lunedì 2 marzo 2026

Sanremo 2026 - Conti's Era is neverending

 Eccoci qui, di nuovo, senza aver visto manco una puntata di Sanremo (fino alle 2 di notte?? Voi siete pazzi o eroi) ma pronti a giudicare senza pietà le canzoni in classifica. So già chi ha vinto quindi siamo praticamente qua per capire quanto davvero facevano schifo al cazzo le altre se ha vinto quella là.

Le regole sono sempre le stesse: le canzoni vengono ascoltate una sola volta, su youtube, seguendo la classifica del festival. Il metro di giudizio è inerente a Sanremo e solo a Sanremo e un 8 assegnato qua non significa assolutamente che sia un 8 vero nella storia della musica in generale. La mia classifica è l'unica vera, giusta e inappellabile ed esistono i parimerito (altrimenti non mi basterebbero i voti con 30 canzoni).

E a chi mi chiede come mai ci sono più canzoni cantate da uomini che da donne rispondo: "tranquilli, tanto avrebbero fatto cagare pure cantate da donne" (ndr.)

18) Elettra Lamborghini – Voilà : 4
Esattamente come i panettoni in vendita a ottobre e le colombe a inizio febbraio, al festival di Sanremo di marzo arriva la canzone dell'estate 2026. Spero funzioni come promozione e spero che il cervello si dimentichi in fretta di "un po' ti odio un po' I love you" che porcoilcristodichiviscrivestarobadiocan.

17) Dargen D’Amico – AI AI : 4+

Qualcuno potrebbe chiedersi il senso di sta roba e sarebbe senz'altro una domanda generosa, perché presupporrebbe che ce ne sia uno. Buzzwords messe in fila sperando di creare l'effetto "wooooo ma parla della contemporaneità!" No, fa solo effetto rottura di coglioni.

16) Mara Sattei - Le cose che non sai di me : 4,5
Il punto della canzone di Mara Sattei è che se l'ascolti in modo disattento, prescindendo dall'accento romano dei primi versi che è talmente pesante da incrinare i vetri, potrebbe quasi sembrare una canzone innocua. Ok, c'è questa innamorata di sto tipo e ci tiene tantissimo a farcelo sapere. Poi l'ascolti veramente ed è la canzone del narcisismo patologico. In pratica sta tipa si è trovata un povero cristo di cui non sappiamo un cazzo a parte che ha un bellissimo sorriso. E non ne sappiamo un cazzo perché l'intera canzone ruota attorno al fatto che lei ha turbe psicologiche gravi e passa ogni singola notte a raccontargliele, fine. A lui non ha chiesto niente e non vuole sapere niente, l'importante è quello che gli deve raccontare lei. Ciccio, questa è una red flag con le gambe. Seriamente: SCAPPA. Sarebbe un 5,5 per la musica ma l'accento romano e la mancanza di educazione emotiva la fanno precipitare di un voto.

15) Leo Gassmann – Naturale : 5-
Non posso dire che mi fa schifo. Non posso dire neanche che mi piace perché è talmente innocua che mi sono bastati 30 secondi e già non mi ricordo bene di che parla. Mi ha colpito soltanto il fatto che qualcuno, non so se lei o lui o entrambi, voleva una casa sulle Tuileries (che non è un quartiere quindi cazzo dici?) e il tentativo bruttissimo di far rimare eyeliner con naturale. Nell'incertezza la metto sopra alla Sattei.

14) Francesco Renga – Il meglio di me : 5

Non so se sia giusto giudicare musicalmente le canzoni di Renga, visto che sono praticamente la stessa canzone da tipo un quarto di secolo. Sul testo, ci sono degli accenni di riflessione sul passare del tempo e delle immagini (come quella del cambiamento della pelle delle mani) che sarebbero quasi interessanti se non fossero annientate da uno dei ritornelli più brutti che abbia mai sfornato. Sa cantare. Cosa che gli impedisce di andare sotto al 5, ma non di tanto.

14) Samurai Jay - Ossessione : 5
Leggo la classifica e una domanda sorge spontanea: ma chi cazzo è Samurai Jay? Wikipedia mi dice: "Gennaro Amatore, nato nel 1998 a Mugnano di Napoli, si è avvicinato al rap grazie ad artisti come i Co'Sang, i Linkin Park e Jay-Z". Cosa che porta a ulteriori domande come: "capisco che chiamandosi Gennaro lo pseudonimo fosse necessario ma perché proprio uno così del cazzo?" e "passino i Co'Sang e Jay-Z ma i Linkin Park che vi hanno fatto per meritarsi l'accostamento?"
La canzone si avvicina molto al non classificato. Nel senso, la tematica è banale, musicalmente sono gli stessi due accordi ripetuti all'infinito. Fosse almeno considerabile rap potrei scusarla. E invece. Boh, diciamo che sono troppo vecchio per sta roba e chiudiamola qui.

13) Raf – Ora e per sempre : 5+
Giuro che io sta canzone l'ho già sentita ma almeno 18 volte. Sempre cantata da Raf. Io capisco che pure Eco dicesse che la creatività è eterna permutazione del già detto e del già sentito però eccheccazzo. Devo decidere se è meglio questa o quella di Renga. Decido che è meglio questa tirando una monetina. 

13) Chiello – Ti penso sempre : 5+

Passando un attimo sopra i problemi di dizione e di strascicamento delle parole che rendono davvero difficile la comprensione del testo in alcuni punti (e ho ascoltato la versione pulita, non quella sul palco), non è brutta musicalmente. Al massimo po' trita. Interessante la scelta di chiudere la canzone di colpo che sembra manchi un pezzo. Interessante nel senso che fa cacare. Però si è sentito di peggio.

12) Patty Pravo – Opera : 5,5
Onore alle armi alla voce di Patty Pravo che a 78 anni si difende ancora (e per le genZ e alfa no, vi assicuro che pronunciava male le parole anche trent'anni fa, io c'ero). Mancanza di onore assoluta invece per il chirurgo estetico che a una certa dovrebbe far capire ai suoi clienti quando ulteriori interventi rischiano l'effetto quadro di Picasso. Ma parlando della canzone, sono abbastanza convinto che sia stata scritta dall'AI con prompt tipo "fammi un testo alla Battiato ma come se lo dovesse cantare Patty Pravo". Fa cacare ma capisco che l'abbiano messa sopra ad altra roba, fa brutto dire alla nonna che non è in condizione ed è meglio se sta a casa. E lo stesso faccio io ma più di cinque e mezzo non posso dare. Sorry.

12) Luchè - Labirinto : 5,5
Beh, diciamo che quando per la parte musicale decidi di fare a meno di metà delle note del pentagramma già parti un po' in difficoltà. Può essere voluto eh. Nel senso che sei un tale maestro con le parole un cesellatore di versi talmente efficace che la musica deve essere solo un sottofondo. Un tappeto su cui stendere la tua poesia, una tela bianca su cui affrescare il tuo dipinto. Sennò ti viene fuori sta roba e ti prendi un 5 e mezzo. Ma dai, come Patty Pravo? Sì, perché lei ha 78 anni, Luchè che scusa ha?
Però se lo avessi visto a Nuova Scena con Fibra lo avrei votato, lo ammetto. 

11) Malika Ayane - Animali notturni: 6-
Nota di WTF?? per le bottiglie di alcolici usate come xilofono. Raga, perché? E boh, sono Malika Ayane e un tizio che insieme vanno in giro di notte e fanno paura. Mi fa piacere per loro ma non ho capito perché me ne dovrebbe fregare qualcosa. La tentazione di buttarla sotto Patty Pravo è fortissima ma la sua tonalità di voce mi è sempre piaciuta.

11) Eddie Brock - Avvoltoi : 6-
Per essere all'ultimo posto mi aspettavo qualcosa di inascoltabile e invece boh, a me non dispiace questa canzone sulla friendzone. Nel senso, è un po' cringina e ti fa venire in mente che il Masini di Bella Stronza si lamentava almeno di una con cui a letto ci era stato invece di una che non ti fila manco di striscio. Però intercetta temi di piagnisteo effettivamente esistenti con una musica orecchiabile. A me non dispiace.

10) Michele Bravi – Prima o poi : 6

Altra canzone con tema cringino con ragazzo che non scorda la ex e non ce lo dice ma potrebbe star rischiando l'accusa di stalking. Duella per la posizione con Eddie Brock ma la voce di Michele Bravi (che mai cagato ma wikipedia mi assicura che una volta ha vinto X factor) mi piace di più e strappa la sufficienza.

10) Bambole di pezza - Resta con me : 6
Io ho un sogno. Sogno una band femminile impegnata sulle politiche di genere e nell'attivismo che arriva a Sanremo e, sul palcoscenico nazionalpopolare per eccellenza, esce con una canzone sulla pizza. Così, giusto per disorientare. In mancanza di quello pure una canzone attivista andava bene, per non disorientare. Invece abbiamo avuto una canzone che non dice assolutamente un cazzo. Ma pure meno di quella di Levante. Fosse per me darei 5 ma là sotto c'è gente veramente inascoltabile e poi mi tocca inserire il 2 e il 3 in classifica.

9) Tredici Pietro - Uomo che cade : 6+
Per i figli d'arte ho sentimenti contrastanti. Da una parte apprezzo che non sfruttino il proprio nome, d'altra parte non sono sicuro che per un aspirante rapper "Morandi" fosse un titolo di merito. Ah ma dovevo parlare della canzone. Boh, ritornello carino, I guess? Non saprei cos'altro dire. Metto la sufficienza per quello.

9) Sal Da Vinci - Saremo io e te : 6+
Vabbè dai, letteralmente Albano che pur essendo vivo si è reincarnato nel neomelodico napoletano. Chiaramente è un grande professionista che nel suo settore è eccezionale e ottiene quindi grandi risultati. Un po' come l'IDF. Però a me fa cacare. Come l'IDF.

8) Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta : 6,5

Non sono un fan dei duetti ma loro insieme sembrano molto affiatati e hanno voci molto compatibili. I versi iniziali sulla modella che è se stessa ai Caraibi per me bastano a portare il voto a sopra la sufficienza, purtroppo però rimaniamo lì e il resto è tutto una ripetizione dello stesso concetto. Facciamo questa rapina per riprenderci la vita ma da chi? Come? Quando? E che ci facciamo una volta che l'abbiamo ripresa? Come piano è un po' confuso.

8) Levante - Sei tu : 6,5
Premessa: ha una voce bellissima e credo sia incontestabile. Detto questo, vorrei capire cosa si è fumata la gente che ha parlato di testo infinitamente complesso, difficile da capire. Raga, è una tizia che si innamora. So letteralmente due strofe col ritornello attaccato. Non dice assolutamente un cazzo: è quasi un esercizio da scuola di musica per provare le scale. 8 per la voce 5 e mezzo per il testo. Si ferma sul 6 e mezzo.

7) LDA e AKA 7even - Poesie clandestine : 7-
Il motivetto mi fa proprio cacare. Ma tanto. Il testo invece mi piace. Si sente che c'è stato messo dell'impegno e i pezzi in napoletano non sono neanche troppo fastidiosi. Credo che in realtà piacerà molto nei prossimi mesi e anche quest'estate. Probabilmente non si merita un 7- ma qualcuno un po' più alto in sta classifica ce lo dovrò mettere prima o poi.

7) Serena Brancale - Qui con me : 7-
Maiala che palle. Mi rendo conto di non essere più obiettivo perché dopo 22 canzoni di cui 20 sull'ammore i coglioni mi sono caduti e stanno rotolando lontanissimo. Non c'ho sinceramente voglia di ascoltare con attenzione il testo, mi limito a notare che la voce della Brancale è effettivamente bellissima e la metto a far compagnia a Poesie Clandestine. Mi spiace Sere, se volevi finire più alta dovevi capitare in un altro momento.

6) Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare : 7
Ruffiana. Ruffiana nel senso che se l'ascolti bene capisci che non vuol dire quasi un cazzo, ma quel quasi lo dice con un sacco di immagini che richiamano esperienze un po' comuni a tutti. Con una certa dolcezza fra l'altro, che non dispiace. Poi oh, mi piace come canta. Questo 7 è tiratissimo e probabilmente troppo soggettivo ma lo lascio qui lo stesso.

6) Tommaso Paradiso - I romantici : 7
Fra il pianoforte in tasca, i ragazzi che giocano con la palla contro il muro e il cuore appeso alla giacca di immagini abusate ne abbiamo abbastanza. Però la melodia è orecchiabile, la voce è bella e il testo è onestamente elaborato. Non è un capolavoro ma capisco perché sia arrivata in top ten rispetto a tutta la roba che c'è sotto. La decenza è il limite.

6) Fedez e Masini - Male necessario : 7
Mi fa molta simpatia questo esperimento fra la vocalità di Masini e il rap di Fedez. E mi fa piacere che sembra si siano divertiti a farlo. Credo si armonizzino anche decentemente, però la canzone mi fa abbastanza cacare. Oh capita. Però non la butto via, rimane interessante e apprezzo come Fedez ogni anno si inventi qualcosa di nuovo.

5) J-Ax - Italia Starter Pack : 7+

Vabbè carina dai. Siamo veramente sul limite che separa l'italiano che critica l'Italia dall'italiano che critica l'Italia per rimanere simpatico agli italiani che criticano l'Italia ma visto il panorama occupato militarmente dall'ammore a questo giro gliela passiamo. Sopra il 7 per mancanza di concorrenza e comunque ammetto il mio bias positivo per l'inserimento degli archi.

5) Arisa - Magica favola : 7+
Paghiamo la tassa consueta ad Arisa: sì, ha una voce bellissima ed è probabilmente una delle poche vere cantanti sul palco. Lo sappiamo tutti, è bravissima. Quest'anno eccezionalmente aveva pure una canzone semidecente. Soltanto semi però, mi ha annoiato dopo la seconda strofa. E poi per davvero: ma hai avuto il coraggio di lamentarti che tutti ti hanno sempre fatto i complimenti per la voce e lo fai cantando a Sanremo? Eddai.

4) Fulminacci - Stupida Sfortuna : 7,5
Il testo è carinissimo. Il ritornello mi fa cacare. Non lo so perché, forse è per il coro dietro. Peccato perché non trovo critiche più decisive da fare se non il gusto personale. Quando sento "Stupida stupida sfortuna" mi fa l'effetto del gesso sulla lavagna.

3) Ditonellapiaga - Che fastidio! : 8-
Intelligente utilizzo delle idiosincrasie contemporanee (dalle telefonate dei call center dall'India alla moda di Milano) per suscitare simpatia. Effettivamente la suscita. Gli manca quel pizzico di originalità che le farebbe fare quel salto in più verso il pezzo memorabile. Però si ascolta con piacere nonostante potesse anche finire prima.

3) Nayt - Prima che : 8-
Carina. Molto carina e assolutamente da far ascoltare a Luchè che magari impara qualcosa. Un bel ritmo e un testo sui rapporti interpersonali e la ricerca di sè che sicuramente spicca nel panorama sanremese che ha attorno. Apprezzo il coraggio e apprezzo il tono molto intimista, con un ritornello migliore e più esplicito poteva anche contendersi il primo posto.

2) Sayf - Tu mi piaci : 8
Mi piace molto il testo e il ritmo. Sono rimasto incerto se farla vincere o meno e per alcuni versi ci è andata vicinissimo. E se non ha vinto il festival probabilmente è per via della lobby popolare campana che si doveva vendicare per Geolier. Detto questo, continuo a preferire quella di Meta.

1) Ermal Meta - Stella stellina : 8+
Premessa: in passato non ho mai apprezzato molto Meta perché trovavo le sue canzone composte quasi sempre all'85% da retorica e sdolcinate da morire. Stavolta però ammetto che ha tirato fuori un pezzo dolcissimo che mi ha fatto pure partire la lacrimuccia. La cosa che apprezzo di più è che si tratta di un tema serissimo in cui basta veramente poco per diventare molesti e che invece ha trattato con estrema delicatezza. Se avesse vinto non mi sarei stupito. Come premio di consolazione lo farò vincere io.

E anche per quest'anno è andata. Ci vediamo l'anno prossimo (forse).

venerdì 6 febbraio 2026

3 libri un solo post - il fantasy di inizio anno

Siccome mi capita sempre più raramente di riuscire a leggere fantasy - in parte perché ho meno tempo, in parte perché la roba bella non si trova più, sepolta da scaffalate di harmony per quattordicenni convintissimi che leggere di vampiri, elfi e demoni li renda in qualche modo superiori alle loro nonne che seguivano le avventure erotiche della Contessa Matilda col giardiniere Juan - faccio un post riassuntivo di tre libri che per pura coicidenza sono riuscito a concentrare in questo inizio 2026. E parlerò probabilmente malissimo di un grande autore e benissimo di roba che invece non si incula nessuno. Capita.

Elantris - aka quello di cui parlerò male

Tre mesi per sistemare il cosmo (ndr.)
Elantris è il romanzo di esordio di Brandon Sanderson, uscito nel 2005 e si dice che sia stato proprio Elantris (con le ottime critiche ricevute) a convincere la moglie di Jordan ad affidargli la conclusione de La Ruota del Tempo. Pensa quanto stava messa male. Leggere questo libro mi ha confermato tutto quello che penso di Sanderson, ovvero che la mediocrità della letteratura di genere fa assurgere scrittori passabili a icone inarrivabili.
Cerco di spiegarmi e cerco anche di essere breve che ho altri due libri di cui parlare. Il punto di forza di Sanderson è il world building. Porre alcune premesse interessanti, creare un sistema di regole evitando di tradirlo in modi troppo comodi e lasciare che il mondo ci si sviluppi attorno. Anche in Elantris lo fa e gli viene benissimo. C'è una repubblica di maghi/scienziati che attraverso le parole domina il proprio angolo di mondo, in cui abita con connotati quasi divini. A un certo punto una catastrofe naturale modifica quello stato di cose condannandoli a diventare dei morti viventi sull'orlo della pazzia e del dolore eterno. Cosa succede considerando anche che c'è un impero teocratico a due passi che sta cercando di conquistare il mondo?
Tutte le premesse funzionano e sono interessanti. Poi arrivano i personaggi... che sono un problema. Perché Sanderson non sa scrivere personaggi interessanti neanche sotto tortura. E se nel tempo è leggermente migliorato (in Mistborn e nelle Cronache della Folgoluce alcuni riescono quasi a essere simpatici), è abbastanza evidente che a trent'anni non ce la poteva fare. I protagonisti sono due. Il primo è un principe bello, buono, democratico, paritario, amico del popolo, amato da tutti, politicamente assennato, saggio, talmente intelligente da imparare l'astrofisica e correggere le equazioni a Stephen Hawking nel giro di tre mesi (non è un iperbole: impara un sistema magico sconosciuto, distrutto da decenni insieme al suo popolo e lo fa tornare a funzionare da autodidatta), e Sanderson non lo dice ma evidentemente anche dotato di un cazzo di un metro e una spanna. L'altra è una principessa bellissima (ma che si sente brutta perché è alta), TROPPO intelligente, appassionata, sincera, scaltra, determinata, gettata in mezzo ai lupi e uscita capobranco che in due mesi riforma l'agricoltura, crea il welfare state, detronizza un re e si fa incoronare regina e che oh, nessun uomo potrà mai amare perché, si sa, ai maschi piacciono quelle stupide. Praticamente i pg overpower che ogni dodicenne ambosessi della storia vorrebbe incarnare. Per fortuna che poi si cresce. Però c'è anche il chierico cattivo ma con i suoi motivi che alla fine fa l'antieroe contro il cattivo vero che è cattivo perché ha avuto il trauma della fidanzata morta giovane fra mille sofferenze. Questo è un libro serio e per niente pieno di stereotipi.

Voto: 6,5 Ottime idee e bellissima costruzione del mondo rovinati da personaggi noiosissimi e da tempi di narrazione insensati che distruggono ogni patto di incredulità. 

L'ascesa di Horus - aka il primo di una delle diciotto serie e 9483429 libri di Warhammer 40k finalmente tradotti in italianoTM

e comunque l'ateismo di stato galattico resta una buona idea (ndr.)
Parlando di gente che non sarà mai considerata l'apice della scrittura, c'è Dan Abnett. Parlando di gente che sa decisamente cosa vuole il suo pubblico di riferimento e come darglielo, c'è Dan Abnett. Dan Abnett è il McDonald's del fantasy (e probabilmente dei fumetti ma non ho esperienze di prima mano in merito). Vuoi un panino? Ti fa un panino. Te lo fa esattamente come ti aspetteresti sia un panino e quando lo mangi ti fa provare esattamente la soddisfazione che volevi avere quando hai deciso "quasi quasi mi faccio un panino".
Io avevo voglia di leggere un libro in cui dei tizi con cannoni al plasma e spade motosega si sparano e fanno a fette a vicenda in un universo in cui l'Imperatore dell'umanità ha deciso che una crociata è esattamente quello che serve per riunire tutti i reami della diaspora galattica e combattere il Caos. E se dobbiamo sacrificare la democrazia e il libero pensiero di tutti gli altri per questo beh, non è che abbiamo scelto il titolo di "Imperatore" perché ci ispiravamo alla divisione dei poteri di Montesquieu. In tutto questo c'è un tizio di nome Horus che sta pensando che forse questa storia della crociata sia un po' eccessiva e che magari si può ottenere gli stessi risultati con la diplomazia. Ma magari sta subendo la corruzione del Caos. O magari è quello che diremo quando verrà represso nel sangue fra tipo, boh, quattro o cinque libri a seconda di quanto va bene la distribuzione.
Volete una storia di fratellanza militare, altamente scenografica, con un sottofondo di critica sociopolitica ma neanche troppo in evidenza perché non vorremmo mai che offuschi la bellezza dei nostri esoscheletri meccanici? Dan Abnett è il vostro uomo. Se invece vi aspettate grandi approfondimenti psicologici siete probabilmente nel posto sbagliato.

Voto: 7,5 Non è alta letteratura e non pretende assolutamente di esserlo. Quello che vuole fare lo fa benissimo.

Dungeon Crawler - Carl aka il libro del videogiocatore, per i videogiocatori, sui videogiocatori
Se un problema non si risolve non hai usato abbastanza dinamite (ndr.)
Tornando invece a parlare di esordienti, Matt Dinniman è quello di noi che ce l'ha fatta e che ce l'ha fatta per la strada più difficile. Nel senso che è un videogiocatore che ha scritto un libro invece di streammare su twitch. O almeno è quello che ho capito leggendo roba sparsa su internet perché è talmente nuovo che ancora non gli hanno fatto una pagina su wikipedia. Libro che poi ha autopubblicato su Amazon e di cui poi ha scritto i seguiti sempre su Amazon per poi essere finalmente notato e comprato da una casa editrice vera. Il classico caso di successo di pubblico prima che di marketing e per questo ci piace.
Dungeon Crawler Carl, parla di un tizio che si sveglia una notte e scopre che il suo pianeta è stato espropriato da una compagnia galattica che crea giganteschi dungeon mortali per mandare avanti uno show televisivo. Il libro è infarcito di citazioni e riferimenti a praticamente qualunque cosa del mondo nerd (e non) contemporaneo e ripropone situazioni che chiunque abbia mai giocato a qualunque cosa riconoscerebbe. Si tratta quindi di notevoli dosi di fanservice, incartate però da una scrittura semplice ma estremamente efficace e da personaggi molto simpatici da leggere. C'è un pochina di ripetitività in alcune situazioni ma dovrei leggere i prossimi libri per capire se è un tratto fisso della scrittura o se è solo una soluzione narrativa coerente col contesto. Per il momento rimane coerente col contesto.

Voto: 8 Scoperta assolutamente notevole e spero solo che il resto dei romanzi venga tradotto a un ritmo decente e che non debba aspettare il 2050 per finire di leggerli.


martedì 27 gennaio 2026

Silksong: due parole conclusive

Verso la fine dall'anno scorso ho finito Silksong. Per farvi capire come l'ho finito, posto un'ingloriosa foto allo schermo in bassa risoluzione e mezza storta perché volevo postarla subito su whatsapp.


No, non sono arrivato al 100% e non ci arriverò mai. Per farlo dovrei fare una serie di cose noiosissime tipo completare il bestiario ammazzando x volte y mob che, no grazie, se volessi fare quest dove si ammazzano cose random pagherei la blizzard per giocare a WoW.
Il mio giudizio sul gioco è 10/10, senza tante storie e voglio spiegare il perché. Prima però una serie di premesse:
a) sono un pc player che gioca prevalentemente con mouse e tastiera e il controller lo uso sporadicamente quindi sono fondamentalmente una pippa al sugo. Se io riesco a fare l'atto 3 ci può riuscire abbastanza chiunque;
b) se aveste dei dubbi su questo punto, basta guardarsi un qualsiasi speedrunner che gioca a Silksong. Niente ti fa capire il tuo posto nella catena alimentare del gaming quanto vedere un tizio che fa in un'ora e senza morire roba che tu ce ne hai messe 20 e riempiendo cimiteri;
c) personalmente i giochi di From Software mi fanno cagare, quindi sono abbastanza l'ultima persona che può essere accusata di amare lo stile di gioco "muori ottanta volte finché non fai il boss";
d) ho due critiche da fare al gioco e le farò, ma voglio prevalentemente rispondere a diverse robe che ho letto in giro e che mi hanno fatto riderissimo. E per fortuna che risponderò qua sopra dove non mi legge nessuno così evito di litigare con la gente sotto i video di youtube che fa tanto 2010.

Le critiche sensate: che sono principalmente due ma anzi in realtà una. La prima che voglio parzialmente ritrattare è quella delle panchine. Parzialmente perché sono ancora convinto che mettere un punto di respawn fuori dall'area dei boss non cambierebbe granché nel flow del gioco. Tuttavia devo ammettere che a parte un paio veramente messe in culo ai lupi (quella prima del Last Judge e quella di Groal... sì, anche quella segreta è comunque in culo ai lupi), tutte le altre sono veramente accessibili. Il fatto che la gente non afferri il concetto di "non sei obbligato ad ammazzare tutte le volte tutti i mob che incontri sulla strada, corri ed evitali" non è una scusante. Tuttavia non mi rimangio la tesi che evitare sta roba sarebbe stato semplicemente un modo di rendere il gioco meno frustrante.
La seconda critica che invece ho sentito poco in giro ma che io invece ritengo essenziale è il fatto che il gioco non espliciti mai come si acceda all'atto 3. Legare un terzo del contenuto del gioco a una quest secondarissima come quella delle pulci la cui importanza non viene mai sottolineata (non esiste neanche un counter evidente che ti faccia vedere quante ne hai già trovate e quante ne devi ancora trovare) è una una minchiata. Capisco che siamo nel 2025 e che internet sia pervasivo, però dire "eh ma tanto guardi le guide su youtube" non è una scusa.
Capisco che sia contenuto endgame riservato a chi vuole veramente impegnarsi. Però almeno chiarire al giocatore che esiste la possibilità di fare altro dovrebbe essere doveroso.

Le critiche non sensate: queste sono quelle che ho letto in giro e che ho ascoltato in ottomila recensioni su youtube e che sinceramente non capisco.
1) la curva ripida - ho sentito gente dire che se non hai giocato a Hollow Knight approcciarsi a Silksong è difficilissimo e impadronirsi del moveset un'impresa. Boh. Non ho giocato a Hollow Knight e mi è sembrato tutto molto immediato. Il gioco ti fa progredire una mossa alla volta, una difficoltà alla volta, con nemici progressivamente più complessi. Sinceramente non ho visto questa ripidità fino all'inizio dell'atto 3. Lì si sente che il livello si è alzato molto ma è l'endgame, me lo aspettavo. Per tutto il resto si tratta di puro addestramento. Impari a fare i salti, impari ad andare a tempo, impari quando scattare, impari ad attaccare con l'angolo giusto. Ogni volta che sbagli e ricominci sei leggermente più bravo della volta precedente e alla fine arrivi a fare robe in cui non avresti mai pensato di riuscire. Capisco che sentirsi dire git gud faccia venire praticamente a chiunque dei giustificatissimi istinti omicidi. Anche perché il 90% delle volte viene detto a cazzo. Però occorre accettare che nessuno nasce con la scienza infusa (per non parlare della coordinazione meccanica) e che l'unico modo di migliorare è provare finché non si riesce. C'è chi la bestia campana (il primo boss vero) riesce a farla al secondo try, chi ce ne mette 6 (come me), chi 15 ma alla fine ce la fai e diventi migliore.
Capiamoci, è legittimo dire "io 80 ore in sta roba non ce le voglio buttare". Va benissimo. Io ho aperto Elden Ring e dopo mezz'ora mi sono detto ma sai che io non ho assolutamente voglia di perdere tempo su sta roba? e ho disinstallato. Quello che non capisco è la critica "il gioco è troppo difficile". Raga, non vi ha ordinato il dottore di giocare a Silksong. Giocate ad altro. Oppure mettete la mod che riduce i danni però io ve lo dico: non saranno i danni il problema. Ci sono pezzi di parkour in cui dovrete premere il tasto giusto al momento giusto per una settantina di volte di fila. Se riuscite a fare quelli potete imparare anche a fare i boss col doppio danno e se non riuscite a fare quelli il gioco comunque non lo finite.
2) i doppi danni: sarà che non ho giocato a hollow knight e quindi non ho avuto lo shock che a quanto pare ha devastato molti OMMIODDIO I MOB TOLGONO DUE PUNTI VITA. Sinceramente non ho capito il punto. Hai 5 maschere, quindi puoi farti colpire 3 volte prima di morire. Se ti curi ne recuperi 3, che ti permettono di farti colpire un'altra volta. Piano piano guadagni altre maschere. Che cambiava se (come ho capito funzionasse HK) i mostri avessero tolto 1 di vita partendo con 3 punti? Evidentemente la difficoltà del gioco è settata in quel modo. Cioè, io capisco la rottura di cazzo di vedere un boss che ti cade addosso e ti fa due danni. Pure io ho bestemmiato l'intero calendario quando mi interrompevano una cura e la perdevo prendendo pure i danni. Però sono le regole del gioco. I boss sono un'altra cosa da schivare. Le cure le devi fare al momento giusto. Se sbagli sei tu che sbagli, non il gioco.
3) non ti ricompensa abbastanza: questa è la roba che mi ha fatto più ridere perché è stato detto in associazione alla cosiddetta path of pain. Si tratta di un pezzo di parkour difficilissimo in endgame che non ti permette di accedere ad abilità aggiuntive ma solo a un pezzo di lore del mondo. Mi ha fatto ridere perché è stata la parte che ho amato di più del gioco.
Ci sono altri due pezzi di parkour di difficoltà simile: la salita al Monte Fato e la risalita con la lava nei Campi Ermi. Personalmente le ho odiate per via del fattore tempo. In entrambi i casi eri spinto (dal freddo e dalla risalita della lava) ad andare di fretta. La risalita verso la superfice invece è stato un momento quasi zen. Musica calma, colori tenui, niente che cerca di ammazzarti. Sei solo tu che devi fare il salto giusto al momento giusto avendo tutto il tempo del mondo per pensarci. Nessun elemento randomico: il giocatore è lasciato a se stesso e alla propria abilità raggiunta (e da raggiungere). Quando sono riuscito a farcela mi sono sentito semplicemente in pace. Era il punto più difficile del gioco, assolutamente secondario, assolutamente non necessario e lo avevo fatto. Andava bene così.

Al di là di tutte le critiche, Silksong è il videogioco che ti diverte al punto da invogliarti a diventare bravo. Questo per me è da 10/10.

In questo periodo ho giocato anche a Clair Obscur - Expedition 33. Forse farò un post in merito perché c'è una cosa che voglio dire ma anticipo il giudizio finale. Expedition è un piccolo capolavoro. Per la storia, la parte visiva e la colonna sonora assolutamente fuori di testa. Per questi motivi e per essere probabilmente l'inizio di un nuovo franchise storico (per dirla come va detta: per essere il nuovo Final Fantasy) ha vinto il goty e una valangata di altri premi. Se avessi dovuto scegliere io: gli avrei lasciato tutti gli altri premi e probabilmente anche un Oscar per la migliore sceneggiatura, ma il goty lo avrei dato a Silksong. Expedition è un'opera d'arte ma come gioco Silksong è superiore.

giovedì 15 gennaio 2026

mercoledì 24 settembre 2025

SWJ : Survivor - "meh"

 All'incirca due anni e mezzo fa scrivevo questo post sulla mia soddisfazione per aver giocato a Star Wars Jedi : Fallen Order. Oggi ne scrivo un altro per dire quanto il sequel mi abbia fatto cagare. Parliamo di Star Wars Jedi : Survivor e concludiamo così la serie pezzi accumulati nella pausa estiva.

La qualità del railroad dipende dal paesaggio (ndr.)
Devo dire che ero in parte stato messo sull'avviso perché avevo visto un punteggio di 8,5/10 di alcuni recensori. La critica dei videogiochi online solitamente rispetta questi criteri:
10/10 - potrebbe essere un capolavoro ma più probabilmente ci hanno pagato per parlarne bene;
9,5/10 - è un capolavoro ma non ci hanno pagato affatto;
9/10 - buon gioco ma niente di eccezionale
8,5/10 - fa cacare ma ci hanno pagato;
8/10 - fa cacare ma se diamo meno poi si vede troppo la differenza con chi ci ha pagato.

Quindi, cosa è cambiato per farmi passare da "wow, non vedo l'ora che esca il sequel" a "sì ma che palle però"?
Tendenzialmente niente e questo è solo una parte del problema.

1) Il gioco conserva la sua struttura estremamente lineare in cui la main quest ti porta in giro in una serie di corridoi in cui fare platform e combattere nemici random. Con la differenza che qui è tutto estremamente facilitato e semplificato rispetto a FO. C'è una strada da seguire, una serie di salti da fare, un approccio da tenere, un oggetto da muovere/controllare con la forza in ogni singola situazione. Nessuna variazione è permessa, nessuna strada secondaria è prevista. O fai quello o rimani bloccato. E il gioco è talmente terrorizzato dall'eventualità che tu possa bloccarti che rende ULTRAEVIDENTE ogni singolo passaggio. Ci sarebbe pure l'opzione per farti vedere evidenziati gli oggetti da muovere ma anche se la tenete disattivata non è che cambi molto. L'intero gioco è una serie di grossi cartelli giallo fosforescenti che urlano continuamente DEVI ANDARE DI LÀ IDIOTA e i puzzle prendono ispirazione evidente dalle istruzioni dell'ikea per montare le librerie billy. Se segui esattamente i passaggi elencati, alla fine il tuo mobile è pronto.

2) ma ci sono le aree da esplorare open map! - che il gioco ti incoraggia ad esplorare con lo stesso entusiasmo che potresti riservare a una visita dal dentista. Esistono le casse che ti danno roba estetica per te, la spada laser o il robottino. Esistono dei dischi dati che puoi scambiare in un negozio con roba estetica per te, la spada laser o il robottino. Esistono minerali che puoi scambiare in un altro negozio con roba estetica per te, la spada laser, o il robottino. Esistono delle piante che puoi raccogliere e mettere in un giardino. E NESSUNA di queste cose ha UNA MINIMA IMPORTANZA per il gameplay. Sinceramente non ho idea di chi sia il target di sta roba. Magari i collezionisti di skin di league of legends ma devi davvero davvero davvero essere tanto infognato su Star Wars per metterti a caccia della skin di Cal Kestis col pizzetto.
La cosa bella è che c'è gente là fuori che ha criticato Hogwarts Legacy perché nel senso, alla fine le piante che facevi crescere nel tuo laboratorio non è che servissero poi così tanto in combattimento. Ne potevi anche fare a meno. Ecco, qui proprio non servono a un cazzo del tutto. Però le puoi disporre in modo geometrico.
C'è una quantità enorme di cose nel gioco che sta là solo a fini puramente estetici. E non sarebbe neanche un male se non che la domanda viene spontanea: ma con tutto l'impegno che avete speso per mettercela, non potevate renderla anche minimamente rilevante?

3) Le quest secondarie - che fanno cacare sotto due aspetti. Il primo è quello della scrittura. La trama principale è una corsa contro il tempo per risolvere enigmi e inseguire gente. Le secondarie sono al livello di "una volta mio cugino minatore si è perso in quella caverna in culo al mondo dove la gente muore di continuo, non è che ci potresti andare a dare un'occhiata?" Mi spiegate perché CHIUNQUE dovrebbe essere interessato? Ma sto qui a combattere l'Impero diosanto, chiedilo alla municipale di cercare tuo cugino, no? Ogni personaggio secondario è noioso e inutile, ogni quest secondaria è totalmente avulsa dal contesto e poi c'è la mappa. Non so chi, nel team di sviluppo, abbia avuto l'idea geniale: sai cosa sarebbe veramente molto figo? Mettere un segnalino per dire che genericamente in quella parte della mappa c'è una quest secondaria però non dare nessun indizio su chi sia il quest giver! E poi le mettiamo quasi tutte nel bar dove si riunisce l'INTERO PIANETA! Non è divertente che ogni volta il povero stronzo debba parlare con diciotto persone anche solo per capire a chi rivolgersi? però lasciatemi dire che deve essere sicuramente un cazzo di genio.

4) Le nuove meccaniche - che di base sarebbero anche interessanti. Lo scatto aereo, il rampino, i palloni areostatici che ti fanno saltare, il minerale distruggibile, la scossa elettrica del robottino e via dicendo sono tutte aggiunte al gioco iniziale che dovrebbero permettergli di dare nuovi sviluppi. Il problema è che vengono introdotte con lo stesso approccio che domina la mappa. In altre parole non sarebbe neanche troppo fastidioso che il gioco ti prenda per mano e ti spieghi la nuova mossa trattandoti come un deficiente. Quello andrebbe anche bene. Il punto è che la nuova meccanica viene introdotta e, da quel momento in poi, userai SOLO QUELLA per almeno quarantacinque minuti di platform. Cazzo quanto è divertente.

5) E poi c'è la trama - che alla fine è il vero problema. Perché neanche Fallen Order era questo capolavoro di game design. Si apprezzava, specialmente se eri un po' acerbo delle meccaniche dei soulslike, perché era un gioco semplicemente meno oppressivo ma non era proprio quello il suo punto forte. La parte bella era la trama che presentava il classico cammino dell'eroe. Conoscevamo Cal, i suoi traumi, i suoi rancori, la lotta per la sopravvivenza e il superamento delle sue paure. Era tutto molto semplice ma estremamente sentito.
Qui c'è una corsa dietro a dei McGuffin la cui importanza è, diciamocelo, abbastanza dubbia. C'è questo pianeta raggiungibile attraverso una bussola su cui i nostri eroi potrebbero rifugiarsi rendendolo una base antimperiale. E questa è tipo la cosa di cui ci dovrebbe fregare di più e che sta all'incirca al livello di "pretesti che ci inventiamo per convincerci ad andare in palestra". Poi ci sono i patemi d'animo di un jedi passato al lato oscuro, di cui ci frega all'incirca quanto della vera origine del pistacchio di Bronte. Da ultimo c'è Bode che è un personaggio secondario introdotto in Survivor che fa da spalla al protagonista e che ha scritto in fronte in realtà sono un traditore nonché il plot twist finale della storia dal minuto uno. E noi viviamo queste 25 ore di gioco con la consapevolezza che NIENTE DI QUELLO CHE FACCIAMO ha la benché minima importanza visto che tanto Bode ci fregherà MANDANDO TUTTO A PUTTANE nell'atto finale. Cosa che quanto meno ci permette di prenderci un attimo di soddisfazione quando alla fine lo ammazziamo. Morte che, nel senso, è totalmente inutile, pretestuosa e assolutamente non necessaria, ma che almeno ci regala un momento di gioia nella noia totale della trama. Almeno quella. Gioia che è però un po' sporcata dal fatto che ammazzare quello stronzo richiede oggettivamente il triplo della fatica che ci è costato menare Darth Vader. Ma vaffanculo Bode.

Bonus point: il tizio che ha pensato: sai cosa sarebbe molto divertente? Introdurre uno stile con pistola in un mondo che deriva la sua figaggine al 98% dall'essere scherma giapponese ma con lame di energia. Sicuramente saranno tutti interessatissimi deve essere lo stesso che ha ideato l'indicatore delle quest. Spoiler: no, non ce ne frega un cazzo delle pistole.

Giudizio finale:
Ci sono le spade laser e almeno i combattimenti sono carini. Basta per la sufficienza ma non per altro.

venerdì 19 settembre 2025

Ricordarsi che Cipolla ha sempre ragione

Stavo scrivendo un lungo post su chatgpt e altri LLM (large language models). Arrivato a mezza pagina ho cancellato tutto perché già mi stavo allontanando dal tema. Che non è spiegare come funzionano i LLM ma come funzionano gli esseri umani. Quello che voglio dire è che se leggete articoli come questi:



e pensate che i pc siano pericolosi e occorra mettere leggi severissime per proteggere le persone, vi state semplicemente sbagliando. Perché? Esaminiamo le storie:
1) tizio randomico legge da qualche parte che il sale fa male alla salute e chiede a chatgpt come sostituirlo nella sua dieta. Il bot suggerisce il brumuro di sodio. La sostanza è effettivamente un sale, appare bianca come il sale e una volta veniva usato anche come sedativo, prima di scoprire che fosse debolmente tossica. Oggi viene utilizzato prevalentemente come disinfettante nelle piscine. Il tizio mangia bromuro di sodio per tre mesi e poi corre in ospedale con sintomi di avvelenamento.
2) tizio di 76 anni entra in una chatbot di meta, fa roleplay con un'AI che impersona una tizia, si autoconvince che sia una persona vera e muore di infarto mentre è in gita per andare a trovarla.
3) operatore di borsa si infogna nelle teorie del complotto e sottopone a chatgpt l'idea di trovarsi all'interno di Matrix. Insiste talmente tanto intimando al bot di "dirgli la verità!!!" che alla fine quello gli suggerisce di buttarsi dal diciannovesimo piano di un palazzo e vedere se il marciapiede ha le sue stesse opinioni riguardo alla mancanza di solidità del mondo esterno.

Queste tre storie sono importanti perché sono esemplificative di due delle "leggi fondamentali sulla stupidità umana" enunciate dal purtroppo non sempre conosciuto prof. Carlo Cipolla nel 1976.
Seconda legge: "La probabilità che una determinata persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa" - come vedete è del tutto indifferente essere operatori di borsa laureati, pensionati sull'orlo della demenza senile o lavoratori della middle class in cerca di uno stile di vita più salutare: gli stupidi sono ovunque.
Terza legge: "Una persona stupida è quella che provoca danni a un’altra persona o gruppo senza ottenere benefici per se o addirittura danneggiando se stessa": una persona stupida finirà sempre per fare male agli altri o a se stessa, a prescindere dei mezzi usati, dalle condizioni esterne o dal contesto in cui si colloca. Non può farne a meno: è stupida.

Questo tipo di utilizzi di chatgpt sono uno dei cosiddetti "problemi del primo mondo". Si tratta cioè di quei problemi che i paesi avanzati che stanno benissimo si inventano perché non ne hanno altri più seri da affrontare (o perché non hanno voglia di farlo). Un altro esempio è la necessità (fin qui tutta americana) di scrivere molto in evidenza su bicchieroni di cappuccino "attenzione: contiene una bevanda molto molto calda", per avvertire i clienti che hanno appena comprato una bevanda molto molto calda e che possono percepire attraverso il senso del tatto che sia molto molto calda, quanto la loro bevanda sia molto molto calda. La realizzazione della tautologia sul Piano Materiale Primo.

Cosa voglio dire? Che è del tutto indifferente cosa stiamo dando in mano alle persone. Se siete talmente stupidi da acquistare sostanze chimiche e mangiarvele dopo aver letto robe su internet, se riuscite ad autoconvincervi che l'AI con cui state chattando sia una persona vera, se riuscite a negare i vostri sensi e pensare che la realtà che vi circonda sia illusoria: il problema non è chatgpt. Certa gente si fa male semplicemente perché è troppo stupida per evitarlo e per quanto si possa tentare di rendere il mondo a prova di idiota, gli idioti tenderanno sempre a stupirvi riuscendo a farsi male lo stesso perché, quarta legge: "le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide".

La verità è che l'occidente rappresenta il modello sociale più sicuro mai creato sulla faccia della terra e comunque la gente continua a farsi male lo stesso, da sola. Non saranno le AI a metterci in pericolo: ci riusciamo benissimo da soli.

mercoledì 17 settembre 2025

Reiterare meccaniche stupide

Velocissimo post per dire che, come metà dell'emisfero occidentale che fa implodere i server di steam, pure io mi sono infognato su Hollow Night : Silksong.
Non per le meccaniche, che pure sono piacevolissime da giocare e mi hanno fatto riprendere in mano un platform dopo quindic'anni, non per l'ambientazione, che pure è interessante, e neanche per la colonna sonora, che come giustamente ha detto qualcuno è bellissima da ascoltare se riesci a smettere di bestemmiare un attimo per sentirla, ma per la pura e semplice bellezza grafica del prodotto. E chi ha disegnato questa roba, nella sua semplicità, è un cazzo di genio del design:

Ciò detto, ho una sola lamentela da fare a Team Cherry e provvedo subito a farla. Premessa: io capisco assolutamente l'introduzione nel gioco di punti di salvataggio unici. Alla fine sono una componente dei platform dai tempi di Super Mario World e la consapevolezza di poter perdere tutto quanto guadagnato con un salto o combattimento errato e il doversi rifare la strada da capo per andarsi a riprendere le risorse perdute sono un fattore che invita alla cautela e crea tensione. Da questo punto di vista non sono neanche d'accordo con chi dice che hanno copiato le meccaniche dei focolari dei souls. Anzi, da un certo punto di vista è il contrario: sono i souls che sono l'ultima evoluzione di un sistema di gioco a esplorazione che esiste da praticamente sempre. Quindi è ok, ci sta tutto.
Quella che invece è UN'IMMANE ROTTURA DI COGLIONI è il doversi rifare tutta la strada da capo ogni volta che muori contro un boss. Mi spiego meglio: i boss, anche quelli non complessissimi, prevedono quanto meno di essere visti un paio di volte per capire cosa fanno e come si muovono. Poi certo, per VOI questo non vale. VOI avete i tempi di reazione di una mosca in volo e la capacità di elaborazione mentale di Stephen Hawking unita alla velocità di esecuzione di un undicenne koreano che gioca a Starcraft, ma per tutti noialtri COMUNI MORTALI, che siamo tipo il 98% dell'utenza e quindi all'incirca l'obiettivo dei game designers, il gioco prevede proprio per la sua natura una certa quantità di trial and error.
Quindi, mi chiedo, se la morte non è una variabile dovuta alla disattenzione/errore meccanico ma una componente inevitabile legata alla mancanza di conoscenza di quelle particolari meccaniche, che senso ha mettere la punizione del tragitto da rifare? Non rende più interessante il gioco, non aumenta la tensione, è solo un'immane rottura di cazzo che allunga i tempi senza nessun effetto pratico. L'esplorazione l'hai già fatta. Alla stanza del boss sei già arrivato e non devi accumulare risorse per affrontarlo. Rifare la strada da capo dalla più vicina panchina è solo una perdita di tempo.
Mancassero le possibilità tecniche capirei, ma non ci vuole nulla a introdurre un punto di salvataggio automatico dopo la prima sconfitta e a farti respawnare poco fuori dall'area del Boss. In quel modo si lascia al giocatore la possibilità di scegliere se riaffrontarlo subito o magari fare altro, invece di condannarlo a prescindere a rifarsi i chilometri per tornare nel medesimo punto e così via per altre diciotto volte.
Che senso ha? A parte allungare il brodo rompendo il cazzo intendo. E a parte far felici tutti i masochisti cronici che godono a vedere la propria vita e il proprio tempo stuprati da una meccanica del cazzo.

Per tutto il resto Hollow Knight : Silksong è una figata. Giocatelo. 9/10

giovedì 11 settembre 2025

Rimanere tranquilli vedendo gente sui tetti negli USA

Ieri è successa una roba negli Stati Uniti su cui non ho molto da dire ma che voglio comunque lasciare qua a futura memoria. In pratica hanno sparato a un tizio su un palco. Quindi un classico mercoledì negli States. Stiamo parlando di Charlie Kirk.

Foto in attività del tizio in questione
Se non siete americani difficilmente conoscerete Charlie Kirk a meno che non siate molto addentro a certi circuiti. Eppure è stata una figura di spicco della campagna elettorale che ha portato Trump dove sta adesso. È stato anche uno dei principali protagonisti di Turning Point USA che potremmo definire, in modo estremamente brutale, come "il movimento studentesco della destra" nei campus americani. Tutto questo ve lo sto dicendo praticamente copiaincollando da altri siti, visto che personalmente l'ho conosciuto il mese scorso.

Il come l'ho conosciuto merita una parentesi. Il fatto è che ultimamente mi sto appassionando di pittura tecnica ad acquerello. Questo fa sì che durante i tempi morti a lavoro, apra youtube e veda video. Sul pc di lavoro ovviamente non sono loggato col mio account personale e quindi il feed è molto meno impostato sulle mie preferenze abituali. Capita poi che uno dei miei colleghi faccia anche lui la stessa cosa ma guardando praticamente soltanto Judge Judy (che non vi spiegherò cos'è altrimenti non la finiamo più) e altra roba targata USA. Capita quindi che l'algoritmo di youtube sul pc di lavoro sia spesso "un po' confuso" e ci proponga video randomici. Fra gli altri, a un certo punto sono spuntati gli shorts di questo tizio.
Nel senso, capisco l'algoritmo eh. Ti vedi questo utente che passa da video di ultrasessantenni che dipingono paesaggi a roba in cui un giudice in toga bastona inquilini che non pagano l'affitto e dici: mmmmm questo potrebbe essere interessato a roba di estrema destra. Proponiamogli propaganda MAGA!.

Da qui arriva la mia conoscenza di base di Kirk che per quanto ne sapevo fino a ieri era: "il tizio che risponde a studenti americani di sinistra stupidi con argomenti altrettanto stupidi". Per farvi capire, l'interazione base di ogni video che lo riguarda è:
StudenteUniversitariodiSinistra - il capitalismo fa schifo!!
Kirk - il capitalismo ci ha dato la lavatrice e l'automobile
StudenteUniversitariodiSinistra - ma fa anche cose brutte!
Kirk - ma anche il comunismo e il comunismo non ti dà la lavatrice
StudenteUniversitariodiSinistra - OMG non ci avevo mai pensato, OMG mi hai asfaltato
>>> momento di silenzio pensoso

Diciamo che, per come la vedo io, più che essere propaganda di destra era un servizio giornalistico su quanto stanno messe male le università USA. Che saranno pure il vertice della cultura occidentale ma evidentemente sfornano gente incapace di avere un dibattito a livello "conversazione da ubriachi da pub il venerdì sera alle tre di notte". E dire che il dibattito dovrebbe essere parte integrante di quel mondo.

Comunque, tornando al defunto Mr. Kirk, vorrei proporre una piccola selezione di sue citazioni degli anni passati. Una specie di testamento spirituale:
“I think it’s worth it. It’s worth to have a cost of, unfortunately, some gun deaths every single year so that we can have the Second Amendment to protect our other God given rights. That’s a prudent deal. It is rational. [...]So then how do you reduce? Very simple… I don’t know. How did we stop shooting at baseball games? ‘Cause we have armed guards outside of baseball games. That’s why.” 

“We need to be very clear, you are not going to get gun deaths to zero,” he said. “It will not happen. You can significantly reduce them, by having more fathers in the home, by having more armed guards in front of schools. We should have a honest and clear reductionist view of gun violence, but we should not have a utopian one.”

Queste sono quelle che troverete ovunque (rilasciate ad una conferenza di aprile 2023). Io però vi vorrei proporre l'intero testo che mi sembra molto più calzante ed esplicativo non solo del personaggio ma dell'intero tessuto sociale che gli sta dietro.

The Second Amendment is not about hunting. I love hunting. The Second Amendment is not even about personal defence. That is important. The Second Amendment is there, God forbid, so that you can defend yourself against a tyrannical government. And if that talk scares you — "wow, that's radical, Charlie, I don't know about that" — well then, you have not really read any of the literature of our Founding Fathers.
Number two, you've not read any 20th-century history. You're just living in Narnia. By the way, if you're actually living in Narnia, you would be wiser than wherever you're living, because C.S. Lewis was really smart. So I don't know what alternative universe you're living in. You just don't want to face reality that governments tend to get tyrannical and that if people need an ability to protect themselves and their communities and their families. 
Now, we must also be real. We must be honest with the population. Having an armed citizenry comes with a price, and that is part of liberty. Driving comes with a price. 50,000, 50,000, 50,000 people die on the road every year. That's a price. You get rid of driving, you'd have 50,000 less auto fatalities. But we have decided that the benefit of driving — speed, accessibility, mobility, having products, services — is worth the cost of 50,000 people dying on the road. So we need to be very clear that you're not going to get gun deaths to zero. It will not happen. You could significantly reduce them through having more fathers in the home, by having more armed guards in front of schools. We should have a honest and clear reductionist view of gun violence, but we should not have a utopian one. You will never live in a society when you have an armed citizenry and you won't have a single gun death. That is nonsense. It's drivel. But I am, I, I — I think it's worth it. I think it's worth to have a cost of, unfortunately, some gun deaths every single year so that we can have the Second Amendment to protect our other God-given rights. That is a prudent deal. It is rational. 
Nobody talks like this. They live in a complete alternate universe. So then, how do you reduce? Very simple. People say, oh, Charlie, how do you stop school shootings? I don't know. How did we stop shootings at baseball games? Because we have armed guards outside of baseball games. That's why. How did we stop all the shootings at airports? We have armed guards outside of airports. How do we stop all the shootings at banks? We have armed guards outside of banks. How did we stop all the shootings at gun shows? Notice there's not a lot of mass shootings at gun shows, there's all these guns. Because everyone's armed. If our money and our sporting events and our airplanes have armed guards, why don't our children?"

 Se lette superficialmente le citazioni estrapolate possono sembrare un'espressione di insensibilità verso specifici fatti drammatici (le sparatorie nelle scuole). Il testo intero invece mostra un pensiero più profondo in cui si accettano le uccisioni come mero effetto collaterale dell'avere una cittadinanza pesantemente armata cosa che, nella visione del mondo di Kirk, è una garanzia di democrazia e libertà.

Di fronte a tali convinzioni, mi sento sinceramente di chiosare solo su un paio di punti:

1) Vorrei semplicemente far notare che il mondo utopico di Narnia è letteralmente l'Europa occidentale. O il Canada. Capisco che negli USA la geografia sia poco praticata ma letteralmente i loro vicini di casa poco più a nord hanno la libertà, la democrazia e sicuramente non hanno un governo tirannico che li opprime... senza le sparatorie nelle scuole. È impressionante come Kirk potesse accusare i suoi interlocutori di vivere a Narnia quando lui stesso viveva in un mondo distopico in cui l'unico argine alla deriva dittatoriale del governo (con a disposizione armamenti nucleari, flotte di portaerei, caccia stealth, carri armati e via dicendo) era costituita dalle pistole dei privati cittadini. Un mondo in cui si era perennemente sull'orlo di una nuova rivoluzione francese in cui, ovviamente, noi siamo sempre dalla parte del popolo oppresso. Non capita mai di considerarsi i Luigi XVI della situazione.

2) Sinceramente non capisco di cosa stiano parlando quelli che lo chiamano martire. Nella visione del mondo di Kirk, la sua morte è esattamente quello che deve accadere quando il sistema funziona perfettamente. La diffusione delle armi da fuoco è ciò che garantisce al singolo cittadino, quando sente violata la propria libertà, la possibilità di farsi giustizia da solo ribellandosi alla società che lo circonda. Qualcuno ha evidentemente sentito la propria libertà violata dall'attività politica di Kirk, ritenendo quello di Trump un governo tirannico, ergo ha preso le armi e ha risolto il problema. Esattamente quello che Kirk sosteneva.

Spero che i sostenitori di Kirk siano felici. Il loro eroe è morto nel mondo in cui è vissuto. Mica a Narnia.

giovedì 17 luglio 2025

C'ho i mutandoni rossi e allora? Superman 2025

 In realtà non ho molto da dire ma siccome sono stato al cinema e ne parlo da ieri sera, tanto vale scrivere my2% anche qua.
Guarda Crypto: un film della DC decente (ndr.)
A dirla tutta preferirei andare dritto al punto ma facciamo una carrellata veloce di tutte le altre questioni che stanno facendo parlare di sta roba l'internet italiano:

La parte politica - c'è un sacco di gente che esulta perché la trama ruota intorno a un dittatore con l'accento russo e i tratti vagamente est europei, alleato con gli Stati Uniti, che vuole invadere uno stato confinante abitato da gente para-islamica vestita di stracci in combutta con un miliardario ipertecnologico (Lex Luthor) con forti entrature nel governo. E Superman li ferma. Quindi se li guardate da ultrasinistra si tratta di una evidente metafora di Israele che massacra i palestinesi. Se invece li guardate da leggermente più a destra (tipo dalle parti del PD e di Calenda), l'accento russo è un chiaro riferimento a come Putin stia invadendo l'Ucraina in combutta con Trump, che è di fatto un suo alleato. Se vi spostate ancora potreste addirittura sostenere che Lex è Musk e che Superman sia Trump che vuole mettersi in mezzo ai litiganti e fermare le guerre e via dicendo. Quindi beh, se chiedete a me, al 95% sono effettivamente convinto che Gunn volesse parlare di Israele e criticasse il fatto che gli USA alimentassero le guerre invece di fermarle. Però sono anche abbastanza sicuro che il film sia confezionato in modo abbastanza indiretto da poter essere letto bene da praticamente ogni lato dell'arco costituzionale italiano & americano, cosa che lo rende, spiace dirlo, un tantino paraculo. Amen.

La messa in scena - anche qui c'è molto dibattito perché il film è stato descritto da quasi chiunque come "molto fumettoso". Cosa che è stata accolta in modi diametralmente opposti. C'è chi ha apprezzato, c'è chi no. Io mi schiero col sì e spero che la nuova gestione DC metta al bando le tutine nere, i filtri blu-grigi e la desaturazione delle immagini PER SEMPRE. Non abbiamo bisogno di altre Snyder cut da queste parti, grazie.
Il film è ipercolorato. Non chiassoso e non volgare, ma certamente è dall'altra parte dello spettro rispetto ai cinecomics "realistici" derivativi dal filone di Nolan. E grazie a Dio.

Tutta la roba social - Metropolis è ambientata in un mondo molto contemporaneo in cui i giornali sono ormai solo sul web, la gente si fa selfie ovunque, la popolarità è tutto, la voce sbagliata rischia di comprometterti la carriera per sempre e Lex Luthor addestra scimmie a scrivere post di insulti su twitter. Tutto molto metaforico e non c'è dubbio che Gunn ci abbia messo del suo (visto che di tweet che ti compromettono la carriera ne sa qualcosa). Rischia di essere a volte un tantino eccessivo? Sì. Ma è proprio il film che è eccessivo di suo, quindi ci sta.

Minchia ma è pieno di roba - decisamente sì. Dagli universi tasca alla clonazione di metaumani, dai biochip per il tracciamento ai cattivi fatti di minirobot che assumono forme diverse, dai kaiju presi a pugni ai cani volanti che fanno i sidekick, il film è pieno di supercazzole incredibili che se fossero in mano a chiunque non fosse Gunn manderebbero la sceneggiatura in vacca in tempo 0. Però Gunn riesce a tenere insieme tutto con una discreta scioltezza. Discreta, non assoluta. Perché in un paio di punti le minchiate stridono tantissimo e ci ritroviamo proprio sull'orlo del rifiuto ma poi no, ci fermiamo giusto un paio di centimentri prima dell'abisso.

I combattimenti - che sono belli. Il cinema di Gunn ha sempre scene di azione molto pulite, molto leggibili, con un sapiente uso delle inquadrature. Non parliamo del piano sequenza di Guardiani della Galassia 3, probabilmente miglior scena di combattimento di sempre, ma ci sono momenti molto carini anche in questo film. Mr. Terrific vs soldati con pov su Lois inscatolata se la gioca con tanta roba. Quindi bello. Se vi piacciono i film in cui i cazzotti sembrano dati sul serio, questo è il film che fa per voi.

Lex Luthor - Nicholas Hoult nella parte a me è piaciuto un casino. C'è chi dice che è troppo giovane ma c'è anche chi dice che la Pepsi sia migliore della Coca Cola, quindi beh. È un cattivo estremamente intelligente, uno di quei cattivi che in genere non puoi permetterti di scrivere perché c'è il rischio che vincano. E qui infatti non riesce a vincere solo per colpa di un cane e i cani piacciono a tutti quindi ci sta. Ben scritto, ben caratterizzato, con motivazioni semplici ma che funzionano e che in linea di massima non si preoccupa di dipingersi meglio di quello che è. In un mondo in cui tutti i cattivi hanno diciotto infanzie tragiche alle spalle che li hanno resi quello che sono e ci tengono veramente tantissimo a raccontartele, Lex è un bastardo consapevole di esserlo e che se ne vanta 24/7. Ne facessero altri così.

Detto tutto questo, arriviamo al punto del discorso di cui parlavo all'inizio che rende questo film, a occhio, la cosa migliore su Superman mai uscita da quando non siamo più bambini e da quando l'avanzamento tecnologico ha reso i film di Christopher Reeve purtroppo estremamente datati. Metto subito le mani avanti: io adoro Cavill. Mi piace come attore, adoro il fatto che sia un nerd e ha tutta la mia solidarietà per come debba sicuramente tenere ogni giorno lontane le donne con un bastone. Però il suo non era Superman. O almeno non era il mio Superman. Ci sono due scene che per me valgono il film e sono:
- Il Kaiju. C'è questo mostro enorme sguinzagliato per Metropolis che sputa fuoco e distrugge edifici che Superman affronta a pugni. Poi arriva la justice league (o gang o come la vuole chiamare Gunn) che interviene cercando il modo più diretto di ammazzarlo e risolvere la situazione. E per tutto il tempo Superman continua a salvare TUTTI. Porta via i bambini dal parco giochi, scherma le persone dentro i palazzi, evita che il Kaiju cada sugli edifici e contemporamente continua a insistere che sarebbe veramente una bella cosa se riuscissero a capire come portare via il mostro vivo per metterlo in una specie di zoo spaziale o qualcosa del genere. E a un certo punto salva uno scoiattolo, a caso.
- Il palazzo che cade. A un certo punto una spaccatura dimensionale (sì, c'è anche questo), crea un'enorme crepa nella realtà che fa cadere i palazzi di Metropolis uno sull'altro tipo domino. Un palazzo enorme sta cadendo su una signora che cerca di fuggire in macchina. Superman arriva e blocca la caduta il tempo necessario a farla andare via.

Ecco, se questo pezzo deve servire a qualcosa vorrei che servisse a farvi capire come queste due scene rappresentino una negazione del modo di fare cinecomics degli ultimi vent'anni e in parte un ritorno alle origini. Il punto è che niente di tutto quello che si vede sullo schermo è realistico. Prendiamo Invicible che è un ottimo ribaltamento di tutte le scene supereroistiche classiche. Robert Kirkman presenta la stessa identica situazione con Mark che tenta di tenere in piedi un edificio che cade. E siccome è un fumetto che punta al realismo, a dirti "guarda cosa succederebbe davvero se un tizio come Superman facesse questo tipo di cose", il palazzo ovviamente si sgretola. Cade a pezzi attorno a Mark e tutte le persone all'interno muoiono e lui non riesce a salvare nessuno. Tutti i film di supereroi negli ultimi vent'anni sono abbastanza in questa prospettiva. I civili muoiono, non c'è modo di proteggerli tutti e alla fine, per quanto l'eroe si sforzi, comunque alla fine qualche innocente ci rimette la pelle. Il pubblico è talmente abituato a questa cosa che ormai i registi non presentano neanche più il tema. Negli ultimi film DC in cui compariva Superman gli eroi facevano a botte fra i palazzi e non che in astratto non gli importasse della gente che ci capitava in mezzo o che non tentassero di dare una mano. Però dura lex sed lex.

Il Superman di Gunn è invece il Superman della mia infanzia. Quello che davvero, davvero, davvero tenta di salvare TUTTI. Anche i cattivi, anche gli scoiattoli, anche gente che porca puttana c'è un cazzo di mostro gigante sputafuoco ma mica andiamo via dal parco giochi a dieci metri distanza. E che generalmente ci riesce pure perché ehi: è Superman. E quindi se un palazzo sta cadendo e una signora rischia di essere schiacciata e Superman afferra il palazzo, il palazzo ci fa il santissimo piacere di RESTARE CAZZO INTERO CAZZO finché la signora non si è messa in salvo. Perché l'ha afferrato Superman e per lui le leggi della fisica si spostano un attimo e lasciano che la gente ne esca viva, grazie.
Questa è la cosa che ho apprezzato di più del film e che sinceramente me lo avrebbe fatto piacere anche se non fosse stato diretto così bene e nonostante un paio di momenti veramente cringissimi che comunque sono presenti. Il fatto che Superman non sia più un personaggio grigio, pieno di lati oscuri, buono ma comunque con un passato tragico che vena di malinconia ogni momento della sua vita. Superman è tornato un ragazzone cresciuto nell'Illinois (o di un qualunque altro posto di campagna USA) da una brava famiglia che gli ha insegnato a fare la cosa giusta. Che si è ritrovato con poteri incredibili e che li usa per fare del bene senza preoccuparsi troppo. Non il più sveglio della cucciolata ma innocente, ottimista, coraggioso, pieno di speranza. Porca puttana Snyder, come sei riuscito a prendere un personaggio che era letteralmente la manifestazione del FOTTUTO SOLE e renderlo un'emo sull'orlo della crisi di nervi? Come?

Superman è tornato. Ed è quello vero. Grazie.

venerdì 11 luglio 2025

Talmente bello che mi ha rotto i coglioni: The Bear 4

 Questa non è una recensione negativa: è l'espressione di un disagio. Il mio. Parliamo della quarta stagione della serie di disney channel, The Bear.

The same of the same (ndr.)
Cercherò di essere breve perché non ho intenzione di analizzare la stagione quanto esprimere un sentimento. La premessa è che gli attori sono adorabili, i dialoghi ben scritti, ai personaggi è impossibile non affezionarsi e che la regia, per essere una roba ambientata per il 90% fra quattro mura e avendo al centro quasi solo gente che parla in piano medio, è sempre molto ispirata.
Detto questo, mi rivolgo direttamente agli sceneggiatori per far notare che, raga, ci avete rotto i coglioni. C'è un limite a quanto si possa allungare il brodo descrivendo i problemi psicologici e i rapporti sociali fra un numero di personaggi inferiore a 5. Ed è un limite che per quanto mi riguarda avete ampiamente superato. Sono due stagioni che ci rompete la minchia sui drammi esistenziali di, fondamentalmente, 3 persone: Richie, Sid e Carm. ABBIAMO CAPITO. E va bene, ovviamente deve essere la parte centrale dello show. Ovviamente non guardi Dottor House per il caso medico della settimana, ovviamente non guardi From solo per capire perché nella cittadina ci sono i mostri, ovviamente non guardi Il Trono di Spade solo per vedere i duelli. In ogni serie i rapporti psicologici sono la parte di fondo veramente interessante, PERÒ MANCO SOLO QUELLO.
Sono due stagioni, ergo due anni e mezzo, che sto cazzo di ristorante è in bilico e non sappiamo che gli succede. Ce lo volete dire per favore? C'è tutta un'estetica e un contorno che in s1 e s2 rendevano bella questa serie, che è appunto quella del mondo della ristorazione e della cucina, che mano a mano che andiamo avanti si sta completamente perdendo. In s4 praticamente ci accorgiamo che sta gente lavora in un ristorante solo perché c'è Tina che cerca di cuocere la pasta in meno di 3 minuti e Marcus che crea 1 (UNO) dolce monoporzione. Per il resto avrebbe potuto essere una serie ambientata nell'edilizia o nella raccolta rifiuti.

Io guardavo sta roba perché ero interessato anche a quel tipo di mondo ed estetica. Se avessi voluto solo gente che parlava dei propri problemi a gruppi di 2 o 3 mi sarei visto Un Posto al Sole.

Ripeto: niente contro i personaggi, che sono dolcissimi. Ma UN'ORA E UN QUARTO di episodio monotematico sulle nozze della ex di Richie e su lui e Frank che cercano di far uscire la figlia da sotto il tavolo, trasformano quella dolcezza in diabete al quarto stadio.
La mia impressione, fortissima, è che tutta sta roba doveva essere fatta in 3 stagioni che siccome la serie è andata bene e Disney ha i soldi da buttare, sia diventata di 5.

Quindi la mia modesta opinione è la seguente: tutto bellissimo, ma mi avete rotto i coglioni. Possiamo andare avanti per favore?
Grazie.


martedì 10 giugno 2025

Referendum pt. 2 - all as expected

Visto che ho fatto un post della serie "in poche parole", sui quesiti referendari, tanto vale farne un altro su alcune questioni che sembrano in sospeso nel dibattito pubblico. L'obiettivo è scrivere il meno possibile cercando però di rimanere contemporaneamente sul cazzo all'intero arco costituzionale. Impresa non facile ma ci proveremo.

Soggetto numero 1) - quelli che "ahahah avete perso, visto che faccia la Schlein? dimettetevi!"
Di fatto esiste un'ampia parte del paese che vota o decide di non andare a votare avendo la convinzione di prendersi così una metaforica rivincita sul politico randomico che gli sta sul culo. Come sia possibile immaginarsi Conte chiuso nella cameretta a piangere perché un quesito referendario non ha raggiunto il quorum è un qualcosa del tutto al di fuori della comprensione umana. Credo richieda un QI inferiore a 80. Detto questo, sono gli stessi che ci hanno aiutato a salvare la Costituzione solo perché gli stava sul culo Renzi. Quindi non è che ci possiamo troppo lamentare che esistano. Sono come il vento, a volte li hai contro a volte li hai a favore, e prendersela con loro ha lo stesso senso di prendersela con la Tramontana.

Soggetto numero 2) - quelli che "ma comunque sono più votanti di quelli che hanno eletto la Meloni"
Fra le grandi tradizioni della sinistra c'è quella di fare l'analisi della sconfitta col cazzo. Raga, smettetela, che mi sembrate tanto la Boschi che aveva il 40% dopo il referendum costituzionale. Non lo sappiamo cosa voterà nel 202* (non c'ho voglia di controllare la data della prossime politiche) la gente. Quello che è sicuro è che non erano tutti votanti nostri quelli che sono andati alle urne. Altrimenti spiegatemi il 55% di NO al referendum sulla cittadinanza a Bolzano. Cioè, ci vogliono degli elettori veramente tanto tanto tanto convinti per favorire l'affluenza pure di andare a dire in un seggio che i negri non li vogliono!!!

Soggetto numero 3) - quelli che "è evidente che il quorum va abbassato"
Che fanno il paio con quelli che vogliono mettere le multe per chi non va a votare ma almeno sembrano leggermente meno coglioni. In sto paese non siamo riusciti a riscuotere le multe di quelli che non si vaccinavano in mezzo a una fottuta pandemia globale, figuriamoci se riusciamo a prendere i soldi di chi non va a mettere un pezzo di carta in un'urna.
A me stupiscono sempre un po' le persone che si stupiscono perché le cose funzionano esattamente come è previsto che debbano funzionare. In che senso? Il referendum è uno strumento di democrazia diretta che si inserisce nel contesto di una democrazia parlamentare e partitica. I padri costituenti, stranamente, avevano qualche pregiudizio di fronte agli strumenti plebiscitari, in cui magari piccole minoranze anche di numeri limitati, ma estremamente combattive, potessero decidere al posto della massa della popolazione. Forse perché una piccola minoranza estremamente combattiva li aveva bastonati a sangue da giovani. Il referendum ha senso proprio perché è una extrema ratio in cui la maggioranza dei votanti fa sentire la sua volontà ai partiti e senza il quorum saremmo permanentemente in ostaggio dei gruppi che ciclicamente chiedono di vietare la caccia, la pesca, le strade asfaltate, l'allevamento dei conigli, il treno, le mongolfiere e vostro zio.
Raggiungere il quorum è possibile lo abbiamo fatto l'ultima volta nel 2011. Se stavolta non siamo riusciti a portare alle urne il 50%+1 dei votanti, non è colpa del referendum, è colpa nostra che evidentemente non siamo stati capaci. Magari la prossima volta, se ci teniamo a che un quesito passi, non saliamo sul carro a due mesi dal voto sperando che il governo più di destra della storia ci dia una mano a far campagna elettorale venendo a discutere nei talk show. Soprattutto se dei quesiti alla fin fine ce ne sbattiamo i coglioni e vogliamo solo andare un po' di più in televisione.
La verità è che i partiti della sinistra hanno lasciato la CGIL in una stupenda solitudine per anni (dopo che la CGIL tante volte ha lasciato soli noi eh, non ne facciamo degli eroi) e a sta roba ci hanno partecipato per ultimo e neanche troppo convinti.

Soggetto numero 4) - quelli che "Landini è una merda firmava i contratti a 5 euro e il PD ha fatto il job act e ora ci chiede di cambiarlo e Conte che ha fatto il governo con quel fascista di Salvini" 
Perché c'era anche una parte della sinistra che ha remato platealmente contro con le motivazioni di cui sopra. E qui non saprei cosa dire se non che dovremmo entrare nel campo dei TSO e di Basaglia che sicuramente c'aveva ragione ma che ci ha lasciato una serie di problemi che non sappiamo come gestire.

Soggetto numero 5) - il resto della popolazione
Perché va bene parlare male della gente di sinistra che piange sui social, però ci siete anche voi. Che avete tutte le scuse del mondo, dai partiti che non erano abbastanza organizzati all'informazione che ha latitato, dai quesiti che obbligatoriamente sennò la legge non funziona devono essere scritti in linguaggio complesso e voi c'avete la terza media alle istituzioni che invitavano all'astensione, dalla data sfavorevole a il vostro cane che vi ha mangiato la scheda elettorale proprio nei giorni del referendum, però cazzo, siete veramente dei coglioni.
C'erano dei quesiti che vi davano delle garanzie contrattuali in più. Se non a voi... ce l'avrete un figlio, uno zio, un cugino, un parente di terzo grado, un amico, un conoscente stretto che una volta vi ha offerto un aperitivo che fa il lavoratore dipendente. Capiterà, prima o poi, che voi o una delle categorie di cui sopra dovrà cercarsi un lavoro come lavoratore dipendente. Vi costava veramente così tanto andare dieci minuti a mettere una croce su dei cazzo di fogli? Ma quanto cazzo siete coglioni?

Bon, ho finito. Andate in pace.