sabato 15 aprile 2023

L'appuntamento mensile con la mestizia: L'Evento

Un mese è passato ed è di nuovo il momento del gruppo di lettura. Stavolta abbiamo letto L'Evento di Annie Ernaux.

Splatter senza acrimonia (ndr.)
La trama: siccome questo mese non ci siamo depressi abbastanza, sembrava giusto leggere 180 pagine su una donna che si ritrova a voler abortire negli anni '60 in Francia. Cosa in quel periodo illegale e quindi da attuare in modo clandestino e con modalità che se non ci rimane secca è un miracolo. Ovviamente le tematiche sono crudissime e le descrizioni sono abbastanza efferate.

Commento: non mi è piaciuto. Intanto non mi piace come scrive. L'Ernaux ha uno stile molto scarno, in cui le subordinate sono rare quando non abolite del tutto. La storia viene narrata in un modo che sta a metà strada tra la pagina di diario e il report asettico di un verbale di polizia.
Con questo non dico che scriva male. Le hanno dato un Nobel per la letteratura, sarebbe un tantino presuntuoso da parte mia. Semplicemente a me non piace come scrive. Capita.
La cosa che mi ha sconcertato di più è che l'intera vicenda viene raccontata in un modo che sembra quasi privo di un'intenzione comunicativa. Nemmeno per un attimo ho avuto la percezione che mi si volesse parlare di qualcosa: la sensazione predominante era quella di un flusso di coscienza in cui l'autrice ricordava a se stessa quanto le era successo.

Ma magari era quello il senso no? Offrire al lettore uno sguardo privato sulla propria intimità.
Peccato che l'Ernaux ha detto in lungo e largo che suoi libri non sono autobiografia, benché basati su fatti reali. Quindi non c'è niente di spontaneo nel suo stile di scrittura. È limato alla perfezione per ottenere un effetto che personalmente mi lascia indifferente.
Con questo non voglio dire che sia brutto. Molto probabilmente non ero il target adatto per questo libro.

Ultimo punto e poi la smetto di lamentarmi: la tematica sociale. Nel libro si attacca ovviamente la struttura patriarcale della società francese degli anni '60 (e in modo laterale logicamente quella attuale). Cosa che va benissimo e su cui siamo tutti d'accordo. Quello che mi ha infastidito però, e mi ha infastidito talmente tanto che sono qui a scriverlo, è che la protagonista del racconto esprima la sua rabbia solo e soltanto nei confronti del sistema. Cioè, nei momenti in cui deve criticare la struttura sociale si avverte un astio concreto e reale, quando invece si parla delle persone fisiche ci si passa sopra senza problemi. La rabbia non compare mai, né contro il fidanzato/compagno/amante che la mette incinta e poi la lascia a occuparsi dell'aborto in completa solitudine né contro i dottori che se ne strafregano della sua condizione né contro chi la tratta da troia per poi scusarsi l'attimo dopo perché si è accorto che non è un'operaia di periferia ma una ragazza di famiglia benestante che va all'università.
Mi potrebbe andare bene se fossero riflessioni sul passato, ma l'intera storia è raccontata come un resoconto diretto dei sentimenti dell'epoca. Sembra che all'epoca sta tizia che non è l'autrice (cit.), da una parte avesse già compiuto un'analisi completa dei crimini della società patriarcale e quindi potesse tranquillamente passare sopra alla gente che si comporta da stronza in quanto mera espressione della società stessa.
A me sta roba fa perdere completamente l'immersione e il contatto emotivo con la storia. Non solo non mi sembra verosimile ma non so neanche quanto la condivido. Mi sembra lo stesso tipo di attitudine con cui si possono scagionare i militi fascisti perché eh, ma la società italiana degli anni '30 era così, il vero colpevole è l'humus culturale. Sì, stocazzo, c'era anche chi non andava a manganellare la gente in camicia nera negli anni '30. Non è che la società sia a prescindere l'esco di prigione gratis con cui giustificare l'essere dei pezzi di merda.

Detto questo, la parte descrittiva dell'aborto è molto ben scritta e lascia il segno. Le caratterizzazioni psicologiche dei personaggi (protagonista a parte) sono molto precise.
Non mi spiace averlo letto, non posso dire di esserne felice.
Voto: 6




martedì 4 aprile 2023

Film in pillole: Shazam, JW4 e D&D

Settimane intense per il pubblico nerd. Settimane in cui ho avuto una tendinite micidiale alla mano sinistra (inserire battuta a sfondo sessuale) da cui mi sto ancora riprendendo e che non mi fa scrivere bene. Quindi facciamo un veloce recap di tre film in un post solo che così risparmiamo caratteri.

Quello che fa cagare:
Meglio i video di gattini su youtube (ndr.)
Durante la visione, mi sono messo a cercare similitudini per spiegare quanto fa cagare sto film e non riuscivo a trovare niente di abbastanza calzante. Poi per fortuna la sala mi ha aiutato. Avevamo nella fila davanti 5 tredicenni. A metà del secondo tempo hanno letteralmente smesso di guardare il film per mostrarsi a vicenda dei video su youtube. E dovrebbe essere un film pensato appositamente per intrattenere i tredicenni eh.
Per farla breve: trama ridicola, antagonisti con la caratterizzazione dei cattivi dei Power Ranger, un gruppo di supereroi che non si capisce esattamente perché dovrebbero essere interessanti visto che hanno tutti lo stesso background ed esattamente gli stessi poteri. Erano tutti talmente la stessa cosa che se ne fosse morto uno difficilmente me ne sarei accorto. Shazam poi è un capolavoro. Non so come siano riusciti a far sembrare la sua controparte adolescente più matura, intelligente e sensata di quella adulta, ma probabilmente dipende da Zachary Levi che fa talmente bene l'idiota che sembrava brutto chiedergli di esserlo almeno un po' meno.
Si può dire qualcosa di buono di questo film? Boh. Gli animali fantastici erano carini I guess? Ah e il fatto che Shazam muoia. Peccato che torni in vita 5 minuti dopo.

Also, complimenti vivissimi per il product placement degli skittles. Una roba talmente leggera ed elegante che le palate di merda sui muri bianchi in confronto sono art decò.

Quello che tutti pensavamo avrebbe fatto cagare e invece alla fine poi dai carino, no?

Denunciate chi ha fatto il trailer (ndr.)
L'onore dei ladri è il film che quando esci dal cinema alzi le spalle e dici vabbè, alla fine non era così difficile allora. Peccato che ci hanno messo cinquant'anni. Storia semplice, personaggi tutti con un proprio arco narrativo, cattivi visivamente fighi, effetti speciali decenti (a parte un paio di fondali che porca puttana sicuri di averli fatti al computer?), richiami al gioco puntuali e mai invadenti, umorismo presente ma non sguaiato. Il film è una bella crasi fra prodotto per pubblico generalista in cerca di un generico film fantasy per i ragazzini e lavoro di ricerca per gli appassionati di gdr. Frequento alcune delle community più rompicazzo esistenti sull'internet italiano e non ho sentito nessuno lamentarsi. Si sprecano anche i commenti su "ahahahahah, esattamente come una nostra sessione di D&D", quindi direi che hanno indovinato il target.
Poco da dire: film fatto per intrattenere che intrattiene. 7 e mezzo, se fanno un sequel me lo accollo.

Nota di demerito per chi ha composto il trailer decontestualizzando le gag peggiori e facendo sembrare una merda l'intero film.
Nota di merito per Regé-Jean Page meglio conosciuto come ma sì, dai, quello che faceva il duca in Bridgerton nel ruolo de il paladino. Dio se gli hanno ritagliato il personaggio addosso. Sulla scena in cui scavalca la roccia stavo cadendo dalla sedia.

Quello che si va a vedere per le botte:

L'ultimo della  saga finché Keanu non cambia idea (ndr.)
Premessa: se arrivate a metà del secondo tempo e il vostro problema è ma dai, è caduto dal quarto piano, come fa a rialzarsi con le ossa intere?, probabilmente siete entrati nel posto sbagliato. Il Perugino è un bellissimo documentario, ottimamente realizzato, ma è in sala minore. Andate là.

John Wick è l'assassino più letale del mondo, in grado di uccidere perfino con una matita. È un mostro scaturito dal buio della notte, impossibile da sconfiggere. E questa non è una caratterizzazione del protagonista, è la cazzo di trama. Quindi: qua veniamo a vedere Keanu Reeves che per due ore e mezza ca. ammazza qualunque cosa compaia in un raggio di mezzo chilometro prendendo al contempo una caterva di botte tali da massacrare un plotone di marine americani. E questo da 4 film. Se non vi va bene non venite al cinema. Cosa che comunque mi sembra sia stata recepita abbastanza visto che in sala c'era un pubblico al 99,9% maschile sotto i quarantacinque anni. Un grazie alle poche quote rosa presenti.
Note importanti per la visione:
  • in sto film si parla pochissimo cosa che, considerando che Keanu Reeves non ha mai saputo recitare (e a questo proposito complimenti a Luca Ward che ha doppiato altrettanto male), è una manna dal cielo;
  • c'è Donnie Yen che fa Donnie Yen ma cieco;
  • rip Lance Reddick;
  • ambientazioni, regia e fotografia sono da paura
8/10, aspettiamo John Wick 5. Che nel senso, davvero dobbiamo pensare che a 65 anni Keanu Reeves non si alzerà un mattino sostenendo di essere perfettamente in grado di girare un altro film action? Suvvia, non ci crediamo noi e non ci crede neanche lui. Stay tuned.
 

sabato 11 marzo 2023

Momento musicale 11



Stavo pensando che è veramente sleale questa cosa che noi mandiamo all'eurovision canzoni in italiano e invece gli armeni possono mandarla in inglese senza problemi.

Comunque ho scoperto che Rosa Linn aveva fatto questa versione di Snap in mezzo italiano con tale Alfa (faccio il boomer che non ha tiktok, sorry) e mi piace un sacco per motivi non ben identificati.

domenica 5 marzo 2023

Le Nemesi - perché il lock down ci stava

Ho passato i 35 anni. È giunto il momento di fare le cose che fanno gli adulti. E quindi ho deciso di andare ad un circolo di lettura. Questo era il libro di marzo.

Dovete... stare... a casa (ndr.)
Nei gruppi di lettura si legge narrativa. A me fa cagare la narrativa. Trovo assolutamente demenziale perdere tempo a leggere storie di gente che potrebbero essere il mio vicino di casa se solo fosse molto, molto, molto sfortunato. Però stiamo provando a fare questa cosa e quindi becchiamoci il classico romanzo dell'americano Philip Roth che parla dei tempi americani. Tecnicamente è un po' un romanzo storico, quindi diciamo che mi è piaciuto.

Trama: un americano rispondente all'americanissimo nome di Bucky (per davvero) abita a Newark a metà anni '40. Madre morta alla nascita, padre incarcerato, viene cresciuto dal nonno che lo tira su con i sani valori di una volta. Quelli che l'uomo è uomo quando fa le flessioni ed è sempre pronto al duro lavoro e/o a morire per la patria. Fiero del suo fisico e del suo essere pronto al duro lavoro, Bucky purtroppo è miope e non può andare ad ammazzare crucchi in Francia ma si consola grazie ai suoi muscoli fortissimi e all'attività da animatore di campi giochi per ragazzi.
A un certo punto scoppia l'epidemia di poliomelite. Dopo un paio di giorni di gente che gli muore attorno Bucky scappa fra le montagne. Poi scopre di essere un portatore sano. Poi si ammala e perde un braccio e una gamba. Lascia la donna perché non vuole farla vivere con uno storpio. Morirà solo. The End.

Commento: quanto cazzo sono divertenti i libri di narrativa eh?
La scrittura è paurosamente scorrevole. Bella la ricostruzione dell'ambiente storico. Bella la ricostruzione psicologica del protagonista. Bella la problematica di Dio visto dal punto di vista degli ebrei statunitensi. Bello tutto. L'unico problema è che ho passato l'intero libro a ripetermi: "sì, raga, ma un po' di quarantena gliela vogliamo far fare a sta gente per favore?". Perché capisco che non sappiate bene come si trasmette la polio. Capisco il eh ma alla fine solo uno su 20 muore e solo 1 su 10 rimane orribilmente sfigurato e/o menomato, però diosanto... letteralmente metà del romanzo non esisterebbe se un'autorità randomica avesse detto: "ok Bucky, sei stato a stretto contatto con sto tizio morto di polio, adesso te ne stai chiuso 15 giorni in casa. Ci vediamo fra due settimane".
Sono contento di non vivere negli anni '40.

Voto: 7. 7+ in quanto pubblicato nel 2016 e quindi pre-covid. Quasi profetico.


lunedì 27 febbraio 2023

La nuova segretaria

 

I) C'è qualcosa di poetico in un Partito che ammette candidamente di non essere in grado di decidere da chi farsi guidare e quindi lo chiede genericamente al Paese così... giusto per vedere che effetto fa. Personalmente non ho idea di come un iscritto al PD non possa vergognarsi di avere un segretario scelto da gente randomica per strada ma di certo tutta la vicenda dell'elezione della Schlein è una raffigurazione plastica di questa entità amorfa, di questo nulla immobile che ha bisogno di chiedere agli altri chi e cosa dovrebbe essere perché da solo non è un grado di deciderlo. Roba da pazzi.

II) Un po' mi spiace per Bonaccini. Si era pure rifatto tutto il look: era diventato così social. E invece niente, gli tocca continuare ad amministrare questa Emilia Romagna senza avere il dopolavoro. Saranno belle le dinamiche in regione adesso, Mi chiedo chi conti di più fra il Presidente di Regione e la vicepresidente che però è pure la sua Segretaria. Bell'intreccio.

III) Se dovessimo fare una riflessione seria, forse dovremmo vedere nella sconfitta di Bonaccini la sconfitta di un modello di politica. Bonaccini si presentava per rimettere il PD al centro del mondo del centrosinistra e creare un legame fra la sinistra grillina e "radicale" e il centro/centrodestra calendiano e renziano come già facciamo in Emilia Romagna (cit.). Mi sembra evidente che "il popolo" di centrosinistra abbia detto un forte chiaro ma anche no. Un ma anche no che mi sembra parlare di una certa stanchezza e della chiusura di un arco storico. Forse dopo un quarto di secolo del partito di sinistra che però forse deve andare un po' al centro e accogliere anche istanze di destra per vincere le elezioni la gente si è un po' rotta il cazzo. Forse ci siamo finalmente resi conto che nessuna aggregazione umana può campare solo di tattiche, amministrazione e responsabilità e che se non esiste una forte istanza sociale il partito muore. Forse... o forse è l'ultimo sussulto di un popolo di centrosinistra che di fronte alla cancrena e alla morte per consunzione di quello che  fu il partito di Togliatti e Berlinguer, lancia le ultime fiches su questa trentasettenne che sembra 80% marketing e 20% convinzione, perché tanto ormai che altro ti resta? E soprattutto, cosa hai da perdere?

IV) In tutto questo, complimenti a Franceschini che ancora una volta ha galleggiato alla grandissima.



lunedì 13 febbraio 2023

Quel momento dell'anno - Sanremo 2023

No, seriamente sono 28 quest'anno? Non ci voglio credere. Come cazzo avete fatto a sorbirvi tutta sta gente per 5 giorni di fila? Voi siete completamente pazzi. Vabbè.

Recap dei principi base di questi post:
- la mia è la classifica giusta delle canzoni di Sanremo, non si accettano contestazioni;
- ogni canzone è stata ascoltata una sola volta, su youtube mentre faccio altro. Basta e avanza;
- i voti da 1 a 10 sono relativi solo al contesto Sanremo 2023 senza nessuna relazione col panorama musicale esterno;
- esistono gli ex aequo.
Iniziamo.

sabato 7 gennaio 2023

giovedì 8 dicembre 2022

Tre consigli benintenzionati...

 ...a Elly Schlein, che fra l'altro è praticamente una mia coetanea (si invecchia).

 1) il Comunismo

Ma costava tanto dire di "no"? Oppure di sì eh, cosa che mi avrebbe fatto balzare dalla sedia ma che era comunque una risposta valida. Cazzo vuol dire "sono nata nel 1985"? Quindi per essere fascista devi essere nata prima del 1945 sennò non vale più? I cristiani sono solo quelli nati prima del 33 a.C.? Cazzo vuol dire Elly?
Guarda, per le prossime volte, te la regalo io una riposta di senso compiuto:

"Lilly, (che tanto la chiamano tutti per nome), personalmente non posso definirmi comunista perché ritengo inapplicabile quella ideologia politica nel mondo di oggi. Posso però dire di riconoscermi, e credo che tutto il PD debba riconoscersi, nella grande tradizione della socialdemocrazia europea"

Bam. Pulito, semplice, senza sbavature e ti dà una cazzo di collocazione politica nel mondo della sinistra. Ti giuro, non è difficile. Ce la puoi fare.

2) il pluralis maiestatis


Posso dire che frasi come se lo facciamo insieme io ci sono, non mi tiro indietro: costruiamo insieme questa candidatura, non suonano esattamente benissimo? Capisco il senso eh, però il fatto che NOI lavoriamo tutti assieme affinché TU diventi la nuova! segretaria! del PD! mi sembra tanto ma tanto una paraculata. A un certo punto sembra quasi che sia un'idea nostra che la Schlein diventi segretaria del PD, invece di essere lei che, avendo evidentemente un'idea politica (perché spererei che ce l'abbia) ci chiede di sostenerla per realizzarla.
Quando sento queste robe, mi viene in mente una cosa che mi dissero da piccolo. Ovvero che la differenza fra la destra e la sinistra è che quelli di destra dicono "Noi" pensando "Io", mentre quelli di sinistra dicono "Io" pensando "Noi". Giusto per dire.

3) zaino e taccuino

Ti prego no. Non ci rifilare pure tu la storia dell'ascoltare la gente e dell'appuntarsi quello che ti dice. A parte il fatto che non ci crede nessuno, ma sei in politica da dieci anni. Hai fatto l'europarlamentare e la vicepresidente di regione. In dieci anni ancora non hai capito un cazzo di quello di cui ha bisogno la gente e c'è bisogno di andare in giro ad appuntartelo su un taccuino?
Ti stai candidando a rappresentare il secondo partito del paese. Non è il momento di fare ricerca, è il momento di raccontarci cosa cazzo hai trovato. Se hai trovato qualcosa.

Grazie.


venerdì 2 dicembre 2022

Un triste mercoledì

Giusto per essere una volta in linea con i trend del momento, ovvero "la serie che guardano tutti", due parole veloci su Wednesday.
Hogwarts ma dark (ndr.)
Iniziamo con i complimenti di rito. È un dato di fatto che Netflix è l'unica compagnia al mondo che riesca a imporre i suoi prodotti sul mercato senza dover ricorrere alle campagne pubblicitarie di Cristo™. In un mondo in cui Amazon deve farsi sponsorizzare pure su Radio Maria per trascinare gente che comunque ha l'account prime su Rings of Power (costo approssimativo 4 fantastiliardi e mezzo), ogni tanto ci sono questi con la N rossa di Mordor che fanno uscire una roba e il pubblico se la spara in vena. Senza se e senza ma. Quindi bravi, non c'è un cazzo da dire.
Poi c'è Tim Burton. Sì, lo so che non è quello degli anni '90. Raga, neanche voi siete quelli degli anni '90. Si invecchia, conviveteci. Detto questo, si porta dietro un'estetica e un comparto di lavoro (belle pure le colonne sonore) qualitativamente rilevante. Quindi bravo pure lui.
Terzo l'attrice. Jenna Marie Ortega, classe 2002 (sì, è legale, ora state buoni), che al personaggio ha dato l'anima e si vede. Un'interpretazione da urlo che vale un buon 90% della serie. Brava anche lei.
Personaggi comprimari fra lo stereotipo e il carino ma comunque mai fastidiosi da vedere e ogni paragone con le terrificanti avventure di Sabrina è assolutamente voluto.
Tutto questo ha funzionato, funziona e non dubito che ne tireranno fuori altre 1-2 stagioni, convincendoci a pagare l'account di Netflix, cosa che è obiettivamente la ragione per cui esiste il capitalismo e quindi siamo nel migliore dei mondi possibili. Ma c'è qualcosa da dire di negativo di questa serie? Secondo me sì ma no, non è quello che credete voi.

sabato 10 settembre 2022

The Rings of Power: patch 1.03

In questa release:
  • Buff del 47% alla stronzaggine randomica e priva di motivazioni di Galadriel;
  • Aumentata l'età di Anàrion, adesso è lui il fratello maggiore di Isildur;
  • Aggiunta sorella a Isildur, nome in codice: Eärion;
  • Aumentata del 350% la sunlight sensitivity degli orchi. Adesso bruciano al sole come i vampiri;
  • Buff dell'8000% di importanza al personaggio secondario e non canonico Halbrand: adesso è un re umano del sud con possibile promozione a possessore di anello;
  • Buff all'agility, strenght, movement speed e plot armor di Arondir;
  • Harfoot language aggiunto al tizio arrivato con la meteora. 

            martedì 6 settembre 2022

            Il vero nemico

            Stanotte non ho dormito un cazzo e sono stanco morto. Quindi parliamo di tragedie. Ovvero del centrosinistra in Italia.

            Buongiorno a tutti.



            Partiamo leggeri leggeri: la legge elettorale. C'è un sacco di gente che si lamenta di questa legge elettorale sostenendo addirittura che sia la peggiore mai scritta. Il ragionamento è: i collegi uninominali non sono democratici, perché non occorre la maggioranza per vincere, basta avere un voto in più dello schieramento avverso. Quindi anche se si presentano tre partiti e prendono il 31, il 32 e il 33%, quello col 33% si prende il collegio nonostante rappresenti una minoranza di elettori.
            Il ragionamento è abbastanza una minchiata. In primo luogo perché a nessuno è mai venuto in mente di contestare la democraticità dell'Inghilterra che ha solo collegi uninominali nella forma del "first past the post" da sempre. In secondo luogo perché potrebbe essere vero se in qualche modo cancellasse la presenza di tutti i partiti che non riescono a vincere un collegio uninominale. Cosa che non succede visto che il 61% dei parlamentari viene comunque eletto con il proporzionale e con una soglia di sbarramento e criteri di accesso parecchio ma parecchio larghi.

            I sostenitori della cazzata dell'antidemocraticità sono in gran parte afferenti al PD e questo già vi dovrebbe far capire la malafede di fondo. È il classico caso del tifoso che grida all'arbitro cornuto perché se non ci fosse quell'assurda legge sul fuorigioco la partita mica sarebbe finita 3-0. La realtà è che buttarla in caciara sulla legge elettorale distoglie l'attenzione dal fatto che Letta (e partiamo dal presupposto che non sia un totale coglione... tendenzialmente se insegni alla Sorbona sei anche in grado di capire come funziona la legge elettorale fatta dal tuo partito) ha ampiamente giocato per perdere.

            Perché se le regole del gioco dicono che occorre essere in 11 e tu ti ostini a lasciare quattro giocatori a guardare la partita sulla linea di fondo, evidentemente stai giocando per perdere. Per dirla semplicemente: la destra ha giocato in modo corretto. Ha visto che il 37% dei seggi andavano al primo arrivato e quindi ha organizzato la coalizione più estesa possibile per assicurarsi le migliori probabilità di vincere. Ci sono delle opinioni contrastanti, interessi non convergenti, antipatie personali all'interno della coalizione di centrodestra? Ovviamente sì. L'unico gruppo umano che non presenta mai differenze di opinione è quello limitato a una sola persona (a parte i casi di schizofrenia). Però l'interesse comune a vincere li porta a valorizzare i punti in comune.

            Di fronte a questo dato di fatto, il PD ha tagliato fuori i 5s e ha cercato l'alleanza solo con SI+Verdi e Azione. Se tutto fosse andato bene e i sondaggi avessero avuto ragione, nella migliore delle ipotesi sarebbero partiti con 16 punti di svantaggio. Con l'apporto dei 5s avrebbero potuto ridurre il divario a 3-4 punti percentuali. Tenete presente che la distribuzione degli elettori nei collegi non è sempre omogenea. Un'alleanza del genere sarebbe stata molto competitiva nel centro-sud e meno nel nord. Vincere era comunque difficile ma se la sarebbero potuta giocare.
            In tutto questo c'è da inserire il jolly di quel matto di Calenda che fa cose. Però quella era una variabile abbastanza imprevedibile e non ne incolperei Letta.

            La domanda è: perché il PD (ovvero Letta) si è comportato in questo modo? Ovvero, perché è sceso in campo con l'unica prospettiva di perdere?
            C'è ovviamente la versione delle anime belle e naive che recita: ma i 5stelle hanno fatto cadere il governo Draghi! 
            Che potrebbe essere una ragione se non ci fosse stata l'alleanza con SI di Fratoianni. Se è inaccettabile allearsi con chi ha sostenuto Draghi per un anno e mezzo e poi c'è entrato in crisi a sei mesi dalle elezioni, perché dovrebbe essere accettabile allearsi con chi è sempre rimasto all'opposizione?
            Occorre quindi spiegare due comportamenti che di per sé sembrano privi di logica. Da una parte si rinuncia a prescindere a vincere le elezioni sacrificando tutto all'altare di Draghi. Dall'altra ci si allea con una lista che vale forse 1/4 dei 5s, che con Draghi non ci andrebbe neanche a cena. Sembrerebbe una contraddizione.

            In realtà entrambi gli elementi convengono a uno schema coerente. Basta semplicemente spostare l'obiettivo di Letta.
            Se infatti poniamo come obiettivo la vittoria contro la destra capitanata dalla Meloni, tutta la strategia politica del PD sembra assurda ma la situazione cambia completamente se poniamo, come obiettivo, la vittoria contro i 5s.
            In che senso? direte voi.
            Nell'unico senso che esiste. Il nemico per il PD non è mai stata la destra. Il nemico sono i 5s. That's all.

            Io la chiamo "manovra Veltroni". Nel 2007, il PD reduce dalla vittoria alle primarie di Veltroni, si fa protagonista di una incredibilmente stupida campagna in favore del bipolarismo. Come risultato il fragilissimo governo Prodi crolla sotto i colpi di Mastella e si va alle elezioni nel 2008. In quelle elezioni, Veltroni riesce a compiere il miracolo di portare il PD al 33%. Perde rovinosamente contro la destra ma allo stesso tempo stermina la "sinistra arcobaleno" il cui 11-12% nei sondaggi viene assorbito nel clima de "il voto utile per battere le destre".
            Semplicemente Letta ci ha provato di nuovo. La verità è che, il partito che ha partorito il Job Act, non è granché lontano dalle posizioni della destra che andrà a governare a settembre. Se lo fosse, non tenterebbe di portarsi in casa Calenda (che per certe cose è la fotocopia di Berlusconi, se non di Salvini) e non candiderebbe gente come Casini nei collegi sicuri dell'Emilia. Gli allarmi contro la vittoria dei fascisti, si configurano in un solo modo: l'ennesimo richiamo al voto utile il cui vero obiettivo non è sconfiggere la destra (altrimenti si sarebbe fatto di tutto per giocarsela) ma cercare di sterminare la concorrenza all'interno del Centrosinistra (a cui ormai i 5s sembrano appartenere, visto che l'intero bacino tradizionale della destra è schierato di là).

            Da qui l'esigenza di allearsi con SI+Verdi. Il pericolo grosso è che entrassero in coalizione con i 5s, lasciando il PD solo con +Europa e Calenda e formando un competitor serio. SI rappresenta la foglia di fico che il PD utilizza per spacciarsi ancora come un partito di sinistra tipo...ve lo ricordate l'Ulivio? Siamo sempre quelli là, tranquilli.
            Come manovra aveva anche senso, dal punto di vista Legale Malvagio del PD. Peccato sia arrivato quel matto di Calenda a scombinare tutto.

            Poi nel senso, non avrebbe funzionato lo stesso perché i 5s hanno un elettorato che prima di votare il PD si impicca (e il fatto che preferiscano votare i 5s è abbastanza significativo), però se vi chiedete ma perché Letta ha fatto quello che ha fatto? la spiegazione è questa. Non gli interessa battere la destra, vuole solo sterminare la concorrenza nella sua parte del campo.

            The end.

            domenica 4 settembre 2022

            The Rings of Power: quello che non torna

            Premessa: al momento ho detto a tutti quelli che conosco di vedere questa serie. In primo luogo perché è in linea di massima visivamente bella, in secondo luogo perché non ci vedo questa suprema e indicibile offesa a Tolkien. In altre parole no: non è una trasposizione fedele de Il Silmarillion e se cercate quello non è la serie adatta a voi, però potrebbe comunque essere godibile. Se invece non avete letto Il Silmarillion e scritti tolkieniani relativi potete guardarla come una serie fantasy generica e vi andrà bene lo stesso (basta che poi non vi mettiate a fare gli esperti di stocazzo basandovi su quello sennò fanno bene a prendervi a badilate in faccia).

            Detto questo, ed espresso il mio lato estremamente tollerante ed ecumenico di amante di serie televisive, il mio altro lato di nerd del cazzo non può esimersi nel far notare LE PRINCIPALI COSE ESTREMAMENTE ERRATE presenti nel primo episodio. Perché intendiamoci, The Rings or Power presenta molti elementi del mondo tolkieniano, e nessuno di questi elementi è esattamente corretto a livello di lore, ma alcuni sono molto ma molto più sbagliati di altri. E ci concentreremo su quelli.

            Benvenuti alla review cagacazzi mode del primo episodio di The Lord of the Rings: The Rings of Power!

            Avrei fatto il titolo più lungo...

            martedì 9 agosto 2022

            Le non proposte del PD

            La nuova campagna elettorale incalza e tutti se ne giustamente strafregano perché stanno al mare, beati loro. Io invece sono a lavoro e visto che ormai sto qua, tanto vale andare di full masochismo e fare un bel post riassuntivo sulla situazione politica del centrosinistra.
            Mentre lo scrivevo mi sono però reso conto che ci voleva un post propedeutico per rispondere a un'annosa questione che affligge questa parte dell'arco costituzionale. Ovvero: "ma perché il PD non dice niente di sinistra ma che dico di sinistra, perché non dice niente di centrosinistra ma che dico di centrosinistra, perché il PD non dice niente in generale?".


            È una cosa che ci siamo domandati spesso. Insieme al "ma come fa il PD ad avere ancora il 22-23% se sono almeno vent'anni che non ha un tema serio, un'istanza sociale, un obiettivo politico da portare avanti?". Spesso ci siamo limitati a dire che si tratta di "tifo politico". Che in Italia la politica non è matura, che la gente si affeziona ai partiti come alle squadre di calcio e che c'è gente che in quella roba ci è cresciuta e che non l'abbandonerebbe mai perché sarebbe come abbandonare sua madre.

            Beh, è certamente una visione del mondo che ho per tanto tempo pure condiviso. Eppure, più che andiamo avanti e più che mi sembra una minchiata. In realtà, secondo me, la risposta è molto più semplice solo che occorre un radicale cambiamento di prospettiva al fine di inquadrare l'effettiva natura dell'elettorato PD.

            Due dati:
            a) se aveste dato un'occhiata ai sondaggi ultimamente, avreste potuto notare che c'era una lievissima maggioranza di italiani scontenti della caduta del governo Draghi. Tipo 51 contro 49. La cosa divertente è che in tutti i partiti c'era circa un 60% di persone contente della caduta del governo, con un'eccezione. Nel PD l'88% degli elettori rimpiangeva Draghi.
            b) sempre guardando tutti i sondaggi, è abbastanza semplice tracciare l'identikit dell'elettore medio del PD. Abita principalmente in città medio-grandi, prevalentemente nei centro storici. Ha un'età in genere superiore ai 55 anni e un tenore di vita che potremmo definire "tranquillo". Non ricco ma certamente non ha grosse preoccupazioni economiche.

            Ora, il punto è che nessuna aggregazione umana può sopravvivere a vent'anni in cui i suoi vertici fanno cose che la base non approva. Questa cosa della "base PD" scontenta e nettamente opposta al vertice è una leggenda che ci raccontiamo e che forse è venuto il momento di abbandonare. Ci sono certamente, nel PD, alcuni elementi, spesso giovani, che vorrebbero una politica più nettamente socialista. In alcuni contesti sono anche rumorosi, però quello schiacciante 88% favorevole a un governone di unità nazionale con una politica prevalentemente centrista (se non di destra) ci dice molto altro.

            Forse è il momento di concludere che i vertici del PD non fanno proposte di sinistra, né di centrosinistra, né proposte in genere, perché è esattamente quello che la loro base vuole. La verità è che i leader del PD non propongono niente perché è precisamente quello che i loro elettori vogliono: niente. Sono tutte persone senza grosse preoccupazioni economiche che vivono in quartieri fondamentalmente ben ordinati e hanno frequentazioni piacevoli. Ovvio che quello che vogliono sia soltanto che le cose continuino ad andare come vanno. Vogliono lo status quo, sic et simpliceter. Infatti l'unica proposta politica che da almeno vent'anni esalta l'elettorato PD è la lotta feroce a qualunque cambiamento possibile. Se viene da destra è fascismo, se viene da sinistra è populismo.

            Con l'eccezione dei diritti civili. Perché? Chiedetevi un attimo: al di là di tutti i discorsi sul crollo della famiglia tradizionale e dell'occidente, se due gay si sposano, cosa cambia in concreto per il paese?
            Esatto: nulla. Che è appunto quello che vuole l'elettorato PD. Nulla.

            venerdì 29 luglio 2022

            Risolvere problemi esistenziali con la matematica

             Ci sono tante discussioni sull'internet. Oggi sono qui per risolvervi un problema drammatico che spacca questo paese, nord contro sud. Si tratta del problema degli inviti a cena.

            Se invitate qualcuno per il vostro compleanno, chi paga la cena? È giusto fare come nel sud, dove chi compie il compleanno paga la cena per tutti, o è giusto fare come nel nord, dove chi è invitato paga la sua cena? Sono nel nord che sono taccagni incalliti e non vogliono pagare per gli altri o nel sud sono tutti scrocconi che non sanno apprezzare il semplice stare insieme?

            La risposta sta nella matematica ed è semplicissima.

            Diciamo che avete dieci amici e che tutti voi condividete la stessa linea di pensiero sui compleanni. Se andate a dieci compleanni e vi pagate dieci cene, spendete esattamente quanto invitare dieci persone per il vostro compleanno e pagare per tutti per poi andare gratuitamente ai compleanni altrui. BAM. Quindi c'è esattamente lo stesso impegno economico.

            In altre parole sono solo convenzioni sociali e nessuno ha ragione e nessuno ha torto.
            Non mi ringraziate solo perché vi ho risolto la vita, basta che la smettiate di discutere di cazzate e vi occupiate di cose più serie. Tipo la vera ricetta della carbonara.

             Ciao.

            martedì 21 giugno 2022

            Lo spin-off di Jon Snow che vorrei

            Nel caso non l'aveste saputo (ma in caso figurati se venite a saperlo da me), causa riscaldamento globale e aumento generalizzato delle temperature, ai vertici della HBO un'insolazione di massa ha determinato la geniale pensata: ma sai di cosa ci sarebbe bisogno? Di un sequel di GOT privo di qualunque fonte letteraria perché ovviamente Martin piuttosto che scrivere ASoIaF si fa sparare in un ginocchio, in cui andiamo a ripescare il personaggio di Jon Snow che avevamo devastato nelle ultime due stagioni. Come perché? Me lo ha chiesto l'elefante rosa col cilindro verde, tu non lo vedi?

            E quindi avremo uno spin-off su Jon Snow. Contenti?


            Per chi avesse voluto rimuovere il finale di GOT dai propri ricordi, faccio un breve recap della fine della serie:
            Dopo un commuovente dialogo in cui Daenerys praticamente annuncia di voler bruciare qualunque voce di dissenso nel suo nuovo regno (perché Je suis Charlie stocazzo), Jon realizza che forse la zia è andata definitivamente fuori di brocca e fa quello che un uomo a volte deve fare: accoltella la stronza. Drogon la prende tutto sommato bene per essere un gigantesco drago nero (actually viverna ma non facciamo polemiche) e si porta via il corpo sanguinante dopo aver saggiamente fuso il trono di spade con una fiammata epocale. A questo punto Jon potrebbe semplicemente scendere al piano terra con la faccia tirata un po' dolente (che è fra l'altro il cavallo di battaglia di Kit Harington) e dire una cosa tipo: no raga, paura, stavo dicendo a Daenerys che forse aveva un po' esagerato a fare un genocidio nella capitale e lei ha sclerato di brutto. Ha fatto fondere a Drogon il trono di spade e se ne è volata via. Secondo me è in quei giorni del mese, chiamatemi quando torna e semplicemente andarsene dal suo esercito. 
            Invece no. Jon è figlio di Ned Stark e l'onore, l'amore, l'idiozia, insomma confessa candidamente il femminicidio e si fa arrestare. Verme Grigio e gli Immacolati chiedono la sua morte. Ora certo, siamo in un mondo medievale in cui letteralmente chiunque ha ammazzato chiunque per otto stagioni, Jon è il legittimo erede al trono (fra l'altro con più diritti di Daenerys che era sua zia) e la tizia che ha pugnalato era chiaramente fuori di testa e metà del suo stesso esercito la voleva morta. Il consiglio reale potrebbe riunirsi e far presente a Verme Grigio che sono rimasti forse in 4.000 in un intero continente in cui a nessuno frega un cazzo di loro e che forse potrebbero pure inginocchiarsi e gridare "la regina è morta, evviva il re" o essere repressi nel sangue. Però no, gli Immacolati sono fighissimi e quindi diamogli retta, Jon viene costretto a ririprendere il nero e spedito alla Barriera a fare la guardia a non si sa chi, visto che gli Estranei sono spariti grazie ad Arya che si è improvvisata rogue di liv. 20 con crit automatico sugli undead e i bruti o sono morti o si sono trasferiti a sud. Bran viene eletto re perché tanto per metà del tempo sta nel mondo dei sogni e almeno non rompe i coglioni.
            Ovviamente in uno scenario verosimile Jon arriva nel nord e, in una località randomica, viene attorniato da qualche centinaio di uomini con spada e scudo che iniziano a urlare king in the north! o qualcosa di simile e Sansa si ritrova retrocessa a signora di castello. Dopodiché Jon scrive una lettera ad Approdo del Re in cui spiega che, ripensandoci, se agli Immacolati non sta bene possono comunque attraversare un mare invernale in tempesta, farsi qualche migliaio di chilometri di terre innevate e salire sulla Barriera da cui, vista l'altezza, potranno ammirare la vastità del cazzo che gliene frega. Ma la verosimiglianza l'abbiamo abbandonata con la fine di stagione 6 e quindi niente di tutto questo accade. Jon torna a fare il ranger con Spettro e fine della storia.

            Ora, mi sembra evidente che, date queste premesse, siamo nel campo della fan fiction. La domanda è: voglio una fan fiction su Jon Snow seguito della fan fiction già super trash delle ultime stagioni di GOT? Io fieramente dico: perché no? Se l'HBO è disposta a buttarci sopra dei soldi, chi sono io per privarmene? Modestamente, mi faccio avanti con tre proposte di trama:

            1. Sono passati cinque anni. Jon, che ha tempi di reazione medio lunghi, si rende conto che l'esercito di schiavi che lo aveva bandito ha riattraversato il mare da tempo per andarsene a cercare una nuova patria in culonia e che letteralmente nessun altro nel regno ce l'ha con lui. Si mette un mantello più bello. Scende a sud attorniato di gente festante che realisticamente ha qualche pregiudizio verso i nani e ragazzini stregoni. Diventa re. The end.
            2. Jon si sveglia su un tavolaccio di legno grezzo. Ci rendiamo conto che le ultime due stagioni di GOT sono state solo un confuso sogno pre morte di Jon. Adesso ci fanno vedere il finale vero.
            3. Jon trova nelle terre oltre la Barriera una strana spada dalla lama nera. Lo spin-off di GOT in realtà è la prima stagione di Black Knight e Westeros risulta essere l'universo #34235 dell'MCU.
            Ovviamente non sarà niente di tutto questo. Ci sarà tipo un Estraneo di serie B sopravvissuto alla morte del grande capo che Jon andrà ad ammazzare a spadate. Speriamo almeno che ci facciano vedere un duello decente.