Se il titolo vi confonde non vi preoccupate: è normale. Io stesso sto iniziando questo post con solo una vaghissima idea di dove sto andando a parare e vedremo mano a mano che andiamo avanti quanto è profonda la tana del bianconiglio. Intanto però affrontiamo quello che è stata la mia ossessione/pensiero ricorrente/accompagnamento musicale fisso di questo inizio 2026: Clair Obscur: Expedition 33.
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| Probabilmente la cosa migliore fatta in Francia da Arcane o dalla Rivoluzione del 1789 (ndr.) |
Expedition non ha bisogno della mia recensione ma facciamola lo stesso in breve. Si tratta chiaramente del punto di partenza di un nuovo franchise che se trattato bene ha tutte le premesse per stare nel pantheon dei Final Fantasy, dei The Witcher, dei Kingdom Hearts. Non esaltante dal punto di vista del gameplay (non ho assolutamente idea del perché inserire la schivata e il parry nei combattimenti a turni sia stato percepito come LAFIGATADEFINITIVAOMG) e con alcuni difettucci tecnici (le call degli attacchi sono inguardabili quando non totalmente assenti) è un assoluto capolavoro dal punto di vista di scrittura, impatto visivo e colonna sonora. Nessuno ha mai avuto dubbi che avrebbe vinto il goty 2025 e nessuno si è stupito quando è successo. Quindi ok, 10 su 10, bellissimo, capolavoro, giocatelo tutti, fine della recensione.
Qui però mi vorrei occupare di una questione particolare che non ho visto affrontata altrove. Probabilmente perché sono io che mi faccio i film su cose che interessano solo a me ma ci arriviamo fra poco. Parliamo del, anzi dei, finali.
