venerdì 31 ottobre 2014

Sul perché Twilight è un fantasy e non un horror

Salve. Mi dicono che fra poco è Halloween. Mi sembra quindi il momento perfetto per darvi il benvenuto al secondo incontro del nostro breve corso sull'esatta natura dell'horror e del fantasy. Vi ricordate cosa avevamo detto durante la prima lezione? Se avete bisogno di ripassare, potete andare qui. La coda politica del post potete saltarla, anche se comunque può essere utile.

Dunque, nella scorsa lezione abbiamo dato una definizione di fantasy e horror basandoci sulle figure del drago e del vampiro. Visto che a quest'ultimo personaggio tengo particolarmente, mi sembra doveroso affrontare il problema di uno dei filoni di maggiore successo negli ultimi anni: i cosiddetti "romantic horror". Tale genere nasce dall'accostamento di figure tradizionalmente tipiche delle storie dell'orrore (primi fra tutti, appunto, i vampiri) con plot di carattere spiccatamente romantico. Lo scopo non dichiarato - e a volte dichiaratissimo, basta vedere la copertina originale di Twilight - è di sfruttare portandole all'eccesso le tematiche dell'amore/frutto proibito. Se gli amori pericolosi fanno audience, come considerare gli amori per esseri sovrannaturali che sopravvivono bevendo sangue?
Tali storie hanno però un punto debole fondamentale nella sostanziale ricerca di un happy ending, che di per sé falsa l'attribuzione al genere horror.
Che cosa voglio dire? Cerchiamo di arrivarci per punti, mettendo a confronto un romantic horror effettivo, o meglio il capostipite dei romantic horror contemporanei (ovviamente prendiamo in considerazione solo il periodo post-anni '80, sennò dovremo partire da Dracula) con il già citato Twilight.

In particolare vorrei mettere a confronto, chiedendo perdono preventivo a chiunque si senta giustamente offeso dall'accostamento, le coppie Buffy-Angel e Bella-Edward. Continuate a vostro rischio e pericolo che il post è lungo assai.

giovedì 30 ottobre 2014

Momento musicale 2

Sui social dicono che stamattina era su radio 105. Vogliamo rimanere indietro?





lunedì 20 ottobre 2014

Il giallo della focaccia

Già da alcuni mesi un mistero avvolge il mio paese. Protagonista: il venditore di pizza al taglio. Perché, quell'uomo pelato, di una certa età, pur avendo sempre sul bancone la scritta "focaccia: 1 euro" a volte me lo vende a 1 euro e a volte a 50 centesimi?
Non può dipendere da me... se gli stessi semplicemente simpatico io, me lo dovrebbe vendere sempre a 50 centesimi.
Non può dipendere nemmeno da lui, perché a volte c'era la sua collega e anche lei me lo vendeva a volte a 1 euro a volte a 50 centesimi.
Impossibile dipenda da un fatto temporale: ci sono andato in giorni diversi, a orari diversi, con fenomeni atmosferici diversi e non si è mai presentata una regolarità evidente. Inoltre a volte ho fatto trascorrere anche diverse settimane fra una visita e l'altra, quindi non può dipendere dal rapporto fedeltà.
Certamente non dipende dalle tasse pagate: lo scontrino non me lo fa mai.
Che dipenda dalla gente presente? Magari quando è pieno di turisti me lo vende a 1 euro per non fare preferenze, quando invece ci sono solo io, sa che sono del paese e me lo mette a meno.
Mah eppure a volte c'era gente e me l'ha comunque fatto a 50 centesimi.
Magari è un pizzaiolo onesto (pur non facendo lo scontrino). In alcune mattinate sa che la pasta non gli è venuta benissimo e mi abbassa il prezzo. Però non mi sembra di aver mai riscontrati particolari cali di qualità: è sempre stata una focaccia onesta.

Mah. Secondo me va a umore. Per forza la Cina ci fa il culo. Abbiamo gli  imprenditori che vendono la roba a seconda di come si svegliano la mattina.

giovedì 9 ottobre 2014

Di horror, fantasy e omofobia

Subito dopo aver scritto il post di ieri sulle sentinelle silenziose (credo si facciano chiamare così, non ricordo bene) ho iniziato una serie di riflessioni che, per vie traverse, ho ricollegato a un corso che ho in mente di fare su horror e fantasy.
Cosa c'entrano le une con l'altro? Cerco di spiegarvelo. Voi venitemi dietro con fiducia che da qualche parte arriviamo...

mercoledì 8 ottobre 2014

Dubbi 3

1) Sarà che negli ultimi tempi sono un po' distratto, ma non ho capito questa cosa delle sentinelle contro il matrimonio gay. Cioè, capisco l'omofobia, la disgregazione della famiglia tradizionale, l'essere contro all'adozione ecc. ecc., ma perché stanno in piedi zitti a leggere un libro? Che mi rappresenta? Da cosa si dovrebbe capire che manifestano contro i gay?
Mah

2) Ma se dovevamo far passare una legge sul lavoro che toglieva l'art. 18, non potevamo farla fare a Berlusconi? Cioè, gli abbiamo rotto il cazzo per una vita sull'art. 18 e poi lo toglie il Pd. Mah.

3) Siamo andati a far la guerra a Saddam che non c'entrava una cippa con gli attentati alle Torri Gemelle. Ora che sgozzano gli occidentali in diretta mandiamo a combattere i curdi. Mah.

giovedì 11 settembre 2014

La ricorderemo così...

Mi sembra alquanto preoccupante, per la mia salute mentale intendo, l'improvvisa voglia che mi è presa di commentare la morte dell'orsa Daniza. Solitamente questi dibattiti mondani li sfuggo come la peste. Tuttavia una piccola riflessione in merito forse vale la pena di farla, perché si ricollega indirettamente al discorso del post precedente su "gente che combatte guerre che capiscono solo loro".
Ora, cosa c'è da dire sul caso Daniza? In realtà molto poco. Un mesetto fa, in Trentino, un cercatore di funghi in borghese si aggira per i boschi e si imbatte in un'orsa. Invece di togliersi dalle palle alla velocità della luce, posa il cestino, si nasconde dietro a un albero e si mette a osservarla mentre bada ai cuccioli. Purtroppo le orse con i cuccioli sono politicamente contrarie alla presenza di umani guardoni e lo caccia in malo modo. A sentire il cercatore di funghi si è trattato di una titanica lotta fra l'uomo e l'animale. A giudicare dalle ferite riportate (qualche graffio su braccia e gambe e, evidentemente, nessuna lesione profonda) o ha la pelle tipo Superman o l'orsa si è limitata a dargli un paio di pacche per poi rimandarlo a casa a calci in culo (teniamo presente che si tratta di un animale che può arrivare 150kg, per la serie... per ammazzarti basta che decida di salirti sopra).
Immediatamente scoppia il caso e il governatore del Trentino, con un coraggio degno di Indiana Jones, subito si pronuncia per l'arresto dell'orso che verrà catturato e tradotto in cattività. Perché basta con questi orsi immigrati che si permettono di girare per i boschi e comportarsi da orsi.
Oggi la notizia della tentata cattura: l'orso, colpito da un dardo anestetico, muore per boh... non si sa, allergia forse. O la dose era troppo forte. Comunque muore.

Cosa emerge da tutta questa vicenda? In realtà, solo cose che già sapevamo. Essere una nazione di cialtroni non si esprime solo nel fatto che esultiamo perché la criminalità organizzata, la prostituzione e il traffico di droga ci hanno fatto alzare il PIL e quindi possiamo sperperare qualche altro miliardo di euro in barba al patto di stabilità. Si esprime anche nelle piccole cose. Cosa emerge infatti da questa vicenda se non l'immane, eterna, estrema cialtronaggine di chiunque viva al di sotto delle Alpi? Pensateci bene, in questa vicenda nessuno è stato all'altezza del proprio ruolo.
- il boscaiolo della domenica che non solo non ha nessuna idea di come ci si comporta nei confronti di un animale pericoloso ma non ha nemmeno il comune istinto di sopravvivenza che porterebbe il primate medio a pensare: "forse stare nei pressi di un orso di 150 kg non è esattamente una buona idea"
- la regione che si affretta a ordinare la cattura dell'animale in questione perché "metti poi che ci denunciano e poi come si fa?"
- la forestale o chi per loro che ci mette un mese a prendere un animale, poi lo ammazza per errore e si fa pure scappare i cuccioli (ne hanno preso solo uno).

In definitiva siamo una nazione di cialtroni e quindi succedono cose cialtrone. Questo è l'unico commento che avrebbe senso fare. L'indignazione lascia il tempo che trova. Ha senso indignarsi perché nel Sahara non c'è l'acqua corrente? No, perché le condizioni non lo permettono. Ha senso indignarsi perché Daniza è morta? La verità è che, statisticamente, è vissuta anche troppo, considerando che stava in Italia.

Ecco che però si scatena la guerra. Perché non importa quale sia il motivo. L'importante è dividersi su due fronti, prendere fiato e iniziare a litigare sparando quante più cagate possibile. In una escalation che esemplifico qui sotto:
1) prendete i soldi dello stato per gli orsi e poi li ammazzate;
2) vorrei vedere voi se un orso vi ammazzasse il figlio;
3) gli animali devono essere rispettati perché non conoscono la malvagità;
4) allora non ammazzate nemmeno le zanzare se gli animali vi piacciono così tanto;
5) non verremo più in Trentino così imparate;
6) di voi terroni ne possiamo fare a meno;
7) allora andatevene in Germania...

ecc. ecc. ecc.

Nel frattempo, noi ce la vogliamo ricordare così:


mhhae

sabato 6 settembre 2014

I ragazzi morti e la gente che confonde il pesce col cazzo

Parlare di un fatto come quello di Napoli è sempre difficile. Qualunque cosa dici sicuramente sbagli e la tentazione sarebbe quella di non dire niente. Da una parte perché un diciassettenne ammazzato mentre andava in motorino non è certo un punto luminoso nella storia delle nostre forze dell'ordine (e non è che di punti luminosi ce ne siano a dozzine eh), dall'altra perché dire "non si può sparare alla gente così" è tremendamente facile, a casa propria, con il culo al caldo e una tazzina di caffè posata a fianco della tastiera.
Quello che però non posso sopportare è la folla dei miei "compagni?" che nella solita esaltazione da fuck the police! si affretta a mettere questo episodio nel già ampio faldone con foto d'archivio denominato "brutalità delle forze dell'ordine in Italia dal 1945 a oggi". Ho sentito gente paragonare Davide Bifolco a Carlo Giuliani e la pallottola esplosa dal carabiniere alla Scuola Diaz.
Nel bene e nel male eh. C'è gente che dice "stronzi avete ammazzato un altro dei nostri come Carlo" e altra gente che grida "hanno fatto bene, come con quell'altro terrorista di Giuliani".
Giusto per far vedere come in Italia, non importa quale sia l'argomento, ma le persone che non capiscono un cazzo di schierano sempre, infallibilmente, su due fronti nettamente contrapposti. Combattendo una guerra che solo loro capiscono perché solo loro riescono a concepirla.

venerdì 5 settembre 2014

Recensire cose che il resto del mondo ha già visto da anni: Hunger Games

Se passate su internet una discreta parte della vostra giornata, l'apparizione improvvisa di una recensione di Hunger Games non può non avervi suscitato un sorrisetto malizioso. Non starò a spiegare il perché per tutti gli altri (JL+4chan) e vi risponderò un deciso: "no, non è quello il motivo".
Ok, in parte. Semplicemente ho sempre ignorato i libri della serie HG, nonché i film e il mondo che gli sta attorno, come una bimbominkiata senza né arte né parte. Tuttavia i recenti avvenimenti hanno portato alla luce una verità da me sempre ignorata: la protagonista era proprio la Jennifer Lawrence che avevo tanto apprezzato qui. Evidentemente c'era una falla nel mio sapere che andava colmata subito. Quindi mi sono scafatto prestare il dvd del primo film.

A che serve tirar frecce quando la gente ti muore attorno da sola? (ndr.)
Quindi, giudizio in breve... è effettivamente una bimbominkiata di proporzioni cosmiche. Per fortuna che il mio sesto senso non sbaglia mai in questi casi. Seguono approfondimenti in cui vorrei spoilerare in modo pesante, quindi se ancora non lo avete visto e vi interessa, vi conviene guardarlo e poi tornare qui, che ne parliamo assieme.

martedì 26 agosto 2014

Sulla nuova moda dell'estate...

...che fondamentalmente consiste nel tirarsi in testa un secchio d'acqua ghiacciata e poi donare 10 euro alla ricerca contro la SLA, due riflessioni veloci prima di tornare a deprimermi in altro modo.

1) se contassimo tutta la gente, su internet, che rompe il cazzo ad altra gente perché non ha donato/ha donato poco/ha donato per farsi pubblicità/ha fatto il bagno ma poi non ha donato e moltiplicassimo il numero per 10 euro, a quest'ora i ricercatori avrebbero microscopi elettronici in oro massiccio e andrebbero a lavoro in Ferrari;
2) giusto per la cronaca, non ho donato. Potrei dirvi che è perché mi faccio il culo per 700 euro al mese e che hanno da pagare quelli che c'hanno più soldi. Però sarebbe una cazzata. Un euro lo possono donare tutti, basta il gesto. Dopotutto mica muoio di fame, un euro lo potrei dare. Potrei dirvi che non sopporto i fenomeni pubblicizzati in questo modo, che per venti giorni sembra che la SLA sia IL problema dell'umanità e che dobbiamo risolverlo noi ed ora e poi, dopo che tutti si sono presi la loro secchiata in testa (d'estate fra l'altro, fosse stata una vera sfida l'avrebbero fatta a gennaio), possiamo far comodamente finta che la malattia non esista o convertirci tutti alla prossima causa nobile (magari salvare i bruchi malaysiani dell'estinzione, tanto una cosa vale l'altra, no?). Potrei dirvelo e sarebbe comunque una cazzata, perché la causa resta nobile anche se a portarla avanti sono dei coglioni che si fanno i gavettoni da soli. Potrei dirvi che non sopporto quelli che mi chiedono i soldi con argomenti come "per te è solo un panino al bar, ma per altri può essere la vita". E sarebbe vero ma sarebbe comunque una riflessione non inerente al tema.
Potrei dirvi tante altre cose ma la verità è una sola: sono stronzo. Stronzo e estenuato da una questua che non finisce mai, su qualsiasi cosa, tema, sogno, evento. Scusate, non ce la faccio a salvare tutti. E francamente non sopporto questa pressione morale in base alla quale il piccolo gesto non è solo importante, bensì è FONDAMENTALE per il futuro. Perché è questo il problema.

Il problema delle cause umanitarie è che presentano sempre il lato peggiore del problema. Prendono la lezione di Schindler's List e la rovesciano. Salvare un uomo non significa più salvare il mondo intero. Non salvare un uomo significa aver ucciso il mondo.
Se non doni oggi alla SLA, hai ucciso qualcuno. Se non doni un euro ai centri contro la tossicodipendenza, hai ucciso qualcuno. Se non adotti un bambino in Africa, lo hai ucciso e con lui la sua famiglia e il suo paese. Schindler piangeva perché, solo vendendo la sua spilla, avrebbe potuto salvare una persona in più. Oggi devi vendere la spilla per non ammazzare qualcuno.
Questo è il problema della retorica da internet. La colpevolizzazione sistematica di qualsiasi cosa. Il "Se tutti facessero come te" che giustamente sanziona i comportamenti non corretti è stato esteso anche al "se nessuno facesse questo".
Quello che sfugge è che non sempre abbiamo la responsabilità di qualunque cosa. E quindi non esiste per forza l'obbligo morale di fare qualcosa per rimediare.

Se avete trovato un senso in tutto questo sproloquio meglio. Altrimenti potete fermarvi alla considerazione iniziale: sono stronzo.

sabato 23 agosto 2014

Sono in ferie ma prima o poi torno

Nel senso che è agosto e in questo periodo non c'ho mai voglia di fare niente. Nemmeno di scrivere. Torno fra un po'. Intanto intervallo musicale.


Lo Stato Sociale - C'eravamo tanto sbagliati

martedì 12 agosto 2014

L'attimo fuggente

Premesso che le reazioni sui social network quando muore uno famoso sono spesso insopportabili e premesso che altrettanto insopportabili sono quelli che sui social network rompono il cazzo a quelli che ricordano i famosi morti con parole di dolore sdolcinate e melense assolutamente insopportabili; premesso che non siamo su un social network e che solo alcuni di quelli che passano di qui conoscono il mio nome e la mia faccia e premesso che comunque, a prescindere, faccio un po' il cazzo che mi pare, anche se comunque le numerose premesse non possono che suggerire che mi faccio influenzare, e non poco, dalla società che mi circonda.

Premesso tutto questo insomma, a me L'attimo fuggente1 è sempre piaciuto. Sì, lo so. Robin Williams2 faceva film sempre sul confine stretto del "faccio il gigione e nel frattempo vi faccio anche la morale", però a me piaceva. E mi piaceva anche Hook. Odiavo il film in cui faceva la suora e di cui mi sono sempre rifiutato di imparare il titolo.
Insomma mi spiace sia morto. In questo modo poi.

Vabbé, insomma è morto e ci dispiace. Fine delle trasmissioni.

Se volete dare un'ultima occhiata a quello che è stato un grande attore vi suggerisco la sconosciutissima ma molto carina serie The Crazy Ones. Ciao RW. 


1 Fra parentesi, il vero titolo del film è Dead Poets Society, ovvero "La Setta dei Poeti estinti". Però in Italia la parola "setta" non si può usare, che poi magari la gente pensa male. "Quindi... mah, sono poeti no? Vanno nei boschi, vogliono assaggiare la vita. Mettiamoci un bel riferimento al cogli l'attimo!" "Sì ma scusa, così non si perde un po' il senso del film e..." FREGACAZZI!!!
Odio il mio paese. 
2 NB. per i post in cui si piange la morte di Robbie Williams al posto di Robin vale la regola di tutti i post simili: il primo fa sorridere (non ridere eh, sorridere), il secondo ha già rotto il cazzo. Quindi regolatevi.

venerdì 18 luglio 2014

Certi giorni

Certi giorni mi viene da pensare che forse hanno ragione i miei amici complottisti e che esiste veramente un piano nazi-pluto-giudaico-massonico-liberal-comunista per rendere l'intera Europa schiava della Germania.

Certi giorni spero vivamente che esista sul serio.
Sono i giorni in cui mi viene da pensare che forse sarebbe veramente meglio se l'Italia non esistesse. Come nazione intendo. Com'era quella frase del Metternich? Una "mera espressione geografica".
La verità è che se da anni ormai stiamo sempre peggio, se da anni praticamente ogni paese avanzato continua a farci il culo su praticamente ogni aspetto dell'esistente, la verità è che ce lo meritiamo.
Per questo ci sono giornate in cui spero che il piano nazi-pluto-giudaico-massonico-liberal-comunista esista sul serio. E spero che stia funzionando. Ci sono giorni che un'invasione tedesca dal passo del Brennero l'accoglierei come una liberazione.

"Beh, tutta questa storia perché hanno assolto Berlusconi?"

Sticazzi di Berlusconi. Ha 78 anni. Quanto gli può rimanere ancora? Il problema è quello che sta dietro Berlusconi. Un sistema in cui non basta avere una voce registrata che ordina a dei carabinieri di rilasciare un'arrestato. Non basta perché sei un miliardario, capo di un partito politico fondamentale, e quindi il tuo non è un ordine. Non è concussione. E' una semplice richiesta. Un po' come quella del Padrino era semplicemente una "proposta che non puoi rifiutare" non era un ricatto. Te l'ha semplicemente chiesto. Potevi rispondere di no. E non far caso a quella testa di cavallo nel letto, per favore.

La verità è che non ci meritiamo di esistere. Come nazione intendo.
Se domani mattina la nazione Italia sparisse dalla cartina geografica l'intero globo terrestre diventerebbe immediatamente un luogo un po' più decente.
Certi giorni penso che ci siamo sbagliati. Dovevamo davvero rimanere una "mera espressione geografica", sarebbe stato meglio per tutti.

In altri invece sono più ottimista. Mi viene da pensare che forse è un bene che l'Italia esista. Deve esserci, obbligatoriamente, un luogo che rappresenti il buco del culo del mondo. Se non ci fossimo noi, sarebbero costretti a prendere come esempio negativo la Corea del Nord. E invece no, guardateci bene, perché non basta non avere un dittatore dalla pettinatura orrenda, non avere un livello di vita da terzo mondo, non morire per mancanza di cure mediche, per essere un posto di merda. Noi ci riusciamo benissimo anche con un livello di vita all'incirca accettabile e facendo finta di essere in democrazia.
Questo è il motivo per cui sono felice, il più delle volte, che l'Italia esista. Se improvvisamente sparissero i confini, forse faremmo danno anche altrove. Ci infiltreremmo ovunque, come un virus o come una metastasi. Invece è un bene che gli stronzi restino il più possibile confinati in un solo luogo.



ps. ah la guerra tra Israele e Hamas continua eh. Solo che definirla guerra è come prendere la Juventus, farla giocare contro la squadra di ricamo a uncinetto di Avezzano, e dire che è una partita di calcio. Non è che sono di diverse categorie o che non giocano ad armi pari, sono proprio due sport diversi.

giovedì 17 luglio 2014

Le dieci cose

Qualche tempo fa (oddio sono passati un paio d'anni) erano di moda le liste. Non so se vi ricordate... Fabio Fazio e Saviano ci hanno stracciato le palle per settimane leggendo le liste delle cose. Che una lista: bello. Due liste: eeeeh. Tre liste va bene. Ma alla quarta te rompi i coglioni (cit.)
Fra i vari elenchi di questo e di quello era anche partita l'iniziativa: dì a Saviano le 10 cose che rendono bella la vita. C'erano dei moduli che potevi riempire con la tua top ten (soprattutto presso le librerie Feltrinelli) per poi spedirla a Saviano.
Al tempo ignorai la questione però ultimamente mi sono riscoperto a pensarci. Quindi, come si fa per liberarsi di una canzone che continua a risuonarti in testa, ecco qui, nero su bianco, la lista delle 10 cose per cui ha valso la pena vivere, fino ad oggi. Ovviamente ho seguito le regole originali: niente temi universali (tipo l'amore, la pace nel mondo ecc.) e niente persone (parenti, amici, fidanzate ecc.)
Via...

1) Guidare veloce: autostrada, sole primaverile (o autunnale) sulla testa, 130 km/h di media e buona musica di sottofondo. Quando viaggio, mi sento quasi vicino all'eternità. Come se fossi sempre stato lì, al posto giusto. Ovviamente fino a quando non sento sete/fame o la radio passa una canzone inascoltabile.

2) Il mare forza 10. C'è tanta gente che ama nuotare. Io no. Mai sopportato. Eppure se c'è una cosa che mi fa tornare bambino è il mare in una giornata ventosa, quando le onde sono altissime e basta fare dieci passi nell'acqua per esserne sommerso. Amo da impazzire la sensazione di essere travolto dal mare e allo stesso tempo la certezza che non potrà portarmi via (e vorrei vedere, a 10m dalla riva).

3) Le rovine di Micene. Siamo stati, credo, l'unica quinta superiore della mia generazione ad essere andati in gita ad Atene e in Grecia. Tuttavia non potrò mai scordare l'ascesa all'Acropoli di Micene. Il percorso a spirale, i venti fortissimi che ci avvolgevano e all'improvviso mettersi a correre scalando la salita per raggiungere la cima mentre il resto del gruppo ti guarda come se fossi un cretino. La fatica e l'esaltazione di raggiungere le vetta per primo (per primo dopo le migliaia di turisti prima di te, ovviamente). Penso sia così che si sentano gli alpinisti.

4) L'eclair. Si tratta di un bigné francese di forma allungata. Comprato in un piccolo forno di Caen e mangiato mentre tornavo al mio alloggio universitario. Un orgasmo.

5) Nuvole. Adoro il cielo nuvoloso. Non in tempesta, ma proprio le nuvole quando passano. Come i fiocchi di neve, non esistono due cieli uguali. Che poi anche questa cosa dei fiocchi di neve andrebbe sfatata. A me sembrano tutti uguali.

6) Il lavoro ben fatto. Qui non posso essere originale, perché in merito ha già detto tutto Primo Levi ne "La chiave a stella"
Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono
Rendersi utile, svolgere un compito veramente necessario e raggiungere degli obiettivi. Si potrebbe vivere di questo... se ci fosse uno stipendio, diciamo.

7) Le risate sotto pressione. Amo i momenti in cui il mondo sembra gravarti sulle spalle. Devi fare diecimila cose e cerchi di fare in pochi minuti quello che normalmente ti avrebbe richiesto un'ora. Tutti si agitano intorno a te e tutto è in tensione. E ti scoppia una risata che tutti si girano a guardarti e si chiedono "che cazzo si ride quello che siamo nella merda?" e non capiscono quanto sia bello quel momento. Perché ci siamo, perché lavoriamo insieme, perché siamo vivi. E la vita è bella.

8) Svegliarsi molto prima che suoni la sveglia. Ti guardi intorno, guardi l'orologio e scopri che mancano ancora due ore al momento di alzarsi. Sorridi e ti rimetti a dormire.

9) Libri. In qualsiasi forma, in qualsiasi luogo. Lo scorrere delle parole che formano idee, storie, sensazioni, attimi strappati alla realtà e al pensiero e fissati in frasi, paragrafi, pagine. La scrittura è l'arte suprema. Prima della pittura, prima della scultura, prima della musica, prima di qualsiasi altra arte. Niente come la parola scritta ci avvicina all'animo umano. All'inizio era il verbo. E' una delle poche cose vere di quel libro.

10) Il chianti classico. Abbiamo tante belle bottiglie in Italia ma il vino delle mie zone non lo batte nessuno. Anche se è tagliato con il merlot. Ed è proprio questo il bello. Il sangiovese da solo è un vino aspro, duro. Mescolato con un po' di vino francese diventa un nettare divino.
A dimostrazione del fatto che dai miscugli nascono le cose migliori.