Oggi ho il mal di schiena, sono a lavoro e il tempo è uggioso. Mi sembra il momento perfetto per parlare di geopolitica come solo chi disquisiva di virologia ai tempi del covid potrebbe. Tuttavia il 24 febbraio 2022, giorno dell'invasione russa dell'Ucraina, scrivevo questo post abbastanza amareggiato e a tre anni di distanza e con Trump che amichevolmente massacra Zelensky in mondovisione, mi sembrava il momento giusto per tirare qualche conclusione e pronunciare qualche prudente "io lo avevo detto".
La domanda è: di preciso, cosa non si è verificato di quello che avevo predetto in quel post?
Sinceramente, l'unico particolare che ho mancato è stata l'incredibile resistenza dimostrata dall'esercito ucraino e le spettacolari figure di merda di quello russo. Che mi sembra sensato autocondonarmi visto che né il Pentagono né FSB mi tengono al corrente sul grado di preparazione dei rispettivi eserciti e alleati. Su tutto il resto, mi sembra che gli USA, ad esempio, abbiano guadagnato praticamente tutto quello che era possibile guadagnare ovvero, in ordine:
- adesione alla NATO di Svezia e Finlandia, praticamente senza colpo ferire;
- compattamento dell'UE in funzione antirussa;
- interruzione di tutti i rifornimenti energetici (almeno quelli diretti, poi c'è tutto quello che passa via mare e terra attraverso stati confinanti alla Russia che tutti facciamo finta non esista) a bassissimo costo per il continente europeo con sabotaggio sistematico dell'industria manifatturiera concorrente a quella USA (che comunque visti i dazi non sembra essere bastato... quanto cazzo fa cacare l'industria americana in qualunque cosa non riguardi armi e informatica?)
- smembramento di ogni posizione russa nel medio oriente e dissanguamento della Wagner in Africa;
- innalzamento della spesa militare ed energetica europea di cui gli USA beneficiano direttamente.
Mi sono dimenticato qualcosa? Probabilmente sì. Tutto questo è costato a Washington qualcosa intorno ai 100 miliardi in tre anni di cui una discreta parte comunque spesi al proprio interno nell'industria degli armamenti. Non male direi. La domanda, che mi sembra oltreatlantico si stiano facendo in molti, è la seguente: cos'altro possiamo guadagnarci ancora?
Mi sembra che la risposta che si stiano dando sia: non molto. E si stia quindi procedendo di conseguenza. È venuto il momento di riportare il Cremlino agli onori del mondo, sottraendolo all'abbraccio mortale con la Cina. E se questo comporta sacrificare gli ex alleati ucraini beh... innanzitutto non sono esattamente alleati no? Lo abbiamo precisato fin dal primo momento che non c'era nessun trattato e che quindi ogni aiuto era legato soltanto alla nostra infinita generosità che ci obbliga a difendere la democrazie dalla barbarie autoritaria. In secondo luogo non è che gli USA abbiano effettivamente un ottimo curriculum in materia di "non lasciare gente che si è affidata a loro nella merda". Per info citofonare a chi preferite fra Vietnam, curdi, Afghanistan. E fra poco direi anche a Kiev. Quindi Zelensky deve farci il santissimo piacere di chinare il capo, ammettere la sconfitta e possibilmente dimettersi lasciando il posto a qualcuno di più ben visto dall'altra parte del confine. O magari a un militare, qualcuno di concreto con cui sia possibile trattare affari.
Tutto questo, lo vorrei precisare per i miei compagni a sinistra per cui Trump è il male assoluto, sarebbe successo anche con Biden eh. O con Kamala. Gli interessi degli USA in questa triste storia sono stati ampiamente soddisfatti e il Pacifico è assai più importante per loro di quanto potrà essere mai l'ennesimo paese ex sovietico da integrare nella loro alleanza militare. La verità è che a nessuno frega un cazzo se la Russia si tiene quei due staterelli di confine come cuscinetto verso occidente (e se fossi nella Moldavia non dormirei esattamente sonni tranquilli). La verità è che in America era il momento di tirare i remi in barca e questo sarebbe avvenuto a prescindere. Anzi, oserei dire che Trump, con il suo modo di fare da elefante in cristalleria, sia esattamente la persona adatta per questo sporco sporco lavoro. Fosse toccato a Kamala abbandonare l'Ucraina avrebbe avuto un sacco di problemi con i propri elettori. MOLTO meglio che se ne occupi il presidente pazzo.
Se fossi complottista potrei addirittura pensare che il tenere un tizio in stato di demenza senile fino all'ultimo e poi cambiarlo con la candidata meno apprezzata nel partito sia stato fatto esattamente per questo: per lasciar chiudere ad altri tutte le questioni spinose lasciate in sospeso. Ma fortunatamente non sono complottista. Mi limito a pensare che fra i dirigenti del Partito Democratico americano non ci sia stato poi tutto questo dispiacere nell'immediato dopoelezioni. A volte è così comodo stare all'opposizione...
Parlando di Putin c'è poco da dire. A parte il fatto che chiunque pensi abbia vinto questa guerra (e qui ci sono un sacco di miei compagni che lo pensano) non ci ha abbondantemente capito un cazzo. La Russia ha iniziato tutta questa storia nel 2014 quando è stata costretta ad occupare militarmente la Crimea perché quello che fino ad allora era un loro stato satellite minacciava di escluderli dal Mar Nero, per di più installando basi e missili occidentali nel proprio territorio. Poi ha finanziato otto anni di guerra civile tramite i separatisti del Donbass che da parte loro qualche buon motivo dovevano pur averlo: non esiste luogo al mondo che tenga in campo migliaia di combattenti e un intero fronte fortificato contro un esercito regolare senza avere il supporto della popolazione locale.
Non funzionando neanche questo hanno scatenato un'invasione che nei loro programmi doveva durare massimo due settimane sostituendo Zelensky con un governo fantoccio. Si sono invece ritrovati invischiati in un conflitto convenzionale di tre anni, a dover smantellare e ricostruire un intero esercito tornando alla base reggimentale, a consumare la gran parte del proprio arsenale bellico messo insieme in mezzo secolo di Unione Sovietica, con guadagni di territorio ridicoli e perdite umane ed economiche enormi. Tutto questo perdendo contemporaneamente risorse incalcolabili di mancato commercio con l'Europa, dovendo gestire l'intero riposizionamento dei canali energetici verso l'Asia, dovendo abbandonare ogni interesse e alleato in Africa e medio oriente e finendo sotto ricatto perfino di posti come la Corea del Nord. Avendo un miliardo e qualche centinaio di milioni di cinesi a due passi da una Siberia spopolata che sembra implorare una colonizzazione.
Non avete idea di quanto abbia bisogno Putin di tornare in una posizione mediana fra Cina e occidente. Potrebbe finire per accettare quelle quattro mezze province conquistate lungo la linea del fronte e una promessa di neutralità perenne dell'Ucraina giusto per mettere fine a tutto questo casino e potersi vantare in patria di almeno non aver perso la penultima provincia russa in Europa. Credo pretenderà anche una promessa segreta di non andargli a rompere il cazzo in Georgia. Se non chiede neanche quello sta veramente alla canna del gas.
Poi c'è l'Ucraina che perderà il 20% del suo territorio, verrà smilitarizzata e ovviamente non avrà nessuna garanzia di sicurezza da parte occidentale. In compenso potrà scrivere in tutti i libri di storia di aver resistito valorosamente all'invasione russa. Tipo Finlandia. Ovviamente non comporterà nessun vantaggio pratico però chissà, prima o poi potremmo farla entrare in UE. Ne parliamo fra un quarto di secolo, diciamo?
Poteva fare altro? C'è chi ha detto che una posizione neutrale in cui mediare fra Russia e occidente, tipo Austria durante la guerra fredda, sarebbe stata la soluzione migliore. Del resto esistere a due passi da uno stato imperiale e dittatoriale che crede di vantare enormi crediti storici sul tuo territorio non è mai facile. Non è facile per nessuno diciamo, neanche per chi ospita basi militari e migliaia di soldati di una potenza straniera sul proprio territorio solo perché ottant'anni fa ha perso una guerra. Vero Italia e Germania?
Dall'altra parte non è che non avessero le loro buone motivazioni. Voler avere una politica totalmente indipendente dallo stato dittatoriale di cui sopra, decidere del proprio destino, parlare solo ucraino in un luogo che si vuole abitato solo da ucraini: sono tutte pretese ragionevoli per chiunque sia "un po' nazionalista". Del resto, per anni gli alleati americani e inglesi hanno ripetuto di andare avanti, che la Russia non avrebbe osato opporsi all'occidente, che quasi tutti gli stati ex sovietici si erano uniti alla NATO. Quindi perché non anche l'Ucraina? E quindi se una guerra di indipendenza occorreva farla, si sarebbe fatta e si sarebbe vinta. Gli ucraini avrebbero messo il sangue, gli USA le armi. E allons enfants de la Patrie, le jour de glorie est arrivé!
C'è solo un piccolo problema: che le guerre di indipendenza purtroppo si possono anche perdere. Soprattutto se dall'altra parte c'è un paese con cinque volte la tua popolazione. E fidarsi delle promesse americane non è mai esattamente una buona idea.
E alla fine c'è l'Europa, che come previsto pagherà tutto quello che c'è da pagare, senza guadagnarci niente e senza neanche avere la soddisfazione di aver deciso del proprio destino. Noi siamo gli spettatori paganti di tutto questo casino e lo rimarremo ancora per un bel pezzo.
Dai, ci ero andato abbastanza vicino, no?