lunedì 28 marzo 2022

Un po' di distrazione

Che, nel senso, meno male che il principe di Bel-Air ha picchiato l'altro tizio agli Oscar. Dopo un mese a parlare solo di guerra in Ucraina un po' di distrazione ci voleva. Cioè, belli i carri armati, bello Zelensky che gira qua e là, bella la minaccia dell'atomica, bello tutto però minchia, un mese.

Che palle eh.

Diciamoci la verità, le guerre dovrebbero durare dieci giorni, quindici al massimo. Passato il ventesimo è già tutto uguale e fortunati gli ucraini che sono qui vicino e ci dobbiamo prendere pure i profughi. Fossero stati un po' più a sud est pure una settimana era troppa.

Il grosso problema di Putin non è che non abbia impostato una guerra abbastanza veloce, il problema è che non sta andando abbastanza lento. Avesse programmato di invadere l'Ucraina un paesino alla volta in un arco temporale di un anno, manco ci avremmo fatto caso. I giornalisti si sarebbero chiesti se raccontare di Syzhcnich (nome falso di paesino randomico di anime 402, a sud del Donbass) invaso dai russi o della nuova acconciatura di Rihanna e al dodicesimo paesino attaccato avrebbero detto "e vabbè sticazzi di sti ucraini?".
E invece no, Putin ha voluto provare la blitzkrieg e si è beccato tutta la pubblicità negativa in un colpo solo.

(versione 2001)

mercoledì 23 marzo 2022

Esportatori democratici

È stato un grosso errore basare la nostra politica energetica sull'importazione di gas dalla Russia. Avere rapporti con una dittatura è sempre sbagliato e gli effetti li vediamo.

Ovviamente sta roba non la dice Draghi, che dice una cosa leggermente diversa e anche pure leggermente interessata. Sta roba si dice su facebook fra gli esperti di geopolitica, relazioni internazionali e politiche energetiche adesso che hanno un momento di pausa dalla loro attività secondaria di esperti di virologia e politiche sanitarie.
Io personalmente non sono esperto in nessuna di queste cose ma ho una connessione internet e posso chiedere a google di fornirmi la lista dei primi 10 esportatori mondiali di gas naturale.

1. Russia: 37.4;
2. Iran: 32.1;
3. Qatar: 24.7;
4. Turkmenistan: 13.6;
5. Stati Uniti: 12.6;
6. Venezuela: 6.3;
7. Arabia Saudita: 6.0;
8. Emirato Arabi Uniti: 5.9;
9. Nigeria: 5.5;
10. Algeria: 2.3

Quindi, vediamo un attimo quali sono le alternative allo stato del dittatore Putin:
Iran - una teocrazia nel cuore del medio oriente sottoposta a sanzioni ad anni alterni per il programma nucleare e per i rapporti non esattamente cordiali con USA e Israele. Un ottimo partner.
Qatar - questa non è neanche una dittatura, è proprio una monarchia assoluta. Esiste un'assemblea ma è solo consultiva. Partiti politici vietati, Shar'ia come unica legge. Principale finanziatore dei Fratelli Musulmani nel mondo. Diciamo che in tema di diritti umani il regime russo in confronto è la Svizzera.
Turkmenistan - paese interessante. Tecnicamente è una repubblica presidenziale dal 1992. Con il piccolo problema che il paese è stato governato per vent'anni da un "presidente a vita" Saparmyrat Nyýazow, a capo dall'unico partito legalmente autorizzato (TDP), famoso per la sua estrema umiltà, testimoniata dalle statue dorate di se stesso costruite in tutte le principali città del paese. Dal 2013 sono permessi anche altri partiti. Il TDP continua comunque a vincere le elezioni. Diciamo che il paese è democratico quanto la Russia?
Venezuela - beh, se sentite alcune frange dell'estrema sinistra, tipo il Partito Comunista dei Lavoratori, i governi di Chavez e Maduro sono stati un faro di luce per tutta l'America del Sud, creando una terra di libertà e diritti contro la malvagia dominazione yankee sul continente. Se sentite chiunque altro beh, diciamo che Putin ha avuto stampa migliore?
Arabia Saudita - praticamente il Qatar, con la differenza che almeno i principi ereditari del Qatar non fanno a pezzi i giornalisti all'interno delle proprie ambasciate all'estero. E quando dico fare a pezzi non sto usando una metafora.
Emirato Arabi Uniti - questa è una monarchia assoluta che federa altre piccole monarchie assolute. Se avete delle reminescenze della piramide feudale, ecco, è più sensato cercarla qui che nel medioevo. In compenso però le donne possono guidare la macchina ed è pure concesso un moderato uso di alcol. Liberalismo spinto proprio.
Nigeria - tralasciamo un attimo che è una federazione di 36 paesi e che alcuni di questi sono principati, di cui uno è un sultano che svolge pure il compito di massima autorità musulmana del paese. Dall'indipendenza del 1960 hanno avuto: 5 colpi di stato militari, una guerra civile su base etnica (Biafra), elezioni quanto meno dubbie, crisi ecologiche, gruppi separatisti e terroristi, assassini di tecnici stranieri. Partner affidabilissimo.

Dai, l'Algeria e gli Stati Uniti non sono male.

Non so se si è capito il punto, ma credo che dovremmo affrontare la dura realtà che "presenza di giacimenti di gas fossile" e "paese democratico di stampo occidentale" non siano esattamente dei fattori molto compresenti nel mondo attuale. A questo si aggiungono altri piccoli problemi definibili nei termini di "produzione" e "trasporto". Per la produzione, diciamo che sarebbe molto interessante se l'Algeria potesse prendere il posto della Russia come partner energetico. Abbiamo già due gasdotti (Transmed di Eni e il Megdaz spagnolo) che funzionano regolarmente. Peccato che al momento occorrerebbero 18 Algerie per raggiungere il livello di esportazione russa. Ok, crescerà sicuramente nei prossimi anni, ma diciamo che da qui al rimpiazzare anche solo quel 38% e passa percento di importazioni russe nella sola Italia, ce ne passa.
In secondo luogo il trasporto. Capisco che le cartine geografiche sono brutte, ma guardandole forse i nostri esperti di politiche energetiche potrebbero notare la dura realtà che fra gli Stati Uniti (o il Venezuela) e l'Europa, c'è quella striscia di mare chiamata Oceano Atlantico. Il gas deve arrivare in nave. Avete idea del costo di sostituire l'intero import energetico della Russia con gas liquefatto caricato su navi che attraversano l'atlantico?
Anche il Qatar è un'alternativa, infatti ci abbiamo mandato Di Maio per essere sicuri. Ma occorrerà costruire infrastrutture che dovranno passare per alcune delle aree più calde del medio oriente.

Il punto è che, a parità di fattori di tasso di democraticità degli stati, la politica di partenariato energetico con la Russia era, di fatto, un'ottima idea. Specialmente se si pensa alla teoria, per niente stupida, che legare economicamente la Russia all'Europa fosse un ottimo modo di integrarla nel mondo occidentale e democratico. Lamentarsene adesso sa tanto di senno di poi. E con quello graziepurealcazzo.

sabato 5 marzo 2022

Il pesante uomo pipistrello

Potrei fare un post su come sembri un po' strano che da una parte Zelensky si vanti ogni giorno di quanti russi sono morti e di quanti si arrendano, di come gli invasori siano ormai stati battuti su tutti i fronti e contemporaneamente stalkeri Putin per parlare delle trattative di pace, ma naaaaaaaaaaah. Preferisco dire due robe su The Batman. Così, perché ogni tanto la DC si merita una chance.

Madonna il doppiaggio <.< (ndr.)
Commento breve: una origin story che inizia in modo un po' bizzarro in medias res. Batman è già affermato come vigilante in città, Gordon lo protegge e gli lancia il bat segnale, i gadget, la bat mobile e la bat caverna ci sono ma non sono ancora superaccessoriate. Un enigmista in veste di serial killer, prende di mira alcuni importanti uomini politici e della polizia. Mentre indaga, il nostro eroe scoprirà il marcio nascosto sotto Gotham e capirà il vero senso della sua missione.
Non è male. Seriamente, abbiamo visto molto molto molto di peggio. Fotografia e regia sono ben realizzate, così come l'impianto del film. Agli antipodi del Batman super-supereroe Snyderiano, ritroviamo un uomo pipistrello molto urbano, che oltre ai suoi pugni, al suo cervello e a un paio di uncini per scalare non ha molto altro. La storia stessa è chiaramente concepita e vissuta a livello urbano. Le strade, le auto, i palazzi vengono mostrati sempre ad altezza zero e sopra la spalla dei personaggi. C'è una scena di inseguimento girata praticamente solo dal punto di vista dei passeggeri. Molto carina. La sceneggiatura e l'intreccio sono... ok. Nel senso che non vi dovete aspettare i trip pazzissimi ma comunque tiene abbastanza svegli.
Lo passiamo.

Commento lungo aka i difetti
Perché adesso che ne abbiamo parlato bene parliamo anche un attimo male e andiamo per punti:

1) la pesantezza - l'ho messa anche nel titolo perché non riesco mai capire come riescano, in ogni singolo film, a trasformare un supereroe che in teoria dovrebbe essere un'ombra della notte, rapido come il lampo, agile come un gatto, in porca puttana un carroarmato lentissimo e pesante. Non c'è verso. Non c'è una singola scena in cui Pattinson non sembri muoversi con due stivali di cemento ai piedi. Poi nel senso, mena. E mena pure bene e forte (anche se l'80% delle volte sarà stata la controfigura quindi bravo lui), ma dio se mena in modo pesante. E ho capito che l'armatura deve essere antiproiettile, ok. Ma potete scrivere sul copione che l'industria Wayne ha prodotto questo metallo segretissimo, fighissimo e costosissimo che usa solo Bruce perché c'ha i soldi e che pur essendo leggero lo protegge dalle pallottole? Giuro, sospendiamo l'incredulità. Lo abbiamo fatto con Daredevil ed è andata benissimo. Per favore.
2) la prova costumi - che come praticamente sempre è fallita. No raga, neanche stavolta hanno fatto un costume di Batman che non faccia ridere i criminali. Mi disp. C'è gente che col budget delle merendine è riuscita a rendere credibile un cazzo di costume da diavolo comprensivo di corna. Si potrebbe pensare che sia facile fare la stessa identica cosa con un costume da pipistrello con le orecchie. E invece no, fa ancora cagare.
3) gli ingegneri - scusate l'eventuale spoiler, ma chi sono i geni a cui è venuto in mente di costruire un'intera città di grattacieli sotto il livello del mare? Cioè, capirei se la storia fosse ambientata nei Paesi Bassi ma siamo nell'equivalente dell'America. Avevate un cazzo di continente alle spalle, come vi è venuto in mente: "Sai cosa? Adesso recintiamo 20 km quadrati con una diga immensa e in quella buca ci costruiamo una enorme metropoli. Cosa? Misure di sicurezza e sistemi di chiusa? Nah. Facciamo una enorme diga tutta insieme. Sicuro che non succederà mai nulla, sarà indistruttibile!". Porca puttana quanto è stupida l'idea del finale. Quasi stupida ai livelli di "costruiremo un'intera flotta guidata da un'unica navicella in cui se premi un interruttore poi puoi distruggere tutto easy". Quasi, ma non quanto. Sei ancora imbattuto episodio IX, tranquillo.
4) la depressione: minchia raga, lo sappiamo che Batman è un supereroe tragico. Va bene. Lo amiamo per questo. Però ogni tanto mi fate rimpiangere perfino George Clooney, che almeno lui scopava. Possiamo per favore evitare di rendere ogni personaggio DC un emo senza speranza? Ok che avevate Pattinson e sembrava brutto farlo uscire dalla confort zone, però era perfino più sul pezzo quando faceva il vampiro.
5) i maschi bianchi privilegiati - minchia se ha fatto malissimo così a bruciapelo. Il bello è che il messaggio lo avevate fatto passare tranquillamente. Cioè, è un'intera città dominata dalla corruzione in cui tutti i cattivi sono maschi bianchi privilegiati (ci sarebbe anche l'enigmista actually ma facciamo finta che sia cattivo perché la società ecc.). Funzionava già. Però dovevate per forza farlo dire a Zoe Kravitz perché sennò metti che l'americano medio non lo nota.
Capisco la necessità assoluta di pararsi il culo di fronte al fatto che l'eroe del film resta comunque il maschio bianco più privilegiato di tutti, però dai. Quanto meno non avete aggiunto "etero". Lo so che ci avete pensato ma poi la frase era troppo lunga, I guess. Prossima volta via^^

Giudizio finale: dai comunque un buon batman, 7,5
Potrei perfino andare a vedere il seguito. Ah e non aspettate la scena post credit. Fanno vedere l'equivalente di The End? col punto interrogativo per farvi capire che vogliono fare il seguito, cosa che avrete già capito dall'ultima scena del film.

giovedì 24 febbraio 2022

Reagire subito

Siete bellissimi quando fate i post su facebook, lo sapete? Reagire subito, certo. Perché non avete chiarito in ogni luogo, momento e situazione che di fare la guerra per Kiev non ne avete minimamente intenzione, vero? Non avete detto, a più riprese, che "comunque l'Ucraina non fa parte della NATO, quindi non c'è nessun obbligo alla difesa comune".

Di preciso, secondo voi cosa volevano dire quelle parole?
Non so se volevate dire altro, ma il messaggio che imho è arrivato a Putin è stato: se proprio vuoi invadere l'Ucraina sappi che noi non muoveremo un dito. Ci limiteremo ad indicarti come un mostro di fronte all'opinione pubblica mondiale e a metterti qualche sanzione, anche se non troppe che i paesi europei occidentali hanno bisogno di energia. Vediamo se hai il coraggio.
In altre parole vi siete rifiutati di sottoscrivere un trattato vero, che delimitasse un'area di influenza russa in cui non piazzare alleati, basi e missili NATO. Allo stesso tempo avete chiarito che non avreste difeso in alcun modo i vostri potenziali alleati e siete stati a guardare scommettendo che Putin alla fine avrebbe fatto pippa.
Avete scommesso sul fatto che alla fine Putin avrebbe messo la coda fra le gambe e se ne sarebbe rimasto entro i suoi confini o al massimo che si sarebbe accontentato di quelle due piccole province a est.
Beh, avete perso. E adesso il vostro "reagire subito" cosa significa? Che metteremo delle sanzioni severissime. Wow. In questo momento se foste a Kiev potreste affacciarvi a una qualsiasi finestra per osservare la vastità del cazzo che gliene frega.

Però diciamoci la verità: voi non avete scommesso niente. Perché suvvia, che influenza poteva mai avere l'Italia in sta roba? Ma pure la Francia o la Germania se è per questo. Quando Putin dice "NATO" si traduce con "Stati Uniti". La scommessa l'ha fatta Biden ben consapevole che fosse una scommessa perdente al 90% ma di essere comunque in condizioni di win/win. O Putin faceva una figura di merda che probabilmente avrebbe messo a rischio la sua testa in patria (che non so se avete presente, da quelle parti uno Zar che non fa paura non campa tantissimo) o ci sarebbe stata una guerra che avrebbe rafforzato l'unione del blocco europeo est alla NATO e i cui costi in sanzioni sarebbero stati pagati dalle economie del blocco europeo ovest. Per non parlare della possibilità di inserire un cuneo fra Germania e Russia post North Stream 2.

Quindi ecco come è andata: Putin si prenderà la vittoria sul campo, Biden si prenderà la vittoria diplomatica e morale e a perdere sono gli Ucraini e le economie europee che pagheranno il conto.

Buona reazione subito.

domenica 6 febbraio 2022

Sanremo 2022 - la vera classifica anche quest'anno

Come sanno i veri appassionati di questo blog (lol) con la tipica cadenza di "quando mi gira", ci dedichiamo a fornire una giusta classifica delle canzoni presentate alla gara canora più amata dagli italiani ecc. ecc. Giusta nel senso che rispetta i miei gusti personali ed è quindi incontestabile.
Breve riepilogo delle regole:

  • mai visto il festival, le canzoni sono ascoltate su youtube possibilmente senza guardare l'esibizione che c'ho pure da lavorà;
  • ordinate secondo criteri di votazione decimale attinenti solo e soltanto a questa edizione di Sanremo. La canzone può comunque far cagare ma prendersi un 8 perché meglio di altre;
  • esistono i pari merito
Sono 25 da ascoltare. Forza e coraggio!

20) Le Vibrazioni - Tantissimo


L'unica cosa che mi ha fatto male tantissimo è la voce di Sarcina ai timpani. France, tutto a posto? Sicuro di stare bene? Ti ricordi la differenza che corre fra cantare e urlare?
Apprezzo l'energia e il coraggio di inserire "comunemente chiamiamo amore" in un testo ma no. Tutto abbastanza improponibile. 
3,5

20) Giusy Ferrero - Miele

Qualcuno mi spieghi il senso del cazzo di megafono strano per favore. A cosa serviva? Detto questo, il testo è banale ma non è neanche questo il problema. Sembra proprio che la musica non si sposi con la voce. Ma tipo che sembra più una poesia declamata con un brano musicale sotto. Non si amalgama. Per me non è ascoltabile sta roba. 

3,5


19) Ana Mena - Duecentomila ore


Ana Mena, cantante spagnola con all'attivo il 90% di canzoni in spagnolo. Due canzoni italiane nel cv. Minchia ci fa a Sanremo? Boh. A parte questo, non ho capito il senso della canzone. Ma ste duecentomila ore che sarebbero? Nel senso che quando ti ami il tempo si dilata e allora una notte ne dura tante? Oppure che devi vederlo stanotte e quindi sembra debbano passare duecentomila ore? E amarsi un'ora prima in questo caso che cambia? E nel caso precedente? Boh. Potrei riascoltarla ma anche no.
4-

18) Rkomi - Insuperabile


Canzone che si iscrive pienamente all'albo di: "facciamo tipo rap perché non abbiamo abbastanza voce per cantare, però non ci mettiamo neanche le rime perché sennò è troppo difficile scrivere i testi". Grazie per la partecipazione Mirko.
4

17) Tananai - Sesso Occasionale


Ex finalista di Sanremo giovani, c'ha il pezzo scritto da Paolo Antonacci, figlio di Biagio e nipote di Morandi. A parte che ho dovuta ascoltarla col testo scritto davanti per capire che cazzo diceva in certi punti, bella dizione fra l'altro, non mi stupisce che sia finita agli ultimi posti. Però forse non è neanche così inascoltabile. Non dice niente, ma mi ha colto in un raro momento in cui apprezzo lo stile scazzato e non propendo per "se non c'avevi voglia di cantà potevi stare a casa".
4,5

16) Iva Zanicchi - Voglio amarti


Vabbè, diciamo che anche il settore terza età merita i suoi momenti. Vecchissima, la canzone dico, ma si difende. Apprezzo la prova canora, nota di merito per l'assolo di chitarra.
5-

15) Massimo Ranieri - Lettera di là dal mare


Minchia raga, mi stavo addormentando davanti al pc. Alcuni pezzi sono pure molto poetici ma diosanto, ho quasi sopportato meglio la Zanicchi. Va bene che abbiamo bisogno del nostro momento Prima Repubblica a Sanremo, però anche meno.

14) Achille Lauro - Domenica


Apprezzo lo spettacolo e il coro gospel (anche se diciamocelo, ai fini della canzone non serviva a un cazzo). Giuro che quando Lauro riuscirà a inserire più di due accordi nella canzone o a inserire due accordi diversi rispetto alla canzone precedente, gli darò un voto più alto. Btw c'è solo un capitano, c'è solo un capitano del mio fantasanremo. Grazie di tutto.
5+

14) Michele Bravi - Inverno dei fiori

Il testo non è male. Non capisco se la totale inconsistenza della parte melodica sia una scelta stilistica, per non permettere alla musica di distrarre il pubblico dalle parole, o se sia una mera coincidenza. Però ecco, nelle canzoni la musica sarebbe una parte abbastanza importante. Come ci è arrivata in top 10?

5+

13) Aka 7even - Perfetta così


E per la categoria "dimenticabilissime canzoni generiche d'amore ma quanto meno cantate decentemente" presentiamo... Grazie per la partecipazione anche a te Luca.
5,5

12) Noemi - Ti amo non lo so dire


Non ho capito, ma Mahmood si presenta a Sanremo ma poi scrive pure le canzoni per gli altri che si presentano a Sanremo? Che è una roba tipo che almeno se perde prova a vincere il premio costruttori? Mah. Detto questo: Noemi è ok e la canzone non è neanche orrenda ma mi trova in un momento sbagliatissimo. Se non lo sapete dire imparate, oppure stati zitti e non nascondetevi dietro le canzoni del cazzo.
6- di pura antipatia 

12) Yuman - Ora e Qui


Mettiamo subito il dito nella piaga. Yuman, sinceramente, davvero avevi bisogno di dire che è facile perdersi come in mare perché non trovavi una rima per respirare? Serio? Tipo la metà dei verbi italiani finisce in are diosanto. Ancora sto cazzo di mare dovete mettere in mezzo per costruire i testi nel 2022. La smettiamo?
Detto questo, a me non dispiace. Lo stile è carino e non si sente spesso. Il ritornello è orecchiabile. In più il suo rapporto qualità prezzo al fantasanremo (che ho vinto) è stato tremendamente efficace. Per me si salva.
6-

12) Giovanni Truppi - Tuo padre, mia madre, Lucia


Allora... da una parte mi piacerebbe premiarla, perché l'accostamento di pezzi quasi recitati alla musica mi piace. Dall'altra eh... forse un po' troppo? Sarebbe pure il festival della canzone. Potrebbe entrare nel mio lettore mp3 in momenti molto molto particolari, ma in questo contesto no, sorry.
6-

11) Hughsnob e Hu - Abbi cura di te


Ok, potrei avere un pregiudizio positivo nei confronti di quelli che mi hanno portato tanti punti al fantasanremo, ma sinceramente... non è male? Nel senso, la melodia è abbastanza banale però il testo è coraggioso. Cioè, Oloferne? Citazioni bibliche a caso? E poi mi sembrano carini assieme.

11) Ditonellapiaga e Donatella Rettore - Chimica



Sono combattuto. Il testo mi piace. Il ritornello lo detesto. La musica mi sembra banalissima. Metto tutto nella media, estraggo la sufficienza.
6

10) Matteo Romano – Virale


Ok, Matteo ha capito quello che dicevo prima a Yuman: che ci sono un sacco di parole in italiano che finiscono in -are e quindi è una rima facile. Ora dovrebbe fare il passo successivo e trovarne anche altre. Però mi piace la voce. Il testo fa cagare.
6+

9) Fabrizio Moro - Sei tu


Fabrizio Moro ha pochi principi ma li segue in modo estremamente coerente. Rime baciate come se piovessero, retorica appalla sempre e comunque, pezzo semiurlato come ritornello. Vogliamo che cambi? Mah, forse no.

6,5

8) Dargen D'Amico - Dove si balla

Lui in modo specifico lo prenderei a legnate. Però so che se questa canzone l'avesse fatta chiunque altro avrei detto "vabbè dai, esce quanto meno dallo stereotipo sanremese in modo leggero e un po' scazzone, ci sta". Quindi ok. Depuriamo il giudizio dall'emotività personale.
6,5

7) Sangiovanni - Farfalle


È evidentemente ancora nella fase "appena uscito da Amici" che gli regala una notevole apparenza da bimbominkia. Plus: è evidentemente un seguace della scuola "canta come se ti mancasse il fiato per arrivare alla fine di ogni singolo verso" di cui Madame è grande esponente.
Comunque orecchiabile.
7-

6) Emma - Ogni volta è così

Non ironicamente, mi è piaciuta. Si possono fare canzoni d'amore di genere sanremese con dignità. Questa è una di quelle. Carina, bella musica, testo tradizionale, ben eseguita. Per me è ok.

7

5) Irama - Ovunque sarai


Il ragazzo ha i polmoni. Si sente. Bellissima voce. Canzone banale ma mi piace il ritornello, anche quello banale. Punti tolti per: non aver avuto il coraggio di inserire "se sarai cane, bau, se sarai gatto, miao, se sarai tardi, ciao" alla fine della seconda strofa. Gli avrei dato il primo posto.
7+

4) La Rappresentante di Lista - Ciao ciao

Mi piace un casino, musica, testo e ritmo. Ma il ritornello fa cagare. Ma fa davvero cagare. Ora capisco che sia una trollata per dire culo sul palco di Sanremo, però dai. Peccato poteva arrivare davvero sul podio nella mia classifica personale.
7,5

3) Gianni Morandi - Apri tutte le porte

Ero scettico. La canzone non mi esalta e non me ne frega niente se gliel'ha scritta Jovanotti. Però, con tutta la buona volontà, non posso metterla sotto a "col culo ciao". Mi disp. Onore alle armi a Morandi che a 77 anni c'ha ancora la voce.

8-

2) Elisa - O forse sei tu

Parlando di gente con la voce... Elisa. Ok, il problema non è trovarle un posto in classifica. Il problema è trovare la classifica in cui metterla perché, Dio Santo Se Sa Cantare. Non è solo il problema di dove arriva con la voce perché al momento non credo in Italia ci sia qualcuno che arrivi alta come lei, ma di cosa ci fa con la voce. In confronto al resto della ciurma fa la figura della professionista capitata per sbaglio al saggio scolastico.
Parlando invece della canzone... carina? Pure molto carina se proprio vogliamo ma sinceramente ha avuto di meglio.
8

1) Mahmood e Blanco - Brividi


Potrebbe essere la prima volta che confermo la classifica ufficiale nelle prime tre posizioni. E lo faccio dopo lunga riflessione ed estrema fatica. Diciamo che Blanco ha fatto i buoni 4/5 del lavoro e che il falsetto di Mahmood li ha fatti rischiare tantissimo il secondo posto o l'ex aequo con Elisa. Madonna se è fastidioso. Però la canzone mi piace un casino e sul palco sono stati carinissimi. A parte i "brividi" di Mahmood. Quelli erano da denuncia. Però si meritano la vittoria.
8+

Uff e anche quest'anno è andata. Ci vediamo nel 2023, forse.

giovedì 20 gennaio 2022

Segnalare cose

Apriamo il pezzo ringraziando la Mondadori che, dopo anni, ha deciso di fare questo passo di enorme coraggio. Non è sempre facile investire su un giovane scrittore esordiente, prendersi i rischi di stampare, anche se in poche copie, le sue raccolte di racconti e distribuire anche al di fuori delle grandi metropoli, magari anche in posti sperduti come Siena e Firenze. Quindi grazie. Non molti si sarebbero accollati questo arduo compito ma si sa, per la diffusione delle opere dell'ingegno umano si fa di tutto, anche quando si è così incerti di avere un ritorno economico.

Siete dei cazzo di eroi eh...
In effetti alla fine chi cazzo è sto Martin? Sì ok, ha scritto quella serie su cui abbiamo lucrato per un decennio dividendo ogni singolo volume in dodici libri, ma ci potremmo veramente fidare a pubblicare i suoi racconti? Magari sì, però sai cosa? Mettiamo dei draghi, uno scudo e un elmo in copertina. Che non c'entra un cazzo perché il 95% dei racconti tratta di fantascienza, però dai, lo sai che la gente vuole quello no?

Quindi è finalmente uscita anche per I Miti, quindi a un prezzo che non necessita l'asportazione di un rene in libreria, la raccolta di una buona parte dei racconti di Martin non ancora tradotti in italiano. A breve dovrebbe uscire anche il secondo volume.
Cosa troverete?
a) Sapevate che Martin ha scritto un'intera serie di racconti ambientati in un futuro alternativo segnato dalla colonizzazione spaziale?
Tipo Asimov. Solo che se Asimov ci è andato leggero e si è limitato a presentare una realistica evoluzione in una galassia vuota in cui il paradosso di Fermi l'ha detta decisamente bene alla razza umana (ma anche no per via dell'Eternità, chi sa sa), Martin, al suono di hold my beer, si è prodotto in una intricata rete di relazioni fra popoli alieni che abitano spazi immani nella Galassia. La cosa più affascinante del cosiddetto "Manrealm" (l'universo di cui sopra) è relativa ai viaggi spaziali. Martin ci presenta una galassia in cui né sono resi impossibili dalle leggi della relatività, né risultano istantanei o quasi grazie a simpatici trucchi iperspaziali. I viaggi sono possibili, avvengono a velocità superiori a quelle della luce (sì, lo so, lasciate perdere) ma richiedono tempi lunghissimi. Quindi ci sono intere civiltà aliene che abitano questi spazi galattici immensi che hanno a che fare l'una con l'altra, per tempi biblici, ma che comunicano spesso con molte difficoltà. E l'esistenza, l'incomunicabilità, la differenza fra gli umani e gli alieni stessi è resa con un'eleganza di introspezione squisita. Al mattino cala la nebbiaLa città di pietra e I passeggeri della Nightflyer sono racconti che valgono da soli il prezzo del libro.
b) Sì, c'è anche un po' di fantasy
Il drago di ghiaccio è sicuramente quello che cercheranno di vendervi ma Le solitarie canzoni di Laren Dorr è senz'altro superiore.
c) Sapevate che Martin scrive anche horror?
È difficile da riconoscere, perché è quasi sempre mischiato con la fantascienza. Però c'è ed è quasi sempre di natura psicologica. A parte I re della sabbia che sì, è bellissimo, ma l'hanno già pubblicato separatamente e quindi lo trovereste tranquillamente in biblioteca, Questa torre di cenere, La cura della scimmia e L'uomo a forma di pera sono abbastanza tremendi. In senso buono.

Ultimo ma non ultimo, fra una sezione e l'altra ci sono note che spiegano il momento storico in cui sono stati scritti i racconti. Cosa che succede spesso nelle raccolte ma qui sono scritte da Martin in persona, che evidentemente aveva un attimo di tempo da dedicargli grazie a tutto quello risparmiato NON scrivendo il seguito di ASoIaF. Li mortacci sua.

"Perché amo il genere fantasy? Permettetemi di rispondere con un testo che scrissi nel 1996, come accompagnamento alla mia immagine nel libro fotografico di Prati Perret, The faces of Fantasy.

 Il fantasy migliore è scritto nel linguaggio del sogni. Possiede la medesima vita dei sogni, più reale del reale... almeno per un momento... quel luogo, magico momento prima del risveglio. Il fantasy è argento e scarlatto, indaco e azzurro, ossidiana venata d'oro e lapislazzuli. La realtà è legno compensato e materiale plastico, il tutto circondato da fango marrone e verde oliva. Il fantasy ha il sapore di habanero e miele, cannella e chiodi di garofano, raffinata carne rossa e vini dolci come l'estate. La realtà è fatta di fagioli e tofu e, alla fine, di ceneri. La realtà sono i centri commerciali di Burbank, le ciminiere di Cleveland, un'area di parcheggio a Newark. Il fantasy sono le torri di Minas Tirith, le pietre ancestrali di Gormenghast, le sale di Camelot. Il fantasy vola sulle ali di Icaro, la realtà a bordo della Southwest Airlines. Perché i nostri sogni diventano così piccoli una volta che finalmente si realizzano? Leggiamo fantasy per ritrovare i colori, credo. Per sentire il gusto di spezie forti e per ascoltare il canto delle sirene. C'è qualcosa di antico e di vero nel fantasy, qualcosa che si rivolge al nostro io più profondo, al bambino che sogna di poter tornare, un giorno, a cacciare nelle foreste immerse nella notte, accendendo un fuoco dentro caverne nelle colline, di trovare un amore che possa durare per sempre da qualche parte, a sud di Oz e a nord di Shangri-La.

Che se lo tengano pure, il loro paradiso. Alla mia morte, io voglio andare nella Terra di Mezzo."

E questo era un esempio. Non vi fermate a GOT per Dio. Leggetevi i racconti di Martin. Leggetevi il viaggio di Tuf. Ne vale la pena.
9/10

giovedì 6 gennaio 2022

Matrix 4 o "ci piace l'happy ending"

I 150.000 contagi giornalieri ci dicono che non è un bel momento per andare al cinema. Eppure alcuni coraggiosi lo hanno fatto. Due parole, ma proprio due, su Matrix 4 (Resurrections).

Belli i sottototitoli che iniziano per R (ndr.)

Premessa: essendo una persona razionale partivo con aspettative inferiori allo zero. Il discorso: "se pure una delle sorelle Wachowski ha alzato le mani e si è tirata fuori, quante possibilità ci sono che venga fuori qualcosa di decente?" era effettivamente sensato e non lasciava molte speranze. E invece ecco le tre ragioni per cui, secondo me, pur non trattandosi di un film bello, Matrix 4 Resurrections è quanto meno un film dignitoso.

1) La trama

Che è presente. Non dico che sia assolutamente coerente, che non lasci dubbi e che non richieda una incredibile sospensione dell'incredulità. Però c'è. Ed è molto più di quanto ci saremmo aspettati inizialmente. Il trio di sceneggiatori Wachowki-Mitchell-Hemon, prende il toro per le corna e ci sforna un "cosa avvenne dopo la fine di Matrix 3" con un'evoluzione originale e interessante. In una timeline in cui esiste Star Wars 7 è già qualcosa di notevole.

2) L'autoironia

A volte le rotture della quarta parete sono stucchevoli e disorientano. In questo caso no. Un applauso per aver introdotto tutte le polemiche della real life "ma pedavvero un altro Matrix nel 2022" e gli infiniti dibattiti su "la vera visione ideologica" all'interno del film e averle trattate con leggerezza e simpatia. Ho apprezzato che Matrix (la storia raccontata nella trilogia) sia diventato un videogioco nel nuovo mondo virtuale creato dalle macchine e tutto l'escamotage per giustificare il recupero di Neo. Il confronto fra Anderson e la controparte nell'ufficio è carino.

3) Gente che sa recitare

Poco da dire, l'idea che forse sarebbe stato opportuno ingaggiare anche attori veri, che bilanciassero un po' l'inespressività congenita di Keanu Reeves, è senz'altro un punto di forza del film. Complimenti a Jonathan Groff (lo so, il tuo personaggio è assolutamente privo di senso, però tu sei stato bravo), Yahya Abdul-Mateen II (un Morpheus che farà storcere qualche naso ma che ho trovato carinissimo) e soprattutto a Neil Patrick "no ma ho solo una piccola parte in Matrix 4, giuro, certo, come no" Harris che dio santo come riesce a essere sempre perfetto in qualsiasi ruolo lo mettano? Boh, è soprannaturale. Grazie per esservi letteralmente caricati il film sulle spalle portandolo di peso alla conclusione.

Detto questo, se siete appassionati della saga avrete senz'altro qualche dubbio su quello che succede nel film. Tipo: no scusa, ma cos'è questa storia della super energia che si genera fra Trinity e Neo, che sono diadi della Forza pure loro? o sì ma le macchine che stanno dalla parte degli umani che ci guadagnano di preciso? o ma di cosa si fa l'agente Smith? o ma su quale presupposto Trinity riesce a [spoiler] e altre questioni simili.
A tutto questo vengono date risposte più o meno credibili. Il punto fondamentale è che a  Lana Wachowski era rimasto sul gozzo il fatto che Neo e Trinity non avessero avuto un lieto fine e che voleva metterci una pezza con dieci anni di ritardo. Se questa premessa non vi disturba vi godrete il film, altrimenti potete fermarvi alla trilogia.

Voto: 7,5 perché ci piace l'happy ending e perché Harris è un figo della madonna.

mercoledì 3 novembre 2021

giovedì 16 settembre 2021

Momento musicale 7

 

Ho appena scoperto che fanno il remake di Navigator su Disney+.
Cos'è Navigator?

Sei un bimbominkia del cazzo.

giovedì 5 agosto 2021

The Father - altre parole in italiano

Ah ma si chiama come l'attore! (ndr.)

 Nel caso ve lo steste domandando: no, in inglese non esiste il sottotitolo. Non ho idea del perché la distribuzione in sto paese sia così convinta che per far andare la gente al cinema sia necessario applicare un secondo titolo in italiano a quello originale. Cercatevi pure la locandina in altre lingue. Non esiste un caso (1), in cui succeda una roba del genere. Mettono il titolo "the father" e la traduzione in lingua di "a film by Florian Zeller". Nient'altro. Però no, noi dobbiamo per forza aggiungere quel "Nulla è come sembra" perché gli italiani sono ritardati e se vedono solo il titolo in inglese magari pensano che non sia stato tradotto. Boh. Comunque se continuano a farlo in modo così pervicace avranno delle evidenze scientifiche a supportarli. Può essere.

In ogni caso, di che parla sto film del 2020 ma che abbiamo visto adesso per via del covid?
Non ve lo dico.
No, sul serio. Si capisce dal trailer. E la trama non ha senso spiegarvela perché ricostruirla fa parte dell'esperienza visiva. Vi dirò quindi perché dovreste guardarlo:

  1. perché Zeller non è un regista cinematografico. Fa teatro. È francese e questo è il suo primo film in assoluto. È anche l'adattamento di un'opera teatrale francese. Nonostante tutto questo, Anthony Hopkins ha letto la sceneggiatura e ha detto: "ok, lo faccio". E ha preso due oscar. Che dite, sarà bello?
  2. perché Zeller è andato da Anthony Hopkins e gli ha detto: "guarda, ho due ore a disposizione per sto film e me le dovresti riempire tutte. Ti va di girare un film in cui puoi fare il cazzo che vuoi per due ore?"
  3. perché a un certo punto spunta a casissimo Mark Gatiss e capisci quanto ti manca Sherlock;
  4. perché Olivia Colman è la zia che tutti avremmo voluto avere ma purtroppo non ci preparerà mai il pollo.

Detto questo: ma quanto cazzo è assolutamente fuori scala Hopkins? Ci sono attori che riescono a far sembrare semplici ruoli complicatissimi e poi c'è lui. Lui non sembra neanche recitare: diventa il personaggio e va in scena. Vi prego, fatevi un favore e guardatelo in lingua originale con i sottotitoli. Se di solito preferite il doppiaggio fate uno sforzo. Dopo mi ringrazierete.

Giudizio: 10

sabato 31 luglio 2021

Fotografie - pensieri su film estivi

Non sono esattamente recensioni. Si tratta giusto di un paio di riflessioni sciolte che per caso possono avere un filo in comune. In altre parole: le butto lì. Non prendetemi troppo sul serio.

a Van zato
a Van zato

TramaNomadland è la storia di una cinquantenne americana che rimasta vedova e priva di radici in seguito al fallimento dell'azienda per cui lavorava (che ha anche ridotto a città fantasma la cittadina in cui abitava), decide di attrezzare un furgone come casa su ruote e vivere da nomade negli spazi immensi dell'America profonda.

Giudizio: 8, a livello di regia e fotografia è assolutamente stupendo, con questi campi lunghissimi nei paesaggi sconfinati degli USA, fra i ghiacci e i deserti assolati. Tutto molto bello. Si capisce perché gli hanno dato il leone d'oro, approvo. Ottimo lavoro Chloe Zhao.

Epperò: dopo la visione mi sono ritrovato abbastanza in disaccordo col 90% di quello che ho letto al riguardo e siccome sono un cacacazzo, mi sento di dire la mia. Mi riferisco a tutti quelli che si sono buttati sul veterocomunismo de: "Si tratta di una critica profonda dell'America contemporanea e del suo stile di vita capitalista che spinge ai margini le persone".
Ni? Nel senso, sì, il sistema americano non ne esce benissimo. Nessuno può uscire benissimo in un contesto in cui il fallimento di una singola azienda distrugge un'intera città, gente colpita dalla crisi economica si ritrova priva di ogni sostegno o si vede cancellare anni di risparmi. Per non parlare di un sistema che privatizza il sistema pensionistico affidando al destino di un'azienda la decisione se una persona avrà una vecchiaia autosufficiente o vivrà in regime di povertà. Tutto molto brutto. Il problema è che il film non mi ha trasmesso affatto quella sensazione di "denuncia sociale" che secondo tanti osservatori ne dovrebbe essere il centro.
In primo luogo perché alla gente che appare nel film di denunciare i mali della società frega abbastanza poco. Sì, hanno tutti storie tristissime, ma allo stesso tempo conducono uno stile di vita che di "rivendicativo" nei confronti del mondo che li circonda ha pochissimo. Abbiamo:
- la tizia malata di tumore che ha scoperto di avere poco da vivere ed ha quindi venduto tutto per mettersi su ruote e andare a morire nel suo posto preferito in (credo?) Alaska;
- quella che ha perso tutto durante la crisi economica del 2008 e si arrabatta come può (l'unica vera vittima imho);
- il ragazzo scappato di casa perché non vuole rinchiudersi nella provincia;
- lo scavezzacollo ormai anziano che decide di lasciar perdere la vita raminga e trasferirsi a casa del figlio a fare il nonno a tempo pieno.
Infine la nostra protagonista, che solo apparentemente è una vittima della società capitalista. Nel senso, in parte lo è, ma nel corso del film scopriamo che di modi per uscire da quella vita di precarietà ne avrebbe diversi. Fino ad arrivare al punto in cui il furgone si guasta in modo irreparabile e fa quello che ogni persona in difficoltà farebbe: "chiama casa". E scopriamo che ha una sorella che vive agiatamente e non ha nessuna difficoltà a "prestargli" qualche migliaio di dollari per permetterle di rimettersi in viaggio.

Insomma, più che una denuncia dei mali americani, a me è sembrata una fotografia di uno specifico spaccato sociale. Che non vive in opposizione alla società capitalistica, ma all'interno dei suoi gangli, in modo quasi parassitario.

Spoiler: non ammazza nessuno

Non avevo voglia di vedere sto film, ma i miei pregiudizi sono stati smentiti perché era veramente carino.

TramaUna donna promettente è la storia di Cassie, ex studentessa in medicina che ne ha viste di cotte e di crude all'università, ne è uscita con un'amica che poi si è suicidata e adesso lavora in una caffetteria di giorno, mentre di notte vaga per discoteche fingendosi ubriaca persa facendo poi rimanere malissimo gli uomini che tentano di approfittarsi di lei.
E quando dico: "rimanere malissimo" intendo proprio questo. Nel trailer hanno cercato di ammiccarvi il più possibile ma non è una serial killer. Non ammazza nessuno. Semplicemente mette gli uomini che tentano di scoparsela mentre è semi-incosciente di fronte alla realtà di essere delle teste di cazzo abissali nonché degli stupratori. That's all. In tutto questo, la ricomparsa di un ex collega di corso riporterà alla luce vecchie ferite: il suicido di Nina, la migliore amica di Cassie, dopo uno stupro di gruppo mentre era ubriaca, e la spingerà sulla via della vendetta.

Giudizio: 7,5. Non dico di non apprezzare regia e sceneggiatura. Il film ha un tono volutamente sopra le righe e il fatto che per me personalmente fosse "un po' troppo", non significa che non avesse un senso. Carey Mulligan chiaramente in stato di grazia fa il resto.

Epperò: in realtà all'epperò arrivo dopo, ma mi piaceva mantenere la simmetria. E mantengo la simmetria pure nel parlare di fotografia. Qualcuno lo ha paragonato a Sotto accusa, però non siamo esattamente in quelle corde. C'è senz'altro la denuncia dello cultura dello stupro, che ci sta tutta, per il resto però si tratta di un film abbastanza complesso.
Prendiamo un attimo in esame gli eventi. Cassie mette in atto una serie di vendette con uno schema che richiama evidentemente Kill Bill (pure i numeri romani). Sono tutte vendette abbastanza esagerate, salvate dal fatto che il coltello non viene mai spinto a fondo quanto sarebbe possibile.

1) Madison, l'altra amica di Nina e Cassie, non aveva creduto (o non aveva voluto credere) allo stupro perché Nina "si ubriacava sempre e andava con tutti". Cassie la fa ubriacare e la lascia in balia di uno sconosciuto in un hotel. Madison va ovviamente nel panico la mattina dopo, pensando di essere stata stuprata. Il punto è che non è vero. L'uomo era un complice di Cassie che aveva il solo scopo di portarla in una camera, spogliarla e lasciarla dormire. Madison se la cava solo con una gran paura e noi spettatori siamo soddisfatti perché ha avuto quello che si meritava "questa stronza".
Ma ne siamo veramente sicuri? Perché se invece non fosse uno scherzone e lo stupro ci fosse stato veramente, forse non saremmo altrettanto soddisfatti. Perché diciamocelo, sicuri sicuri che Madison sia così colpevole da meritarsi lo spaventone di cui sopra? Aveva il dovere di credere a Nina a prescindere? Eh. Magari sì. Ma essere un po' stronzi merita una vendetta di quasi stupro dieci anni dopo? Minchia, meno male che non stiamo parlando di prescrizione e improcedibilità eh?

2) La rettrice. Pure qui, la figlia viene praticamente rapita. Le viene detto che è stata lasciata con degli stupratori. Non è vero ovviamente, perché Cassie è buona, e noi ci consoliamo dicendoci che "beh, un po' di paura se la meritava". Ma se la meritava? Secondo Cassie sì. E Cassie giudica malissimo la frase "dobbiamo presumere l'innocenza in assenza di prove". Alla vittima, per Cassie, va creduto a prescindere.
Eh. Siamo sicuri sicuri di essere d'accordo?

E soprattutto, ma siamo sicuri che Cassie sia d'accordo? Perché nel momento in cui crede per un attimo di essere disposta a lasciarsi tutto alle spalle, in realtà ci sta malissimo per Madison. Si rende conto di essere diventata carnefice in un gioco di bullismo molto simile a quello per cui cercava di punirla.

3) La punizione finale all'addio al celibato. Il responsabile dello stupro di Nina viene catturato, ammanettato e Cassie si prepara ad incidergli sopra il nome della sua migliore amica, per marchiarlo e renderlo riconoscibile per sempre. Il tizio si salva liberandosi in qualche modo e soffocandola.
Eeeee... ma siamo sicuri che sia lui ad essersi salvato? La mia impressione è che la regista abbia in realtà usato questo espediente (particolarmente debole fra l'altro) per salvare Cassie. Perché se ce l'avesse fatta a incidergli quel nome sulla pelle, sarebbe ufficialmente passata dal lato della barricata degli aggressori. Invece così gli spettatori se la possono ricordare come vittima di una situazione in cui in realtà non ha fatto male a nessuno riuscendo poi a punire i colpevoli in modo indiretto (alla fine del film). Un po' lo stesso meccanismo dei film in cui il cattivo si ammazza da solo in modo ridicolo, in modo che il buono non debba averne la morte sulla coscienza, ma al contrario.

Non so. Da una parte la denuncia della società attuale e anche del dibattito in atto nel mondo occidentale sui temi di cui sopra viene presentata in modo eccellente. Dall'altra, mi sembra sia mancato il coraggio di dare l'affondo finale e decidere interamente da quale parte stare. Perché Cassie non è Joker. Si spinge avanti solo quel tanto che basta per prendersi gli applausi dovuti a chi effettivamente sta esprimendo un disagio, ma mai abbastanza da ricevere i biasimi che magari alcune situazioni richiederebbero. È un po' come se Batman, per vendicare la morte dei suoi genitori, continuasse sì a inseguire i criminali per consegnarli alla giustizia ma senza mai picchiarli. Senza violenza, trattando tutti con i guanti di velluto. Giusto quel tanto che basta: mai vera violenza.

Ecco, diciamo che da questo punto di vista, il film è un tantino paraculo. Giusto un po'.

giovedì 3 giugno 2021

Liberare Brusca

 Argomento: Brusca e pentiti.
1) Brusca ha ammazzato ed è stato coinvolto in un sacco di omicidi
Sì, di solito i mafiosi fanno un sacco di morti. È per quello che ci interessa particolarmente che parlino e ci facciano tutti i nomi dei loro complici. Purtroppo raccogliere le confessioni delle suore di clausura non sortisce effetti altrettanto efficaci nella lotta alla mafia.
2) Mica si è pentito, ha collaborato solo per evitare l'ergastolo
Usiamo "pentimento" in modo errato. Allo stato non interessa granché che abbiate una conversione sulla via di Damasco e diventiate sostenitori di Emergency. L'interesse è quello di spezzare il muro dell'omertà che protegge la criminalità organizzata in modo da attaccare con più efficienza il fenomeno. Quindi sì, Brusca ha collaborato per evitare l'ergastolo permettendoci di arrestare altre decine di mafiosi e di fare luce su tutto il periodo della trattativa Stato-Mafia. Fra parentesi, ricordo che tutto quello che sappiamo su questo argomento ci viene appunto dai racconti dei pentiti. Nello Stato non si è pentito nessuno: lì l'omertà regge alla grande.
3) Ma quindi adesso lo mettiamo fuori? Una persona così pericolosa?
Per avere dei collaboratori di giustizia dobbiamo offrire qualcosa di tangibile. Proprio il fatto che facciamo uscire lui di galera garantirà, in futuro, che altri mafiosi parlino. Quanto al pericolo, di quale pericolo parliamo? Nel mondo criminale è "bruciato". Quale organizzazione potrà mai voler avere a che fare con un tizio che fa il nome di tutti i suoi complici una volta preso? È già tanto che eviti la pallottola e se la evita è solo perché tutti quelli che ha tradito ormai sono morti o in carcere.
4) Ma non ci sono altri mezzi per combattere la mafia che non comportino di liberare dei criminali?
Fate conto che questa legge l'ha voluta Falcone. E nella sua versione originale dava molti più vantaggi di quella attuale (che è stata rivista nel 2001 in senso più restrittivo). Per inciso, dopo il 2001 il numero dei pentiti è drasticamente calato. Coincidenze? Anyway, prima di lanciarvi in affermazioni azzardate, sicuri di saperne di più di Falcone su come si combatta la mafia? Datevi una risposta.
5) Adesso partirà una nuova campagna per rendere la legge sui collaboratori di giustizia ancora più stringente. Chiedetevi: lo fanno perché percepiscono l'ingiustizia di liberare i mafiosi o lo scopo è "evitare che i mafiosi possano avere la tentazione di pentirsi"? Ricordo che ci sono stati politici che hanno affermato che Mangano era un eroe perché non ha mai parlato.
Fate voi.

martedì 30 marzo 2021

Vent'anni dopo pt. 3 - L'ultima stagione e il finale

Perché evidentemente sono incapace di lasciar perdere qualcosa quando sono a cinque sesti dalla fine. Questo è il grande insegnamento su me stesso che mi ha lasciato il rewatch di DC 2021. Posso lasciar perdere un libro dopo il primo capitolo. Posso smettere di seguire una serie al secondo episodio. Posso lasciare un anime alla seconda stagione aspettando che finisca (vero Shingeki no kyojin?). Ma evidentemente non riesco a non finire un rewatch quando ho visto cinque stagioni su sei. Anche se la sesta è la sesta stagione di DC. E quindi sì, l'ho finita, e penso che non ci sia modo migliore di iniziare questo pezzo che con un "ciao Jen".

La faccia di chi sacrifica per un finale decente

Quando ho iniziato a guardare DC non ricordavo granché della serie dopo la seconda stagione. L'unica cosa che avevo ben presente era che si trattasse di qualcosa di molto lungo e palloso. Da qui il mio stupore, mano a mano che andavo avanti nel rewatch, mentre mi accorgevo che di fatto non mi stavo annoiando. Poi è arrivata la sesta stagione e ho capito.
Non so come abbiano fatto a fare un disastro simile. Perché la quinta era ancora godibilissima. Parte bene, con il cazzotto nello stomaco della morte del padre di Dawson, e continua in modo assolutamente godibile. Tutte le storie si intrecciano in un mondo più maturo di quello del liceo e tutti quanti sviluppano interessi e superano ostacoli. Fanno cose! La sesta no, la sesta è la morte e la noia.
Letteralmente, per quasi l'intera stagione, dall'ep. 3 all'ep. 20, non succede niente.
E se non avevamo ancora capito perché Joy fosse il personaggio universalmente più odiato, la risposta è: stagione 6, che di fatto andrebbe rinominata "Joy's Creek" visto che sono praticamente 20 episodi monotematici su di lei. Abbiamo rispettivamente:
  • Joy che finalmente scopa con Dawson (batti cinque bro, almeno questa l'hai portata a casa) e mentre sembra stiano per convolare a nozze si tira indietro per la ragione più assurda del mondo. "Ommioddio come hai osato tradire un'altra ragazza con cui hai appena iniziato a vederti lasciandola la mattina dopo per stringere la relazione che aspetti da tre anni con la tua anima gemellaTM?" Dawson è chiaramente un mostro, così come lo sceneggiatore che ha scritto questa roba facendo diventare un personaggio con problemi di fiducia tutto sommato comprensibili uno psicopatico schizofrenico. Però solo rispetto a Dawson. Perché invece tutti gli altri possono lasciarla senza problemi che lei se ne dimentica la mattina dopo.
  • Joy impegnata a risolvere i problemi di Eddie, il barista che però legge tantissimo e si finge studente per frequentare la sua università. Problemi di cui, giusto per chiarire, ci frega quanto della situazione agricola del Burkina Faso. Seriamente, Eddie, ma chi cazzo sei? Ma chi t'ha chiamato? Ma chi ti c'ha mandato? Boh. Tutto questo detto con rispetto per Oliver Hudson, che vent'anni fa si è trovato con questo copione in mano in cui le istruzioni di regia erano "fai lo stronzo il più possibile per favore, ma proprio con ignoranza" e ha cercato di fare del suo meglio. Non è colpa sua se ha dovuto interpretare una macchietta senza motivazioni coerenti ed etichettato "sì, ma non ti allargare troppo che la protagonista è Joy e comunque devi sparire entro il terzultimo episodio";
  • Joy che si rimette con Pacey per tipo due episodi e mezzo per poi tirarsi indietro con motivazioni ancora più risibili rispetto a quelle di Dawson, tanto che neanche le spiega: è tornato Eddie e quindi è ovvio che un tizio che hai fatto di tutto perché se ne andasse a 5000 km di distanza perché te ne fregava cazzi adesso diventi il fulcro della tua vita per le prossime tre puntate.
Tutti gli altri, che a questo punto sono diventati personaggi secondari rispetto all'epopea di Joy col barista, sono trattati malissimo. Dawson che fa l'assistente di regia affrontando problemi inesistenti (dio, l'episodio di Halloween è da denuncia). Pacey che fa soldi a caso in giacca e cravatta. Jen che getta ogni dignità all'ortiche inseguendo un "bravo ragazzo" (che la metterà incinta per poi abbandonarla) e Jack... che cazzo fa Jack? Boh, non si è capito. Letteralmente il niente per 20 episodi. In alcuni ho addirittura mandato avanti veloce.

Il terzultimo episodio è carino. Tutti si riuniscono. Dawson realizza il suo film catartico con il contributo dei suoi amici. Poteva anche finire lì. Invece no, c'è il doppio episodio conclusivo. Mi ricordo che all'epoca rimasi entusiasta e che fu straziante. Dopo vent'anni, è ancora bello, ma...
Jen si sacrifica chiaramente per il finale della serie. La morte drammatica è quello che fornisce il groppo alla gola e porta allo scioglimento del nodo "Dawson o Pacey"? È ancora commuovente eppure dopo anni viene in mente in modo inevitabile che la serie si sia avvitata su se stessa. Mi chiedo se fosse veramente quello l'obiettivo iniziale. È chiaro che fosse parte importante della trama almeno dalla fine della terza stagione e il finale (con le anime gemelle separate) era già preannunciato dal rapporto con Sig. Brooks nella quarta, eppure che dovesse diventare l'unico argomento imho è venuto fuori solo con l'ultima stagione, quando ormai non avevano più idee e si trattava solo di tirarla in lungo per arrivare alla fine. Ed è una cosa che ha fatto malissimo alla serie nel suo complesso.
Quindi niente, un'occasione mancata.
Fra l'altro, la butto lì, non è nemmeno una chiusura così netta. Sì, certo, Joy sceglie Pacey e da una serie di ottime ragioni per scegliere Pacey. Peccato che l'intera serie sia stata costruita fornendo ottime ragioni per delle scelte che venivano totalmente ribaltate da ottime ragioni successive. Veramente, vedendo Joy e Pacey sul divano che guardano la serie di Dawson (The Creek... e così siamo a due film e una intera serie sull'amore di Dawson e Joy all'interno di una serie che parla dell'amore di Dawson e Joy, diosanto) in me sorge fortissima la domanda: "ma cosa impedisce a Joy di cambiare nuovamente idea e decidere che alla fine sta roba delle anime gemelle con l'amore puro e innocente sia una minchiata e che Dawson è un partito migliore?" Certo, in questo modo il lieto fine è garantito per tutti. Sta con Pacey ma rimane per sempre legata a Dawson, ma in realtà potrebbe benissimo essere il contrario. E la cosa è così chiara che dopo vent'anni c'è ancora gente che si chiede se non sia possibile una settima stagione.
Quindi boh, un'occasione mancata e neanche così stabile.
Epperò per fortuna tutti gli attori più il regista hanno detto ovunque che col cazzo che si rimettono a fare una roba del genere e quindi Joy dovrebbe effettivamente restare con Pacey fino a prova contraria.

Ok, quindi adesso hai finito di parlare di sta serie di merda di cui a nessuno frega un cazzo e che ti sei rivisto dopo vent'anni solo perché esiste Netflix?
Sì, fatto tutto. Finito. Scusate. Ciao.

martedì 16 marzo 2021

Vent'anni dopo pt.2 - il sesso in DC

 Sì, sono ancora impegnato nel rewatch di Dawson Creek e devo appuntarmi da qualche parte un paio di riflessioni. A riguardarlo oggi, l'intero telefilm appare evidentemente costruito su un bilancio precisissimo, quasi karmico, che lega in maniera inversamente proporzionale le volte in cui un personaggio riesce ad andare a meta (aka, fare sesso) con le sfighe che gli capitano nella vita. Ma facciamo una breve carrellata.

1) Pacey - irrequieto ed estroverso (per non dire casinista), è da sempre il personaggio amato dal mondo femminile. Un po' perché si tifa sempre per l'underdog, un po' perché la gente fa meta vedendo Joshua Jackson, un po' perché era il ribelle casinista e confusionario ma con gran cuore. Tutte cose che normalmente non esistono nella vita vera eh. Perché nella vita vera i casinisti sono solitamente dei gran coglioni, ma Pacey no. Quindi #teampacey ecc. ecc. Bilancio karmico: è chiaramente il personaggio preferito dallo sceneggiatore, tanto che è quello con la vita sessuale più attiva. In ordine, si porta a letto: l'insegnante di inglese (a 15 anni), la biondina appena arrivata in città che lo aiuta pure a fare i compiti, la ragazza del suo migliore amico. Non che non se lo meriti eh. Ci lavora un sacco. Eppure ecco il contrappasso: a. famiglia disfunzionale, numerosissima, in cui è considerato lo scemo del villaggio anche da quelli con la terza elementare; b. padre violento e manesco; c. è l'unico del suo anno a non andare al college venendo rifiutato da tutte le università, pure da quella statale. Plus: avete visto che razza di camicie gli fanno mettere?

2) Jen - il bilancio karmico di Jen Lindley, la ragazza di New York, è interessante perché la parte divertente è tutta offscreen. Jen arriva già a Capeside con alle spalle più esperienze di tutta la popolazione under 18 della cittadina messa insieme, con il contrappasso che è ovviamente perseguitata dalla sfiga: a. generalmente viene scagata da tutti ed è probabilmente il personaggio più bistrattato della serie; b. madre assente che tiene più al buon nome della famiglia che a lei, padre che l'ha mandata via di casa dopo essere stato sorpreso a far sesso con una minorenne; c. l'unica vera amica che riesce a farsi è 'na stronza paurosa e le muore pure cadendo in mare lasciandole sensi di colpa eterni; d. l'unico ragazzo che potrebbe amare davvero risulta gay; e. problemi di alcolismo evidenti e continuativi. Però per tutte le prime quattro stagioni non scopa neanche nei sogni. Quindi, alla fine, ottiene l'ammissione in un buon college e una parvenza di stabilità mentale. Il bilancio regge.

3) Jack - altro caso interessante. Del suo passato sappiamo che ha già fatto sesso con una ragazza e infatti la punizione è immediata: fratello morto, madre impazzita, padre assente. L'essere gay non aiuta, ma è evidentemente considerata una punizione sufficiente da farlo ammettere nella squadra di football (che per i licei USA è praticamente l'equivalente di entrare a far parte della nobiltà locale). Non fa sesso per tutto il liceo e quindi è il personaggio universalmente amato da tutti e con cui tutti vogliono avere a che fare. NB. bellissima l'interazione con Dawson che è qui altamente esplicativa del modello comportamentale maschile. L'odio per Jack, derivato dall'essere ritenuto la causa della prima rottura con Joey, svanisce nel nulla, ma veramente nel nulla, nell'istante in cui fa coming out. Cosa che lo porta automaticamente fuori dalla competizione sessuale e quindi ottimo materiale per l'instaurazione di un'amicizia. Credo che solo le parole "sì, però c'ha il cazzo minuscolo" possano creare reazioni di potenza equivalente nella mentalità maschile.

4) Andie - è il paradigma del bilancio karmico. Purtroppo eredita la sfiga del fratello, che avendo fatto sesso si è beccato la madre impazzita, il fratello morto e padre assente. Però viene ricompensata essendo un personaggio iperpositivo e solare, intelligente, ironica, brava negli studi e praticamente in grado di fare qualsiasi cosa gli venga in mente di fare. Fa sesso con Pacey > impazzisce del tutto iniziando a vedere il fratello morto e finendo rinchiusa in una casa di cura. Fa sesso con un paziente che stava nella casa di cura di cui sopra > viene lasciata e rimarrà single fino all'università stando alla finestra a vedere la persona che ama che progressivamente si allontana e la scaga. A fine quarta stagione va in overdose da extasy (ottima idea associarci gli antidepressivi, fra l'altro) ma viene ricompensata con l'ammissione a Harvard.

5) Joey - o Josephine, è letteralmente il personaggio più odiato nella storia dal pubblico femminile. In parte perché alle donne sta sul culo a pelle Katie Holmes probabilmente, e lei non ha migliorato le cose mettendosi con Tom Cruise. Anyway, per il bilancio karmico qua abbiamo: madre morta, padre in carcere per droga, famiglia senza un soldo e quindi necessità di lavorare associata a perenne crisi di nervi. Dall'altra parte la plot armor: Joey si lamenta costantemente di non aver tempo per studiare e difatti non la vediamo mai studiare, eppure da qualche parte avrà studiato, visto che è una delle migliori della scuola. Si fidanza con tutti e tre i protagonisti ma mantiene l'assoluta castità venendo premiata con l'ammissione a un college fighissimo. MA alla fine fa sesso con Pacey > bam, viene lasciata istant perché motivi futili ma con un senso, ha un ritardo nel ciclo e il college improvvisamente le chiede 15mila dollari perché la borsa di studio non basta. Epperò ha comunque la plot armor: i soldi glieli da Dawson perché l'amicizia e no, non era comunque incinta, era solo un ritardo (chi l'avrebbe mai detto che i preservativi funzionino?).

6) Dawson - e poi c'è lui. A differenza di tutti gli altri, Dawson non ha nessuna grande sfiga. In famiglia sono abbastanza agiati (nonostante il padre non lavori da mai?), bella casa, tempo libero, nessun problema negli studi, due genitori amorevoli che rimangono tali nonostante divorzino e poi si rimettano insieme. È generalmente apprezzato da tutti e ha grandi doti creative. Tendenzialmente riesce in tutto quello che fa tranne in una cosa. Quella. In quella la sfiga di Dawson giunge ad altezze mai viste. Per contrappasso ogni volta, e sottolineo, ogni volta, in cui i pianeti si allineano in combinazioni talmente bizzarre e assurde da rendere assolutamente scontato e inevitabile il fatto che possa fare sesso, immediatamente succede qualsiasi cosa, dall'eruzione dei vulcani all'invasione aliena, per impedirglielo. Per questo io non capisco davvero la gente che ce l'ha con Dawson e che non lo sopporta. Sto ragazzo non fa letteralmente MAI niente di male a nessuno. Se appena prova a fare qualcosa che potrebbe, anche solo lontanamente, apparire discutibile a un paladino legale buono di d&d 3.5, immediatamente viene costretto a cospargersi la testa di cenere che neanche l'imperatore a Canossa e comunque non ottiene, mai, mai, mai, mai, niente, di niente. La gente è generalmente #teampacey perché pensa che sia l'underdog. In realtà il vero sfigato della serie è Dawson. Povero Dawson.

E niente, si vede che sto a casa per la pandemia e non ho un cazzo da fare eh?

 

domenica 7 marzo 2021

Sanremo 2021 - Here we are again

Eccoci di nuovo alla rubrica biennale (nel senso che lo faccio ogni due anni) dedicata a Sanremo, in cui vi dico come sarebbe dovuta essere la classifica e perché.

 Riepilogo delle regole:
1) non ho assolutamente guardato il festival;
2) tutte le canzoni sono recuperate in un secondo tempo, le esibizioni viste in ordine di classifica inversa (dall'ultima alla prima) e riordinate secondo un punteggio in decimali;
3) i punteggi in decimali sono relativi solo e soltanto al contesto del festival e alle tipiche canzoni di Sanremo... un 8 in questo contesto potrebbe non essere un 8 nella storia generale della musica;
4) le canzoni a pari merito sono quelle a cui ho dato lo stesso voto e che non voglio ascoltare nuovamente per decidere chi è un po' meglio e chi è un po' peggio... fate vobis;
5) la mia classifica è incontestabile.
Bonus) Diosanto sono 26 quest'anno? Ci muoio <.<