martedì 10 aprile 2012

Jesus Christ superhero!

Non mi sembra di aver mai scritto su questo blog il mio orientamento religioso. Mi oriento adesso: sono ateo. Lo sono approssimativamente dai 15 anni.
Non che prima fossi credente. Semplicemente, prima dei 15 anni non credo si possa essere veramente qualcosa. Né atei né religiosi. La fede o la non fede, quando sono cose serie, sono strettamente collegati alla conoscenza. Prima dell'adolescenza siamo tutti un po' succubi dell'ambiente in cui viviamo.
A 15 anni invece mi sono messo sotto. Ho preso il mio scetticismo e ci ho aggiunto Kant, Feuerbach, Marx, un po' di Nietzsche, riflessioni varie ed eventuali, i Fratelli Karamazov, ho mischiato il tutto e sono venuto fuori io.
Detto questo, sabato sono stato esplicitamente invitato alla messa di Pasqua. Io avrei preferito evitare. Più per rispetto dei credenti che per allergia alla chiesa, che anche se a un tizio interessa il rito dal punto di vista storico-antropologico non è che si può mettere a fare del turismo religioso dove altra gente esplica la sua fede. Giusto un esempio... a un certo punto durante la messa di Pasqua c'è la liturgia battesimale e tutti i fedeli devono recitare la formula: "rinunci a Satana?" - "Rinuncio". "Credi nel Dio..." - "Credo" ecc. Ovviamente sono rimasto in silenzio. Cosa un po' estraniante se sei circondato da gente che si comporta esattamente nel modo opposto. Ti senti quasi in difetto perché non rinunci a Satana. Eccheccavolo.
Comunque ci sono cose che mi hanno molto colpito dal punto di vista scenico. Il rito dell'accensione del cero al fuoco nuovo ad esempio è veramente impressionante (anche se mi sa molto di tradizione pagana). Quello che mi ha veramente colpito però sono state le canzoni.
Io mi ricordavo alcune nenie un po' noiose, ma sabato ho sentito dei canti che levati. Una sulla resurrezione in stile folk. Un'altra fighissima sulla vittoria del Signore contro il Faraone d'Egitto, che se la trovo su internet la scarico e me la metto sull'mp3.
Ma due in particolare hanno attirato la mia attenzione perché sembravano un misto di Cristina d'Avena e la Pegasus Fantasy dei Cavalieri dello Zodiaco e all'improvviso mi sono immaginato di scrivere la sceneggiatura di un cartone animato.
Un ragazzo di nome Joshua nasce nel 2012. All'età di 14 anni scopre di poter vedere i demoni e di avere i poteri soprannaturali per combatterli. Invoca il potere della luce, cammina sull'acqua, combatte con una croce dorata e alla fine si scopre che è la reincarnazione di Gesù tornato sulla Terra per annunciare l'avvento del Regno di Dio.
TADADADA!


Non me lo trasmetteranno mai su Italia 1.

Cucina toscana

Devo scrivere un post sulla Pasqua, ma prima mando la pubblicità:



Se vi capita passateci. Il cuoco non lo conosco, ma sul servizio metto la mano sul fuoco.

venerdì 6 aprile 2012

Delusi

Al mondo c'è gente veramente ingrata. Voglio dire, hai una crisi economica che ti spacca, causata principalmente dal mondo della finanza e dalle banche. La gente si sottomette a un tizio mai visto né sentito che fa il banchiere.
Il paese perde miliardi e miliardi di euro in evasione. Il tizio invece di venirti a fare i conti in tasca e alzarti le tasse, oltre a pretendere che le paghi al 100%, se la prende con i pensionati.
Il lavoro ha bisogno di crescita e il tizio ti demolisce l'articolo 18.
Cavolo, cosa vuole di più signora Marcegaglia? Si lamenta se ha dovuto dare un contentino al sedicente partito di centrosinistra in modo che possa continuare a prendere i voti che gli servono per avere la maggioranza insieme alla destra?
Cosa voleva di più? Lo schiavismo non si può rimettere ok? L'Europa non è ancora pronta, aspetti almeno un altro decennio.

Cioè, perfino Casini, no dico... Casini, si è un po' stupito e ha  definito la riforma:
un buon compromesso. Ci sono le imprese e ci sono i sindacati. Non dimentichiamo ciò che il governo ha fatto sulla previdenza, in quel caso gli industriali applaudirono e i sindacati criticarono aspramente".
"Non facciamoci del male a vedere il bicchiere mezzo vuoto - ha aggiunto il leader Udc - il bicchiere è mezzo pieno. Per molto meno, lo ricordo alla presidente di Confindustria Marcegaglia, Cofferati portò in piazza tre milioni di persone. Il giudizio della Marcegaglia sulla riforma è ingeneroso, bisognava trovare un'intesa mediana, è sempre così per le riforme".
E guarda che per far dire pubblicamente a Casini: "Stiamo già inculando abbastanza i lavoratori, stai zitto che forse così non se ne accorgono", bisogna proprio aver raggiunto il limite. Stupore che ha contagiato persino il Pd:
"Cosa è cambiato dopo l'accordo?". Cesare Damiano replica ad Alfano. Per il Pdl, il ddl lavoro "pochi giorni fa andava approvato a tamburo battente senza correzioni, oggi va invece sviluppata una battaglia parlamentare per conquistare 'modifiche e miglioramenti'. Non comprendiamo cosa sia successo dopo l'accordo tra i leader dei partiti che sostengono l'attuale governo e il presidente del consiglio Monti".
Traduzione: "oh cavolo, c'eravamo messi d'accordo perché la partita finisse 4 a 1 per voi. Cosa volete ancora?"
Appunto. Cosa? Almeno lasciategli un po' di dignità a questi piddini. 
E dateglielo un po' di respiro a questo povero Monti, no?

giovedì 5 aprile 2012

Parlando di pirateria...

... mi hanno appena fatto conoscere un sito fantastico. E' spagnolo, si chiama youkioske e la gente ci carica sopra i quotidiani (ma anche molto altro) in una versione online del pdf. E non si tratta di roba del mese scorso, ma del giornale di oggi scannerizzato in tempo reale.
Questa è La Repubblica di oggi, ad esempio:

Ovviamente l'immagine si può ingrandire a volontà.

Non capisco come faccia a restare aperto però.

mercoledì 4 aprile 2012

0,25

Stamattina mi sono concentrato su questo:

Ve la faccio breve: qualche tempo fa, essendo le guerre napoleoniche ormai finite da un paio di secoli e non avendo più inglesi da combattere, Sarkozy si è messo in testa di dichiarare guerra alla terribile piaga della pirateria su internet. Si potrebbe pensare che ci siano cose un tantino più gravi di cui occuparsi, anche se ammetto che impedire ai ggiovini di scaricare le ultime canzoni di Justin Bieber abbia fini nobili, ma lui ha deciso così e gli auguriamo buona fortuna.
Ha quindi varato una legge durissima. Navighi su bittorrent o su emule e uno dei nostri astutissimi agenti della polizia postale ti scopre? Ti mandiamo una email con scritto "cattivo, cattivo! Non lo fare più!". Ci riprovi? Allora ti ripetiamo la stessa cosa anche per raccomandata. Così lo capisci che è una cosa seria! Ci provi la terza volta? Beh, allora basta, la nostra pazienza è finita. Ti convochiamo davanti a un giudice che ti farà una bella multa e ti potrebbe anche togliere internet.
Probabilmente nel testo originale della legge era anche specificato che lo avrebbero mandato a letto senza cena ma poi la norma deve essere sembrata troppo severa e lo hanno tolto.
Risultati?
I soliti.
Non è arrivata nemmeno una multa. Il francese medio ha mandato affanculo Sarkozy e si è messo a scaricare tramite simpatici programmini come peerblock o attraverso proxy. Il francese un po' meno sveglio lo ha mandato affanculo, ha aspettato una settimana e si è rimesso a scaricare come al solito. Qualcuno è stato perfino così sfigato da essere beccato tre volte prima di capire che forse era il caso di tutelarsi un po' di più.
Ovviamente a nessuno è arrivato un provvedimento giudiziario per impedirgli di usare internet.
Nel frattempo la vendita di cd musicali è calata dell'11% mentre quella dei dvd del 9%.

Ora, non vorrei passare per il grillino di turno, ma qualcuno dovrebbe spiegare a Sarkozy che il mercato audiovideo su supporto fisico è morto. Perché puoi anche promettere di mettere i cattivi dietro la lavagna, ma nessuna forza al mondo potrà mai costringere il tizio x a spendere 15 euro per un cd con 10 canzoni quando in un'ora netta può scaricarsi un'intera discografia a costo 0.
Non è che non comprerà mai i cd. Anzi, probabilmente se si tratta di un fan farà la fila davanti al negozio di musica. Ma non si tratta più di musica di consumo. Si tratta di collezionismo.
Stessa cosa per i dvd.
L'altra sera tornavo da *** con la donna. Erano le 8 di sera e andavamo a cena. Ci fermiamo al blockbuster per prendere un film. Al di là dei distributori antidiluviani che per cercare un film necessitano di ere geologiche, mi dite per quale motivo dovrei rompermi a fare tutta la trafila di ... prendere la tessera, ricaricare la tessera, fila al distributore, prenotazione, ritira il film, torna il giorno dopo, restituisci, paga ecc. spendendo 2,50 euro, quando la stessa cosa può essere tranquillamente fatta da casa mia a costo zero? Giusto se torno tardi e per puro caso non posso andare ad accendere il pc.

Solo che tutto ciò è stupido. Io voglio pagare per il copyright. Voglio pagare l'artista per il suo lavoro. Voglio solo tagliare tutte le inutili spese che stanno tra me e l'artista. Quanto incide il supporto fisico, la distribuzione, la pubblicità, l'industria produttrice sul costo finale?
Diciamo che dal blockbuster eliminiamo la necessità di tenere un'agenzia fisica, le paghe dei dipendenti, la manutenzione delle apparecchiature, il comprare dvd nuovi/smaltire dvd vecchi quando si rompono ecc. ecc. Sostituiamo il tutto con un bel Server online 24/24. Scommetti che quei 2,50 euro di noleggio diventano 0,25? Scommetti che se gli metti una connessione decente (basterebbe anche quella cagata che Megaupload concedeva ai non premium) non solo non ci perdi soldi ma ne guadagni? Il bello è che cose del genere esistono già. Solo che ti chiedono praticamente le stesse tariffe della vendita offrendo un servizio spesso schifoso. E a quel punto perché dovrei spendere praticamente la stessa cosa non avendo nemmeno il supporto fisico da tenere in casa? Eh no cari miei. Il vostro risparmio deve andare a vantaggio mio, non vostro.

Obiezione:
Eh ma se glieli fai scaricare poi la gente li mette su un hard disk e poi non li scarica più. Presi una volta è come se li avessero comprati.

Esatto. E quindi? Qual è il problema?
Il problema esiste, se il prezzo è alto. Perché se un film costa 15 euro, tu sei disposto ad alzarti alle 6 di mattina per accendere il computer e avviare il download, in modo che quando torni alle 5 del pomeriggio quello ha finito di scaricare e puoi vedertelo. E a quel punto, se ti è piaciuto, sei anche disposto a comprarti un dvd a 1,50 euro per conservarlo, in modo di non dover aspettare di nuovo 11 ore di download per vederlo. 
Ma se un film costa 25 centesimi e richiede 10 minuti, la convenienza nel conservarlo non esiste più, perché è sempre accessibile a costi ridicoli.
Chi non sarebbe disposto a spendere 25 centesimi per avere, in qualsiasi momento, disponibile un film a casa sua? Alzate la mano per favore.
Con tutto il mercato che ci sta dietro. Si possono prevedere anche abbonamenti flat. Il mondo va in quella direzione signor Sarkozy. Vogliamo finalmente pensarci e cominciare a farci i soldi sopra, o continuiamo a prenderci in giro lamentandoci dei giovani d'oggi che sono privi di valori e non riconoscono il sacro potere del copyright?
I giovani d'oggi hanno dei soldi da dare. Per un servizio serio e intelligente però. Interessa?

martedì 3 aprile 2012

Avevamo sottovalutato il Trota...

Per parlare di questa storia devo partire da lontano.
Nel paesino dove sono cresciuto c'era, e c'è ancora visto che è ancora vivo, un signore un tantino fuori dalla normalità. Non mi ricordo l'esatta definizione politically correct, diciamo semplicemente che ha grossi problemi sia a livello fisico che a livello mentale. Niente di strano, ce ne sono almeno 4 o 5 in ogni posto. Questo in particolare ha l'abitudine di espletare i suoi bisogni fisiologici in pubblico ma, a parte questo piccolo dettaglio, risulta alquanto simpatico.
Un giorno uscì la notizia: "hanno preso **** per aver fatto una rapina in banca!"
Solo che rapina era forse un termine un po' forte. Diciamo che avevano preso i soldi alle 2 di notte e alle 3 e mezzo erano già in manette. Per farvi capire la situazione vi dirò che il tizio in questione, che era la mente ideatrice del colpo, è stato soprannominato "Lupen" dalla simpatica ironia paesana.
Ora si dà il caso che "Lupen" sia il fratello del signore nominato sopra che, nei giorni seguenti alla rapina, ha potuto percorrere le strade cittadine con un grosso sorriso sulle labbra dicendo a tutti:
ah ah hai visto... 'i mi fratello? Eppoi e dicevano che ero io, lolo storto di famiglia!

Ecco, ci sono dei momenti nella vita, in cui il karma gioca a tuo favore e ti ripaga del modo in cui il mondo ti ha trattato fino a quel momento. E' esattamente quello che è successo oggi in famiglia Bossi:

 Sapevate che il Trota ha un fratello? A me questa mancava. Si chiama Roberto Libertà (eh beh) e sembra che durante le campagne elettorali si diverta a tirare gavettoni pieni di candeggina contro i militanti di Rifondazione comunista. Per la serie "come sparare sulla Croce Rossa".
La cosa non è sorprendente di per sé, però il seguito della storia è davvero esilarante. Sembra infatti che uno dei tizi oggetto del lancio di gavettoni, abbia reagito tirando l'asta di una bandiera contro la macchina su cui il Bossi junior junior stava passando. Il Bossi junior junior, per il quale ovviamente girare su una macchina tirando roba al prossimo non costituisce reato, si è oltremodo sdegnato che il tizio abbia osato difendersi e lo ha denunciato per danni alla macchina.
Contemporaneamente il tizio colpito lo ha denunciato per aggressione.
Mi immagino la discussione in tribunale:
- No vostro Onore, il mio assistito non ha mai tirato dei gavettoni a X, perché quella sera era in un bar di Caracas
- E allora perché ha denunciato X per avergli tirato l'asta della bandiera proprio quella sera, in quella via, mentre era sulla sua macchina?
- ehm...

Il karma ha finalmente bilanciato le ingiustizie della vita. Adesso anche il Trota potrà dire:
ah ah hai visto... 'i mi fratello? Eppoi e dicevano che ero io, lolo storto di famiglia! 

lunedì 2 aprile 2012

Arriva Maga Magò

Perché copiare i francesi e tedeschi su cose francamente noiose come lo sviluppo economico o gli ammortizzatori sociali, quando possiamo seguirli sulle stronzate? 




Adesso aspettiamo con ansia che la medicina apra alle previsioni astrologiche e all'interpretazione dei sogni secondo la Smorfia napoletana. Unica consolazione è il commento del direttore dell'Aifa, che sembra l'unica voce sensata della situazione:
Come farmacologo però ritengo che sia insostenibile il fatto di avere in circolazione prodotti per cui non esistono prove scientifiche di efficacia. Dovranno ottemperare alle leggi come i farmaci allopatici ma sarà difficile dimostrare che qualcosa che non contiene niente funzioni per curare le persone

venerdì 30 marzo 2012

Cristiano.

Per la serie "tutti i giorni se ne impara una nuova", oggi mi sono occupato di questo tizio. Non che mi interessi particolarmente, ma ho un po' il feticismo dei partiti politici di grandezza condominiale. Come ne nasce uno devo per forza andare a vedere chi cavolo sono:


Riflessione a parte: aspetto con ansia che nasca un partito "Io odio l'Italia". Secondo me un 2% lo prenderebbe.
Detto questo, 'sto tizio è sempre passato come quello proveniente dal mondo arabo, folgorato sulla via di Damasco e convertito per amore della libertà e dei valori occidentali.
Oggi ho fatto la cosa più banale del mondo: ho aperto wikipedia.
Per volontà della madre Safeya, che lavorava come baby sitter per una famiglia italiana, i Caccia, studiò presso il collegio cattolico delle suore comboniane al Cairo[2].
Dal 1962 fino al 1970 studiò in un collegio salesiano guidato da Don Carlo Moroni. Imparò la lingua italiana e acquistò familiarità con la cultura italiana e occidentale e la religione cattolica (pur non essendo battezzato[3]).

Non per fare le pulci, ma se è nato nel 1952, vuol dire che è stato cresciuto dai 10 ai 18 anni dai salesiani e che prima dei dieci era andato a scuola dalle suore. E non è che sia cresciuto nell'Iran di Khomeini o nell'Arabia saudita dove le chiese cristiane sono vietate. L'Egitto degli anni '50 era nazionalista e laico. Avevano Nasser cavolo. Non è che si sia dovuto convertire al cristianesimo con i terroristi alle porte che gli minacciavano la famiglia. 

Altra cosa. Difendere il cristianesimo e l'identità nazionale ha un senso. Ma davvero vuole mettere nel suo programma politico la difesa di Israele? Tipo cosa dovremmo fare? Mandargli qualche migliaio di soldati a difendere le frontiere? Come se ne avessero bisogno, fra l'altro.
La follia avanza.

mercoledì 28 marzo 2012

Non hanno avuto Fede

Nel casino delle polemiche sull'articolo 18, rischiamo di perdere momenti di estremo "lolwut?" come questo:


La prima reazione è lo stupore. Una banca svizzera che rifiuta 2 milioni e mezzo di euro? Da quando una banca rifiuta dei soldi? Vabbé, saranno un tantino riciclati, saranno stati estorti in qualche modo al vecchio B. (cioè volevo dire "dati liberamente da B. per aiutare un amico", ovviamente), ma da quando le banche svizzere si preoccupano di queste cose? Voglio dire, ti prendi i soldi dell'ndrangheta e ti formalizzi per Emilio Fede?
Leggendo meglio la notizia, le cose si presentano però sotto un'altra prospettiva. Voglio dire: chi cavolo può essere tanto coglione da recarsi personalmente in una filiale periferica, senza avvertire nessuno, con una valigietta contenente 2 milioni e mezzo di euro da depositare? Capisco che sono svizzeri e sono abituati a trattare grosse cifre, ma immaginatevi un dipendente di una filiale che si vede comparire sul tavolo 2 milioni e mezzo in banconote. Magari erano anche pezzi da 50. Questo quando i piccoli imprenditori italiani si fanno le paranoie e mandano gli spalloni con 9000 euro per volta per evitare la legge sull'antiriciclaggio. Ma Fede non ce li poteva portare poco a poco i soldi? Cos'è, aveva 2 milioni e mezzo sotto il tappeto di casa e si è detto: "vado a Lugano la settimana prossima, ne approfitto per aprire un libretto di risparmio!"??

Vedi, o figlio mio, quello... è il direttore di un telegiornale! (cit.)

martedì 27 marzo 2012

Bradleyawn

Andando in cerca di qualcosa da leggere nella biblioteca di cui parlavo qualche post fa, mi sono imbattuto in...
Voglia profumo di mare... (ndr.)
Mettiamo subito i puntini sulle i. Devo ammettere di non essere mai stato un fan sfegatato della MZB. Da appassionato di fantasy ho ovviamente letto un discreto numero dei suoi lavori anche se per un insieme di fattori - in primo luogo la natura autoconclusiva dei libri e in secondo il loro numero abnorme rispetto alla scarsità dei miei fondi - non sono mai riuscito a concludere un ciclo. Per la precisione ho letto per intero quello del Giglio Nero (probabilmene anche il più noioso), mentre degli altri ho leggiucchiato un volume sì e uno no, nel passare degli anni.
Prendere in mano questo libro mi ha subito riportato al passato. Agli anni in cui andavo in vacanza al mare con la famiglia (la Cecina degli anni '90) e passavo le ore calde del pomeriggio sotto l'ombrellone con un libro fra le mani. In particolare, nella Marina di Cecina degli anni '90 c'era (c'è ancora ma non è la stessa cosa) un mercatino permanente di libri nella pineta centrale, ove il giovane virgulto che ero trovava il paradiso, essendo una delle bancarelle stracarica di libri della mitica editrice Nord e della Tea.
Ovviamente non è che fosse tutto questo granché, ma era la Mecca per un bambino cresciuto in un paese con una sola libreria fornita, perlopiù, di opere di arte medievale (da cui il mio odio per la storia dell'arte). Ma cos'è Darkover?
E' possibile che alcuni non lo sappiano, quindi vado a spiegarlo con un breve spoiler:
La Bradley ambienta le sue storie in un universo in cui i Terrestri hanno raggiunto ed esplorato con successo altri mondi. Tutti i mondi sono riuniti sotto il dominio della Federazione, che presenta il classico governo Presidente-Senato di ogni Impero Galattico che si rispetti. Darkover è un pianeta colonizzato per errore, dal classico gruppo di sfigati la cui astronave va in avaria e precipita in una notte di tempesta. Fortuna nella sfortuna, i terrestri arrivano nell'unica parte abitabile del mondo (l'equatore) essendo il resto coperto da un massa di ghiaccio perenne. Impossibilitati a tornare indietro e dimenticati dal resto della federazione, dopo una serie di secoli oscuri i darkovani danno vita ad una società a mezza strada tra il feudalesimo europeo e la divisione in caste induista. I Comyn (quelli fighi della popolazione) sono i discendenti dell'unione di umani e di una razza non umana (che chiameremo elfi per comodità) con strani poteri tra cui la telepatia è il più comune.
A un certo punto - maggiori informazioni sulla cronologia le trovate qui - dopo una serie di guerre disastrose, le famiglie nobili firmano un "patto" che si pone alla base della società planetaria. Vengono vietate le armi "da vigliacchi" quelle cioè che permettono di uccidere restando lontani dal proprio bersaglio non esponendosi a pericoli. In pratica tutti recuperano pugnali e spade e via col medioevo.
Quando tutto sembra procedere pacificamente e il pianeta si assesta con il suo governo oligarchico e un adeguato numero di faide secolari atte a mantenere viva la competizione tra le famiglie fighe, i terrestri tornano con le loro astronavi e "riscoprono" il pianeta.
I darkovani reagiscono come Umberto Bossi di fronte a un'ondata di algerini. Con la differenza che sono gli algerini quelli con le bombe atomiche che possono radere al suolo il pianeta. Si crea quindi una sorta di stallo in cui i terrestri si installano in una base di Thendara (aka la capitale), sicuri che gente che viaggia con i carri e si mena con le spade chiederà presto di essere ammessa nella Federazione, quando vedranno i vantaggi della tecnologia, e i darkovani che cercano nuove scuse per rispondere ogni anno No grazie, tenendosi il loro governo.

Cosa succede in questo libro?
Protagonista di una storia che presto diventerà corale, Helm Aldaran fugge Parlamento terrestre caduto nelle mani degli Espansionisti. Partito politico che sostiene lo sviluppo infinito basato sulla sottomissione dei mondi, la costruzione di navi sempre più potenti e piani di lavoro e produzione che renderebbero Monti e la Fornero estremamente invidiosi e solleciti nell'invocare il "modello Federazione" al posto del "modello tedesco".
Tornato a casa con una moglie riluttante e inconsapevole della sua natura di telepate e veggente, trova il Reggente del pianeta morto per un infarto paranormale (causato dagli eventi avvenuti qui) e si trova presto invischiato nelle trame politiche dei Comyn. Obiettivi principali: eleggere Mikhail Lanart-Hastur nuovo Reggente e sventare le trame dei terrestri che, abbandonati sul pianeta dal governo centrale (che ha qualche problema da risolvere tipo conquistare l'universo) decidono di attuare un bel colpo di stato e prendere il potere.

Cosa c'è di bello in questo libro?
Bella domanda. Fondamentalmente l'ambientazione. Chi conosce e ha amato Darkover difficilmente può resistere leggendo parole come "matrici", "schermi" e "dono degli Alton/Hustur/Ridenow/Elahyn ecc. ecc. ecc." In secondo luogo le trame familiari, sempre ben accordate nonostante la contrapposizione manichea tra quelli che sono evidentemente fighi e quelli che sono dei coglioni ma potrebbero avere un colpo di culo e assumere il potere avviando il pianeta alla rovina.

Cosa c'è di brutto?
Due parole: la trama.
I temi fondamentali sono sempre lì: la natura contrapposta alla gretta scienza, l'importanza della psiche rispetto alla materia, la descrizione di un mondo ancora incontaminato che si oppone a un progresso visto come distruttore di ogni bellezza. Tutto trattato con la stessa graziosa leggerezza ma con un problema fondamentale: la Bradley si è rincoglionita.
La storia è un continuo susseguirsi di banalità, colpi di fortuna e espedienti studiati al solo evidente scopo di sbloccare la situazione.
Ora, signora MZB, capisco che ha una certa età, che ha ancora la casa al mare da finire di pagare e che forse si è un tantino scazzata di scrivere da vent'anni la stessa storia, ma non mi può esaltare per 100 pagine l'astuzia dei darkovani e del loro sistema di spionaggio e poi far scoprire il complotto terrestre per assassinare tutti i Comyn dal figlio scappato di casa che casualmente origlia la conversazione decisiva a uno spettacolo di gitani che era andato a vedere. Capisco che nelle sue storie la centralità degli adolescenti abbia un qualche valore psico-qualcosa, ma qui si sta esagerando.
E cosa dire del ridicolo deus ex machina che arriva a garantire l'elezione di Mikhail? Nemmeno si impegna a scrivere un qualche appassionante ed enfatico discorso destinato a convincere tutti i contrari ma, con il piglio deciso di uno studente di terza media che dichiari oggi non li faccio i compiti mentre sintonizza la televisione su Real Time per guardare la prova dei cuochi, la Bradley preferisce far tornare direttamente dall'aldilà il Reggente morto all'inizio del libro per assicurare a tutti che "sì, è proprio lui il mio erede, quindi non rompete il cazzo e eleggetelo".
Oppure vogliamo parlare della moglie di Helm Aldaran? Improvvisamente scopre che il marito è un telepatico e che forse anche i suoi figli lo diventeranno, visto che la cosa è spesso ereditaria. Ecco un'ottima occasione per un narratore che si rispetti di affrontare il tema dell'integrazione. Hai una persona che si scopre improvvisamente cieca in un mondo di gente che ci vede benissimo, vuoi trattare la cosa o no?
Ni. La Bradley ci prova per le prime 200 pagine, poi evidentemente si scazza a tal punto che decide che anche la tizia ha un potere mentale (empatica), ereditato da non so quale zia strega, e risolve la situazione.
Per carità di patria ometto di approfondire la sconfitta dei terrestri. Dico solo che l'idea di usare i poteri mentali per far vedere gli incubi agli avversari è talmente vecchia che pure Fenix si vergognerebbe di usarla.

Conclusioni?
1) ho voglia di andare al mare;
2) devo dare un'occhiata a tutti i libri di darkover che ho letto per assicurarmi che fossero veramente belli e che non ero io ad essere troppo piccolo per accorgermi che erano cagate;
3) decisamente non è il libro adatto per iniziare questa saga. Se invece l'avete già iniziata pazienza.

lunedì 26 marzo 2012

Assuefazione

Niente internet a lavoro oggi.
Dopo sei ore sembravamo usciti da Zombie.

Devo correre ai ripari e installare Age of Empires II sul computer dell'ufficio...

venerdì 23 marzo 2012

Il Principe di Salina

Allora, datemi pure del professore rompicazzo, però è impossibile leggere queste cose e lasciar passare come se niente fosse.
La Repubblica, giovedì 22 marzo 2012, pag. 35 articolo intitolato "La riforma del Gattopardo" di Tito Boeri e Pietro Garibaldi. Al terzo paragrafo si consuma il delitto:
Purtroppo questa ampiezza avviene a scapito della profondità e si ha come l'impressione di un intervento voluto dal Principe di Salina, "affinché tutto cambi perché nulla cambi" [...]
NO cazzo.
Io capisco che Boeri e Garibaldi siano due economisti e quindi ne sappiano di letteratura italiana quanto io di scienza farmaceutica. E capisco anche che associno il Gattopardo alla nota frase riportata sopra. Dopotutto è vulgata comune che il romanzo di Tomasi di Lampedusa sia una protesta contro il trasformismo del popolo italiano e se si fossero limitati a parlare di "riforma gattopardesca" o "spirito gattopardesco" sarebbe andato anche bene. Però a loro questo non basta. No, vogliono a tutti i costi fare i fighi, aprire la pagina di wikipedia e, senza nemmeno leggerla fino in fondo, attribuire la frase canonica al protagonista della storia.
Beh mi spiace, ma non è il Principe di Salina a dirla. E' Tancredi.
Tancredi cazzo! Non c'è nemmeno bisogno di avere in casa il libro. Basta andare qui per controllare. Pagina 14, Tancredi Falconeri, nipote del Principe dichiara la sua intenzione di unirsi ai garibaldini.
Il Principe ebbe una delle sue solite visioni improvvise: una scena crudele di guerriglia, schioppettate nei boschi, ed il suo Tancredi per terra, sbudellato come quel disgraziato soldato.
- Sei pazzo, figlio mio. Andare a mettersi con quella gente. Sono tutti mafiosi e imbroglioni. Un Falconeri dev'essere con noi, per il Re.
Gli occhi ripresero a sorridere. Per il Re, certo, ma per quale Re? Il ragazzo ebbe uno di quei suoi accessi di serietà che lo rendevano impenetrabile e caro.
- Se non ci siamo anche noi, quelli ti combinano la repubblica. Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi. Mi sono spiegato?
Non so se è comprensibile anche a Boeri e a Garibaldi (che con un nome come il suo almeno queste cose dovrebbe saperle), ma nell'orizzonte del Principe il trasformismo non compare mai. Il Principe è al contrario il portavoce dello sdegno dell'autore per la "buffonata" del Regno d'Italia, destinato a cambiare tutto per far restare tutto uguale. Salina non è il Consalvo dei Viceré. Non si fa avanti per mantenere il suo potere nel mutato contesto, tanto che rifiuta di diventare Senatore del nuovo stato. Al contrario, segue l'avanzata dei piemontesi con infinita tristezza e con lo sguardo rancoroso di chi vede la decadenza e l'agonia di un mondo amato.
Pagina 16:
Questo era il paese degli accomodamenti, non c'era la furia francese; anche in Francia d'altronde, se si eccettua il giugno del quarantotto, quando mai era successo qualcosa di serio? Aveva voglia di dire a Russo, ma la innata cortesia lo trattenne: - Ho capito benissimo: voi non volete distruggere noi, i vostri padri. Volete soltanto prendere il nostro posto. Con dolcezza, con buone maniere, mettendoci magari in tasca qualche migliaio di ducati. È cosí? Tuo nipote, caro Russo, crederà sinceramente di essere barone; e tu diventerai, che so io, il discendente di un granduca di Moscovia, mercè il tuo nome, anziché il figlio di un cafone di pelo rosso, come proprio quel nome rivela. E tua figlia, già prima, avrà sposato uno di noi, magari anche questo stesso Tancredi, con i suoi occhi azzurri e le sue mani dinoccolate. Del resto, è bella, e una volta che avrà imparato a lavarsi...
- Perché tutto resti com'è. Come è, in fondo: soltanto una inavvertibile sostituzione di ceti. Le mie chiavi dorate di gentiluomo di camera, il cordone ciliegia di S. Gennaro, dovranno restare nel cassetto, e dopo finiranno in una vetrina del figlio di Paolo; ma i Salina rimarranno i Salina; e magari qualche compenso lo avranno: il Senato di Sardegna, il nastro pistacchio di S. Maurizio. Ciondoli questi, ciondoli quelli.
A voi sembrano le parole di una persona entusiasta del cambiamento? Il Principe odia i nuovi arrivati, i borghesi e i mercanti, che con i loro schioppi e le loro parole di Unità d'Italia nascondono il desiderio di prendere il posto della classe dominante nobiliare. Li odia come un patrizio romano del IV sec. d.C. avrebbe odiato i barbari germanici giunti a sostituire le raffinate abitudini del mondo antico con le nuove usanze del nord Europa. La donna borghese di cui Tancredi è innamorato e che sposerà alla fine del libro viene giudicata perfino "incapace di lavarsi". Fate voi.

Il Gattopardo non è soltanto la rappresentazione e la condanna del trasformismo italiano (e in particolare siciliano). E' soprattutto la cronaca malinconica della distruzione di un mondo. Un mondo avvertito come sostanzialmente uguale nell'ingiustizia ma migliore nelle usanze e nei costumi. Ugualmente ingiusto ma più bello.
Da qui la frase che davvero rappresenta Il Gattopardo, a pagina 93:
Il Principe era depresso: - Tutto questo non dovrebbe poter durare; però durerà, sempre; il sempre umano, beninteso, un secolo, due secoli...; e dopo sarà diverso, ma peggiore. Noi fummo i Gattopardi, i Leoni: chi ci sostituirà saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti, gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra.
Insomma, Boeri e Garibaldi, fatemi un favore: continuate a parlare di economia e lasciate perdere i riferimenti letterari. Oppure mandatemi le bozze degli articoli. Ve li correggo io.

 

giovedì 22 marzo 2012

La tettoia

La legge di Murphy è implacabile. Prendi lo stesso bus tutte le mattine, tutti i mesi e non c'è mai nessuno che conosci. Ti fai due palle incredibili.
Poi arriva il giorno che vorresti stare un attimo in pace a pensare ai fatti tuoi. Inevitabilmente compare la collega di lavoro che casualmente quella mattina ha preso il tuo stesso autobus. Inevitabilmente, una volta che sei riuscito a liberartene, spunta dal nulla il fratellastro di tua cugina (true story baby) che ti attacca un bottone tremendo sulla scuola e su quanto è duro il mondo per i giovani (eh, ma dai?).
La cosa positiva è che è molto simpatico (a piccole dosi) e nel suo piccolo dà da pensare.
Io - ma una volta finito questo calvario delle superiori che vorresti fare?
Lui - c'ho parlato con mio amico. Dice: aprimo 'na pizzeria a Roma (immaginatevi l'accento romano ndr.)
Io - eh può essere un'idea. Che poi mica ci vuole tanto. Basta un buco dove mettere un bancone e un forno e via
Lui - eh che poi c'ho avuto l'idea. C'avevo quattordic'anni e 'sto tizio co la pizza ar talio c'aveva il forno. E la sera che pioveva non ci si poteva annà che non c'era posto dentro. Ma manco d'estate. E lì c'ho avuto l'idea. 'Na tettoia!
Io - una tettoia?
Lui - Eh. Ma t'è mai capitato di vedé 'na pizza al talio cor la tettoia? Cazzo sò vent'anni che vedo 'sti locali. E mai nessuno che c'ha 'na tettoia. Ma a Roma sò tutti così. Dilli di scaricà i pancali ma non li dì di pensà a 'na tettoia che li fai sballà.
Oh, sembra cretino a pensarci, e probabilmente dipende dal fatto che ci vogliono dei permessi per modificare la facciate degli edifici, però effettivamente un negozio di pizza al taglio con la tettoia non l'ho mai visto nemmeno io. Potrebbe funzionare.

mercoledì 21 marzo 2012

Ma va?

E il premio Capitan Ovvio della giornata viene vinto da Alberto Goffi, cordinatore Udc della regione Piemonte di cui abbiamo anche il sito.
Davanti a questa notizia:


con grande tempismo e animo temerario commenta:
Da avvocato mi pare difficile pensare che sia un fatto casuale
Ma no, dai. Voglio dire, a me sembra assolutamente naturale e proprio della casualità della vita, che un tizio che non ti conosce e che non ti vuole nemmeno derubare, si metta un casco che lo rende irriconoscibile, ti segua e ti spari sei colpi di pistola per poi scappare. A chi non è mai capitata una cosa del genere? Bisogna proprio essere un avvocato per immaginarsi che il criminale volesse colpire proprio lui e non abbia scelto una vittima a caso.
Ehi, dite al signor Holmes che non abbiamo più bisogno di lui. Ci pensa Goffi a risolvere i casi!