mercoledì 29 luglio 2026

Nessuno torna a casa

 Titolo che mi permette di far notare che "Nessuno" in greco antico si dice Oudeis e quindi ha un'assonanza con Odisseo e quindi il fatto che la famosa scena in cui il Ciclope si lamenta di essere stato accecato non sia presente nell'Odissea di Nolan è un affronto al mondo classico e alla storia della letteratura mondiale.
Adesso che l'abbiamo detto, possiamo procedere con la recensione de

La storia di un uomo che dice "no raga, tranquilli, conosco una scorciatoia..." (ndr.)
che se lo fanno tutti, perché noi non dovremmo? Andiamo per punti.

La tematica: per farla molto breve, si tratta di Oppenheimer ma con Ulisse e il cavallo di Troia al posto della bomba nucleare. L'intero viaggio è una metafora del ritorno a casa dagli orrori della guerra e tutti i mostri e gli incontri fantastici sono i traumi psichici che ne conseguono. Gli Dèi stessi sono il modo in cui Odisseo fa i conti con il passato e con le devastazioni che ha arrecato e il cavallo di Troia diventa il simbolo di una società che tradisce se stessa e i suoi valori (in questo caso l'ospitalità di Zeus) avviandosi alla sua stessa rovina.
Cosa c'entra tutto questo con l'Odissea dei testi? Assolutamente un cazzo. Nolan prende una storia in cui l'apice dell'intelligenza umana sfida gli dei, viene punita per la sua hybrys e attraverso un percorso di espiazione e umiliazione riesce però a ottenere la catarsi e a restaurare l'ordine e la giustizia e, a forza di martellate e nastro adesivo, la costringe a parlare dei crimini e del declino del mondo occidentale contemporaneo. Gli riesce? Non benissimo. Aveva senso in primo luogo? Probabilmente no. Ma aveva i soldi e la fama per farlo, l'ha fatto e ha incassato 260 milioni di dollari nei primi tre giorni di proiezioni, quindi direi che dal punto di vista puramente commerciale c'aveva ragione lui.
Personalmente credo che l'intento dell'opera e il materiale di partenza stridano fortissimo l'uno con l'altro e che per farli andare in qualche modo d'accordo sia stato costretto a rendere l'intera narrazione un polpettone poco brillante e a tratti pure molto noioso. Il punto è molto semplice: Odisseo viene presentato come un criminale di guerra, causa del crollo della civiltà. In quanto tale non può essere figo. E quindi prendi il protagonista cool per antonomasia, il genio, il trickster, l'archetipo del ladro di D&D e lo fai diventare un guerriero stanco, saggio, in preda di una crisi di identità. Uno spreco che grida vendetta e soprattutto fa chiedere: ma dovevi proprio usare l'Odissea per questa roba?
Vedete il punto non è reinterpretare il mito. Il punto è prendere una storia e volutamente privarla di tutti gli elementi che l'hanno resa interessante per millenni per raccontare altro. Stai usando il brand per il brand e non per quello che il brand offrirebbe.
Quindi boh. Il tutto è anche a tratti emotivamente coinvolgente ma era una tematica che già Oppenheimer trattava benissimo e anche in modo più coerente. L'Odissea di Nolan è un film per nove decimi assolutamente ingiustificato.

Gli attori: Matt Damon non terribile nel ruolo che gli fanno fare. Nel senso, non sta interpretando Odisseo perché quello non è Odisseo. È un tizio che tutti dicono sia molto intelligente ma che non fa niente di intelligente per l'intero film. Nel personaggio che gli fanno interpretare è però molto credibile. Stessa cosa vale per Tom Holland che personalmente vorrei facesse qualsiasi cosa non fosse Spiderman. Non parliamo invece di Zendaya per carità di patria, dico solo che in questo film non ha sfoderato neanche la sua classica espressione facciale e mezza, si è fermata a una sola.
Per quanto riguarda i problemi di cast, internet si è lamentato perché razzista. E purtroppo i razzisti avevano ampiamente ragione. Lupita Nyong'o è cromaticamente un cazzotto in un occhio nel contesto del film. Esattamente come il soldato asiatico nella ciurma di Ulisse che ha l'evidente merito di essere il vero protagonista del film, perché se farsi Turchia - Itaca nel mediterraneo è un'Odissea provate a fare Corea - Itaca per andare a combattere a Troia. Bravissimo invece Elliot Page. Nel senso: il suo personaggio non aveva un senso narrativo ed era stato scritto con una motosega particolarmente arrugginita, però riesce quasi a fartici credere e a farti scattare l'empatia. Anne Hathaway ci sta. Fa il compito e sclera quando deve.

La messa in scena: la fotografia è generalmente stupenda. Dal punto di vista visivo il film è bellissimo, nonostante alcune scelte un po' dubbie (i Lestrigoni con l'armatura di Rhino prima di tutto). Per la regia invece dipende. Ci sono scene veramente bellissime come quella di Circe che trasforma gli uomini in maiali. Si vedono le facce rimodellate come se fossero cera con un gusto dell'orrido che a momenti poteva sembrare un film di Eggers. Poi c'è il duello finale che credo sia la peggiore scena di azione degli ultimi trent'anni. Fra l'altro spezzata in due parti con un duello parallelo di Telemaco con il pretendente #4467364 che è di una bruttura più unica che rara.

La colonna sonora: noiosissima. Non ci sono altre parole per definirla.

Giudizio finale: 7-
Il fatto che sia veramente bello da vedere contribuisce al 70% del voto. Resta però un film dalle motivazioni confuse e dalle soluzioni sceniche spesso dubbie. Tutti questi attori, questi soldi e questo impegno potevano essere messi al servizio di uno scopo più nobile. Detto questo, sono contento per i cinema che almeno hanno fatto un bell'incasso in questo periodo di crisi.

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