo essere il contrario. E la cosa è così chiara che dopo vent'anni c'è ancora gente che si chiede se non sia possibile una settima stagione.
Quindi boh, un'occasione mancata e neanche così stabile.
Epperò per fortuna tutti gli attori più il regista hanno detto ovunque che col cazzo che si rimettono a fare una roba del genere e quindi Joy dovrebbe effettivamente restare con Pacey fino a prova contraria.

Ok, quindi adesso hai finito di parlare di sta serie di merda di cui a nessuno frega un cazzo e che ti sei rivisto dopo vent'anni solo perché esiste Netflix?
Sì, fatto tutto. Finito. Scusate. Ciao.

martedì 16 marzo 2021

Vent'anni dopo pt.2 - il sesso in DC

 Sì, sono ancora impegnato nel rewatch di Dawson Creek e devo appuntarmi da qualche parte un paio di riflessioni. A riguardarlo oggi, l'intero telefilm appare evidentemente costruito su un bilancio precisissimo, quasi karmico, che lega in maniera inversamente proporzionale le volte in cui un personaggio riesce ad andare a meta (aka, fare sesso) con le sfighe che gli capitano nella vita. Ma facciamo una breve carrellata.

1) Pacey - irrequieto ed estroverso (per non dire casinista), è da sempre il personaggio amato dal mondo femminile. Un po' perché si tifa sempre per l'underdog, un po' perché la gente fa meta vedendo Joshua Jackson, un po' perché era il ribelle casinista e confusionario ma con gran cuore. Tutte cose che normalmente non esistono nella vita vera eh. Perché nella vita vera i casinisti sono solitamente dei gran coglioni, ma Pacey no. Quindi #teampacey ecc. ecc. Bilancio karmico: è chiaramente il personaggio preferito dallo sceneggiatore, tanto che è quello con la vita sessuale più attiva. In ordine, si porta a letto: l'insegnante di inglese (a 15 anni), la biondina appena arrivata in città che lo aiuta pure a fare i compiti, la ragazza del suo migliore amico. Non che non se lo meriti eh. Ci lavora un sacco. Eppure ecco il contrappasso: a. famiglia disfunzionale, numerosissima, in cui è considerato lo scemo del villaggio anche da quelli con la terza elementare; b. padre violento e manesco; c. è l'unico del suo anno a non andare al college venendo rifiutato da tutte le università, pure da quella statale. Plus: avete visto che razza di camicie gli fanno mettere?

2) Jen - il bilancio karmico di Jen Lindley, la ragazza di New York, è interessante perché la parte divertente è tutta offscreen. Jen arriva già a Capeside con alle spalle più esperienze di tutta la popolazione under 18 della cittadina messa insieme, con il contrappasso che è ovviamente perseguitata dalla sfiga: a. generalmente viene scagata da tutti ed è probabilmente il personaggio più bistrattato della serie; b. madre assente che tiene più al buon nome della famiglia che a lei, padre che l'ha mandata via di casa dopo essere stato sorpreso a far sesso con una minorenne; c. l'unica vera amica che riesce a farsi è 'na stronza paurosa e le muore pure cadendo in mare lasciandole sensi di colpa eterni; d. l'unico ragazzo che potrebbe amare davvero risulta gay; e. problemi di alcolismo evidenti e continuativi. Però per tutte le prime quattro stagioni non scopa neanche nei sogni. Quindi, alla fine, ottiene l'ammissione in un buon college e una parvenza di stabilità mentale. Il bilancio regge.

3) Jack - altro caso interessante. Del suo passato sappiamo che ha già fatto sesso con una ragazza e infatti la punizione è immediata: fratello morto, madre impazzita, padre assente. L'essere gay non aiuta, ma è evidentemente considerata una punizione sufficiente da farlo ammettere nella squadra di football (che per i licei USA è praticamente l'equivalente di entrare a far parte della nobiltà locale). Non fa sesso per tutto il liceo e quindi è il personaggio universalmente amato da tutti e con cui tutti vogliono avere a che fare. NB. bellissima l'interazione con Dawson che è qui altamente esplicativa del modello comportamentale maschile. L'odio per Jack, derivato dall'essere ritenuto la causa della prima rottura con Joey, svanisce nel nulla, ma veramente nel nulla, nell'istante in cui fa coming out. Cosa che lo porta automaticamente fuori dalla competizione sessuale e quindi ottimo materiale per l'instaurazione di un'amicizia. Credo che solo le parole "sì, però c'ha il cazzo minuscolo" possano creare reazioni di potenza equivalente nella mentalità maschile.

4) Andie - è il paradigma del bilancio karmico. Purtroppo eredita la sfiga del fratello, che avendo fatto sesso si è beccato la madre impazzita, il fratello morto e padre assente. Però viene ricompensata essendo un personaggio iperpositivo e solare, intelligente, ironica, brava negli studi e praticamente in grado di fare qualsiasi cosa gli venga in mente di fare. Fa sesso con Pacey > impazzisce del tutto iniziando a vedere il fratello morto e finendo rinchiusa in una casa di cura. Fa sesso con un paziente che stava nella casa di cura di cui sopra > viene lasciata e rimarrà single fino all'università stando alla finestra a vedere la persona che ama che progressivamente si allontana e la scaga. A fine quarta stagione va in overdose da extasy (ottima idea associarci gli antidepressivi, fra l'altro) ma viene ricompensata con l'ammissione a Harvard.

5) Joey - o Josephine, è letteralmente il personaggio più odiato nella storia dal pubblico femminile. In parte perché alle donne sta sul culo a pelle Katie Holmes probabilmente, e lei non ha migliorato le cose mettendosi con Tom Cruise. Anyway, per il bilancio karmico qua abbiamo: madre morta, padre in carcere per droga, famiglia senza un soldo e quindi necessità di lavorare associata a perenne crisi di nervi. Dall'altra parte la plot armor: Joey si lamenta costantemente di non aver tempo per studiare e difatti non la vediamo mai studiare, eppure da qualche parte avrà studiato, visto che è una delle migliori della scuola. Si fidanza con tutti e tre i protagonisti ma mantiene l'assoluta castità venendo premiata con l'ammissione a un college fighissimo. MA alla fine fa sesso con Pacey > bam, viene lasciata istant perché motivi futili ma con un senso, ha un ritardo nel ciclo e il college improvvisamente le chiede 15mila dollari perché la borsa di studio non basta. Epperò ha comunque la plot armor: i soldi glieli da Dawson perché l'amicizia e no, non era comunque incinta, era solo un ritardo (chi l'avrebbe mai detto che i preservativi funzionino?).

6) Dawson - e poi c'è lui. A differenza di tutti gli altri, Dawson non ha nessuna grande sfiga. In famiglia sono abbastanza agiati (nonostante il padre non lavori da mai?), bella casa, tempo libero, nessun problema negli studi, due genitori amorevoli che rimangono tali nonostante divorzino e poi si rimettano insieme. È generalmente apprezzato da tutti e ha grandi doti creative. Tendenzialmente riesce in tutto quello che fa tranne in una cosa. Quella. In quella la sfiga di Dawson giunge ad altezze mai viste. Per contrappasso ogni volta, e sottolineo, ogni volta, in cui i pianeti si allineano in combinazioni talmente bizzarre e assurde da rendere assolutamente scontato e inevitabile il fatto che possa fare sesso, immediatamente succede qualsiasi cosa, dall'eruzione dei vulcani all'invasione aliena, per impedirglielo. Per questo io non capisco davvero la gente che ce l'ha con Dawson e che non lo sopporta. Sto ragazzo non fa letteralmente MAI niente di male a nessuno. Se appena prova a fare qualcosa che potrebbe, anche solo lontanamente, apparire discutibile a un paladino legale buono di d&d 3.5, immediatamente viene costretto a cospargersi la testa di cenere che neanche l'imperatore a Canossa e comunque non ottiene, mai, mai, mai, mai, niente, di niente. La gente è generalmente #teampacey perché pensa che sia l'underdog. In realtà il vero sfigato della serie è Dawson. Povero Dawson.

E niente, si vede che sto a casa per la pandemia e non ho un cazzo da fare eh?

 

domenica 7 marzo 2021

Sanremo 2021 - Here we are again

Eccoci di nuovo alla rubrica biennale (nel senso che lo faccio ogni due anni) dedicata a Sanremo, in cui vi dico come sarebbe dovuta essere la classifica e perché.

 Riepilogo delle regole:
1) non ho assolutamente guardato il festival;
2) tutte le canzoni sono recuperate in un secondo tempo, le esibizioni viste in ordine di classifica inversa (dall'ultima alla prima) e riordinate secondo un punteggio in decimali;
3) i punteggi in decimali sono relativi solo e soltanto al contesto del festival e alle tipiche canzoni di Sanremo... un 8 in questo contesto potrebbe non essere un 8 nella storia generale della musica;
4) le canzoni a pari merito sono quelle a cui ho dato lo stesso voto e che non voglio ascoltare nuovamente per decidere chi è un po' meglio e chi è un po' peggio... fate vobis;
5) la mia classifica è incontestabile.
Bonus) Diosanto sono 26 quest'anno? Ci muoio <.<

sabato 13 febbraio 2021

Dragon Force

Belli gli anni '90

Ma al di là della copertina di Panorama, sento gente già preoccupata perché Draghi ci porterà i diktat dell'Europa e il dominio della Germania. Tranquilli, è solo che si dovevano spartire i soldi e avevano bisogno di un paravento carino per non farlo davanti a tutti. Niente di nuovo.
 

giovedì 4 febbraio 2021

Vent'anni dopo

Non parliamo di Dumas e nemmeno di Draghi. Con lo sprezzo del pericolo, del ridicolo e con l'evidente scollatura della realtà che ci contraddistingue (oltre allo strano utilizzo del plurale maiestatis che oggi ci girava così), oggi parliamo di Dawson's Creek.

Anu uona uei

Nei giorni scorsi ho fatto la mattata. Lo ammetto. Ho letto su facebook il social media manager di Netflix Italia che faceva una battuta sul fatto che Dawson's Creek arrivava in catalogo e un'idea mi si è insinuata nella testa. E un'idea è resistente. Altamente contagiosa. Una volta che un'idea si è impossessata del cervello è quasi impossibile sradicarla. E potrei continuare a citare Inception all'infinito ma insomma sì, mi sono detto: magari guardo solo la prima puntata. Giusto per fare un tuffo nel passato. Per ricordarmi com'era e... dopo qualche giorno sto facendo il rewatch della prima stagione e non so nemmeno se mi fermerò.

DC uscì in Italia, reti Mediaset, nel 2000. Nel 2000 avevo tredici/quattordici anni, andavo in prima superiore, non c'era ancora stato l'attentato alle Torri Gemelle né il G8 di Genova né era ancora avvenuto il ritorno di Berlusconi al governo aka l'Impero colpisce ancora. Era un mondo in cui l'adsl era ancora un miraggio (il mio primo pc sarebbe arrivato di lì a poco) e in cui il Nokia 3310 non era ancora uscito. Si può quindi dire che siamo di fronte a una delle serie iconiche della mia adolescenza. Paragonabile solo a Buffy o a Dragonball Z.
Cosa possiamo quindi dire di DC, nel 2021, venti anni dopo?

Sono pronto a dirlo.
Non ho paura e lo faccio.
Ok: dai, alla fine non era male

Sentite le obiezioni le conosciamo tutte eh. Non è che siete arrivati voi, possenti critici cinematografici, a tirar fuori dal cappello chissà quale imponente analisi. Chiunque vede i difetti di quella roba. Volete un elenco? Facciamolo:
- ah beh, se questi sono adolescenti. Ma se c'hanno trent'anni per gamba?
- sì, anche io parlavo in quel modo a quindici anni e sostenevo quel tipo di dialoghi. Lo facevano tutti quelli che conoscevo. Sì, ho fatto il liceo alla Normale di Pisa, voi no?
- ma cos'è, il live action di Piccoli Problemi di Cuore?
- CHE PALLE DAWSON!
- sta roba non è assolutamente verosimile (circa 1 episodio su 3)
- ...

Tutto vero eh. Verissimo. Epperò.
Epperò dovremmo fare questo sforzo di contestualizzare. Intanto, la verosimiglianza: davvero è così importante in un teen drama? Sapete cosa sarebbe verosimile? Vogliamo parlare della vita di un liceale qualunque? Sei giorni a settimana di scuola. Le interrogazioni. Ti prepari per le interrogazioni. Forse un paio di sabati al mese esci. Wow, sarebbe veramente interessante una serie così. Da qui la critica sul live action: vorrebbero mettere sullo schermo dei quindicenni. Quindi è ovvio che ci saranno i problemi di cuore. Di cosa dovrebbe trattare la serie, della guerra in Iraq?
Arriviamo quindi alle vere critiche: il vocabolario, l'età degli attori e CHE PALLE DAWSON.
Per i primi due fattori eh, in parte c'avete ragione. Solo che non dovreste guardare a quella roba come se dovesse essere realistica. Pensatela come un fantasy. Se sospendete un attimo l'incredulità, vedrete che i dialoghi sono effettivamente ben scritti. Non nel senso che siano realistici. Nel senso proprio letterale, grammatico e sintattico: sono ben scritti. C'è una qualche bellezza nel sentire una ragazzina di Culonia nel Midwest utilizzare in modo assolutamente corrente verbalize. Quindi, lasciatevi andare. Entrate in un mondo in cui la gente parla in quel modo e il tutto sarà effettivamente godibile. Lo stesso vale per l'età degli attori. Ehi, vi siete visti OC. Che quelli erano adolescenti?

E adesso che ho finito la difesa di ufficio dei difetti, io vi vorrei sinceramente invitare a dargli un'altra occhiata. Perché io sono come voi, vorrei chiarirlo. Pure io condivido il discorso de "seriedelcazzo che guardavamo perché c'era solo Italia Uno e quindi non avevamo scelta". È vero, è innegabile. E tutto quello che potete pensare di male di DC è probabilmente vero... eppure.
Eppure, dopo vent'anni, Joshua Jackson che fa le faccette fa ancora ridere. Katie Holmes a 19 anni è dolcissima. E spezziamo una lancia in favore di Dawson: ehi, non era così male. Sì, è un piagnucolone egocentrico. Ma è un personaggio scritto per essere quello. Non era pensato né doveva essere un personaggio figo. Doveva essere un romantico incapace perso nei suoi drammi e se guardate il tutto con obiettività, quella cosa la fa benissimo.

Quindi mi spiace. So che non è una posizione popolare, ma qui, oggi, io mi schiero a favore del rewatch di Dawson's Creek. Non è una cosa che raccomanderei. Non è nemmeno la serie che vi farei guardare se vi volessi bene e non l'aveste mai vista MA se per caso lo fate e finisce per piacervi, io non vi condanno. Ci sta.

ps. e poi guardatevi Don't trust the b---- in apartment 23 e riconciliatevi con James Van Der Beek che interpreta se stesso ed è buffissimo.

giovedì 24 dicembre 2020

Effetti indesiderati

Eruzioni cutanee su base allergica (eritemi, prurito, orticaria). Reazioni bollose includenti Sindrome di Stevens-Johnson e Necrolisi Tossica Epidermica (molto raramente).
Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazione o emorragia gastrointestinale, a volte fatale, in particolare negli anziani (vedere paragrafo "È importante sapere che").
Dopo somministrazione sono stati riportati: senso di peso allo stomaco, nausea, vomito, diarrea, flatulenza, costipazione, dispepsia, dolore addominale, melena, ematemesi, stomatiti ulcerative, esacerbazione di colite e morbo di Crohn (vedere paragrafo "È importante sapere che).
Meno frequentemente sono state osservate gastriti.
In associazione al trattamento sono stati riportati edema, ipertensione e insufficienza cardiaca.
Modesto aumento del rischio di attacco cardiaco ("infarto del miocardio") o ictus.

Nah, non sono gli effetti indesiderati del vaccino per il covid. Sono quelli del Moment.
Dai su.



martedì 27 ottobre 2020

Essere indispensabili

 Una piccola riflessione, giusto per togliermi il peso e non andare a dirlo in faccia a qualcuno rischiando la coltellata.
In questi giorni i social, le conversazioni e i programmi giornalistici che coprono le proteste hanno un tema unico: una domanda incalzante che emerge dalla massa e a cui nessuno ha il coraggio di rispondere. Domanda che poi è la stessa dai tempi della scuola: "ma perché noi dobbiamo chiudere e gli altri no? O tutti o nessuno".
Domanda che presenta diverse varianti.

"Chiudono cinema e teatri, ma quindi ci vogliono dire che la cultura non è una cosa importante? Che è secondaria?"
"Chiudono bar e ristoranti ma non i supermercati. Perché?"
"Ci fanno chiudere le palestre ma i mezzi di trasporto continuano a viaggiare. È assurdo!"

E nessuno riesce a dargli una risposta che suoni vera. Tutti si stringono nelle spalle, annuiscono e danno loro ragione.
Ora, quando nessuno riesce a darti una risposta, le possibilità sono due: o la risposta non esiste oppure la risposta è talmente brutta che nessuno ha il coraggio di dartela.
Quindi beh, è un duro lavoro ma qualcuno deve pur farlo. Lo faccio io.

Sapete perché voi chiudete e gli altri no?
Perché voi non siete indispensabili.

Mi spiace. Dico sul serio. Ma prendere un caffè al bar non è indispensabile, le fabbriche sì. Andare a mangiare una pizza la sera non è indispensabile, le banche lo sono. Nessuno ha il bisogno indispensabile di mettere su massa mentre al supermarket devi per forza andare a fare spesa. E sì, per prenderti il covid al cinema, considerando quante persone vadano al cinema, devi avere una sfiga terribile... ma tanto di film belli quest'anno non esce un cazzo mentre invece dei mezzi pubblici hai bisogno a prescindere.
Seriamente raga, lo so che è brutto sentirselo dire ma: non è che nessuno sentirà la vostra mancanza ma davvero nessuno ha estremo bisogno di voi. Dei bar, dei ristoranti, delle palestre, dei teatri e dei cinema. Nei casi di emergenza se ne può fare a meno. E siamo in emergenza.

Detto questo intendiamoci, sono d'accordo che quei settori vanno aiutati, ma non potete chiedere di essere trattati come i centri commerciali. Nessuno dipende da voi per mettere la cena in tavola la sera. E tranquilli, se continuiamo così, piano piano chiuderanno altre cose. Più la situazione peggiora e più che lo strato di attività "non indispensabili" cresce. Durante il lockdown abbiamo visto quante attività non siano davvero indispensabili, compresa una discreta parte del manifatturiero. Però sì, nel momento in cui si tratta di scegliere chi, fra tutti, sia meno indispensabile, voi siete i primi.

Siamo. Perché in uno dei settori non indispensabili ci lavoro pure io. Ed è brutto sentirselo dire, ma qualcuno doveva farlo.

Daje.

lunedì 11 maggio 2020

Jordan e come NON scrivere un BBEG

Adesso che ci penso, mi rendo conto che tutto è nato da un gruppo facebook di dnd e da una discussione sulle migliori saghe fantasy. Nelle classifiche proposte, usciva spesso il nome di Robert Jordan e della sua Ruota del Tempo come la più bella coinvolgente emozionante complessa mai scritta ecc. ecc. Ora, sono pure tizi che mettono le cronache di Dragonlance sopra Tolkien, quindi non è che i loro pareri mi suscitino grandi aspettative, però eravamo in quarantena. Quale momento migliore per approcciarsi a quei ventotto volumi da ottocento pagine l'uno che nella trama sul retro di copertina sembravano tanto banali?
Facciamolo. 

Pastore, viaggio, quest, noia
Meno noia, più wtf??

E questa è la recensione dei primi due volumi della Ruota del Tempo di R. Jordan.



Ok, la scena è questa: mi leggo 300 pagine, poi si arriva a un evento particolare e mi rendo conto di sapere quello che sta per succedere. Subito dopo capisco che io ho già letto questo libro, forse quando andavo all'uni e li prendevo in biblioteca perché ero povero e ancora non esistevano gli e-reader, e mi sono completamente dimenticato cosa ci fosse scritto. Quindi beh, probabilmente non mi era piaciuto.
L'ho riletto, poi ho letto il secondo e sinceramente non lo capisco. In che senso? Beh è un discorso lungo, andiamo per piccoli passi.

La trama: ok, inventatevi un mondo con qualche decina di migliaia di anni di storia, una lotta eterna fra bene e male, un ciclo di reincarnazioni ed eroi leggendari che tornano. Bello, ottimo lavoro Robert. Adesso però prendete un manuale sul fantasy e leggetevi il capitolo introduttivo. Poi scrivete una storia seguendone ogni paragrafo senza mai sgarrare di un passo e fatelo nel modo più scontato, banale e noioso possibile.
Ottimo, avete L'Occhio del Mondo. Profit.
Seriamente, questo primo libro della saga poteva essere scritto da un'AI la cui unica linea di codice fosse: "inserisci in modo randomico tutti gli stereotipi sul fantasy dagli anni '50 ad oggi, possibilmente in ordine". Rand al'Thor, orfano di madre, pastore di un #luogoinculoalmondo, vede il villaggio assalito da un gruppo #esserimostruosirandom comandati da #nazgûldisecondascelta che quasi gli uccidono il padre. La coppia di #magaliv.6 e #guardiadelcorpofighissima gli rivela che quei mostri stavano cercando proprio lui e i suoi due amici e lo costringe ad abbandonare tutto per non attirare la morte e la distruzione sul villaggio ecc. ecc. Iniziano quindi un viaggio di fuga e ricerca, inseguiti dalle forze del male, in cui a un certo punto si separeranno ecc. ecc. Ovviamente c'è il tizio maledetto da un oggetto magico, uno che diventa un licantropo, un elfo gigante dall'aspetto strano che ama le piante e il protagonista scopre di essere la reincarnazione di un campione leggendario che ciclicamente diventa REDITUTTO poi impazzisce e distrugge qualsiasi cosa ma nessuno ci può fare niente perché le profezie dicono che lui deve affrontare il male NELL'ULTIMA BATTAGLIA  e quindi se lo dice la profezia ci devi crede e basta.
Ah vi ho detto che il padre (che non è suo padre eh, lui in realtà è un trovatello) gli ha anche lasciato una spada fighissima da maestro spadaccino?
No perché non vorrei dimenticare qualche cliché.
Alla fine devono trovare un McGuffin e c'è uno scontro finale in cui Rand si appella al potere della plot armor per usare la sua aura potentissima per sconfiggere il BBEG e anche distruggere un esercito facendogli crollare sopra una montagna. Ma quest'ultima cosa giusto perché era lì di passaggio eh. Non che ci si sia impegnato sul serio.

La trama 2: La Grande Caccia è un ottimo titolo perché già spoilera il contenuto del libro. Applausi. Fra i McGuffin trovati nel primo capitolo c'era un corno il cui potere consisteva nel richiamare tutti gli eroi leggendari del mondo per combattere nell'ultima battaglia. Quindi mi direte: "ok, allora è fatta no? Abbiamo trovato il corno e quindi la storia è finita, ggwp e il male ha perso". Ah ah. No ovviamente, perché la grande gara degli stereotipi ricomincia con #ilfurto. Compare #personaggiosecondariocattivo (che improvvisamente è diventato fighissimo per motivi?), che si ruba tutto e parte il grande inseguimento. In un mondo in cui dei tizi a cavallo non riescono a stare dietro a dei mostri che corrono nelle campagne prendendosi anche delle pause per saccheggiare, sterminare e impilare corpi di villici in modo decorativo, facendoci rivivere le migliori partite contro gli uomini bestia di Total War: Warhammer, Rand è ovviamente al centro di tutto. Utilizzando sapientemente l'abilità di "sono il protagonista" shifta a caso in un mondo parallelo che lo fa viaggiare velocissimo e recupera il corno. Poi si rifugia in una città in cui non facendo niente scatena una guerra civile (non sto scherzando eh, letteralmente nel libro seguente dicono: "eh il destino si modella intorno a lui, quindi anche quando non fa un cazzo le cose avvengono" è canon) e gli rubano nuovamente sto cazzo di corno.
Quando tutto sembra perduto viene raggiunto dagli amici e dalla maga (sostituta di quella del primo libro che era in ferie) e tenta di usare di nuovo il teletrasporto per andare all'indirizzo che #personaggiosecondariocattivo gli ha lasciato (per motivi?). Solo che stavolta rolla malissimo il d20 e si ritrova sì nel posto dove deve arrivare ma quattro mesi dopo.
Cosa che non è assolutamente un problema perché tanto nessuno fa un cazzo in sto libro e sono tutti ad aspettare lui che rirecupera il corno, sconfigge un maestro spadaccino grazie al potere della sicumera e poi, boh, l'amico maledetto suona il corno, compaiono gli eroi leggendari e sconfiggono l'esercito del posto. Non da soli però, grazie a Rand che si scontra di nuovo col BBEG e ovviamente vince.

Sinceramente, ma cosa vi siete fumati per dire che sta roba è la migliore saga fantasy di sempre? 
Ok no, questa frase era uno sfogo. Dobbiamo essere professionali e fare un discorso articolato. Ora, difficilmente, dopo aver letto questa roba, qualcuno mi potrà dire che si tratta della migliore sceneggiatura originale del secolo. Però già percepisco le obiezioni "eddai alla fine il fantasy è tutto così, gli stereotipi ci sono sempre" nell'aria. Obiezioni che rendono evidente che non avete letto un cazzo di fantasy ma ok, facciamo finta che siano valide.
Parliamo quindi del worldbuilding e facciamolo in tre punti:

1. la magia e le donne: per qualche motivo il potere (o Vera Fonte) è composto da una parte maschile e una femminile, saidin e sadar, che possono fare all'incirca le stesse cose, anche se fuoco e terra sono più adatti ai maschietti (e quindi sono azzurri) e vento e acqua alle femminucce (e quindi sono rosa). La parte maschile è contaminata dall'oscurità e si dice che chiunque la utilizzi impazzisca e ammazzi tutti. Quindi da tipo tre millenni le donne maghe aes sedai vanno alla ricerca delle controparti maschili e le tagliano fuori dal potere magico (cosa che li porta alla morte e alla pazzia lo stesso). L'ordine delle aes sedai ha una scuola magica con enorme influenza sul mondo e l'arcimaga influenza un po' i destini delle nazioni, anche se hanno tutte giurato di non agire mai direttamente sulla scena politica per non scatenare le folle con i forconi.
Ora, tutto questo va benissimo, ed è un ottimo spunto narrativo solo che. Ok, dovete leggere il libro per capire, perché in una recensione è difficile spiegare come siano assolutamente stupidi i rapporti sociali fra uomini e donne nel libro.
Siamo in un mondo medievale. Ci sono le streghe. Le donne girano in gonna (una ragazza che vede nel futuro viene continuamente definita "strana" perché le piace indossare i pantaloni), si occupano dei figli, della cucina e gli uomini vanno a caccia, combattono (solo la popolazione degli Aiel ha le donne guerriere e per gli abitanti del mondo sono stranissime), si occupano dei campi ecc. Eppure l'intero libro si basa su questo dualismo in cui gli uomini fanno politica ma sono le donne a comandare davvero. È come assistere per 1200 pagine ai battibecchi in famiglia fra tua madre e tuo padre in cui ogni tanto spuntano dei dialoghi madre-figlia in cui la prima dice alla seconda "gli uomini parlano parlano ma poi fanno quello che vogliamo noi perché..." boh. E quel perché rimane costantemente in sospeso a mezza strada fra "sono stupidi" "noi siamo magiche" e "abbiamo la figa". Il tutto senza alcuna coerenza con l'effettiva costruzione del mondo. Si capisce benissimo perché le aes sedai abbiano un posto di rilievo nella politica. Difficile ignorare qualcuno che ti può effettivamente incendiare il granaio con un gesto delle mani. Ma perché mai esistano questi "consigli delle donne" in una società medievale e con un'economia evidentemente patriarcale boh. Magari si scopre nel libro 7 e io sono solo all'inizio del 3. 

2. i millenni: il mondo è antichissimo. Che andrebbe bene, se non fosse che tutti sanno tutto di tutto e contemporaneamente nessuno sa un cazzo di niente. Mi spiego. Antica epoca leggendaria, regno di luce e prosperità, il signore delle tenebre fugge dalla prigione del Creatore (che evidentemente è andato a creare qualcos'altro invece di vigilare sulla sua creazione come ogni buon Dio che si rispetti) e scatena una guerra epocale. Lewis Therin (grande mago e re, definito Drago) raduna tutti i maghi maschi (solo i maschi non si sa perché) e lo imprigiona di nuovo. Il signore delle tenebre (che chiamerò Balzamon perché non ho voglia di ricontrollare come si scrive il nome) si vendica contaminando la magia maschile con l'oscurità che fa impazzire tutti i maghi che scatenano l'apocalissi e distruggono il mondo, spianando montagne, affondando i continenti e cose così.
Ora, da tutto questo, il mondo declina ma solo dal punto di vista tecnologico. Nel senso, le aes sedai, che sono letteralmente le persone istruite, si ricordano benissimo chi cazzo fosse questo Lewis Therin, così come si ricordano ogni evento storico importante degli ultimi tremila anni. Quindi se ne deduce che abbiano almeno una libreria con 3-4 volumi di storia del mondo divisa per epoche.
Però sulla magia niente. In tremila anni hanno perso infinite conoscenze e nessuno si ricorda più niente di come si facevano certe cose e non altre. È un po' come se nel 3000 d.C. fossero arrivate tutte le puntate di A.C./D.C sulla storia del mondo, ma neanche un tutorial su come fare il cemento.
Ora, la cosa sarebbe credibile se l'apocalisse non avesse lasciato in piedi niente. Hai una civiltà che si è rialzata dalle macerie dopo mille anni, alcuni hanno ritrovato quattro tomi polverosi in una biblioteca e sculo vuole che fosse solo il settore di storia antica e non quello di ingegneria. Ci sta. Può essere.
Ma che senso ha che questo avvenga in presenza di una cazzo di ACCADEMIA MAGICA millenaria la cui tradizione si perpetua senza interruzioni nella storia, fondata e tenuta in vita da gente che da millenni si dedica alle stesse identiche cose?? Ok, alcune cose magiche che potevano fare solo uomini e donne uniti assieme non le avete conservate perché tanto gli uomini non possono più usare la magia, ci sta. Ma perché avete perso pure le conoscenze delle aes sedai donne? Si tenevano i segreti? C'è stata una rivolta generazionale nel '68 e i giovani hanno preteso il 18 politico all'uni di magia? Cosa?
E questo vale anche per il resto del mondo e dei popoli eh.
Che senso ha che una popolazione di ok non chiamiamoli elfi esseri chiamati Ogier dalla lunghissima vita che vivono in luoghi fuori dal mondo, non toccati dalla magia, si siano completamente dimenticati di come costruire le cose nonostante vengano chiamati "i costruttori"?? È un po' come se arrivando a Gran Burrone, Elrond avesse tenuto un consiglio dicendo "boh, noi non ci ricordiamo più di un cazzo. Anelli? Quali anelli? Ah ne ho uno al dito? Boh me lo ha dato tipo il mio bis-bis cugino un millennio fa ma chi sta a pensare a queste cazzate? Volete una tisana?"
Dio santo. Magari anche questo verrà spiegato nel libro 7. Fino ad ora l'unica spiegazione è stata "boh a un certo punto le conoscenze si sono perse. Che ti devo dì? Magari le avevano tutte gli uomini aes sedai maschi che sono morti o le avrà mangiate il cane. O magari sta roba dal punto di vista narrativo non ha senso, sta zitto e segui Rand che impara a suonare il flauto durante un viaggio in barca (sic.).

3. le leggende del regno accanto: ok, c'è questa roba stranissima che il mondo è grande, ma non così grande. Rand e i suoi compagni escono dalla regione in cui abitano, che è definita come un luogo sperduto, in tre giorni a cavallo. In circa un mesetto di viaggio, a piedi (con vari casini e deviazioni dovuti agli inseguitori) arrivano nella capitale del regno. Le marche di frontiera sono a un altro mese di viaggio. È tanto, ma non è l'immensità. Non c'è nessun motivo, in un mondo dotato di commerci fluviali, menestrelli che girano dappertutto, maghe che conservano segreti arcani e addestrano eredi al trono, mercanti di ogni tipo, genere e numero, viaggi a cavallo, che degli esseri come i "trolloc" vengano considerati leggendari. Soprattutto se c'è una guerra permanente ai confini del mondo in cui delle "marche di confine" chiamate "marche di confine" combattono contro i mostri. Eppure no, la gente a più riprese rifiuta di credere nell'esistenza dei mostri. Poi stupiscono di fronte a un Ogier (sempre sti cavolo di tizi che parlano alle piante) e in una città lo vogliono linciare, ma nel villaggio accanto nessuno fa una piega. C'è una assoluta disparità di conoscenze e comportamenti che è davvero difficile da credere in un mondo che è fondamentalmente molto interconnesso. E sinceramente non se ne capisce il motivo, perché non c'è una vera esigenza narrativa alla base. Per dire in ASoIaF tutti considerano gli estranei come leggendari. Ed è ovvio, nessuno li vede più da mille anni. Ma quando Daenerys conquista la sua prima città, in un mese si viene a sapere che ci sono tre draghi in giro per il mondo. E stanno in un continente diverso, separato dall'oceano. Come è possibile che da secoli le marche di confine combattono contro i trolloc (e appena trenta-quarant'anni prima una è stata distrutta e conquistata) e gente che sta a un mese di viaggio li consideri esseri leggendari? È come se in un paesino della Toscana medievale la gente fosse andata in giro a dire: "mah, sti francesi. Sì, dicono che a Firenze ogni tanto se ne vede qualcuno, ma tu ci credi? Secondo me i francesi non esistono".

Ma oltrepassiamo anche il worldbuilding e occupiamoci dell'ultimo punto che è anche quello che da il titolo alla recensione. Il Big Bad Evil Guy. Perché seriamente, quasi ogni storia può essere salvata da un buon cattivo. E invece no.

Il cattivo: abbiamo Shai'tan, il Tenebroso, Padre delle Menzogne, quello che volete voi edgy e fighissimo, che deve imporre al mondo il suo potere. C'è una bella storia utilizzabile. Pensateci un attimo. Un gruppo di maghe domina il mondo facendo da consigliere ai sovrani. Quelle stesse maghe appena trovano un uomo in grado di usare la magia lo "domano" togliendogli i poteri magici. Dicono di essere costrette a farlo perché poi gli uomini impazziscono, ma di fatto gli unici a fare in tempo da impazzire sono quelli che tentano di ribellarsi al loro dominio insorgendo come falsi draghi (con più o meno buoni motivi).
Cosa farebbe un cattivo intelligente, in grado di manipolare i sogni della gente, quando individua un pastore con notevoli poteri magici a cui le maghe di cui sopra stanno pure abbastanza sul culo? Beh, la butto lì, io mi presenterei come una divinità caritatevole, desiderosa di aiutarlo a comprendere i suoi poteri e a dominarli. Gli direi che c'è un enorme complotto mondiale di donne desiderose di usurpare i poteri maschili. Che gli antichi aes sedai  maschi erano stati ingannati dalle loro compagne e che da secoli gli uomini vengono cacciati come animali perché le maghe hanno paura di loro. E una volta conquistata la sua fiducia insegnandogli a usare i suoi poteri, lentamente lo corromper... NO MANDIAMO DUECENTO MOSTRI A DISTRUGGERGLI CASA, AMMAZZARGLI IL PADRE E POI GLI APPARIAMO IN SOGNO COME UN ESSERE FATTO DI FUOCO E TENEBRE CHE "TANTO CI SERVIRAI COMUNQUE VIVO O MORTO QUINDI OBBEDISCI SCHIAVO".
Oh wow. Veramente quello che mi aspettavo da un diabolico e machiavellico signore delle tenebre. Mi chiedo come mai Rand abbia preferito seguire la maga del cui ordine tutto il mondo gli ha parlato male ma che comunque ha salvato la vita a suo padre.
E tutto va avanti in questo modo, per due libri, con sto povero stronzo di Tenebroso che stalkera i sogni della gente e non fa altro che lanciare minacce a casissimo rinnovando ogni volta l'offerta di servirlo "perché sennò ti ammazzo e allora mi servirai da non morto lol". Dio mio è letteralmente come se continuasse a telefonarvi la Vodafone per chiedervi di fare un contratto minacciandovi che "se non firmate ti seghiamo la linea e poi sarai costretto a chiederci il wifi lo stesso, lol". Una roba talmente cringe che probabilmente Shai'tan viene preso in giro da tutti i suoi colleghi quando si riuniscono a bere una birra nel bar dei cattivi.
Un buon cattivo poteva ancora salvare questi libri, ma questo non è un buon cattivo neanche di lontano.

Ci sarebbero anche altre cose da dire eh. Tipo il problema di questo corno, che evoca spiriti leggendari buoni ma che servirebbero pure un cattivo nel caso lo suonasse. Ma che nessun cattivo suona nonostante lo tengano in mano quattro mesi. Poi lo suona l'amico di Rand ma gli spiriti leggendari col cazzo gli dicono "ok, cosa dobbiamo fare padrone?" ma si rivolgono subito a Rand e prendono ordini da lui perché lo riconoscono evidentemente come l'alfa. Quindi in pratica gli spiriti obbediscono a chi suona il corno anche se è cattivo, ma non se c'è Rand in giro perché mica ti vuoi mettere contro al protagonista della storia no? E poi sto corno in teoria andava suonato nell'ULTIMA BATTAGLIA, ma qui lo usano contro un esercito che aveva occupato una città tipo Cagliari. Quindi o era un'ULTIMA BATTAGLIA veramente sfigata, oppure il corno può essere usato tutte le volte che vuoi a caso e  quindi non si capisce perché non hanno sti tizi leggendari permaevocati che gli risolvano tutti i problemi. Magari hanno un contratto che prevede solo x ore di combattimento ogni secolo e se sgarri poi ti arriva la CGIL-CISL&UIL a casa. Boh.
Ma era giusto per fare un esempio eh. Non infogniamoci in tutte le cazzatine che sennò facciamo notte.

Voto finale: 6.
Si salva perché è passabilmente scorrevole e perché siamo in quarantena. Dovessi scegliere fra questo e la Spada della Verità di Goodkind, sceglierei Goodkind. Nel senso, il protagonista overpower e le minchiate ci sono pure lì, ma almeno ci sono le parti bondage che un minimo tengono svegli.

lunedì 20 gennaio 2020

Piccole donne aka come riescono a farti rimanere simpatica Amy


Vi ricordate Amy? La sorellina della versione animata di Piccole Donne che passava su Italia 1? No? Siete dei bimbiminkia. Comunque era una rompicazzo assurda.
Anche in questo film. Però il titolo è menzognero, perché la storia è per metà quella del primo libro e per metà quella di Piccole Donne crescono. Quindi alla fine diventa una persona piacevole e simpatica e guarda un po', sei pure contento che abbia il lieto fine più lieto di tutti.

Cioè, a parte Beth che non ha un lieto fine per nulla, perché muore. Sì, spoiler. Su un libro del 1869. Fatemi causa.
Porca puttana Jo! (ndr.)
Due note veloci:
1) leggo in giro che la critica non ha apprezzato la trama con i balzi temporali fra presente e futuro. Ora, sarà che ho appena visto The Witcher, ma seriamente, che problemi avete? C'erano dei bambini di dodici anni in sala e hanno seguito la storia. Giuro, ce la potete fare anche voi.
2) leggo anche che la storia è troppo women power!! e questo ha suscitato riflessioni. Boh, se lo dite voi. Di quattro, Meg si sposa per la serie due cuori e una capanna, praticamente dicendo a sua sorella Jo, solo perché a te del matrimonio non frega nulla non è detto che la debba pensare anche io così, un ballino di cazzi tuoi puoi farteli? Amy si lamenta di non poter campare facendo l'artista e punta al matrimonio di convenienza con un pratico buonsenso ma poi rinuncia per l'AAMMORE. Manco parlo della madre e di Beth che sono talmente Legali Buone che Gesù deve essere andato a prendere ripetizioni. Sì, si riflette molto sul duro destino delle donne nell'ottocento in America... ma siamo nell'ottocento in America in un film tratto da un libro scritto da una donna. Che vi aspettavate, Guerra e Pace?

Detto questo, due parole sulla scelta del cast che, ve lo dico, ho amato dal primo all'ultimo personaggio. Unico appunto su Emma Watson, perché potete truccarla come volete, ma non ce la fate a farla apparire come una mamma. Cioè, mi spiace per la sua carriera, ma con quei lineamenti sembrerà una ragazzina fino ai quarantacinque anni. Quindi tutte le scene in cui è sposata sono un po' al limite della credibilità.
Per il resto Eliza Scanlen e Florence Pugh sono state ottime scelte. Sempre in personaggio e Dio se la Scanlen fa piangere. Un ottimo Timothée Chalamet (mai visto né considerato) nel ruolo di Laurie e Meryl Streep mi ha ucciso facendo la zia. Nella scena del matrimonio in particolare.

E poi c'è Jo. Anche qui Saoirse Ronan, mai vista, ma un'ottima Jo. Perché se riesci ad essere allo stesso tempo adorabile e meritevole di legnate per tre quarti del film, sei sicuramente un'ottima Jo. L'infanzia è finita troppo in fretta. E non è così per tutti mon amie?

Seriamente, il film ha dei difetti. Non è un capolavoro ma il cast è talmente puccioso che ti fa dimenticare qualsiasi critica. Spendete due ore al cinema, lo merita.

giovedì 2 gennaio 2020

Piccola precisazione linguistica

Siccome sta per uscire "Hammamet" di Gianni Amelio al cinema, ricordatevi che si dice "la latitanza" di Craxi. Non l'esilio.
L'esilio è quando uno Stato ti costringe a stare fuori.
La latitanza è quando scappi perché lo Stato ti vorrebbe dentro.

Il vocabolario vi aiuta.

venerdì 27 dicembre 2019

Star Wars IX - meno male è finita

Non è una recensione perché, davvero, non vale neanche la pena di prendersela. Sono giusto un paio di considerazioni in ordine sparso.

Ma neanche brutto, proprio goffo
1. Sceneggiatura povera
Quest'estate a Firenze degli ignoti (ma la polizia indaga sulla pista anarchica come sempre) hanno bruciato i cavi in una centralina dell'alta velocità, paralizzando per qualche ora il traffico ferroviario in tutta Italia. E io ero indignatissimo perché cazzo, nel 2019 abbiamo una sola centralina da cui dipende il traffico treni di tutta l'Italia centrale? Niente sistemi di backup? Ma chi minchia ha progettato il sistema?

Evidentemente gli stessi che hanno progettato le navi da battaglia dei Sith. Costruiamo una intera flotta con centinaia di navi gigantesche e su ognuna montiamo un LASERGIGANTESCODISTRUGGIPIANETI, perché mica badiamo a spese qua, ma le navi si muovono solo se è accesa la spia n. 77 all'interno della nave n. A/331FGY... altrimenti restano ferme, senza scudi e basta una laserata con un triciclo spaziale per affondarle. E vorrei che capiste che questo è proprio l'intero marchio di fabbrica della nuova trilogia. Ovvero: "facciamo esattamente le stesse minchiate che faceva Lucas nel '77: ma peggio". Perché che una gigantesca stazione spaziale, grande quanto un satellite, possa essere distrutta grazie a una singola vulnerabilità, è una soluzione forse semplicistica e banale, ma sapete cosa c'è di peggio? Che una ENORME FLOTTA di navi spaziali possa essere distrutta nello stesso identico modo, pur essendo entità separate. Cioè, è già abbastanza brutto pensare che degli ingegneri militari abbiano lasciato un punto debole assurdamente distruttivo in un unico gigantesco macchinario, tanto che ci hanno dovuto fare un film a parte per giustificarlo, e sarebbe terrificante pensare agli stessi ingegneri che abbiano lasciato un punto debole assurdamente distruttivo su ogni singola nave di una ENORME FLOTTA... ma lasciare un punto debole unico su una singola nave che permetta di distruggere OGNI NAVE della ENORME FLOTTA di cui sopra, non è neanche terrificante, è solo cringe.
Cringe nel senso più puro del termine: quel sentimento di imbarazzo nel vedere qualcuno che si rende ridicolo. Perché qui siamo al di là del bello e del brutto, questo è solo ridicolo. Molto meglio, e mi piange il cuore dirlo, ep. VIII in cui si distruggevano le navi passandogli vicino mentre si accellerava a velocità luce. Non aveva un cazzo di senso, ma almeno non parassitava in modo ridicolo soluzioni di sceneggiatura che erano già banali nel '77.

2. La non caratterizzazione
Prendetevela come preferite. Magari Rey e Finn sono i vostri eroi del cuore, che aspettavate da una vita e in cui vi identificate. Non posso dire di essere felice per voi ma almeno vi avrà permesso di godervi il film, quindi bene.
Per tutti gli altri, raga sul serio, no. Ho letto recensioni di gente infuriata perché il film andava troppo veloce, perché non spiegavano niente, perché hanno messo troppa roba insieme e vi dico che sono critiche tutte troppo generose perché la verità è che è un bene che sia andata così. Il film non va troppo veloce, anzi va esattamente alla velocità a cui È NECESSARIO che vada. Perché più va veloce, e meno sono le possibilità che vi accorgiate di quanto FACCIA CAGARE IL PANORAMA.

Il film è un continuo accavallarsi di McGuffin dentro altri McGuffin che hanno il solo evidente scopo di far correre il più possibile la gente da un posto all'altro. E non perché ci siano troppe cose da far vedere, ma perché se avessero tempo di fermarsi e parlare vi accorgereste che i personaggi non hanno niente da dirsi perché non hanno un background coerente, non hanno emozioni profonde, non hanno scopi precisi... non hanno niente perché niente è stato costruito in tre film. E a me spiace un sacco per Rey. Anzi, mi potrebbe dispiacere se Rey esistesse, il problema è che Rey è nulla mischiato col niente.
Mi spiace un po' di più per Kylo Ren. Perché effettivamente lui uno straccio di motivazioni e di storia le aveva. Peccato che niente dei suoi sentimenti resista mai per più di quindici minuti di fila. Metti la maschera, togli la maschera. Uccidi l'imperatore, servi l'imperatore. Uccidi Rey, salva Rey, uccidi Rey, non uccidere Rey, no ma forse uccid... no aspe, boh. Dio quanto lo hanno fatto morire male. Manco le ultime parole gli hanno fatto dire. Dal momento in cui parla con suo padre al momento in cui muore... niente. Porca troia se fossi Adam Driver chiederei i danni.

3. I duelli
C'è chi dice che i duelli con le spade laser siano belli. Mah. Non dico che siano brutti. Anche perché le spade laser sono fighissime di suo e quindi ogni cosa fatta con una spada laser diventa figa. Sono... pesanti. Io non so perché Kylo faccia tutta quella fatica a muovere una spada laser ma è... laser. Dio santo, sembra impugni uno Zweihänder. Poi intendiamoci, è probabilissimo che la scherma sia accurata e realistica, ma il bello dei duelli con le spade laser stava nella leggerezza e nella velocità. A livello visivo imho qui siamo ampiamente sotto alla trilogia prequel ma pure a quella originaria.

4. La macrotrama
Guarda non ci voglio neanche pensare. Ha senso che Palpatine sia parente di Rey perché anche lui è fatto di niente. Spunta dal nulla, senza spiegazioni, senza motivazioni coerenti, con un piano che non si capisce per arrivare a niente. È letteralmente il nulla, così come l'intero nuovo arco narrativo. Quindi credo che mi terrò Rogue One a dimostrazione che si può effettivamente fare un bel film su Star Wars e poi relegherò mentalmente tutto il resto a pura fanfiction. Rey non esiste. Palpatine è morto ucciso da Anakin redento e questo è un bel finale.


Ce ne sarebbero ancora da dire tante ma la verità è che non ne vale la pena. Questo film non è brutto né bello. Non mi è piaciuto né spiaciuto. In realtà, non sono neanche sicuro di averlo visto. Anzi, non l'ho visto perché non c'era niente da vedere.

Cià

Giudizio finale Star Wars ep. IX - quale episodio IX?