sabato 16 febbraio 2019

Sanremo 2019 - La vera classifica


NB. la cosa divertente è che avevo un post intitolato: "Sanremo 2018 - La vera classifica" fra le bozze di questo blog. Evidentemente anche l'anno scorso volevo farlo e poi mi sono perso d'animo a metà. Vabbè.

Anyway, breve riepilogo per chi è capitato per caso. Le regole sono queste:

1) non ho assolutamente guardato il festival;
2) tutte le canzoni sono recuperate in un secondo tempo, le esibizioni viste in ordine di classifica e riordinate secondo un punteggio in decimali;
3) i punteggi in decimali sono relativi solo e soltanto al contesto del festival e alle tipiche canzoni di Sanremo... un 8 in questo contesto potrebbe non essere un 8 nella storia generale della musica;
4) le canzoni a pari merito sono quelle a cui ho dato lo stesso voto e che non voglio ascoltare nuovamente per decidere chi è un po' meglio e chi è un po' peggio... fate vobis;
5) la mia classifica è incontestabile.

domenica 25 novembre 2018

I champion di lol visti da un nabbo - 118 opinioni randomiche + 22

Siccome nel frattempo i champion di LoL sono diventati 140, credo sia il caso di aggiornare la lista mentre aspettiamo la nuova season. Quindi, rigorosamente in ordine cronologico di uscita:

119. Gnar - "aspetta che torni piccolo... aspetta che torni piccolo"

120. Azir - la skin che si trasforma in pollo è stupenda

121. Kalista - e pensare che un tempo era op

122 Rek-Sai - "È una lei!!"

123. Bard - i più abili ti stunnano di continuo in fase di lane, ma tanto pure loro butteranno la partita nel cesso ultando a caso

124. Ekko - LO STALLONE ITALIANO

125. Tahm - "ah, dici che dovrei usare la W per salvare i compagni?"

126. Kindred - "I" Kindred, vorrai dire. Sono due.

127. Illaoi - ha scalzato Vel'koz in tutti gli hentai

128. Jhin - "ok, adesso se aspetti un attimo che ricarico la pistola, ti ammazzo"

129. Aurelion Sol - *blump, blump, blump, blump*

130. Taliyah - dice che l'hanno nerfata, speriamo esca dalla giungla e se ne ritorni in mid

131. Kled - lo confondo ancora con Skaarl

132. Ivern - tutti pensavano che l'IA di Tibbers facesse cagare, poi è arrivata Daisy

133. Camille - manomannno nnono nnoononono nononono no-no JAEGER!!

134. Rakan - banna Xayah

135. Xayah - banna Rakan

136. Kayn - su cura dentro i muri e non ci puoi fare niente

137. Ornn - il champion fabbro i cui potenziamenti NON vanno comprati

138. Zoe - Ban. Ma adesso l'hanno modificata e non è più così opprim...BANNALA CAZZO.

139. Kai'sa - secondo me lo stealth sul mio account non funziona

140. Pyke - si cura e non ci puoi fare niente comunque

Fine (per ora)

lunedì 17 settembre 2018

La profezia che non c'era


Premessa: sono un fanboy di Michele Rech, alias Zerocalcare. L'ho stalkerato dall'attimo in cui ha iniziato il blog. Ho letto e continuo a leggere tutto il leggibile gratuitamente e mi sono comprato il resto (compresa la roba su internazionale, su Repubblica ecc.). Mi manca di collezionare pure i manifesti dei concerti ma non sono ancora a quel livello di follia.
Per questo quando è uscita la notizia che avrebbero fatto un film sul suo primo libro (La profezia dell'Armadillo), l'ho accolta con il consueto mix di aspettativa e sconforto. Il classico: "ommioddio devo vederlo per forza ma tanto me lo rovineranno e sarà un disastro e dovrò indire una faida e bruciare casa al regista".
Sconforto che si è accresciuto mano a mano che andavamo avanti, con il ritiro di Mastrandrea dalla regia e le terribili 2 stelline su 5 di Repubblica.

E invece dai, carino.


Poteva andare peggio, dai... (ndr.)

Trama: Zero, giovane nato e cresciuto nel quartiere Rebibbia di Roma, cerca di tirare a campare come può mentre aspetta e spera di sfondare come disegnatore/fumettista/qualcosa. Nel frattempo arriva la notizia della morte di una vecchia amica.
Non c'è molto altro da dire. E c'è moltissimo.

Commento: intanto... era un film difficile da fare. Se facciamo un paragone su quanto sia difficile rendere sullo schermo una roba come, boh, il Signore degli Anelli, e quanto fosse difficile fare la Profezia dell'Armadillo, io avrei scelto Tolkien, per dire. Il libro, di per sé, è una complicata struttura di singoli episodi comici che si reggono su una sottotrama di tristezza agrodolce, nostalgia e rimpianto. Roba che, in un'ora e mezzo di film, io mi chiedevo veramente se fosse possibile restituirla in qualche modo.
Ci riesce?
Secondo me sì. Intendiamoci, mancano delle parti. La profezia in sé viene spiegata malissimo e non ci si capisce un cazzo. La parte sul tempismo e le sue amare riflessioni manca completamente (c'è solo quell'accenno ai cavalieri Jedi che era drammatico e comico assieme). Forse si poteva scegliere un altro ordine per i pezzi con Camille prediligendo la comprensibilità al sentimento (o forse anche no). Però beh, alla fine, andando proprio al centro della questione, il film il suo sporco lavoro lo fa. Non lo fa benissimo forse. Non risplende. Non ti lascia la sensazione del capolavoro. Però fa ridere e pure un po' piangere. Quindi per me è ok... checché ne dica repubblica.

Credo sia anche un film difficile da capire.

Sinceramente, credo che nessuno che non faccia parte del nostro preciso segmento generazionale e che non abbia vissuto da ragazzo o poco più alcuni eventi particolari, possa capire fino in fondo le atmosfere del film. Quando nel film dicono "Genova" evocano un immaginario e un'emozione che in pochi possono dire di condividere. Quando si rappresenta questa generazione di mezzo, sospesa fra buon comportamento e rifiuto del sistema ma comunque sottomissione riottosa (perché il lavoro in aeroporto e il finale con l'entrata nella sede della casa di grafica è abbastanza eloquente), si fanno passare messaggi che probabilmente sono incomprensibili a chi non ne fa parte. Ci si vedrà o un film confuso o una commedia un po' strana o una storia drammatica abortita.
Senza capire che la confusione di tutti questi elementi è il punto centrale del film.


Bravi gli attori. Liberati e Aprea lavorano benissimo insieme. Molto meglio di quanto non sembrasse dal trailer. Pure la Morante mi è piaciuta. Menzione d'onore per Sofia Staderini, che non la nomina mai nessuno. Obiettivamente da Camille adolescente non doveva fare niente, però non l'ha fatto molto bene.

Voto: 7,5 se avete letto il libro. 6+ se siete degli spettatori casuali. Non è esattamente un film da fan, ma se non avete idea di chi sia Zc vi sembrerà rientrare nella categoria di "boh, eravamo al cine, ogni tanto si rideva".




martedì 4 settembre 2018

Terminator

Il bello è che negli ultimi giorni il Pd mi era pure piaciuto. Martina, per dire, su tutta la faccenda della Diciotti mica è stato male. Ok che per prendere le parti di un gruppo di profughi eritrei lasciati su una nave per una settimana non occorra esattamente un coraggio da leone, però a dire quattro cose di decenza al porto (con una polo bianca fra l'altro... si smarca nella continuità dalle camice di Renzi?) c'è andato.

Calenda pure, per quanto Calenda resti Calenda, su tutta la faccenda del ponte e della gestione di Autostrade è stato bravo. Voglio dire, niente di speciale. Ha detto che da una parte un governo serio non si mette a sbraitare come un matto il giorno stesso della tragedia aizzando le folle e allo stesso tempo che ovviamente, dopo un fatto del genere, la concessione andrebbe rimessa in discussione e magari riaffidata, sì a un privato, ma con clausole stringenti e una forte limitazione ai profitti. Ha addirittura detto una roba di assoluto buon senso tipo: "se hai un monopolio non puoi guadagnare come se avessi il rischio di impresa". Cioè, neanche roba di sinistra, roba liberale, ma per gli standard del partito sembrava Che Guevara.
Zingaretti pure, qualche timido passo di apertura in vista del Congresso (quando lo faranno, se lo faranno), l'ha fatto.

Poi è arrivato Esso. Alle 21:00 in diretta su Rete 4. A domanda di Gomez sul "avete fatto una riflessione sul 4 marzo? Perché avete perso?" ha risposto: "per via della personalizzazione. Quando abbiamo personalizzato (trad. Quando c'ero IO) abbiamo preso il 40%, alle Europee e al Referendum, con Gentiloni il 18%".

Cioè, in pratica hanno perso perché Renzi si è fatto vedere poco. E il referendum non è più la sconfitta che ha messo fine alla sua esperienza di governo, è stata una grande vittoria perché ha preso il 40%.

Sorvolando un attimo sulla faccia di tolla del Nostro, mi pare evidente che si prepari per un'altra discesa in campo. Tutto questo mi fa pensare che il mio amico abbia ragione quando parla di Renzi come di Terminator. In pratica ha questa teoria, secondo cui in un futuro distopico il Pd sia cresciuto tanto da diventare la forza dominante in Italia, causando un qualche disastro apocalittico. Tipo una guerra termonucleare o giù di lì. E che Renzi sia un robot inviato dal futuro per porsi alla guida del partito e distruggerlo per evitare che la darkest timeline si realizzi.

Fino ad ora ci sta riuscendo benissimo.

lunedì 25 giugno 2018

Le parti

E Calenda vuole il Fronte Repubblicano. Non si è capito con chi.
Io non so più come dirlo ma credo che il problema sia relativo alla comprensione linguistica. La gente non riesce a farsi entrare in testa che "partito" significa "di una parte".

Al momento in Italia il popolo (ndr: sì, dico popolo. Per me "il popolo" esiste, problemi?) è diviso in due grosse parti. Quella che vuole sparare sui negri e non vuole pagare le tasse. E quella che non c'ha lavoro o ce l'ha di merda e vuole una mano dallo stato.

Grazie all'ennesimo capolavoro politico dell'Innominato, le due parti sono finite incredibilmente a lavorare insieme. Good Job.
Poi c'è un 20% di persone abbastanza benestanti, abbastanza pensionate, abbastanza sicure a livello lavorativo o abbastanza abitanti nei quartieri Bene (più alcune che sono semplicemente delle brave persone, capita di trovarne) che si preoccupano anche di tematiche più alte rispetto alla loro pancia e... la cosa divertente è che non tutte votano Pd. All'incirca una metà, forse.

Quindi, non so con chi Calenda voglia creare il Fronte Repubblicano ma se non si è capito, ed evidentemente non si è capito, le parti sono quelle là. Si chiede di scegliere da che parte stare. Io un'idea ce l'avrei ma evidentemente non sono un genio della politica.

:ae:

lunedì 28 maggio 2018

Ma che te ridi?

Rimango sinceramente un po' sorpreso nel constatare quanto siete gioiosi, o miei molto ex compagni di strada. Tutti questi balli nelle piazze, queste risate, questi lanci di petali dorati e osanna al magnifico decisionista Mattarella, che ci ha liberato del crudele governo Conte regalandoci un (prossimo) governo Cottarelli sfiduciato già in partenza.
Intendiamoci, mi fa piacere vedervi felici eh. È solo che non credevo che avere di fronte quattro mesi di speculazione finanziaria, una campagna elettorale in cui metà del paese griderà contro il colpo di stato di Bruxelles e un sicuro futuro governo Salvini-Berlusconi (che fra l'altro si può ricandidare, contenti?) a ottobre, fossero prospettive degne di tanto gaudio.

Che cazzo vi ridete? Mah.

domenica 8 aprile 2018

La noia della morale o della sua assenza

Non è una vera e propria recensione, diciamo un commento. Due film visti di recente che mi sono rimasti impressi per motivi simili anche se opposti.

Che tanto stiamo in Italia, no?
Sword Art Online ma senza spade
Commento in breve:
quello con De Luigi - faceva abbastanza cagare. Per fortuna non l'ho scelto io. Umorismo demenziale in una storia che si vorrebbe seria (e perfino con risvolti politico-sociali?). La cosa assurda è che le parti serie della storia sono carine, le gag invocano il fuoco come unica purificazione possibile. Con una Miriam Leone dimenticabilissima e una serie di attori secondari assolutamente fuori da ogni registro. Per dire, la migliore è la nonna. Che muore.
quello per nerd - carino. 9 meritato al comparto effetti grafici. 6 di misura agli attori umani. Sufficienza risicata per la storia. In pratica è il sogno di ogni commentatore di facebook: fare la rivoluzione davanti al pc.

Cosa mi ha lasciato perplesso. In entrambi i casi il messaggio (o il non messaggio) alla base. Nel primo caso abbiamo De Luigi che per tutto il film ce la mena con la legge, la giustizia e l'ordine. In pratica sembra l'ultimo baluardo di correttezza in un paese corrotto e amorale. Dall'altra parte la Leone è il tipico vaso di coccio caduto nelle maglie della burocrazia che messa alle strette viene meno ai propri principi e mette in freezer la nonna morta per rubarne la pensione e mandare avanti l'azienda.
Dal conflitto tra queste due visioni del mondo potevano uscire molti risvolti interessanti, invece viene risolto il tutto nella banalità più assoluta. Il finanziere ha una gravissima crisi di coscienza che dura cinquanta secondi netti, dopodiché passa totalmente dalla parte del crimine e il film finisce con loro che si allontanano verso il tramonto escogitando nuovi modi per gabbare lo stato.
Wow. Non ho capito bene quale sarebbe la morale. L'amore vince sempre? Una mano lava l'altra? La famiglia prima di tutto? Tanto siamo in Italia? Boh. Il vero problema non è neanche che è una morale del cazzo, ma che è noiosa. Banale, banale, banale.

Ready Player One, stessa cosa. Un intero film in cui i protagonisti difendono il mondo virtuale, come terra di libertà in cui si può conoscere e connettersi con gli altri, dagli affaristi senza scrupoli che si conclude con i personaggi che, una volta diventati i capi dell'internet, lo staccano due giorni a settimana (il martedì e il giovedì) perché "la vita reale è più importante ed è giusto viverla".
Oh WOW. Non mi aspettavo una morale così GIOVANE E MODERNA. Ma soprattutto così incredibilmente originale. Non sembra per niente il finale di OGNI SINGOLO FILM, LIBRO, FUMETTO, CARTONE ANIMATO con tema internet e realtà virtuale degli ultimi quarantacinque anni. Cioè, quindi volete davvero dirmi che internet è una cosa bellissima ma si deve pur mangiare e scopare? Sul serio? Oddio, non ci avrei mai pensato! Meno male che ce lo avete insegnato voi, giovani bimbiminkia di merda provenienti da Culonia/Columbus USA che a quanto pare il martedì avete l'immenso bisogno di impedire a chiunque di accedere alla rete perché sennò vi scordereste pure di pomiciare... ne avevamo un disperato bisogno.

Un tempo il futuro ce lo immaginavamo pieno di auto volanti e skateboard antigravità. Io mi accontenterei di un 2047 in cui "Ommioddio gli piacciono i videogiochi e sta su internet allora è per forza un drogato sconnesso dalla realtà" non sia più il pensiero dominante. Specialmente nei film che parlano di videogiochi e internet in un mondo in cui TUTTI giocano ai videogiochi e stanno su internet. Porca di quella puttana.
Che dite, ce la possiamo fare?

mercoledì 4 aprile 2018

Noi siamo nati senza limiti ma ancora non sappiamo usare il congiuntivo



Nessuno, quando nasce, pensa che i serpenti SIANO


Porca di quella puttana l'odio. Sono due mesi che questa pubblicità mi martella la testa con i serpenti di merda che sono pericolosi. Perché i serpenti lo sono. A parte le serpi e le bisce, però nell'immaginario comune sono pericolosi. Quindi non è sbagliato pensare che i serpenti SIANO pericolosi, IL CONGIUNTIVO PORCODDUE.

venerdì 30 marzo 2018

Io comunque vado in treno

Visto che mi sono ricordato dell'esistenza di questo blog, tanto vale che lo sfrutti per buttare giù quello che penso del seguente volume, concessomi in prestito in vista dell'incontro pubblico con l'autore:

Titolo senz'altro azzeccato
L'autore: Mirko Manetti ha un blog personale, con una bio incasinata come solo un tizio nato dopo gli anni '80 può avere. Mi ha particolarmente incuriosito quell'accenno alla partecipazione a Forum del 2010, cosa che si ricollega bene con l'attività di improvvisazione teatrale. Cioè, io non lo scriverei sul cv, ma sono gusti. Le faq però sono abbastanza divertenti e sono anche utili se volete farvi un'idea del modo in cui scrive. 

La trama: il libro è invece in gran parte un prodotto del web. Si tratta di un collage di resoconti giornalieri del pellegrinaggio a piedi da Montelupo fiorentino a Roma, sulla Francigena, pubblicati in un primo tempo su facebook e poi riadattati in un unico volume.
Il classico diario di viaggio, in pratica, con i suoi incontri, successi e disavventure.


Il commento: carino. Si legge velocemente, è scorrevole e mai noioso. L'esperienza è senz'altro interessante per come viene narrata, specialmente per chi è del tutto a digiuno del tema. Mi verrebbe da dire che fa venire voglia di viverne una simile, e certamente la parte iniziale in cui si forniscono i "consigli per camminare" è incoraggiante, però no. La voglia passa dopo le prime venti pagine.
Certo, sono perfettamente d'accordo con l'autore quando parla del "vivere" i luoghi. C'è una bellissima pagina in cui si spiega come attraversare i paesaggi in modo lento consenta di sentirsi parte di essi, di fermarli nella memoria, di acquisirli come propri. E sono d'accordissimo e sono pronto a mettere la mano sul fuoco che sia una fonte di arricchimento personale incredibile ma... no. Mi fa fatica. Bel tentativo Mirko, ma col cazzo che mi faccio trenta km a piedi al giorno, mi disp. 
Nota a margine per gli ostelli e i posti per dormire: se l'accoglienza per i pellegrini è quella descritta, meglio prenotarsi i B&B lungo la strada. Seriamente.
Insomma, sembra un'impresa da praticare per gente molto in salute e con una forte motivazione. Da questo punto di vista gli accenni alla componente "spirituale" del viaggio, sebbene abbastanza in secondo piano, lasciano un po' indifferenti, specie se si è dei miscredenti convinti.
Il finale con i tre arrivi mi ha lasciato abbastanza perplesso.

Giudizio: 7? Non è esattamente il mio genere ma l'ho letto con piacere. 

Avvertenza: i non toscani potrebbero a volte trovarsi a disagio con i vocaboli.

domenica 25 marzo 2018

E tutto va come doveva andare

Potrei andare subito su netflix a guardarmi Luke Cage, a cui sono finalmente riuscito ad approcciarmi dopo un anno di titubanza, ma visto che stanotte dormiamo un'ora in meno e domani mattina sono di nuovo di turno, perché non dar fondo al mio innato masochismo con un post sul blog semidimenticato?

Dopo le ultime elezioni mi ero infatti dimenticato di dire una cosa importante. Tipo: "io l'avevo detto eh".
No, seriamente, io l'avevo dettoqui

Ah, però su una cosa mi ero sbagliato. Avevo detto che i Cinque Stelle rischiavano di essere il primo partito con un programma inconsistente e con vaghe promesse di reddito minimo e che sarebbe bastata una proposta anche solo vagamente credibile sul lavoro per fargli prendere il largo. Beh, a quanto pare ero colpevolmente pessimista. NON NE AVEVANO BISOGNO.

Però c'è un lato positivo. Mi sembra che la sinistra italiana abbia iniziato un serio processo di autocritica. Ha preso atto che questa deriva liberista ha effettivamente distrutto ogni legame con il proprio popolo e che sia necessario, dopo essersi cosparsi il capo di ceneri, mettersi al servizio di una reale politica di cambiamento e protezione social.. AH NO. Perché avviare un processo di rinnovamento e cercare di riparare ai propri errori, quando ci si può chiudere in camera, con Laura Pausini a tutto volume, a fare video su youtube lamentandoci di quanto il nostro ragazzo sia stupido e non ci capisca davvero e non ci abbia mai meritato e adesso lo voglio vedere se riesce a farci un governo, con quella zoccola! 
Perché la sinistra italiana fa politica come una quattordicenne lasciata dal fidanzato. Esattamente come avevo predetto, mi sembra.

Però adesso la sinistra italiana ha alte aspettative. Chi sta al governo perde consensi, si sa. Chi sta all'opposizione invece li guadagna. Quindi adesso ci chiudiamo nelle nostre camerette a piangere. Tempo un paio di anni, vedi come tutti quegli elettori ingrati vengono a cercarci. Vedremo quanto gli piacerà un governo Salvini-Di Maio. LOL

Aspettative con un paio di fallacie logiche alla base:
numero 1) - non è del tutto vero che chi sta all'opposizione guadagna sempre i consensi. Ed è un po' strano che a sostenere questa tesi siano gli eredi del PCI. No, nel senso, se il PCI avesse guadagnato voti per ogni legislatura passata all'opposizione, adesso dovrebbe governare come minimo l'Impero Galattico. E invece...
numero 2) - proprio a grandissime linee... avete presente contro cosa la gente ha votato a questa tornata elettorale? Sarà un'impressione mia, ma mi verrebbe da dire, se dovessi tirar fuori delle robe a caso: "job act, Fornero, impoverimento generico". Ora, dando per scontato che Salvini e Di Maio non possano realizzare i punti fondanti del loro programma, ovvero il reddito minimo e la flat tax, la domanda è: quali punti potrebbero avere mai in comune per un governo insieme?
Solo a me viene in mente, di nuovo, Job Act e Fornero?

Da qui l'ipotesi: ma se venisse fuori un governo Salvini-Di Maio, che in un anno circa cancellasse il job act, garantisse a un po' di persone di andare in pensione prima e, diciamo, varasse una nuova legge elettorale con un premio di maggioranza per la prima lista, secondo voi quanti consensi perderebbero?
Solo a me viene in mente: nessuno?

Lo sapete sì, che nel giro di un anno potrebbero l'uno candidarsi ad ereditare quello che rimane della destra e l'altro quello che rimane della sinistra? E provate a indovinare chi è che rimarrebbe schiacciato in mezzo?
Adesso siete tutti traumatizzati perché la sinistra ha toccato il fondo. Perché il 19% è il risultato più basso mai ottenuto nella storia repubblicana. Beh, ho una brutta notizia da darvi: una volta toccato il fondo, si può benissimo continuare a scavare.

Fate voi...

giovedì 31 agosto 2017

Cuffifobia

Nel frattempo, qualcuno dovrebbe spiegarmi cosa impedisce agli over cinquanta di mettersi un paio di cuffie in testa in modo decente.



Nel senso, sono cuffie. La parte liscia e dritta va precisa sulla testa, le due circolari sulle orecchie. Dov'è il problema? Hanno paura di spettinarsi? Vogliono imitare dei dj? Perché tentano tutti di mettersela al contrario o di lato o sghemba o sulla nuca o in qualsiasi altro modo che non comporti indossarla nel modo più logico?

mercoledì 30 agosto 2017

Le due destre

Stavo pensando al dibattito politico.

Ma non hai niente di meglio a cui pensare?

Stavo facendo cose noiose.
Anyway, mentre pensavo al dibattito politico guardando Telese e Parenzo su La7...

vabbè ma pure Telese e Parenzo guardi?

Stavo facendo cose molto noiose.
Comunque stavo pensando a questa storia dei migranti che ci rubano il posto di lavoro. Adesso è molto in voga una risposta molto intelligente. Non so bene chi l'ha inventata per primo ma sono abbastanza sicuro sia stato un comico. Perché in effetti rispetta tutti i tempi comici. Io almeno l'ho sentita per la prima volta in uno spettacolo di Doug Stanhope ma non so se fosse sua. Comunque, la risposta è, all'incirca:

Se un immigrato che non conosce la lingua, non ha contatti sociali, non ha un titolo di studio valido ed è appena sceso da un gommone ti ruba il lavoro... probabilmente il tuo lavoro non vale un cazzo.

Che è vero. In effetti se a livello lavorativo non riesci a competere con un tizio arrivato dal Ghana l'altro ieri, probabilmente non riusciresti a competere contro nessuno.
È una risposta molto intelligente. E piace tantissimo a un sacco di gente di sinistra, perché noi di sinistra ci vantiamo tantissimo di essere molto intelligenti e quindi figurati se potremmo mai avere problemi a competere sul mercato del lavoro con i migranti del Ghana. Poi magari non è vero, perché il migrante lo assumono come manovale in un cantiere edile, ma tanto noi in un cantiere non ci vorremmo lavorare, quindi chissene?

Dicevo, è una risposta molto intelligente. E di destra.

Purtroppo credo si sia perso un po' il punto. Lo dico per i miei amici di sinistra. Noi dovremmo essere quelli che la competizione sul mercato del lavoro la rifiutano alla base, perché contestiamo il sistema. Invece siamo diventati quelli che: "se non ce la fai a competere con un migrante ghanese allora devi morire di fame, lol"

Non se se è chiaro, ma quando diciamo che in Italia la sinistra è sparita è assolutamente vero. In Italia si stanno affrontando due destre. Una destra reazionaria, tendenzialmente fascista, che usa i migranti come capro espiatorio suggerendo che "rimandarli a casa loro", perché "affondarli in mare" suona un po' troppo nazista, è la soluzione per la crisi economica. E una destra liberale, molto fighetta, che dice "fateli venire pure tutti, tanto mica verranno a rubarci il nostro posto in ufficio, manco sanno la lingua, al massimo competeranno con gli altri disperati, lol".

E per qualche strano motivo quelli di destra liberale si credono di sinistra. Al massimo sono molto cattolici misericordiosi. Credono di avere la tavola abbastanza piena da poterne far cadere tranquillamente qualche briciola per far mangiare i poveracci. Peccato che noi i misericordiosi una volta li odiavamo. Perché la misericordia era l'atto di pietà del ricco per il povero, mentre noi volevamo la solidarietà fra esseri uguali.

Quindi qual era la risposta giusta?
Semplice: "no, non vi ruberanno il lavoro, perché noi daremo un lavoro a tutti, bianchi e neri, ricchi e poveri, comunitari ed extracomunitari. In quanto esseri umani".
Poi viene tutto il resto. Come farlo, dove, perché ecc. Ma nel momento in cui abbiamo perso di vista questo obiettivo, la sinistra è morta. Della sinistra ci è rimasto solo la spocchia intellettuale della finta borghesia di accatto.
Applausi.



(Vi sembra un pezzo deprimente? E poi c'è gente che si chiede perché non scrivo più...)

domenica 18 dicembre 2016

E anche stavolta ce la siamo scampata

In tutto questo affollarsi di avvenimenti mi sono scordato di gongolare sul blog per la vittoria del No al referendum.

Perché insomma, da tutte le altre parti sono stato estremamente parco di commenti e mi sono contenuto. Anche se in effetti ghignare in faccia a quelli che mi accusano di aver portato il paese all'instabilità (io da solo eh, ma quanto sono figo?), e dalle mie parti sono tanti visto che vivo in una delle dodici province italiane in cui ha vinto il sì, non ha prezzo. Ghigno a parte, dicevo, sono stato però estremamente sobrio e non ho manifestato soddisfazione.

Qui però non mi conosce nessuno quindi, chissene.

ALLA FACCIA VOSTRA

Sì, lo so che è una vittoria di Pirro eh. Abbiamo impedito che la Costituzione diventasse un obbrobrio ma non è che stiamo benissimo eh. Sì ok, della vittoria si sono già impadroniti gente che mi sta sul culo (dai 5S a Salvini). Sì ok, c'è Gentiloni e comunque che vi aspettavate? Abbiamo bisogno di una legge elettorale decente e comunque meglio Gentiloni che Renzi (ed è tutto dire). Ma comunque, anche considerato tutto questo

ALLA FACCIACCIA VOSTRA


Ok, fatto.
Adesso però non vi disperdete eh. Che a breve c'è il referendum sull'art. 18. Sì, lo so, ci siamo rotti tutti il cazzo delle campagne elettorali e vorremmo andare al mare. Però tanto è dicembre, avete almeno quattro mesi per riposarvi e io ci terrei proprio a non essere licenziabile senza giusta causa. Che dite, lo famo un altro sforzo?
Eddai su.

giovedì 10 novembre 2016

Clinton, Trump e cosa non vogliamo imparare dalla lezione americana

Premessa per chi capitasse qui per puro caso: questo post è una risposta per altra gente in altri luoghi. Adesso lo sapete.

Dunque, piccolo riassunto del discorso di ieri lasciato a mezzo. Le domande che tutti si fanno su internet sono: "perché gli americani hanno votato Trump?" "sono così stupidi?" "non hanno visto che è razzista/omofobo/sessista/antiambientalista e un sacco di altri "ista" molto molto cattivi?" "allora la democrazia fa schifo?"
Iniziando dalla seconda e terza domanda, le risposte sono: "no" e "sì".
Intanto la stupidità. Parlare di stupidità per i comportamenti generali di una popolazione è già di per sé molto stupido. Non esiste antropologicamente un popolo che sia più stupido di un altro per motivi genetici. Già il buon Cipolla diceva con ragione che la stupidità è una variabile indipendente da ogni condizione sociale, economica e personale. Esistono popoli mediamente più o meno istruiti ma in genere tutte le decisioni che riguardano l'andare a mettere una scheda nell'urna per questo o quel partito non richiedono una disamina del pensiero kantiano.
Se proprio volete metterla sul tema della stupidità, possiamo dire che il popolo americano nel suo complesso è stupido, all'incirca quanto qualsiasi altra grande massa di persone che si ritrova a svolgere un comportamento sociale programmato.
Se mi passate la digressione, riutilizzerei una similitudine di cui non mi ricordo l'autore, letta o sentita da qualche parte e in qualche tempo (su questo blog siamo accurati), ovvero che "l'uomo è l'esatto opposto degli insetti: intelligente singolarmente, stupido in massa". Per stupido si intende in questo caso facilmente guidabile da forze esterne al pensiero puramente razionale. Chiamiamole forze storiche o sociologiche, se volete. Questo però non significa stupidità singola. Gli americani non sono diventati una massa di deficienti solo perché hanno votato Trump, un po' come gli italiani non hanno perso nulla del loro incredibile genio artistico, storico e ingegneristico per aver votato Berlusconi, semplicemente hanno risposto in massa a precise sollecitazioni sociali che li hanno portati nel vedere in Trump la migliore destinazione possibile del loro voto.

E qui arriviamo alla prima domanda: "perché quindi lo hanno votato?". La risposta è "prospettiva". La prima regola base della politica, che sembra tutti si siano dimenticati nella fretta di esaltare la morte delle ideologie e il mondo postofuturista in cui tutti i politici sono uguali e tutti devono solo fare l'amministratore di condominio stando attenti che non sporchiate i marciapiedi, è che gli enti di organizzazione della volontà popolare (i partiti) devono innanzitutto fornire un senso di marcia alla storia. I partiti, nel senso nobile del termine, non sono delle fandom di questo o quel candidato. Non si riuniscono per esaltare le qualità del leader di turno, il loro compito è appunto quello di organizzare e indirizzare l'opinione pubblica di un preciso spaccato sociale in modo che possano prendere decisioni comuni.
Se avete capito tutto questo, potete tranquillamente guardare alla campagna elettorale americana e trarre una conclusione: Trump aveva una prospettiva, la Clinton no.
Ma le uscite razziste, antiambientaliste, sessiste, contro i veterani, non pagava le tasse, le figuracce, i gomiti sul tavolo e quel taglio di capelli???
Erano tutti buoni motivi per non votare Trump. E infatti tanti, anche all'interno del suo partito, non hanno votato Trump. Sono sicuramente ottimi motivi per cui i media hanno tutti detto di non votare Trump, compresa Fox News. E forse, in un altro periodo della storia americana, sarebbero stati motivi sufficienti a non farlo vincere ma rimaniamo sempre al solito punto: "motivi sufficienti a non farlo vincere, non a far vincere la Clinton". La verità è che la Clinton poteva solo "non perdere".

Quindi prima lezione che dobbiamo imparare da queste elezioni:
la storia che si vince al centro, col voto moderato, vale solo quando tutta la popolazione sta abbastanza bene
Solo quando tutto il popolo ha molto da perdere, additare l'alternativa come l'uomo nero può servire a farsi votare. Ma la politica del "votare il meno peggio" perde di significato quando grossissime fette della popolazione stanno male e, ancora peggio, perdono ogni speranza di miglioramento.

Perché questo è avvenuto in questa campagna elettorale. Trump girava il paese promettendo la soluzione dei problemi degli Americani. Dal muro spaziale di ottomila chilometri contro il Messico, ai dazi doganali per proteggere il mercato interno, ai provvedimenti draconiani contro le aziende che delocalizzano togliendo il lavoro agli americani ecc. ecc. ecc. mentre la Clinton lo additava per non aver fatto il servizio militare.
Che per gli americani è una cosa importantissima eh, ma non quando la tua azienda sta per chiudere per trasferire la produzione in Cina.


Seconda lezione:
Quando larghe fette di popolazione stanno male, vince il candidato con il programma radicale più credibile
Il problema della Clinton è che non aveva un programma radicale in nessun punto. Radicale, lo dico per gli italiani che se sentono una roba anche lievemente imparentata con la sinistra si spaventano e gridano alla rivoluzione russa, non significa domattina sfasciamo vetrine bruciamo macchine Robin Hood ecc., significa semplicemente "provvedimenti chiari e netti, anche sovversivi rispetto a convenzioni consolidate".
Per dire, l'introduzione dell'Obamacare come forma di assicurazione sanitaria per tutti, è stata una decisione molto radicale per gli USA, tanto da far tacciare di "socialismo" probabilmente uno dei migliori presidenti americani della storia... in Europa occidentale sarebbe considerata una riforma di destra tremendamente reazionaria che svende la sanità alle compagnie private. Non avrebbe possibilità di passare nemmeno con il più destrorso dei governi. Quindi capite come "radicale" non significa "comunismo&rivoluzione" solo risposte decise e sovversive rispetto allo status quo.
La Clinton, dicevo, non aveva nessun progetto di tipo radicale, solo una stanca amministrazione (magari ben fatta eh) dell'esistente e il risultato è stato questo:


Trump ha perso qualche elettore repubblicano moderato? Sì, forse. Probabile. In compenso ha guadagnato milioni di voti nella working class e middle class colpite dalla crisi economica, tanto che i risultati non riportano cambiamenti sostanziali nella base dei votanti repubblicani. Invece i giovani, universitari e non, e le minoranze etniche non sono andati a votare per la Clinton. End of story. Erano stati loro a far vincere Obama e il suo programma radicale. Erano stati loro a rimanere delusi dalla mancata nomina di Sanders. Sono stati loro a far perdere la Clinton.

Terza lezione che vale per tutti:
No, non hanno sbagliato loro a non votare Clinton, siete stati voi a sbagliare non votando Sanders.
Vale per tutti perché è scontato, nel dibattito pubblico italiano, votare sempre per il meno peggio trascurando ogni possibilità che le cose vadano meglio. Scegliamo sempre il candidato più moderato, il più condiviso. Ovviamente condiviso con la parte che in teoria ci sta più sul culo e con valori che dovremmo combattere. Ok, la lezione americana è questa: non funziona.
Aspe, forse dovrei scriverlo più grosso:

NON FUNZIONA 

La verità è che c'è tanta gente che sta già male, quindi non vede nessun motivo per andare a votare un candidato che già gli fa schifo per accontentare una parte di elettori che sta al centro che con loro non ha niente a che fare, Qualcuno chiedeva se i personaggi pubblici, attori famosi ecc. spostassero voti facendo dichiarazioni in favore della Clinton. La risposta è: sì. Li spostavano in favore di Trump invogliando la gente a stare a casa.
Perché quando sei un universitario con 60.000 dollari di debito con le banche, che si è visto bocciare il proprio candidato perché "troppo di sinistra" in un paese in cui "aiutare le vecchiette ad attraversare la strada" è "troppo di sinistra", sentire dei milionari che ti mettono in guardia sul crudele destino del tuo paese se dovesse vincere un altro milionario ti porta ad una sola conclusione: GTFO.
E sono quelli che sono mancati, i giovani, i poveri e i disperati.
Trump vendeva posti di lavoro, la Clinton diceva "Trump ce l'ha con voi". Sì ok, ma la domanda è: "TU INVECE COSA VUOI FARE PER NOI?"
Ed era talmente chiaro che la Clinton non volesse fare niente per loro, perché troppo legata all'establishment finanziario, che hanno preferito starsene a casa.
E per quanto tutti prendiamo in giro i complottisti che parlano di Bilderberg, 1%, J.P.Morgan ecc. ecc., vorrei che vi fosse chiaro che non è che poi abbiano tutti i torti ad avercela con loro.
Nel senso: il fatto di essere paranoici, non esclude alla base il fatto che ci sia qualcuno che ce l'abbia con voi.
La verità è che viviamo effettivamente in un mondo in cui le ricchezze continuano a concentrarsi in sempre minori mani, la redistribuzione del reddito viene sempre più limitata, i diritti del lavoratori considerati come residui di ideologie ottocentesche da cui liberarsi... tutto questo da parte della sinistra. Anche in Italia. Soprattutto in Italia. Intanto la destra si da alle politiche sociali.

Quarta e ultima lezione:
Smettete di fare le fighette mestruate ogni singola volta che il popolo vota
Chiudersi piangendo nella propria cameretta, mangiando gelato e cioccolato, guardando Pretty Woman e ascoltando in loop la Pausini pensando a quanto sia stupido il popolo che vota Trump, che voi siete gli unici a vedere i pericoli per il futuro, che mangiarsi la merda sia un'ottima prospettiva perché meno peggio che restare digiuni e che la democrazia debba essere limitata perché non è giusto che il voto di me medesimo, sua maestà, valga come quello degli stupidi quindi mettiamo un test a crocette alle urne, è un comportamento giustissimo: per una quattordicenne lasciata dal fidanzato.
Non è che il popolo non vi capisce. Il popolo si è semplicemente rotto il cazzo. Ed è possibilissimo che tocchi a voi, per una volta, cambiare un po' le vostre prospettive di cosa si possa o non si possa fare. Forse è l'ora di fare qualcosa di radicale, da sinistra. E sarebbe meglio farlo PRIMA che ci pensino gli altri.

Lavoro e welfare. La partita si gioca su questo. I 5 Stelle sono il primo partito d'Italia (settimane sì e settimane no, ma le settimane sì diventano sempre di più) con un programma elettorale inconsistente e con quella promessa vaga di reddito minimo. Lasciate che trovino una proposta anche solo lontanamente credibile per dare lavoro alla gente (e prima o poi da quel trust di cervelli qualcosa verrà fuori) e vi assicuro che non basteranno tutte le leggi elettorali confezionate ad hoc per bloccarli. Non basteranno gli imbonitori fiorentini che danno mance elettorali a destra e a manca. Le mance non sono una prospettiva e anche un popolo abituato a farsi comprare il voto, a volte si rompe le palle. Anche perché ci sono sempre i rompicoglioni che a prescindere non li puoi comprare.

La direzione è quella e chissà, magari è un bene. Forse ci diamo una svegliata prima eh. O forse, quando ci ritroveremo Di Maio premier con il 54% della Camera per cinque anni, torneremo a piangere in camera ascoltando la Pausini e ci sentiremo comunque bene perché noi siamo quelli intelligenti.

Perché noi lo siamo, vero?