giovedì 20 giugno 2013

Testimoni di Geova parte seconda

Ci sono dei giorni in cui amo facebook. Se facebook non fosse mai entrato nella mia vita, sicuramente nessuno mi avrebbe mai informato dell'esistenza di questi video:


Sì, ci siamo passati tutti. Pure io, guardandolo, ho dato per scontato che fosse un fake. Per i primi 60 secondi. Poi capisci che è tristemente, assolutamente, assurdamente serio e ringrazi Geova di non essere nato tra Testimoni di Geova.
Grazie Geova!

E adesso scusate, Magic Online mi aspetta.

giovedì 13 giugno 2013

Io odio 2

Le maledette doppie cerniere dei giubbotti.


A che cavolo servono, a parte far bestemmiare perché si incastrano tra di loro o con la stoffa 8 volte su 10? Chiudono esattamente come una cerniera singola, nessuno ha mai avuto bisogno, nella storia, di aprire un giubbotto dal basso e non vi sono nemmeno motivi estetici. Quindi perché?

lunedì 10 giugno 2013

Dio c'è, ora c'ho le prove!

Spiacente, questo non è un post su Ceccherini e Il Ciclone. Semplicemente sono venuti a trovarmi a casa i Testimoni di Geova e, sventurato, ho risposto.
Non che ne avessi l'intenzione. È solo che era appena uscita mia madre, ho sentito suonare il campanello e mi sono detto "si sarà dimenticata qualcosa". Vado ad aprire e mi ritrovo di fronte a una signora cinquantenne e a una bionda (carina fra l'altro, questo è marketing!) con una manciata di opuscoli in mano che mi vogliono parlare di Dio.
Ora, parlare con i testimoni di Geova è sempre interessante. Soprattutto perché hanno un repertorio talmente limitato che sai sempre cosa stai ascoltando. Un po' come il teatro classico. Purtroppo ho un carattere inadatto a chiudere la conversazione con una porta sbattuta in faccia e ho quindi passato una mezz'ora in loro compagnia.
Purtroppo ci sono cose a cui non puoi rispondere in modo sensato, perché escono dai normali binari logici. Nel senso, se una tizia ti dice che gli uomini sono stati creati 6.000 anni fa (4.000 a.C. circa) perché così dice la Bibbia, cosa gli rispondi? Ho provato a citare le prime forme di civiltà agricola cinese del sesto millennio a.C. ma non è servito. E se poi ti dice che gli uomini di Cro-magnon erano scimmie... eh vabbé. Mai vista una scimmia che si dedica alle pitture rupestri, però boh, c'avranno ragione loro.

Quello che però mi ha colpito è la pretesa di poter dimostrare l'esistenza di Dio. Credo che i Testimoni di Geova siano rimasti l'ultimo gruppo religioso del mondo a sostenerlo. Tutti gli altri, chiesa cattolica compresa, da tipo tre secoli lasciano cadere la frase: "è questione di fede", tutte le volte che si entra in argomento. Perché?
Il motivo ha un nome e si chiama Immanuel Kant.
Kant era fondamentalmente un precisino rompicoglioni, tanto che a Könisberg (l'attuale Kaliningrad) regolavano l'orologio sulla sua passeggiata quotidiana. Da quel grandissimo rompiballe che era, a Kant piaceva chiedersi dove e quali fossero i limiti della conoscenza. Ovvero, cosa possiamo definire vero? E quando? E perché?
All'argomento dedicò l'intera sua opera filosofica trovando anche il tempo en passant di smontare millenni di riflessione teologica intorno alla figura di Dio. Come?
Piccolo ripasso di filosofia/lezione per principianti:

Da che mondo è mondo, l'esistenza di Dio viene dibattuta attraverso le tre "prove classiche": ontologica, cosmologica/dinamica; teleologica.
Ontologica: la prova ontologica è probabilmente la più bizzarra, ma allo stesso tempo la più raffinata, e ha trovato la sua formulazione compiuta nel pensiero di Anselmo d'Aosta (o di Canterbury, se preferite la versione inglese) esplicato nel Proslogion (1077-1078). L'argomento ontologico è questo:
Se Dio esiste è perfetto e se è perfetto deve avere tutte le qualità. Poiché l'esistenza è una qualità, Dio che è perfetto esiste. GG wp and stfu noob!!! (questa potrebbe essere un'aggiunta successiva)
Questa dimostrazione può apparirvi bizzarra ma vi assicuro che non lo è stata affatto per secoli, tanto da essere citata in moltissimi trattati ed argomentazioni filosofiche. Fino a Kant che risolse tutto con il magnifico esempio dei 100 talleri. Se un tizio ha 100 talleri nella tasca destra, potrà benissimo immaginare di averne altri 100 nella tasca sinistra. Ne conoscerà la forma, il peso, le dimensioni, le sensazioni che danno al tatto, l'odore, il colore ecc. Inoltre i 100 talleri a destra avranno la qualità dell'esistenza, visto che esistono. Nella mente, l'idea dei 100 talleri nella tasca sinistra non sarà in niente meno che perfetta dei 100 della tasca destra. I 100 talleri a sinistra saranno pensati esattamente con tutte le qualità dei 100 a destra, compresa l'esistenza. Tuttavia i 100 talleri di destra esistono, quelli di sinistra no. Cosa se ne deduce? Che l'esistenza non è una qualità attribuibile, bensì una realtà empirica.
Puoi immaginarti un cavallo verde, ma poi devi andare a vedere se il cavallo verde esiste davvero(1).

Esempio di cavallo verde con in groppa un asino
Molti pensatori successivi hanno tentato di smontare la dimostrazione di Kant (Schelling tanto per dirne uno), senza però riuscire a ristabilire lo status quo. La mossa più semplice era dire che l'idea dei 100 talleri, al contrario di quella di Dio, non era perfetta. E che quindi i 100 talleri immaginari non avevano la qualità dell'esistenza, non essendo perfetti. Tuttavia ormai il dado era tratto e nessuno è più riuscito a convincersi fino in fondo che "esistenza" sia una qualità al pari di "buono", "alto" o "generoso".
Cosmologica/dinamica: vecchissima, affonda le sue radici nel pensiero di Aristotele e venne riattualizzata, in Europa, dalle Cinque Vie di San Tommaso d'Aquino.
Ogni cosa che esiste al mondo è stata creata da qualcun altro o da qualcos'altro. Ma se ogni effetto ha una causa, deve esistere una causa prima che abbia portato tutto il resto. La causa prima non può che essere Dio.
Principio che può essere riformulato anche in senso dinamico, dicendo che ogni cosa che si muove è stata mossa da qualcos'altro. Deve quindi esistere un "motore immobile" che causi tutto il movimento.
Si tratta dalla prova più semplice e apparentemente fondata. Tanto che i suddetti Testimoni di Geova la utilizzano senza timore.
Peccato che non abbia senso, su base logica. Perché?
Perché pone all'inizio un postulato, ovvero: "ogni cosa esistente, al mondo, è stata creata da qualcos'altro". Solo che poi introduci un secondo elemento che contraddice il postulato, ovvero Dio. Se Dio esiste e fa parte del mondo, come può sfuggire al postulato iniziale? Dovremmo quindi chiederci "chi ha creato Dio?". Se invece Dio non fa parte del mondo, come fai a dare per scontato che rientri nel processo di causa ed effetto? Si tratta di un ragionamento a due corna: o Dio è causa interna al sistema ed è quindi a sua volta causato da qualcosa o Dio è esterno al sistema e non puoi quindi dimostrare che c'entri qualcosa con il sistema stesso.
Si tratta di un passaggio dal piano fisico-fenomenico a quello metafisico che non può essere logicamente giustificato. In pratica si tratta di attribuire ad un effetto nel mondo fisico, una causa appartenente a un altro mondo. Solo che a) non puoi garantire che il principio di causa-effetto si estenda anche nel mondo metafisico e b) non puoi spiegare logicamente perché, se una tale causa esistesse, quella causa dovrebbe essere proprio Dio.
Se dal mondo delle idee puoi passare liberamente a quello fenomenico, perché a causare tutto dovrebbe essere proprio Dio? Magari all'origine dell'universo c'è un cavolfiore o un mobiletto da camera o Moana Pozzi. 
Possibile origine dell'Universo
La verità è che non puoi mettere Dio all'origine di tutto senza uscire dalla logica su cui hai basato il ragionamento, cosa che inficia il ragionamento stesso. Motivo per cui la Chiesa ha smesso di citare la prova cosmologica da qualche secolo.
Teleologica: declinata in varie maniere e ancora oggi molto in voga, tira in ballo la "perfezione" della natura. Si tratta del classico discorso dell'orologio di Cartesio. Se in spiaggia trovo un sasso posso pensare che sia stato creato per caso, ma se trovo un orologio devo per forza dedurne l'esistenza di un orologiaio. Discorso che può essere applicato a praticamente qualunque cosa, dalla forma del corpo, all'interazione delle forze nell'universo, al movimento del pianeti ecc. Esempio:
L'universo è ordinato in modo estremamente preciso e risponde a regole di precisione e perfezione assoluta. E' impossibile che tutto ciò si sia formato per caso, quindi occorre che sia stato creato da una mente intelligente. Quindi da Dio.
La risposta è scontata. L'universo appare perfettamente regolato a noi perché ci viviamo dentro. Si tratta di un ragionamento ex-post. Lodare Dio perché ha avuto la bellissima idea di inventare aria respirabile composta dal 20% di ossigeno e dal 70% di azoto è un tantino troppo semplice se senza quella composizione atmosferica sei destinato a schiattare. Il movimento dei pianeti ci appare perfettamente regolato perché, se la gravità fosse diversa, col cavolo che la nostra razza si sarebbe potuta evolvere sul pianeta, sarebbe crepata per le temperature inadatte alla vita. Tuttavia è difficile pensare che l'universo "non funzionerebbe" lo stesso se le leggi che lo regolano fossero un po' diverse. Sarebbe un universo in cui non esiste la vita umana, ma a chi fregherebbe qualcosa? Certamente non ai triceratopi di piombo respiranti anidride carbonica e elio, adoratori del Raptor Jesus di alluminio, che dominerebbero il pianeta.

Dio nel mondo parallelo...
Ne consegue che non siamo in grado di giudicare "quanto" l'universo sia ordinato. In realtà potrebbe anche essere disordinatissimo ma noi lo preferiremmo comunque così perché altrimenti non potremmo vivere.
Del resto, se anche esistesse un'intelligenza che ha ordinato l'esistente adattandolo ai nostri bisogni, niente implica che sia anche un creatore. Quando un tizio fabbrica un orologio non crea niente. Prende metalli e legno già esistenti e li mette insieme. Non esiste quindi alcuna analogia tra l'idea dell'orologiaio e quella di Dio. Al massimo potrebbe esistere con quella di Demiurgo.

Cari Testimoni, prendete ad esempio i vostri cugini cattolici e date retta a Kant. Non esistono prove dell'esistenza di Dio. Esiste solo la fede. Uno o ce l'ha o non ce l'ha. Quindi, se bussate a casa di qualcuno e quello vi dice "sono ateo, cazzo", non ci potete fare niente. Non ha fede. Evitate di tornare sabato prossimo, per favore.

(1) Del resto, se i tizi della meccanica quantistica hanno ragione e ci sono infiniti universi paralleli, è indubbio che da qualche parte esisterà in effetti un cavallo verde. Quindi certamente da qualche parte esisterà anche un Dio. Bisogna però vedere se quell'universo è proprio il nostro oppure no. In pratica siamo al punto di partenza...

venerdì 7 giugno 2013

Retrogiocare

Se non scrivo tanto in questi giorni è solo perché mi hanno fatto scoprire questo sito:


Una miriade di vecchi giochi con i rispettivi emulatori. Velocissimi da scaricare e con un'interfaccia molto intuitiva. Al momento mi sto dedicando a Donkey Kong, versione per Supernintendo (e mi ero del tutto dimenticato quanto cazzo fosse difficile saltare su un avvoltoio in volo), ma so di gente che si è persa per sempre in Pokémon diamante (sad story bro).


mercoledì 5 giugno 2013

Dubbi

Ma quando la tua ragazza lascia sistematicamente braccialetti, collane, orecchini o anelli su una particolare mensola di camera tua, lo fa perché sbadata o sta marcando il territorio?
E se lo fa ancora dopo quattro anni che state insieme, lo sta marcando contro eventuali altre presenze femminili o contro di te? Sarà mica il primo passo di una manovra tesa a sfrattarmi?

Ma gli acchiappacolori? Cioè, capisco la teoria secondo la quale l'acqua calda scioglie il colore dei vestiti e il foglietto del materiale tipo-carta sta lì di sentinella pronto a raccoglierlo. Ma perché l'acqua calda colorata dovrebbe andare proprio sull'acchiappacolore e solo su quello? Cioè, se ruota tutto in modo random, perché l'acqua calda preferisce il foglietto e non macchia invece foglietto e vestiti.
Non lo so, però funziona.
Le risposte di mia madre sono sempre utilissime.

Perché mai, nelle calcolatrici da ufficio (quelle con il rotolino di carta in cima), bisogna premere T (totale) per le somme e le sottrazioni e = per le divisioni e moltiplicazioni? Chi è il coglione che ha inventato una macchina con due tasti per la stessa funzione?

lunedì 3 giugno 2013

Un semplice gesto

Quando si parla di coppie gay, nel 99% delle occasioni noi maschietti finiamo per fare automaticamente la figura degli idioti. Quelli che ne parlano male per ovvie ragioni (gli uomini di Neanderthal sono passati di moda da qualche decina di migliaia di anni ma ce ne sono ancora tanti in giro), quelli che ne parlano con favore perché sono sempre in bilico tra il "ma non è che parlandone faccio comunque la figura di quello che non li ritiene normali?" e il "ne devo parlar bene perché è giusto, però insomma, che schifo due uomini che si baciano..."
Stranamente nessuno di noi ha mai avuto problemi se a baciarsi sono due donne, ma nel caso di due uomini il pensiero provoca un riflesso automatico nella regione gastrica.
Questo in teoria. Perché poi succede che stai salendo una scala mobile e vedi due ragazzi, con la tuta della stessa squadra di calcio, che si parlano vicinissimi tenendosi per mano. Quelli forse nemmeno si sono accorti di essere mano nella mano in pubblico, forse è stato un riflesso automatico. Però uno dei due si gira, ti vede e subito scioglie la stretta e abbassa lo sguardo. L'altro, forse un po' più scafato, ti sorride imbarazzato ma poi si gira anche lui dall'altra parte.

E la parte sentimentale che vive in ogni uomo (e che facciamo tutti finta che non esista) a quel punto salta fuori e gli vorrebbe dire "maporcatroia di che vi vergognate? SIETE TROPPO CARINI INSIEME". E ti viene da pensare che forse è solo un preconcetto questa cosa che due uomini che si baciano ti facciano schifo. Probabilmente, se vivessimo in un mondo normale e i gay potessero circolare in strada liberamente senza l'equivalente mentale di Nelson Muntz sempre pronto a puntare il dito, nemmeno ci penseremmo al "certo che due uomini che si baciano... che schifo!". Probabilmente si tratta soltanto di una stronzissima trappola mentale che ci hanno inculcato nel cervello fin da piccoli.
In fondo nessuno oggi si scandalizza, né trova brutto o schifoso che due fidanzati uomo-donna si bacino in pubblico. Eppure ai primi dell'800 la gente si girava inorridita anche se una tizia mostrava la spalla nuda o un pezzetto di caviglia.


E quindi?
E quindi siamo degli stronzi. In particolare noialtri maschi eterosessuali. Se smettessimo di avere tutta questa paura per l'integrità del nostro culo, che fra l'altro non è detto che interessi a qualcuno, il mondo sarebbe migliore.

martedì 28 maggio 2013

Quando c'era la lira...

Noto che c'è ancora gente che protesta per il cambio lira/euro, lamentandosi che siccome era difficile fare i calcoli, i negozianti ne hanno approfittato per fare l'equivalenza 1 euro = 2000 lire e fregare sui prezzi.

Beh sappiate che quando la lira c'era davvero (nel medioevo), i calcoli si dovevano fare su tre ordini di grandezza diversi.
1 lira equivaleva a 20 soldi e 1 soldo equivaleva a 12 denari. Poi dovevi fare anche il cambio con la moneta d'oro corrispondente, il cui valore variava a seconda delle fluttuazioni del prezzo dell'oro e dell'argento (per dire, nei documenti di archivio un fiorino può equivalere a 54 soldi un giorno e a 55 l'anno successivo). Poi dovevi anche stare attento che qualche furbone non avesse limato un po' la moneta per fregarti sul peso dell'argento, che se dopo con quella ci andavi a pagare il Comune o il locandiere esperto, col cavolo che te l'accettava la moneta moncha, altro che le macchinette del benzinaio che non ti prendono i 5 euro.

Insomma, vi sapete solo lamentare per niente. Imparate a fare i calcoli in base 20 piuttosto.

venerdì 24 maggio 2013

So' soddisfazioni eh...


Cercando "vronskij", quarto risultato su google dopo wikipedia e il sito di Grazia. Oggi la recensione su Anna Karenina, domani mi troverete a far concorrenza a Beppe Grillo.
Stay tuned.

mercoledì 22 maggio 2013

Fitzgerald mi fa... non incontra la mia approvazione

Quando, molti anni fa, uscì nelle sale cinematografiche l'archetipo di ogni film per bimbeminkia adolescenti (Titanic), nessuno dei maschi della mia generazione si sarebbe mai sognato che un giorno avrebbe aspettato con interesse un film con Di Caprio protagonista. Una simile ipotesi sarebbe stata vista come pura fantascienza.
Eppure da allora il giovane Leo si è dimostrato un signor attore, capace di interpretare praticamente qualsiasi ruolo in praticamente qualsiasi contesto: storici (La Maschera di Ferro; Gangs of New York), sociali (ancora mi sento male se penso al finale di Revolutionary Road) e polizieschi (The Departed, J. Edgar). Fino ad arrivare ai deliranti e onirici Inception e Shutter Island (visto fra l'altro per la prima volta in francese aka non ci capii un cazzo) e alle commedie un po' leggere ma comunque profonde tipo Prova a prendermi.
Tutto questo per stabilire il confronto "Di Caprio come Will Smith". Ovvero: quando c'è lui, al 90%, il film vale il prezzo del biglietto.
Da qui la mia parziale delusione per i risultati non certo eccelsi de "Il grande Gatsby", visto nella serata di sabato in una multisala della Toscana meridionale(1).

Un po' come Berlusconi: tranne che lui muore giovane (ndr.)
La trama: Anno 1922, Long Island, New York, USA. Siamo nel pieno degli "anni rombanti". Il capitalismo americano festeggia il boom economico con spericolate operazioni finanziarie, corse automobilistiche e feste da sogno. Tutti sono diventati ricchi o pensano di diventarlo a breve o fanno finta di pensarlo. Chi ha i soldi li spende in donne e alcol. Chi non li ha, acquista donne e alcol di qualità inferiore. Ci sono talmente tanti borghesucci arricchiti e cafoni con ancora la merda delle vacche dietro le orecchie divenuti milionari che un giocatore di Polo di successo (Tom Buchanan aka Joel Edgerton) in confronto sembra un membro dell'aristocrazia terriera francese del XVII secolo. Se l'aristocrazia francese del XVII secolo avesse speso metà del suo tempo in amori extraconiugali e alcol(2).
Insomma Tom Buchanan è ricco, campione di polo, ha l'amante ed è pure sposato con Carey Mulligan (Daisy). Tutti buoni motivi per farcelo prendere in antipatia. In questo contesto giunge il cugino di Daisy, Peter Parker Nick Carraway, consulente di borsa a Wall Street in cerca di elevazione sociale.
La vita del giovane Nick procede tranquilla fino a quando non gli arriva l'invito ad una festa. A sua insaputa ha infatti affittato casa accanto alla gigantesca e bizzarra dimora di Jay Gatsby (Leonardo Di Caprio), misterioso uomo d'affari al centro della vita mondana di New York. Cosa vorrà da lui l'eccentrico milionario?
Spoiler:
In poche parole: Jay Gatsby nasce povero. Adolescente fugge di casa e si trova per pura fortuna a salvare la vita di un miliardario appassionato di vela. Quasi adottato dal vecchio scapolo, entra in contatto con il bel mondo, viaggia in Europa e viene educato come un gentiluomo. Tornato in Usa alla morte del mecenate conosce Daisy e si innamora di lei. Quindi parte per la seconda guerra mondiale e quando il conflitto finisce resta in Europa per fare fortuna chiedendo all'amata di aspettarlo. Lei col cavolo che lo aspetta e sposa il giocatore di polo. Jay entra quindi in qualche giro losco (non viene spiegato quale ma sembra una cosa a metà strada tra la mafia corleonese e le speculazioni bancarie), diventa ricco e torna a New York deciso a riconquistare Daisy attirandola in un vortice di feste e bella vita. L'occasione d'oro gli viene offerta dalla comparsa di Nick quale sua improbabile vicino di casa.

Cosa ci è piaciuto: la fotografia è curatissima. Il film brilla di colori sgargianti, effetti scenici e trovate spettacolari. Tutto quello che ha a che fare con le immagini è una gioia per gli occhi.

Cosa ci è piaciuto poco: praticamente tutto il resto, che vado a descrivere per punti.
1) La trama è trattata con una superficialità quasi imbarazzante. Il mistero che si cela dietro la figura di Gatsby svelato in fretta e con pochissima enfasi. L'apice del WTF? si raggiunge praticamente al minuto 10 quando Nick, dopo aver girato per ore per la festa del vicino di casa chiedendo praticamente a chiunque (camerieri compresi) chi fosse Gatsby e ricevendo immancabilmente la risposta "boh, mai visto, è una figura misteriosa" si sente battere la mano sulla spalla e appare Di Caprio col sorriso sulle labbra a dirgli "ehi sono Gatsby".
Eh beh.
Da quel momento tutti conoscono la faccia di Gatsby e tutti hanno storie più o meno verosimili da raccontare sul suo conto. L'istante prima sembra una figura evanescente tanto che qualcuno si chiede se veramente esista un Gatsby o se è soltanto un nome fasullo affibbiato allo spirito della festa. L'istante dopo tutti possono disegnarne il ritratto.
2) Le voci narranti sono quasi sempre quanto meno fastidiose. Distraggono lo spettatore e lo allontanano dal suo scopo principale, vedere la storia, sostituendolo con un surrogato, farsela raccontare. A volte sono scelte stilistiche giustificate. In questo film sono semplicemente pigrizia. Un po' lo capisco, Luhrmann. Dopotutto aveva già Di Caprio nel cast. Sapeva che tutti sarebbero comunque andati a vedere il film. Quindi perché stare a sbattersi per escogitare una struttura complessa, con finti e veri flashback per illustrarci le varie versioni possibili del passato di Gatsby, quando poteva semplicemente "farcelo raccontare" dai vari attori? Perché farci vedere l'amore rinato tra Jay e Daisy quando lo può benissimo descrivere l'amichevole ragno di quartiere?
Ok, tutto bellissimo. Solo che, Luhrmann, con tutto l'affetto del mondo, così il tuo film FA CAGARE.
Seriamente, esiste un singolo essere umano su questa terra che trovi piacevole andare ad ascoltare il doppiatore italiano di Spiderman mentre racconta la storia di un romanzo di Fitzgerald?
3) Tobey Maguire.
Boh. Ma proprio boh. Assente, fuori posto, ridicolo. Quando va proprio bene, può essere definito superfluo. Un po' perché Maguire recita Nick Carraway con le stesse espressioni, lo stesso atteggiamento e la stessa personalità dimessa e fuori dal mondo con cui recitava Peter Parker(3). Un po' perché quello che può funzionare in un libro, ovvero avere un personaggio fantoccio che viva nel romanzo in modo da essere occhio e voce narrante della storia per conto dell'autore, non può funzionare in un film. Nick che segue Jay e Daisy nella visita alla casa di lui non sembra uno chaperon garbato ed elegante funzionale alla narrazione della storia, sembra un guardone pronto a partecipare a un triangolo. Con la cugina, fra l'altro.

Cosa si salva: Di Caprio ne esce con la dignità intatta. Cosa non scontata visto il disastro che lo circonda. Pure il giocatore di polo se la cava abbastanza bene.

Conclusioni: 6
Si becca la sufficienza proprio per il rotto della cuffia. Se siete donne potete alzare il voto a 7, considerando che il Di Caprio bagnato dalla pioggia sembra riscuotere un certo successo.

ps. film a parte, la storia non mi è piaciuta. Francamente non vedo proprio perché dovrei appassionarmi alle avventure un po' festaiole e un po' no di un poveraccio che fa di tutto per diventare ricco e per essere accettato in un mondo di snobisti arroganti e cafoni, soffrendo perché non riesce a farsi chiamare "gentiluomo(4)" dal tizio che tradisce la moglie un giorno sì e l'altro pure. La frase citazione del libro, all'incirca "loro sono tutti marci, vali più tu da solo di tutti loro", arriva nel momento sbagliato e non sembra nemmeno tanto azzeccata. Ok, Jay ha più cervello, si veste meglio, ha pure più stile. E quindi? In cosa sarebbe diverso da tutti gli altri stronzi?
Boh. Il film di sicuro non lo spiega. Magari bisognerebbe aver letto il libro. Solo che a me Fitzgerald fa... insomma, il suo modo di scrivere non incontra la mia approvazione. Quindi resterò con il dubbio.

(1) Il Clev village di Chiusi. Approfitto dell'occasione per denunciare lo scandalo di un cinema che tiene il suo pubblico pagante (8 euro, mica spiccioli) ad aspettare un film per mezz'ora (dalle 8 e mezzo alle 9 di orologio) facendogli vedere: a. spot del macellaio sotto casa; b. pubblicità dei monopoli di stato in favore del gioco; c. altre pubblicità varie ed eventuali; d. due, massimo 3 trailer di altri film, tipo 5 minuti su 30. Insomma, se volevo vedere la televisione me ne stavo a casa e auguro ai padroni del cinema di finire in un girone infernale dove la punizione consista nel vedere per l'eternità la pubblicità del tizio che si sveglia per fare colazione al Mulino Bianco.
(2) Infatti l'aristocrazia francese del XVII secolo dedicava all'alcol e agli amori extraconiugali fino all'80% della propria vita. Il 20% restante era equamente diviso tra la caccia e il far guerra all'Inghilterra per un qualsiasi motivo random.
(3) Seriamente, è difficile guardarlo senza aspettarsi che, da un momento all'altro, si metta a scalare un grattacielo o usi il lanciaragnatele per accecare qualcuno...
(4) Tenete presente che siamo negli Stati Uniti della prima metà del '900. Per essere considerati "gentiluomini" basta saper usare coltello e forchetta e per essere definiti "di antica famiglia" è sufficiente ricordarsi il nome del proprio bisnonno. Dal 1950 ad oggi la situazione è cambiata. Non serve più saper usare coltello e forchetta.

giovedì 16 maggio 2013

Nonsense con le gambe

Piccola raccolta delle frasi più assurde della settimana...

Signora anziana con un foglio in mano che si rivolge a me mentre esco dall'archivio con un faldone da 30kg sottobraccio:
"Ah bene, lei è libero vero?"
No signora, mi spiace ma sono fidanzato. Provi con qualcuno della sua età, magari.

Impiegata della banca di fronte a quattro moduli:
"Ma li vuole compilati adesso?"
No, sono passato solo per farglieli vedere un attimo. Adesso me li riprendo e torno giovedì prossimo, tranquilla.

Giovane apprendista di un corso gratuito ospitato dall'associazione:
"Ma, ora per il pranzo, date anche dei buoni pasto?"
Sì per il Latini a Firenze. Aspetta qui che passa a prenderti l'autista con la Lamborghini.

Altro giovane apprendista:
"Ah ma questo modulo che avete dato da compilare era un documento ufficiale? No perché, ci ho un po' scarabocchiato sopra..."
Tranquillo. Noi i moduli li accettiamo solo se ci disegni qualcosa. Il capo poi apprezza particolarmente i tramonti e le caricature. Anzi, perché dopo non ci fai pure una barchetta?

E siamo solo a giovedì...

giovedì 9 maggio 2013

Il posto vuoto

Ma guarda te, quando si dice le coincidenze. Andreotti muore e lascia libero un posto da senatore a vita. Il giorno dopo Berlusconi viene condannato in secondo grado a quattro anni con annessa esclusione dai pubblici uffici.

Adesso aspettiamo il pronto intervento del neoeletto Giorgino...

martedì 7 maggio 2013

Uno non si può distrarre 94 anni che gli muore Andreotti



Un post bisognava farlo anche solo per copiare nel titolo una delle battute di Spinoza. Però, vi dirò, a differenza di molti che hanno stappato le bottiglie di spumante alla notizia, io non sono contento.
Di cosa dobbiamo essere contenti, infatti?
Il Divo Giulio se n'è andato. Senatore a vita, padre costituente e sette volte Presidente del Consiglio. Sì, certo, c'è quella semi-condanna per mafia e c'è la soddisfazione di avergli negato la Presidenza della Repubblica ma, a parte questo, se n'è andato da imbattuto. Campione d'Italia in una posizione intoccabile, con la sua gobba ripiena di segreti oscuri di cui non verremo mai a conoscenza.

Qualunque cosa dicano i saggi cinesi, sedersi in riva al fiume aspettando che passi il cadavere del nemico non è mai una soddisfazione né una vittoria. Che soddisfazione può esserci nel sopravvivere a qualcuno che partiva con settant'anni di svantaggio?

Vale Giulio Andreotti. A modo tuo, ci mancherai.

(vabbé, adesso non esageriamo)

lunedì 6 maggio 2013

Perché gli idraulici non si occupano di giardinaggio?

Dedicare un post a Michaela Biancofiore potrebbe sembrare inutile ma in realtà ha uno scopo ben preciso: aumentare le visite del blog pubblicando la foto in bikini dell'onorevole.

Per le pari opportunità (ndr.)
Bene, sbrigata questa piccola formalità, riportiamo la citazione incriminata:
«Non sono omofoba. Mi piacerebbe per una volta che anche le associazioni gay, invece di autoghettizzarsi e sprecare parole per offendere chi non conoscono, magari condannassero i tanti femminicidi delle ultime ore. Difendono solo il loro interesse di parte»
In seguito ha precisato meglio il suo pensiero:
«Nei miei confronti - ha dichiarato - è stata messa in atto una discriminazione preventiva ingiustificata e fondata su presunte dichiarazioni malamente estrapolate». «I gay sono discriminati? Se è per questo sono più discriminate le donne. Perché, invece di fare queste sterili polemiche, le associazioni gay non fanno comunicati sugli omicidi delle donne? E perché non lo hanno fatto per il ferimento dei carabinieri?»
Fonte: il corriere.it 
A questo punto devo spezzare una lancia in favore della Biancofiore. In effetti, leggendo e rileggendo, bisogna dire che in nessun punto traspare un chiaro atteggiamento omofobo nelle parole dell'onorevole. Il pensiero della ex delegata alle pari opportunità non è affatto anti-gay. E' assolutamente idiota e illogico, questo sì, ma non è omofobo.
Cioè, immaginatevi un tizio che rilascia un'intervista per dire: "tutte queste associazioni di idraulici sono autoreferenziali e si ghettizzano, perché si occupano solo dei problemi degli idraulici. Perché invece non dicono niente sui grossissimi problemi dei giardinieri, oppure sulle difficoltà con cui gli elettricisti si procurano le lampadine a risparmio energetico?"
In effetti, pure i circoli degli scacchi e il club di Warhammer sotto casa mia... perché non hanno fatto una dichiarazione sul ferimento del carabinieri? Mica si vorranno occupare sempre degli scacchi i circoli degli scacchi? Vogliono o non vogliono organizzarla questa partita di calcetto contro il club di teatro, sì o no?

Prendersela con la Biancofiore è perfettamente inutile. Bisognerebbe prendersela con quelli che l'hanno promossa in quinta elementare.