lunedì 2 marzo 2026

Sanremo 2026 - Conti's Era is neverending

 Eccoci qui, di nuovo, senza aver visto manco una puntata di Sanremo (fino alle 2 di notte?? Voi siete pazzi o eroi) ma pronti a giudicare senza pietà le canzoni in classifica. So già chi ha vinto quindi siamo praticamente qua per capire quanto davvero facevano schifo al cazzo le altre se ha vinto quella là.

Le regole sono sempre le stesse: le canzoni vengono ascoltate una sola volta, su youtube, seguendo la classifica del festival. Il metro di giudizio è inerente a Sanremo e solo a Sanremo e un 8 assegnato qua non significa assolutamente che sia un 8 vero nella storia della musica in generale. La mia classifica è l'unica vera, giusta e inappellabile ed esistono i parimerito (altrimenti non mi basterebbero i voti con 30 canzoni).

E a chi mi chiede come mai ci sono più canzoni cantate da uomini che da donne rispondo: "tranquilli, tanto avrebbero fatto cagare pure cantate da donne" (ndr.)

18) Elettra Lamborghini – Voilà : 4
Esattamente come i panettoni in vendita a ottobre e le colombe a inizio febbraio, al festival di Sanremo di marzo arriva la canzone dell'estate 2026. Spero funzioni come promozione e spero che il cervello si dimentichi in fretta di "un po' ti odio un po' I love you" che porcoilcristodichiviscrivestarobadiocan.

17) Dargen D’Amico – AI AI : 4+

Qualcuno potrebbe chiedersi il senso di sta roba e sarebbe senz'altro una domanda generosa, perché presupporrebbe che ce ne sia uno. Buzzwords messe in fila sperando di creare l'effetto "wooooo ma parla della contemporaneità!" No, fa solo effetto rottura di coglioni.

16) Mara Sattei - Le cose che non sai di me : 4,5
Il punto della canzone di Mara Sattei è che se l'ascolti in modo disattento, prescindendo dall'accento romano dei primi versi che è talmente pesante da incrinare i vetri, potrebbe quasi sembrare una canzone innocua. Ok, c'è questa innamorata di sto tipo e ci tiene tantissimo a farcelo sapere. Poi l'ascolti veramente ed è la canzone del narcisismo patologico. In pratica sta tipa si è trovata un povero cristo di cui non sappiamo un cazzo a parte che ha un bellissimo sorriso. E non ne sappiamo un cazzo perché l'intera canzone ruota attorno al fatto che lei ha turbe psicologiche gravi e passa ogni singola notte a raccontargliele, fine. A lui non ha chiesto niente e non vuole sapere niente, l'importante è quello che gli deve raccontare lei. Ciccio, questa è una red flag con le gambe. Seriamente: SCAPPA. Sarebbe un 5,5 per la musica ma l'accento romano e la mancanza di educazione emotiva la fanno precipitare di un voto.

15) Leo Gassmann – Naturale : 5-
Non posso dire che mi fa schifo. Non posso dire neanche che mi piace perché è talmente innocua che mi sono bastati 30 secondi e già non mi ricordo bene di che parla. Mi ha colpito soltanto il fatto che qualcuno, non so se lei o lui o entrambi, voleva una casa sulle Tuileries (che non è un quartiere quindi cazzo dici?) e il tentativo bruttissimo di far rimare eyeliner con naturale. Nell'incertezza la metto sopra alla Sattei.

14) Francesco Renga – Il meglio di me : 5

Non so se sia giusto giudicare musicalmente le canzoni di Renga, visto che sono praticamente la stessa canzone da tipo un quarto di secolo. Sul testo, ci sono degli accenni di riflessione sul passare del tempo e delle immagini (come quella del cambiamento della pelle delle mani) che sarebbero quasi interessanti se non fossero annientate da uno dei ritornelli più brutti che abbia mai sfornato. Sa cantare. Cosa che gli impedisce di andare sotto al 5, ma non di tanto.

14) Samurai Jay - Ossessione : 5
Leggo la classifica e una domanda sorge spontanea: ma chi cazzo è Samurai Jay? Wikipedia mi dice: "Gennaro Amatore, nato nel 1998 a Mugnano di Napoli, si è avvicinato al rap grazie ad artisti come i Co'Sang, i Linkin Park e Jay-Z". Cosa che porta a ulteriori domande come: "capisco che chiamandosi Gennaro lo pseudonimo fosse necessario ma perché proprio uno così del cazzo?" e "passino i Co'Sang e Jay-Z ma i Linkin Park che vi hanno fatto per meritarsi l'accostamento?"
La canzone si avvicina molto al non classificato. Nel senso, la tematica è banale, musicalmente sono gli stessi due accordi ripetuti all'infinito. Fosse almeno considerabile rap potrei scusarla. E invece. Boh, diciamo che sono troppo vecchio per sta roba e chiudiamola qui.

13) Raf – Ora e per sempre : 5+
Giuro che io sta canzone l'ho già sentita ma almeno 18 volte. Sempre cantata da Raf. Io capisco che pure Eco dicesse che la creatività è eterna permutazione del già detto e del già sentito però eccheccazzo. Devo decidere se è meglio questa o quella di Renga. Decido che è meglio questa tirando una monetina. 

13) Chiello – Ti penso sempre : 5+

Passando un attimo sopra i problemi di dizione e di strascicamento delle parole che rendono davvero difficile la comprensione del testo in alcuni punti (e ho ascoltato la versione pulita, non quella sul palco), non è brutta musicalmente. Al massimo po' trita. Interessante la scelta di chiudere la canzone di colpo che sembra manchi un pezzo. Interessante nel senso che fa cacare. Però si è sentito di peggio.

12) Patty Pravo – Opera : 5,5
Onore alle armi alla voce di Patty Pravo che a 78 anni si difende ancora (e per le genZ e alfa no, vi assicuro che pronunciava male le parole anche trent'anni fa, io c'ero). Mancanza di onore assoluta invece per il chirurgo estetico che a una certa dovrebbe far capire ai suoi clienti quando ulteriori interventi rischiano l'effetto quadro di Picasso. Ma parlando della canzone, sono abbastanza convinto che sia stata scritta dall'AI con prompt tipo "fammi un testo alla Battiato ma come se lo dovesse cantare Patty Pravo". Fa cacare ma capisco che l'abbiano messa sopra ad altra roba, fa brutto dire alla nonna che non è in condizione ed è meglio se sta a casa. E lo stesso faccio io ma più di cinque e mezzo non posso dare. Sorry.

12) Luchè - Labirinto : 5,5
Beh, diciamo che quando per la parte musicale decidi di fare a meno di metà delle note del pentagramma già parti un po' in difficoltà. Può essere voluto eh. Nel senso che sei un tale maestro con le parole un cesellatore di versi talmente efficace che la musica deve essere solo un sottofondo. Un tappeto su cui stendere la tua poesia, una tela bianca su cui affrescare il tuo dipinto. Sennò ti viene fuori sta roba e ti prendi un 5 e mezzo. Ma dai, come Patty Pravo? Sì, perché lei ha 78 anni, Luchè che scusa ha?
Però se lo avessi visto a Nuova Scena con Fibra lo avrei votato, lo ammetto. 

11) Malika Ayane - Animali notturni: 6-
Nota di WTF?? per le bottiglie di alcolici usate come xilofono. Raga, perché? E boh, sono Malika Ayane e un tizio che insieme vanno in giro di notte e fanno paura. Mi fa piacere per loro ma non ho capito perché me ne dovrebbe fregare qualcosa. La tentazione di buttarla sotto Patty Pravo è fortissima ma la sua tonalità di voce mi è sempre piaciuta.

11) Eddie Brock - Avvoltoi : 6-
Per essere all'ultimo posto mi aspettavo qualcosa di inascoltabile e invece boh, a me non dispiace questa canzone sulla friendzone. Nel senso, è un po' cringina e ti fa venire in mente che il Masini di Bella Stronza si lamentava almeno di una con cui a letto ci era stato invece di una che non ti fila manco di striscio. Però intercetta temi di piagnisteo effettivamente esistenti con una musica orecchiabile. A me non dispiace.

10) Michele Bravi – Prima o poi : 6

Altra canzone con tema cringino con ragazzo che non scorda la ex e non ce lo dice ma potrebbe star rischiando l'accusa di stalking. Duella per la posizione con Eddie Brock ma la voce di Michele Bravi (che mai cagato ma wikipedia mi assicura che una volta ha vinto X factor) mi piace di più e strappa la sufficienza.

10) Bambole di pezza - Resta con me : 6
Io ho un sogno. Sogno una band femminile impegnata sulle politiche di genere e nell'attivismo che arriva a Sanremo e, sul palcoscenico nazionalpopolare per eccellenza, esce con una canzone sulla pizza. Così, giusto per disorientare. In mancanza di quello pure una canzone attivista andava bene, per non disorientare. Invece abbiamo avuto una canzone che non dice assolutamente un cazzo. Ma pure meno di quella di Levante. Fosse per me darei 5 ma là sotto c'è gente veramente inascoltabile e poi mi tocca inserire il 2 e il 3 in classifica.

9) Tredici Pietro - Uomo che cade : 6+
Per i figli d'arte ho sentimenti contrastanti. Da una parte apprezzo che non sfruttino il proprio nome, d'altra parte non sono sicuro che per un aspirante rapper "Morandi" fosse un titolo di merito. Ah ma dovevo parlare della canzone. Boh, ritornello carino, I guess? Non saprei cos'altro dire. Metto la sufficienza per quello.

9) Sal Da Vinci - Saremo io e te : 6+
Vabbè dai, letteralmente Albano che pur essendo vivo si è reincarnato nel neomelodico napoletano. Chiaramente è un grande professionista che nel suo settore è eccezionale e ottiene quindi grandi risultati. Un po' come l'IDF. Però a me fa cacare. Come l'IDF.

8) Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta : 6,5

Non sono un fan dei duetti ma loro insieme sembrano molto affiatati e hanno voci molto compatibili. I versi iniziali sulla modella che è se stessa ai Caraibi per me bastano a portare il voto a sopra la sufficienza, purtroppo però rimaniamo lì e il resto è tutto una ripetizione dello stesso concetto. Facciamo questa rapina per riprenderci la vita ma da chi? Come? Quando? E che ci facciamo una volta che l'abbiamo ripresa? Come piano è un po' confuso.

8) Levante - Sei tu : 6,5
Premessa: ha una voce bellissima e credo sia incontestabile. Detto questo, vorrei capire cosa si è fumata la gente che ha parlato di testo infinitamente complesso, difficile da capire. Raga, è una tizia che si innamora. So letteralmente due strofe col ritornello attaccato. Non dice assolutamente un cazzo: è quasi un esercizio da scuola di musica per provare le scale. 8 per la voce 5 e mezzo per il testo. Si ferma sul 6 e mezzo.

7) LDA e AKA 7even - Poesie clandestine : 7-
Il motivetto mi fa proprio cacare. Ma tanto. Il testo invece mi piace. Si sente che c'è stato messo dell'impegno e i pezzi in napoletano non sono neanche troppo fastidiosi. Credo che in realtà piacerà molto nei prossimi mesi e anche quest'estate. Probabilmente non si merita un 7- ma qualcuno un po' più alto in sta classifica ce lo dovrò mettere prima o poi.

7) Serena Brancale - Qui con me : 7-
Maiala che palle. Mi rendo conto di non essere più obiettivo perché dopo 22 canzoni di cui 20 sull'ammore i coglioni mi sono caduti e stanno rotolando lontanissimo. Non c'ho sinceramente voglia di ascoltare con attenzione il testo, mi limito a notare che la voce della Brancale è effettivamente bellissima e la metto a far compagnia a Poesie Clandestine. Mi spiace Sere, se volevi finire più alta dovevi capitare in un altro momento.

6) Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare : 7
Ruffiana. Ruffiana nel senso che se l'ascolti bene capisci che non vuol dire quasi un cazzo, ma quel quasi lo dice con un sacco di immagini che richiamano esperienze un po' comuni a tutti. Con una certa dolcezza fra l'altro, che non dispiace. Poi oh, mi piace come canta. Questo 7 è tiratissimo e probabilmente troppo soggettivo ma lo lascio qui lo stesso.

6) Tommaso Paradiso - I romantici : 7
Fra il pianoforte in tasca, i ragazzi che giocano con la palla contro il muro e il cuore appeso alla giacca di immagini abusate ne abbiamo abbastanza. Però la melodia è orecchiabile, la voce è bella e il testo è onestamente elaborato. Non è un capolavoro ma capisco perché sia arrivata in top ten rispetto a tutta la roba che c'è sotto. La decenza è il limite.

6) Fedez e Masini - Male necessario : 7
Mi fa molta simpatia questo esperimento fra la vocalità di Masini e il rap di Fedez. E mi fa piacere che sembra si siano divertiti a farlo. Credo si armonizzino anche decentemente, però la canzone mi fa abbastanza cacare. Oh capita. Però non la butto via, rimane interessante e apprezzo come Fedez ogni anno si inventi qualcosa di nuovo.

5) J-Ax - Italia Starter Pack : 7+

Vabbè carina dai. Siamo veramente sul limite che separa l'italiano che critica l'Italia dall'italiano che critica l'Italia per rimanere simpatico agli italiani che criticano l'Italia ma visto il panorama occupato militarmente dall'ammore a questo giro gliela passiamo. Sopra il 7 per mancanza di concorrenza e comunque ammetto il mio bias positivo per l'inserimento degli archi.

5) Arisa - Magica favola : 7+
Paghiamo la tassa consueta ad Arisa: sì, ha una voce bellissima ed è probabilmente una delle poche vere cantanti sul palco. Lo sappiamo tutti, è bravissima. Quest'anno eccezionalmente aveva pure una canzone semidecente. Soltanto semi però, mi ha annoiato dopo la seconda strofa. E poi per davvero: ma hai avuto il coraggio di lamentarti che tutti ti hanno sempre fatto i complimenti per la voce e lo fai cantando a Sanremo? Eddai.

4) Fulminacci - Stupida Sfortuna : 7,5
Il testo è carinissimo. Il ritornello mi fa cacare. Non lo so perché, forse è per il coro dietro. Peccato perché non trovo critiche più decisive da fare se non il gusto personale. Quando sento "Stupida stupida sfortuna" mi fa l'effetto del gesso sulla lavagna.

3) Ditonellapiaga - Che fastidio! : 8-
Intelligente utilizzo delle idiosincrasie contemporanee (dalle telefonate dei call center dall'India alla moda di Milano) per suscitare simpatia. Effettivamente la suscita. Gli manca quel pizzico di originalità che le farebbe fare quel salto in più verso il pezzo memorabile. Però si ascolta con piacere nonostante potesse anche finire prima.

3) Nayt - Prima che : 8-
Carina. Molto carina e assolutamente da far ascoltare a Luchè che magari impara qualcosa. Un bel ritmo e un testo sui rapporti interpersonali e la ricerca di sè che sicuramente spicca nel panorama sanremese che ha attorno. Apprezzo il coraggio e apprezzo il tono molto intimista, con un ritornello migliore e più esplicito poteva anche contendersi il primo posto.

2) Sayf - Tu mi piaci : 8
Mi piace molto il testo e il ritmo. Sono rimasto incerto se farla vincere o meno e per alcuni versi ci è andata vicinissimo. E se non ha vinto il festival probabilmente è per via della lobby popolare campana che si doveva vendicare per Geolier. Detto questo, continuo a preferire quella di Meta.

1) Ermal Meta - Stella stellina : 8+
Premessa: in passato non ho mai apprezzato molto Meta perché trovavo le sue canzone composte quasi sempre all'85% da retorica e sdolcinate da morire. Stavolta però ammetto che ha tirato fuori un pezzo dolcissimo che mi ha fatto pure partire la lacrimuccia. La cosa che apprezzo di più è che si tratta di un tema serissimo in cui basta veramente poco per diventare molesti e che invece ha trattato con estrema delicatezza. Se avesse vinto non mi sarei stupito. Come premio di consolazione lo farò vincere io.

E anche per quest'anno è andata. Ci vediamo l'anno prossimo (forse).

venerdì 6 febbraio 2026

3 libri un solo post - il fantasy di inizio anno

Siccome mi capita sempre più raramente di riuscire a leggere fantasy - in parte perché ho meno tempo, in parte perché la roba bella non si trova più, sepolta da scaffalate di harmony per quattordicenni convintissimi che leggere di vampiri, elfi e demoni li renda in qualche modo superiori alle loro nonne che seguivano le avventure erotiche della Contessa Matilda col giardiniere Juan - faccio un post riassuntivo di tre libri che per pura coicidenza sono riuscito a concentrare in questo inizio 2026. E parlerò probabilmente malissimo di un grande autore e benissimo di roba che invece non si incula nessuno. Capita.

Elantris - aka quello di cui parlerò male

Tre mesi per sistemare il cosmo (ndr.)
Elantris è il romanzo di esordio di Brandon Sanderson, uscito nel 2005 e si dice che sia stato proprio Elantris (con le ottime critiche ricevute) a convincere la moglie di Jordan ad affidargli la conclusione de La Ruota del Tempo. Pensa quanto stava messa male. Leggere questo libro mi ha confermato tutto quello che penso di Sanderson, ovvero che la mediocrità della letteratura di genere fa assurgere scrittori passabili a icone inarrivabili.
Cerco di spiegarmi e cerco anche di essere breve che ho altri due libri di cui parlare. Il punto di forza di Sanderson è il world building. Porre alcune premesse interessanti, creare un sistema di regole evitando di tradirlo in modi troppo comodi e lasciare che il mondo ci si sviluppi attorno. Anche in Elantris lo fa e gli viene benissimo. C'è una repubblica di maghi/scienziati che attraverso le parole domina il proprio angolo di mondo, in cui abita con connotati quasi divini. A un certo punto una catastrofe naturale modifica quello stato di cose condannandoli a diventare dei morti viventi sull'orlo della pazzia e del dolore eterno. Cosa succede considerando anche che c'è un impero teocratico a due passi che sta cercando di conquistare il mondo?
Tutte le premesse funzionano e sono interessanti. Poi arrivano i personaggi... che sono un problema. Perché Sanderson non sa scrivere personaggi interessanti neanche sotto tortura. E se nel tempo è leggermente migliorato (in Mistborn e nelle Cronache della Folgoluce alcuni riescono quasi a essere simpatici), è abbastanza evidente che a trent'anni non ce la poteva fare. I protagonisti sono due. Il primo è un principe bello, buono, democratico, paritario, amico del popolo, amato da tutti, politicamente assennato, saggio, talmente intelligente da imparare l'astrofisica e correggere le equazioni a Stephen Hawking nel giro di tre mesi (non è un iperbole: impara un sistema magico sconosciuto, distrutto da decenni insieme al suo popolo e lo fa tornare a funzionare da autodidatta), e Sanderson non lo dice ma evidentemente anche dotato di un cazzo di un metro e una spanna. L'altra è una principessa bellissima (ma che si sente brutta perché è alta), TROPPO intelligente, appassionata, sincera, scaltra, determinata, gettata in mezzo ai lupi e uscita capobranco che in due mesi riforma l'agricoltura, crea il welfare state, detronizza un re e si fa incoronare regina e che oh, nessun uomo potrà mai amare perché, si sa, ai maschi piacciono quelle stupide. Praticamente i pg overpower che ogni dodicenne ambosessi della storia vorrebbe incarnare. Per fortuna che poi si cresce. Però c'è anche il chierico cattivo ma con i suoi motivi che alla fine fa l'antieroe contro il cattivo vero che è cattivo perché ha avuto il trauma della fidanzata morta giovane fra mille sofferenze. Questo è un libro serio e per niente pieno di stereotipi.

Voto: 6,5 Ottime idee e bellissima costruzione del mondo rovinati da personaggi noiosissimi e da tempi di narrazione insensati che distruggono ogni patto di incredulità. 

L'ascesa di Horus - aka il primo di una delle diciotto serie e 9483429 libri di Warhammer 40k finalmente tradotti in italianoTM

e comunque l'ateismo di stato galattico resta una buona idea (ndr.)
Parlando di gente che non sarà mai considerata l'apice della scrittura, c'è Dan Abnett. Parlando di gente che sa decisamente cosa vuole il suo pubblico di riferimento e come darglielo, c'è Dan Abnett. Dan Abnett è il McDonald's del fantasy (e probabilmente dei fumetti ma non ho esperienze di prima mano in merito). Vuoi un panino? Ti fa un panino. Te lo fa esattamente come ti aspetteresti sia un panino e quando lo mangi ti fa provare esattamente la soddisfazione che volevi avere quando hai deciso "quasi quasi mi faccio un panino".
Io avevo voglia di leggere un libro in cui dei tizi con cannoni al plasma e spade motosega si sparano e fanno a fette a vicenda in un universo in cui l'Imperatore dell'umanità ha deciso che una crociata è esattamente quello che serve per riunire tutti i reami della diaspora galattica e combattere il Caos. E se dobbiamo sacrificare la democrazia e il libero pensiero di tutti gli altri per questo beh, non è che abbiamo scelto il titolo di "Imperatore" perché ci ispiravamo alla divisione dei poteri di Montesquieu. In tutto questo c'è un tizio di nome Horus che sta pensando che forse questa storia della crociata sia un po' eccessiva e che magari si può ottenere gli stessi risultati con la diplomazia. Ma magari sta subendo la corruzione del Caos. O magari è quello che diremo quando verrà represso nel sangue fra tipo, boh, quattro o cinque libri a seconda di quanto va bene la distribuzione.
Volete una storia di fratellanza militare, altamente scenografica, con un sottofondo di critica sociopolitica ma neanche troppo in evidenza perché non vorremmo mai che offuschi la bellezza dei nostri esoscheletri meccanici? Dan Abnett è il vostro uomo. Se invece vi aspettate grandi approfondimenti psicologici siete probabilmente nel posto sbagliato.

Voto: 7,5 Non è alta letteratura e non pretende assolutamente di esserlo. Quello che vuole fare lo fa benissimo.

Dungeon Crawler - Carl aka il libro del videogiocatore, per i videogiocatori, sui videogiocatori
Se un problema non si risolve non hai usato abbastanza dinamite (ndr.)
Tornando invece a parlare di esordienti, Matt Dinniman è quello di noi che ce l'ha fatta e che ce l'ha fatta per la strada più difficile. Nel senso che è un videogiocatore che ha scritto un libro invece di streammare su twitch. O almeno è quello che ho capito leggendo roba sparsa su internet perché è talmente nuovo che ancora non gli hanno fatto una pagina su wikipedia. Libro che poi ha autopubblicato su Amazon e di cui poi ha scritto i seguiti sempre su Amazon per poi essere finalmente notato e comprato da una casa editrice vera. Il classico caso di successo di pubblico prima che di marketing e per questo ci piace.
Dungeon Crawler Carl, parla di un tizio che si sveglia una notte e scopre che il suo pianeta è stato espropriato da una compagnia galattica che crea giganteschi dungeon mortali per mandare avanti uno show televisivo. Il libro è infarcito di citazioni e riferimenti a praticamente qualunque cosa del mondo nerd (e non) contemporaneo e ripropone situazioni che chiunque abbia mai giocato a qualunque cosa riconoscerebbe. Si tratta quindi di notevoli dosi di fanservice, incartate però da una scrittura semplice ma estremamente efficace e da personaggi molto simpatici da leggere. C'è un pochina di ripetitività in alcune situazioni ma dovrei leggere i prossimi libri per capire se è un tratto fisso della scrittura o se è solo una soluzione narrativa coerente col contesto. Per il momento rimane coerente col contesto.

Voto: 8 Scoperta assolutamente notevole e spero solo che il resto dei romanzi venga tradotto a un ritmo decente e che non debba aspettare il 2050 per finire di leggerli.


martedì 27 gennaio 2026

Silksong: due parole conclusive

Verso la fine dall'anno scorso ho finito Silksong. Per farvi capire come l'ho finito, posto un'ingloriosa foto allo schermo in bassa risoluzione e mezza storta perché volevo postarla subito su whatsapp.


No, non sono arrivato al 100% e non ci arriverò mai. Per farlo dovrei fare una serie di cose noiosissime tipo completare il bestiario ammazzando x volte y mob che, no grazie, se volessi fare quest dove si ammazzano cose random pagherei la blizzard per giocare a WoW.
Il mio giudizio sul gioco è 10/10, senza tante storie e voglio spiegare il perché. Prima però una serie di premesse:
a) sono un pc player che gioca prevalentemente con mouse e tastiera e il controller lo uso sporadicamente quindi sono fondamentalmente una pippa al sugo. Se io riesco a fare l'atto 3 ci può riuscire abbastanza chiunque;
b) se aveste dei dubbi su questo punto, basta guardarsi un qualsiasi speedrunner che gioca a Silksong. Niente ti fa capire il tuo posto nella catena alimentare del gaming quanto vedere un tizio che fa in un'ora e senza morire roba che tu ce ne hai messe 20 e riempiendo cimiteri;
c) personalmente i giochi di From Software mi fanno cagare, quindi sono abbastanza l'ultima persona che può essere accusata di amare lo stile di gioco "muori ottanta volte finché non fai il boss";
d) ho due critiche da fare al gioco e le farò, ma voglio prevalentemente rispondere a diverse robe che ho letto in giro e che mi hanno fatto riderissimo. E per fortuna che risponderò qua sopra dove non mi legge nessuno così evito di litigare con la gente sotto i video di youtube che fa tanto 2010.

Le critiche sensate: che sono principalmente due ma anzi in realtà una. La prima che voglio parzialmente ritrattare è quella delle panchine. Parzialmente perché sono ancora convinto che mettere un punto di respawn fuori dall'area dei boss non cambierebbe granché nel flow del gioco. Tuttavia devo ammettere che a parte un paio veramente messe in culo ai lupi (quella prima del Last Judge e quella di Groal... sì, anche quella segreta è comunque in culo ai lupi), tutte le altre sono veramente accessibili. Il fatto che la gente non afferri il concetto di "non sei obbligato ad ammazzare tutte le volte tutti i mob che incontri sulla strada, corri ed evitali" non è una scusante. Tuttavia non mi rimangio la tesi che evitare sta roba sarebbe stato semplicemente un modo di rendere il gioco meno frustrante.
La seconda critica che invece ho sentito poco in giro ma che io invece ritengo essenziale è il fatto che il gioco non espliciti mai come si acceda all'atto 3. Legare un terzo del contenuto del gioco a una quest secondarissima come quella delle pulci la cui importanza non viene mai sottolineata (non esiste neanche un counter evidente che ti faccia vedere quante ne hai già trovate e quante ne devi ancora trovare) è una una minchiata. Capisco che siamo nel 2025 e che internet sia pervasivo, però dire "eh ma tanto guardi le guide su youtube" non è una scusa.
Capisco che sia contenuto endgame riservato a chi vuole veramente impegnarsi. Però almeno chiarire al giocatore che esiste la possibilità di fare altro dovrebbe essere doveroso.

Le critiche non sensate: queste sono quelle che ho letto in giro e che ho ascoltato in ottomila recensioni su youtube e che sinceramente non capisco.
1) la curva ripida - ho sentito gente dire che se non hai giocato a Hollow Knight approcciarsi a Silksong è difficilissimo e impadronirsi del moveset un'impresa. Boh. Non ho giocato a Hollow Knight e mi è sembrato tutto molto immediato. Il gioco ti fa progredire una mossa alla volta, una difficoltà alla volta, con nemici progressivamente più complessi. Sinceramente non ho visto questa ripidità fino all'inizio dell'atto 3. Lì si sente che il livello si è alzato molto ma è l'endgame, me lo aspettavo. Per tutto il resto si tratta di puro addestramento. Impari a fare i salti, impari ad andare a tempo, impari quando scattare, impari ad attaccare con l'angolo giusto. Ogni volta che sbagli e ricominci sei leggermente più bravo della volta precedente e alla fine arrivi a fare robe in cui non avresti mai pensato di riuscire. Capisco che sentirsi dire git gud faccia venire praticamente a chiunque dei giustificatissimi istinti omicidi. Anche perché il 90% delle volte viene detto a cazzo. Però occorre accettare che nessuno nasce con la scienza infusa (per non parlare della coordinazione meccanica) e che l'unico modo di migliorare è provare finché non si riesce. C'è chi la bestia campana (il primo boss vero) riesce a farla al secondo try, chi ce ne mette 6 (come me), chi 15 ma alla fine ce la fai e diventi migliore.
Capiamoci, è legittimo dire "io 80 ore in sta roba non ce le voglio buttare". Va benissimo. Io ho aperto Elden Ring e dopo mezz'ora mi sono detto ma sai che io non ho assolutamente voglia di perdere tempo su sta roba? e ho disinstallato. Quello che non capisco è la critica "il gioco è troppo difficile". Raga, non vi ha ordinato il dottore di giocare a Silksong. Giocate ad altro. Oppure mettete la mod che riduce i danni però io ve lo dico: non saranno i danni il problema. Ci sono pezzi di parkour in cui dovrete premere il tasto giusto al momento giusto per una settantina di volte di fila. Se riuscite a fare quelli potete imparare anche a fare i boss col doppio danno e se non riuscite a fare quelli il gioco comunque non lo finite.
2) i doppi danni: sarà che non ho giocato a hollow knight e quindi non ho avuto lo shock che a quanto pare ha devastato molti OMMIODDIO I MOB TOLGONO DUE PUNTI VITA. Sinceramente non ho capito il punto. Hai 5 maschere, quindi puoi farti colpire 3 volte prima di morire. Se ti curi ne recuperi 3, che ti permettono di farti colpire un'altra volta. Piano piano guadagni altre maschere. Che cambiava se (come ho capito funzionasse HK) i mostri avessero tolto 1 di vita partendo con 3 punti? Evidentemente la difficoltà del gioco è settata in quel modo. Cioè, io capisco la rottura di cazzo di vedere un boss che ti cade addosso e ti fa due danni. Pure io ho bestemmiato l'intero calendario quando mi interrompevano una cura e la perdevo prendendo pure i danni. Però sono le regole del gioco. I boss sono un'altra cosa da schivare. Le cure le devi fare al momento giusto. Se sbagli sei tu che sbagli, non il gioco.
3) non ti ricompensa abbastanza: questa è la roba che mi ha fatto più ridere perché è stato detto in associazione alla cosiddetta path of pain. Si tratta di un pezzo di parkour difficilissimo in endgame che non ti permette di accedere ad abilità aggiuntive ma solo a un pezzo di lore del mondo. Mi ha fatto ridere perché è stata la parte che ho amato di più del gioco.
Ci sono altri due pezzi di parkour di difficoltà simile: la salita al Monte Fato e la risalita con la lava nei Campi Ermi. Personalmente le ho odiate per via del fattore tempo. In entrambi i casi eri spinto (dal freddo e dalla risalita della lava) ad andare di fretta. La risalita verso la superfice invece è stato un momento quasi zen. Musica calma, colori tenui, niente che cerca di ammazzarti. Sei solo tu che devi fare il salto giusto al momento giusto avendo tutto il tempo del mondo per pensarci. Nessun elemento randomico: il giocatore è lasciato a se stesso e alla propria abilità raggiunta (e da raggiungere). Quando sono riuscito a farcela mi sono sentito semplicemente in pace. Era il punto più difficile del gioco, assolutamente secondario, assolutamente non necessario e lo avevo fatto. Andava bene così.

Al di là di tutte le critiche, Silksong è il videogioco che ti diverte al punto da invogliarti a diventare bravo. Questo per me è da 10/10.

In questo periodo ho giocato anche a Clair Obscur - Expedition 33. Forse farò un post in merito perché c'è una cosa che voglio dire ma anticipo il giudizio finale. Expedition è un piccolo capolavoro. Per la storia, la parte visiva e la colonna sonora assolutamente fuori di testa. Per questi motivi e per essere probabilmente l'inizio di un nuovo franchise storico (per dirla come va detta: per essere il nuovo Final Fantasy) ha vinto il goty e una valangata di altri premi. Se avessi dovuto scegliere io: gli avrei lasciato tutti gli altri premi e probabilmente anche un Oscar per la migliore sceneggiatura, ma il goty lo avrei dato a Silksong. Expedition è un'opera d'arte ma come gioco Silksong è superiore.

giovedì 15 gennaio 2026