martedì 29 gennaio 2013

I sei

Ciao. Eh no, non sono morto, ho solo avuto un po' da fare in questo periodo. Tuttavia cinque minuti per commentare questa notizia dovevo trovarli.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/29/elezioni-salta-confronto-tv-in-rai-berlusconi-non-vuole-sfida-a-sei/483099/
Ma cosa c'è in realtà da commentare? B. che rifiuta un confronto è normale. Anzi, era strana tutta la voglia di confrontarsi delle settimane scorse. Sarà che i sondaggi sono in ripresa...
No, la vera notizia è che, a quanto pare, Oscar Giannino ha fondato un partito e che è candidato a Presidente del Consiglio.

Non che sia un fulmine a ciel sereno. Nel senso che ne avevo già sentito parlare di questa ennesima discesa in campo ma che devo opportunamente averla rimossa dall'io cosciente. In ogni caso, per chi non seguisse assiduamente la vita politica italiana, sappiate che Oscar Giannino è questo:


e che il simbolo del suo partito è questo:


Da qui la mia mozione. Chiedo fermamente che anche il mio partito venga rappresentato degnamente in un confronto televisivo a sette con Bersani e Berlusconi. Vota e fai votare:


domenica 20 gennaio 2013

Grazie Giorgio


Quando si parla di riabilitazione dei carcerati... Sallusti compare nel nuovo programma dell'Annunziata e insulta Ingroia. Così, juste à faire. Lo accusa di essere un mascalzone perché "è un magistrato".
Eh beh, in effetti, è comprensibile. Se uno appartiene alla Banda Bassotti...

Solo che io mi prendo un colpo. Un po' come quando segui una serie per tanto tempo ma poi rimani indietro di qualche puntata. Infatti esclamo: "ma Sallusti che cavolo ci fa lì? Non era agli arresti domiciliari?"
Poi mi spiegano che Napolitano gli ha dato la grazia.
Poi leggo che in realtà non si tratta di una grazia, bensì di una commutazione della pena. Una multa in cambio del periodo di detenzione previsto.


Bella idea Giorgino. Quando ti scade il mandato?

martedì 15 gennaio 2013

Suoneria

Prima o poi, a tutti è capitato di lasciare il cellulare da qualche parte e non ricordarsi dove. A maggior ragione quelli di dimensioni ridotte. A me solitamente capita di gettarlo sul letto, a una certa, per poi coprirlo con eventuali vestiti, coperte, libri ecc. Oppure di lasciarlo in bagno o su un divano o su una qualche mensola in una remota parte della casa.
Quando devo ritrovarlo, esiste una semplice soluzione: prendere il telefono di casa, digitare il numero e seguire il suono quando si mette a squillare.


Stavo giusto pensando che dovrebbero mettere una suoneria anche sugli occhiali.

sabato 12 gennaio 2013

Il dito

L'altra sera non ho potuto seguire il confronto del secolo BerlusconiVsRestoDelMondo da Santoro. D'altra parte, le sole ragioni per vederlo, che poi sono anche le ragioni per cui è stato seguito dal 99% degli spettatori, erano:
a) l'inevitabile lite con Santoro;
b) la reazione di B. a Travaglio;
c) la reazione di Travaglio a B.
Una ventina di minuti in tutto che ho potuto ampiamente recuperare grazie a youtube.


Per il resto è evidente il motivo per cui B. è andato da Santoro. Più che coraggio, io la chiamerei disperazione. Sa molto bene che ormai neanche un marziano capitato per caso sulla Terra darebbe ascolto ad una eventuale pretesa di avere un serio programma di governo. L'unica cosa che può fare è buttarla in caciara, sperando che la % di italiani che voterebbero perfino una scimmia se l'alternativa fosse, non dico Bersani, ma un governo simil-presentabile di centro destra, perché ovviamente senza le buffonate del Cavaliere avrebbero una crisi di identità, sia ancora sufficiente a dargli un qualche ruolo di interdizione al Senato.
E' una di quelle operazioni nostalgia. Tipo quando fanno le maratone dei migliori episodi di Star Trek o il Concerto di Natale a Vienna o il pranzo in famiglia per la Santa Pasqua. E quale luogo migliore per richiamare i fedeli del Povero Ilvio, del complotto tedesco, de "la mafia non esiste, la vera mafia è a Roma", del "fanculo la scuola basta che mi compra Pato", del salotto nemico di Santoro?

Ovviamente tutta la faccenda non sposterà un solo voto, né a destra né a sinistra. Andrà semplicemente a vantaggio di B. richiamando alle urne quella parte del suo elettorato che potrebbe anche trovarlo a letto con la moglie o nella camera dei figli con un coltello da macellaio in mano, senza che questo infici la loro irremovibile decisione di votarlo.
Perché non c'entra nulla con la politica. E' una questione di tifo. Hanno deciso che B. è in squadra con loro e quindi fottenasega se non segna. La squadra del cuore mica si abbandona.

In tutto questo c'è il dito. Francamente è la cosa che mi ha spaventato di più. Perché alle stronzate di B. siamo tutti abituati ma, sul serio, non posso credere che per leggere il suo foglietto di accuse contro Travaglio  avesse bisogno di seguire il rigo con il dito.
Da quanti anni ci ammorbano con questa storia del "grande comunicatore"? Quello che lancia i messaggi. Quello con il senso della scena. Quello con il linguaggio del corpo del vincente.
Da quando i grandi comunicatori leggono come gli scolari di quinta elementare?

venerdì 11 gennaio 2013

Ascoltando Maria

Ero in macchina diretto alla stazione e mi sono detto: "potrei anche ascoltare un po' la radio".
Prima emittente? Ovviamente Radio Maria, dove La dott.ssa (non so in cosa, non riesco a trovarla su internet, ma ammetto di non aver cercato a lungo) Alessandra Savelli Cappa, raccoglieva telefonate ed elargiva consigli sul come crescere i figli.
La seconda telefonata è di un tizio che vuol sapere se far sesso con la propria donna mentre è incinta mette in pericolo il bambino.
Solo che la Cappa fraintende e pensa gli stia chiedendo se può farlo mentre il bambino dorme in camera con loro.

Figuriamoci, penso io... gli dirà di no. Ci mancherebbe.
Invece mi sorprende rispondendo: "stai tranquillo, i bambini appena nati ovviamente non capiscono cosa stanno facendo i genitori, ma avvertono comunque il loro piacere a stare insieme. Quindi non è per niente dannoso".

E io mi dico: ma guarda un po'. Vedi che abbiamo un sacco di pregiudizi su Radio Maria e invece mica è bacchettona come pensiamo!
Poi continua:
"Fra l'altro molti studi provano che i bambini che crescono in ambienti simili hanno minori rischi di incappare in problemi di omosessualità. Quindi non ti preoccupare, favorisce una sana vita eterosessuale"
Ah ecco. Mi sembrava... 

giovedì 10 gennaio 2013

3,14

Il titolo del post vi dice niente?
...
...
Proprio niente?
...
...
Sicuri?


Tranquilli, è normale. Se invece avete indovinato subito che volevo parlarvi del film "Vita di Pi", significa che lo avete già visto. Quindi è inutile che continuate a leggere.
Per tutti gli altri, tirate fuori il vostro amore per gli animali e seguitemi in questa recensione:

La scena più traumatica dai tempi della mamma di Bambi (ndr.)

Il film non si presentava benissimo. Intanto era girato in India. Cosa che evoca alle menti più stereotipate (tipo la mia) l'immagine di tizi vestiti con tuniche strane che ogni tanto si mettono a ballare e a cantare per le ragioni più incomprensibili.
Ang Lee del resto non è una garanzia. Soprattutto per chi (come me) non è rimasto affatto impressionato dai Segreti di BBM e che, nonostante sia pronto a tifare per qualsiasi cosa comporti assurdi duelli a mezz'aria con katane e coltelli, continui a rimproverare l'assoluta mancanza di una trama coerente a "La Tigre e il Dragone".
E vogliamo parlare del fatto che fosse tratto dal libro di uno scrittore canadese? Brrrr...
E vogliamo parlare del fatto che è pieno di animali? Cos'è per vedere un documentario adesso devo andare al cinema?
E e e e... E invece, cavolo, è bello.

Trama: uno scrittore canadese con il blocco dello scrittore incontra un ex maestro di nuoto indiano, che gli promette di fargli ascoltare una storia in grado di far credere in Dio.
Con queste premesse, viene introdotta la voce narrante di Piscine Molitor Patel (chiamato così in onore della Piscina Molitor di Parigie e abbreviato in Pi per evitare di essere chiamato Piscione dai compagni di scuola).
La prima parte del film procede leggera, con toni al confine tra la descrizione nostalgica degli ambienti di Radio Days (se Radio Days fosse ambientato nella Pondichery francese) e l'irrealtà di un Big Fish. Per chiunque non avesse letto la trama (tipo me) l'aspettativa andava sempre più orientandosi verso il classico film di formazione con morale dickensiana alla fine.
Invece la mazzata. La nave con cui l'intera famiglia di Pi si sta trasferendo in America incappa in una tempesta e affonda, lasciando il ragazzo naufrago su una scialuppa in compagnia di una scimmia, di una zebra ferita, di una iena e di una tigre di nome Richard Parker.
Ah, non vi avevo detto che i genitori di Pi avevano uno zoo?

Commento: non vi fate ingannare dalla situazione favolistica. In questo film si ride molto poco (e quel poco con amarezza). La commozione la fa da padrone, anche perché Ang Lee ha incluso delle scene paragonabili per crudezza solo alla morte della mamma di Bambi.
Il tutto unito a delle ambientazioni assolutamente straordinarie (e ve lo dice uno che non impazzisce per i film marinareschi) e ad un senso di meraviglia costante.
Quanto poi sia valida la metafora/morale conclusiva resta discutibile, soprattutto per la vicinanza eccessiva alla scommessa di Pascal, ma sceneggiatura e recitazione valgono un po' di filosofia spicciola.

Da vedere.

mercoledì 26 dicembre 2012

Guida all'installazione di Aion online

In questi giorni ho impegnato il mio computer nella difficile impresa di scaricare il gioco: "Aion, The Tower of Eternity".
Si tratta di un mmorpg molto simile a WoW, ma free-to-play. Nasce come gioco koreano, quindi molto basato sul farming, e il sistema di combat mi sembra molto discutibile, ma può essere interessante da giocare per la grafica e la storia.
Installarlo è stato però un tantino complesso, che al mio pc stavano molto antipatici i launcher messi a disposizione. Da qui la guida che segue, ove mai qualcun altro incontrasse i miei stessi problemi...

1) Scelta dei server - dando per scontato che a nessuno interessi giocare in Asia, al momento le possibilità sono due: il client americano, della Ncsoft, e quello europeo, della Gameforge.
La scelta più ovvia, sarebbe quella di giocare in Europa. Tuttavia la differenza di ping fra le due regioni non è così notevole (quasi inavvertibile in realtà) e il free-to-play europeo presenta alcune limitazioni (solo 2 pg, blocco di alcune funzionalità di chat, trade, tempi incrementati per il reset di istance e raid ecc.).
Il client americano è invece più conveniente, conservando tutte le funzionalità di quello originale ed è quindi preferibile.

2) Installazione di base - sembrerebbe semplice.
a. Scarica il launcher della ncsoft: ftp://ftp.ncsoft.com/Launcher/NCsoftLauncherSetup.exe
b. Installalo
c. Seleziona Aion fra i giochi non installati nella colonna sinistra e premi play
d. Mettiti comodo per le 6 ore necessarie al download

3) Problemi - in media ad un utente su 10 capita però di imbattersi nell'equivalente Ncsoft della schermata blu della morte di windows, ovvero in questo:


Il download semplicemente si blocca, senza un apparente motivo, a percentuali variabili (20%, 40%, 60%), costringendovi a chiudere il gioco e a ricominciare tutto da capo.
Ad un utente su 12 l'installazione nemmeno si avvia.

4) Come risolvere - dopo lunga sessione di bestemmie incrociate, ho concluso che il problema derivava dal programma "Pando Media Boster" che il client fa installare teoricamente per facilitare il download ma che invece entra in conflitto con chissà quale trappola di Windows messa in piedi da Bill Gates.
L'unica soluzione è modificare direttamente il programma del launcher per fargli evitare Pando.
Come?
Basta seguire la seguente procedura:

  • apri la cartella Ncsoft, solitamente collocata in C:/Programmi
  • apri col notepad il file Games in NCSoft/Launcher/Config/Default
  • usa la funzione cerca in Modifica per individuare tutte le stringhe di codice (solo solo 3 don't worry), <P2P>true<P2P>
  • sostituisci tutti i true con false: <P2P>false<P2P>
  • salva il file
A questo punto riapri il launcher e ricomincia a scaricare da zero.
L'alternativa è ovviamente disinstallare Pando. Ma magari ne avete bisogno per altro: fate voi.

5) Problemi di login - alcuni nuovi utenti hanno problemi, una volta scaricato il gioco, a loggare. Sono frequenti i messaggi di errore per la password e gli id.
Questo può avvenire per due motivi:
 - Il vostro client è settato su Europa (lo fa automaticamente con l'ip). Basta aprire il launcher e scegliere File>settings>advanced e cambiare Europe con North America
 - Il client non riconosce il nome utente (che quelli della Ncsoft chiamano Name display, o qualcosa di simile) ma solo la mail di registrazione.
FAQ: "ma come faccio a scriverci la mail di registrazione se il client non mi fa scrivere la @?
Questo è perché nelle tastiere americane la chiocciola non richiede l'uso di AltGr+ò ma è direttamente sulla tastiera. Basta sostituire il tutto con il codice del tastierino numerico alt+64.

Non dovreste incontrare altri problemi. Enjoy!

lunedì 17 dicembre 2012

Buda+pest 2

Dopo lunga attesa, ecco la pagella di Budapest. Pagella che (preciso) viene data da un tizio che ci è passato per 3 giorni. Ne consegue che potrebbe essere molto inesatta e/o carente.

1) Bellezza architettonica: 7

Cattedrale dai tetti dipinti. So cool!
Visione notturna
Parlamento. Sembra accessibile.
Dall'alto

Di originale c'è ben poco. Nel senso che è come Praga: ricostruita totalmente a metà-fine ottocento in stile neogotico. I palazzi sono comunque bellissimi e le strade sono ancora prive di rotonde: good!
Onnipresenti le statue. Sono dappertutto e di ogni cosa. Bellissima la sinagoga.

2) Cibo: 7
Tipica colazione
Tipica cioccolata calda con panna
Non ho mai mangiato male. E' anche vero che, gulash a parte, non ho notato piatti particolarmente tipici. Probabilmente sono andato nei posti sbagliati. I dolci hanno rating AAA.

3) Vita notturna: 4

Esistono le discoteche: molto fuori dal centro turistico. I pub chiudono a mezzanotte. La metro alle 11 e mezzo. Coro di buuu! dalla curva.

4) Gnocca: 6,5

Presente ma non appariscente. Fidanzate al seguito rendono difficili ispezioni più accurate.

5) Biliardino da hockey: over 9999!












6) Costo della vita: 5

Quando si parla dei paesi dell'est Europa, esiste la tendenza ad equipararli con l'America precolombiana, dove era facile acquistare pellicce di visone in cambio di sacchi di perline. Invece no. I prezzi a Budapest sono molto allineati con i nostri. Per dire: colazione 3 euro e 50; cena 22 euro; similpiadina per strada 4 euro.
Probabilmente esiste una differenza notevole tra la capitale e il resto del paese. Un po' come da noi fra Milano e Barletta. Ma non sperate di far follie con i vostri risparmi.

7) Bilancio conclusivo: 6,5

Mi è moderatamente piaciuta. Ci siamo rimpinzati di cibo e la città offre vedute affascinanti. Eppure si sente la mancanza di un quid (come direbbe il nostro): di un elemento caratterizzante, che distingua quella particolare città da tutte le altre. Non i vestiti e i modi della gente (lingua a parte avrei potuto essere a Firenze), non l'architettura né la cucina.


Ps. ho trovato il mio nume tutelare...


venerdì 7 dicembre 2012

Napolitano può dire messa

Alcune cose tendono a essere dimenticate. Giusto per fare un esempio: vi ricordate delle telefonate fra il Presidente della Repubblica e Mancino intercettate dai pm che indagavano sul caso stato-mafia?
Ok, in questi giorni è uscito il comunicato della Corte Costituzionale che dà ragione a Napolitano: quelle registrazioni andavano distrutte.


Importante è però sottolineare l'imbarazzo. Perché imbarazzo deve esserci stato dentro quella stanza. Fai il giudice da decenni, conosci il codice come le tue tasche e assolutamente non trovi nulla. Nulla, nemmeno un piccolo appiglio, un comma, un codicillo che ti permetta di dar ragione al capo dello stato. Si sono scervellati per quattro ore e alla fine si devono essere detti: 
- oh raga, qui bisogna dire qualcosa. Spariamo a caso
- a caso come?
- boh, apri il codice a caso e buttiamo lì un numero qualunque, tanto alla gente che gli frega?
- vabbé, ma almeno prendiamo un articolo che tratta di intercettazioni. Sempre meglio che niente.
- il solito precisino. Vabbé fai come ti pare.

BAM. Le intercettazioni andavano distrutte per...
l'art. 271

Ma cosa dice l'art. 271?
2. Non possono essere utilizzate le intercettazioni relative a conversazioni o comunicazioni delle persone indicate nell`art. 200 comma 1, quando hanno a oggetto fatti conosciuti per ragione del loro ministero, ufficio o professione, salvo che le stesse persone abbiano deposto sugli stessi fatti o li abbiano in altro modo divulgati
Per chiarire meglio, possiamo riportare anche il comma 1 dell'art. 200:
1. Non possono essere obbligati a deporre su quanto hanno conosciuto per ragione del proprio ministero, ufficio o professione, salvi i casi in cui hanno l'obbligo di riferirne all'autorità giudiziaria:
a) i ministri di confessioni religiose, i cui statuti non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano;
b) gli avvocati, gli investigatori privati autorizzati, i consulenti tecnici e i notai(1);
c) i medici e i chirurghi, i farmacisti, le ostetriche e ogni altro esercente una professione sanitaria;
d) gli esercenti altri uffici o professioni ai quali la legge riconosce la facoltà di astenersi dal deporre determinata dal segreto professionale
Ora, visto che non sembra che Napolitano fosse l'avvocato di Mancino (e ha pure una laurea in giurisprudenza, pensa te) né il medico, né appare evidente l'appartenenza a altre professioni simili, ne devo dedurre che il mio Presidente della Repubblica sia un sacerdote della Chiesa cattolica in incognito e che i due non stessero parlando della trattativa stato-mafia ma bensì amministrando il rito della confessione per via telematica.
L'unico che può sbrogliare il mistero, a questo punto, è il Santo Padre. Vado su twitter a chiedergli se Napolitano è uno dei loro...

martedì 4 dicembre 2012

Il mio portafogli già piange

L'inverno si avvicina e anche le novità editoriali. Questo mese sono usciti tre simpatici oggetti che sarebbe un crimine non pubblicizzare...

L'ultimo libro di Stephen King "La leggenda del vento". Probabilmente si tratta di una spudorata marchetta ai fan della serie de La Torre Nera, giusto per guadagnare quel milioncino di dollari che servono sotto Natale per comprare i regali a amici e parenti, ma comunque assolutamente imperdibile. Costo 19 euro.


L'ennesimo episodio della saga di Shannara: "Il potere della magia". Terry Brooks ormai è ripetitivo, ma come puoi dirgli di no? 18 euro.


Ma soprattutto... George ne ha finito un altro. Tutti in fila nelle librerie per comprare "La danza dei draghi", con altre 500 pagine di cui 400 di storia effettiva e un centinaio piene di nomi di cui non frega un cazzo di niente a nessuno! 19 euro


lunedì 3 dicembre 2012

Farlo in salmì

Avevo una mezza idea di scrivere un post descrittivo di Budapest, giusto per dare un'idea di cosa un turista italiano possa trovare soggiornando in zona per qualche giorno, ma alcune cose hanno la precedenza assoluta. Una in particolare: la follia.
La follia è un tratto tipico del nostro mondo, solo che ormai si esplica in forme talmente lievi e inoffensive da non essere quasi avvertita. Solo questo può venire in mente dopo aver visto il caso del capriolo di Moena.

http://www.trentotoday.it/cronaca/capriolo-investito-esposto-procura.html
I fatti sono questi: in una ridente località del Trentino Alto Adige succede il fattaccio. Una macchina incontra e si scontra con un giovane capriolo che, non essendo un cinghiale - che se lo fosse stato se ne sarebbe andato tranquillo mentre l'autista avrebbe arricchito il meccanico locale - resta ferito mortalmente.
Il guidatore, attualmente sconosciuto, probabilmente perché colto dal panico, non attua nessuna delle due procedure in vigore per casi simili ma fugge via lasciando l'animale agonizzante.
Quali procedure?
Ok, per chi lo volesse sapere, ci sono soltanto due modi giusti di agire in casi del genere:
1) Chiamare il 118. Si tratta della procedura standard, in base alla quale il pronto intervento si mette in contatto con la forestale e la Asl che intervengono per assicurarsi che l'animale non sia capitato sulla strada semplicemente perché sbadato o sfortunato, ma in quanto portatore di una qualche malattia epidemica. 
Il 99% delle volte il povero animale viene caricato, portato al laboratorio di analisi addetto e, una volta dichiarato sano e quindi morto semplicemente per motivi accidentali, viene messo in salmì per la gioia dei presenti.
2) La seconda procedura, definita anche "non ufficiale", viene praticata direttamente dall'autista che, dopo aver smadonnato per minimo dieci minuti sul danno alla carrozzeria, si consola dando il colpo di grazia al capriolo per poi caricarlo in macchina, in barba alla legge, per farlo il salmì personalmente.
Fra i due destini il secondo, per quanto sgradevole, è probabilmente preferibile per il capriolo in questione. Nel primo caso deve infatti morire per conto suo o aspettare che arrivino quelli dell'Asl (e sarebbe il caso di dire "campa cavallo"). Nel secondo muore in fretta senza agonizzare per delle ore.
Stavolta però è stato sfortunato: a trovarlo è stato un veterinario. Dopo aver avvertito mezzo mondo, stanco di aspettare l'Asl, ha chiesto ai tizi della forestale di poter somministrare degli antidolorifici all'animale sofferente ricevendo un picche come risposta. Perché sai, se dei tizi ci devono fare degli esami sopra, io forestale so un cavolo se quello che gli dai influisce o meno sulle analisi.
Seguono ore di discussione che finiscono con il capriolo morto in agonia, i forestali scazzati e l'ordine dei veterinari che denuncia tutti per "crudeltà contro gli animali" perché "bisogna evitare sofferenze inutili agli esseri viventi". 
Ovviamente a nessuno viene in mente di risolvere la situazione nel modo più sensato: una mazzata.

Ma la follia giunge al culmine con il commento di Paolo Casicci sul Venerdì di Repubblica, di cui riporto un breve stralcio:
Annunziata Salines è il veterinario che, notando per caso l'incidente, ha dovuto seguire la prassi che obbliga i liberi professionisti a chiamare il 118 e, attraverso quello, i colleghi dell'Asl. Risultato: il medico è arrivato due ore dopo la chiamata. "Se anziché di un capriolo si fosse trattato di un uomo, e trovandosi sul posto un medico, se quell'ipotetico dottore non avesse prontamente soccorso il ferito, si sarebbe certamente trattato di omissione di soccorso" osserva Salinas. Domanda elementare: "Perché per gli animali non è così?"
Risposta elementare: perché si tratta di animali.
Risposta seria: prova a prendere un ferito in un incidente stradale e a infilargli in vena una siringa di morfina. Poi vai a raccontare a quelli del 118 che "poverino soffriva tanto" e guarda come reagiscono... Se va bene ti prendi un cazziatone. Se va male una denuncia per omicidio colposo. 
Come insegnano in qualsiasi fottuto corso di pronto intervento al minuto 1 della prima lezione soccorrere significa restare sul posto per guidare i soccorsi, non operare a cuore aperto sul ciglio della strada perché tanto sono un medico. Avete visto troppo House gente.
Risposta meno seria: gli esseri umani mica puoi farli in salmì! Hanno un saporaccio...

La Follia.


giovedì 22 novembre 2012

Buda+pest

Volevo solo dire che vado quattro giorni in Ungheria. A breve le mie mirabolanti avventure...

(se torno)

giovedì 15 novembre 2012

Va tutto bene Emma?

Due premesse:
a) James Bond non è mai stato una delle mie icone cinematografiche preferite. Probabilmente perché non mi ha mai affascinato questa storia dell'Inghilterra imperiale e del suo servizio segreto di spie gentiluomo. E mi sono sempre sembrati un po' fascisti;
b) andare al cinema con gli amici che ho io e pretendere di seguire un film seriamente è un po' come presentarsi alla prima della Traviata alla Scala con un naso rosso da clown. Uno spettacolo nello spettacolo.
Detto questo, ecco la mia recensione dell'ultima resa cinematografica di 007 "Skyfall" che, lo dirò subito, non mi è piaciuto.

"Facciamo le cose alla vecchia maniera" (ndr.)

Perché non mi è piaciuto? Le ragioni sono diverse e per comodità andrò per punti.

a) La trama: seriamente, il film è incentrato su una ex spia del governo britannico che per vendicarsi del capo del MI6 ruba la lista degli agenti segreti del mondo occidentale e minaccia di rivelarli, cinque per volta, sul web. Insomma, è il plot di Mission Impossible, ma con un movente peggiore. Banale. Terribilmente e incredibilmente banale. Talmente banale che poteva essere più banale soltanto se ci fosse stato un complotto per mettere le mani sulle armi atomiche e provocare la terza guerra mondiale. Roba vista e rivista in tutte le salse e in tutti i colori.
Per il cinquantenario di James Bond ci aspettavamo di più? Decisamente sì.
Lo svolgimento è semplice, lineare. James ammazza A che ha l'oggetto che lo porta a B, che lo conduce a C.  Seriamente, sui pomeriggi di Italia 1 ho visto storie più complesse. Colpo di scena finale incluso, poteva essere un episodio del Maresciallo Rocca.

b) Altra roba già vista: ci siamo sbellicati dalle risate. Per tutto il film. Un Bond che si estrae una pallottola dal corpo in puro stile Rambo. Un combattimento con tizi asiatici random in un locale che sembrava preso direttamente da Indiana Jones. Un cattivo che è praticamente la copia sputata del Joker di Nolan. L'ennesimo esperto informatico che guida l'agente segreto via radio nei cunicoli di una metropolitana. Su tutto... la preparazione della villa, teatro della battaglia finale, con una serie di trappole artigianali che non si sa davvero se era James Bond a parodiare MacGyver e il bambino di "Mamma ho perso l'areo" o viceversa.
Non esiste un solo momento, in tutto il film, che faccia spalancare la bocca in un moto di stupore. La sensazione preminente è il... "aspetta, ma questo dove l'avevo visto?". E se devo andare al cinema per farmi una panoramica dei migliori film d'azione degli ultimi trent'anni, beh, posso farlo benissimo a casa mia.
Per il cinquantenario di James Bond ci aspettavamo di più? Decisamente sì.

c) La fragilità: l'idea di presentare un Bond un po' invecchiato, fragile emotivamente, non sempre all'altezza della situazione può anche essere carina. Però lo devi fare davvero. E' inutile che mi fai vedere che a 007 tremano le mani quando deve sparare davanti a un bersaglio di plastica, se poi nei combattimenti non sbaglia un colpo nemmeno usando un fucile del '15-'18. E' inutile che fai vedere come fatica a tenere il passo negli allenamenti e che non riesce più, come un tempo, a stare attaccato senza problemi a un'ascensore che sale per cinquanta piani, se poi lo fai correre per quaranta chilometri, evitare i treni della metropolitana che gli cadono in testa e uscire indenne da un lago ghiacciato senza nemmeno fare una smorfia.
Si arriva al paradosso che Bond sembra essere proprio invecchiato, tranne quando deve fare a botte con una ventina di killer mascherati. In quel caso torna in formissima.
Che cagata.

d) Le vecchie maniere: che "oh ragazzi, non stiamo mica qui a smacchiare i leopardi neh". Bond sarà anche vecchio, ma dategli un casolare di campagna, un po' di tritolo, un paio di fucili da caccia e vedi come ti sistema tutti questi giovanotti "alla vecchia maniera". Grazie, ma delle operazioni nostalgia ne abbiamo già avuto abbastanza con Rocky VI.

Voto complessivo: 6

Perché 6?
Perché le scene di azione sono comunque godibili e il vecchietto scozzese che chiama M. - "Emma" - fa simpatia.

ps. La scena di Bond che beve tequila con uno scorpione sulla mano viene candidata d'ufficio al premio per le peggiori tamarrate di sempre.

lunedì 12 novembre 2012

Le ricette di Vissani

Probabilmente anche voi, come me, siete prima o poi entrati in contatto con l'ORRORE culinario. Chi non ha mai avuto un amico o una donna o un capoufficio la cui passione più grande consiste nel preparare nuove e fantasiose ricette? Ovviamente per farvele provare.
E non intendo quelle cose tranquille tipo: "sono solo in casa, non ho voglia di uscire, secondo me alla fin fine l'arancia ci sta benissimo con il tonno. In fondo se va bene con l'anatra..."
No. Voglio proprio dire quelle cose abominevoli tipo patate fritte con stracchino e nutella. Polipo crudo a fette con aglio e polvere di vaniglia. O come dimenticare il "guarda che in fondo il ketchup può benissimo stare sulla pizza al posto del pomodoro"?
Ecco, c'è una persona in Italia, che viene pagata, ogni settimana, per inventarsi un piatto assurdo e immangiabile, da spacciare per buono grazie alla sua fama di grande chef. Si chiama Gianfranco Vissani e scrive sul Venerdì di Repubblica.

La ricetta di questa settimana:
Tagliate l'alga Nori in otto triangoli e formate dei coni incollando i bordi con un po' d'acqua, friggeteli in olio di semi di girasole ben caldo e farciteli con il riso soffiato. Tagliate il tonno in bastoncini regolari e condite con un filo d'olio, sale e pepe. Fate una purea con le zucchine e l'aglio e venatela di cacao. Adagiate...
No, mi spiace. Non esiste forza sul pianeta Terra capace di convincermi che il riso, l'olio d'oliva, il pepe, le zucchine e l'alga Nori abbiano o potranno mai avere un qualche rapporto, anche lontano, con il cacao.
L'ORRORE.